Il dolore di tutte le comunità religiose

A Parigi preghiere tutta la notte

In Francia non sono mancate le commoventi reazioni espresse dai rappresentanti della Chiesa subito dopo il terribile incendio che ha divorato gran parte della cattedrale di Parigi. Stamattina, dopo aver trascorso una notte di preghiera in mezzo ai suoi fedeli radunati nella vicina Place Saint-Michel, sull’altra sponda della Senna, l’arcivescovo di Parigi è intervenuto alla radio per domandarsi: «Perché è stata costruita questa meraviglia? Uno scrigno per quale gioiello?

Non è per la Corona di spine, ma per un pezzo di pane che noi crediamo sia il Corpo di Cristo». Michel Aupetit, inoltre, non ha mancato di congratularsi per «l’enorme slancio di solidarietà» che si percepisce ovunque. «Con il sindaco e il presidente della Repubblica, vediamo insieme come organizzarci perché vi sia soprattutto unità e coerenza», ha spiegato.

La cattedrale, ha detto il presidente eletto della Conferenza episcopale francese (Cef) Eric de Moulins-Beaufort in una dichiarazione ufficiale, «fa parte di quei simboli, quegli sforzi di pace, bellezza, speranza, di fede che vanno al di là della fede cristiana. Questa perdita è una grande ferita, il crollo della guglia ha una rilevante portata simbolica perché rappresenta un dito teso verso Dio, un parafulmine che fa giungere le grazie di Dio verso di noi». «Oggi — ha proseguito il presule, arcivescovo di Reims — la mia tristezza mi unisce ai parigini che non potranno celebrare la messa crismale. Mi unisce soprattutto a coloro che hanno perso ieri sera la loro casa. In passato, come vescovo ausiliare di Parigi, ho avuto spesso modo di celebrare la messa della domenica sera, che riunisce una folla eterogenea di turisti, di parigini e parigine così come dei fedeli ancora più numerosi provenienti dalla periferia e che raggiungono facilmente Notre-Dame utilizzando i mezzi di trasporto. Con il passare delle domeniche, abbiamo imparato a conoscerci e a riconoscerci. Il fervore di queste assemblee è stato il regalo, la grazia della domenica sera. Sono tutte queste persone che hanno perso la loro casa, e che dovranno aspettare prima di ritrovarla». «L’influenza di Notre-Dame di Parigi — ricordano i vescovi francesi in un comunicato — va al di là della capitale». La cattedrale, insistono, «rimarrà uno dei simboli più importanti della fede cattolica e un luogo in cui tutti, credenti o meno, possono ritrovarsi nei momenti essenziali della storia del nostro paese». Da segnalare, infine, il sostegno espresso dai leader parigini delle altre religioni, come il rettore della Grande Moschea Dalil Boubakeur, che assicura che i musulmani pregano Dio «di salvaguardare questo monumento così prezioso ai nostri cuori», dopo le immagini particolarmente desolanti dell’incendio di Notre-Dame, cattedrale di Parigi consustanziale della Francia.

Viva emozione è stata espressa anche dalla comunità ebraica. «Siamo rattristati dalle immagini della cattedrale», ha scritto Haïm Korsia, grande rabbino di Francia, che ha manifestato «la sua amicizia e il suo sostegno in preghiere alla Chiesa cattolica e in particolare a Monsignor Aupetit».

© Osservatore Romano -18 aprile 2019

 

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