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Allo stato attuale, per quanto è in nostra conoscenza, non esistono fonti sicure sul significato della Croce Celestiniana.
Tuttavia con l'aiuto della valenza simbolica e dei significati spirituali che accompagnano le immagini di cui è composto il simbolo proveremo a tracciarne alcuni contorni spirituali utili per il nostro cammino.

Anzitutto rileviamo che l'iconografia del caduceo (due Serpenti che si attorcigliano intorno a una verga centrale) si trova gia nell'arte mesopotamica del 3500 a.C. e successivamente anche i greci utilizzarono il medesimo simbolo legandolo al dio Hermes. Il Serpente, nella mitologia antica e in quella greca rappresentava la rinascita. Il suo cambiare muta di frequente era segno di guarigione e giovinezza. Per tale motivo tale simbolo è stato poi utilizzato nella medicina.

Nella simbologia biblica il serpente raffigura nella sua prima immagine del Genesi, il nemico, il tentatore. Anzi per identificarlo nel suo atteggiamento, nel suo comportamento e nelle sue logiche, si usa il termine Arùm che in ebraico significa astuto e, nel contesto del Genesi, indica quell'astuzia che finalizza alla disobbedienza e al ladrocinio.
Stesso ritmo utilizzato nella letteratura del vangelo di Giovanni per connotare l'atteggiamento ladrocinante, avido ed interessato di Giuda di Keriot: "φυλακῇ ὁ κλέπτης ἔρχεται ἐγρηγόρησεν" (Gv. 12,6)
È colui che induce la donna e l'uomo a disobbedire a Dio e a disordinarsi sui tre livelli di relazione, con Dio, con se stessi e fra di loro.
 
Il porporato ha iniziato una terapia antivirale ma le sue condizioni risultano per ora buone
 
Nota della Pontifica Accademia della Vita sull'emergenza da Covid-19: l’intera umanità è alla prova, siamo solidali e interdipendenti nella vulnerabilità e nel limite, affrontiamo la pandemia con spirito critico sui nostri modelli di sviluppo. L’agire politico non si riduca alla risposta tecnica, si rafforzi l’alleanza tra scienze ed etica, si tutelino sempre i più fragili, si capisca il senso e la forza della preghiera
 
Molti stanno riscoprendo pagine di letteratura che descrivono gli effetti di improvvisi flagelli che si abbattono sul mondo, come accade nel tempo del coronavirus. Nel romanzo La peste, di Albert Camus, è interessante leggere la conclusione alla quale l’autore fa giungere il medico ateo Rieux: «Un mondo senza amore è come un mondo morto; viene sempre un’ora in cui ci si stanca delle prigioni, del lavoro e del coraggio, per domandare il viso di una creatura e un cuore che l’affetto riempie di stupore».
 
Al termine del mese nel quale si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua 2020, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale è lieto di annunciare la pubblicazione di Aqua fons vitae. Orientations on Water, symbol of the cry of the poor and the cry of the Earth, radicato nel Magistero sociale dei Papi ed ispirato dal lavoro svolto da membri della Chiesa nazionale e locale in diversi Paesi.
 
Nel 1955 lo scrittore inglese C.S. Lewis, da poco tempo rimasto vedovo per la morte prematura della moglie malata di tumore, scrive all’amico Malcom, gravemente ammalato, una lettera per consolarlo e gli racconta la passione di Gesù, abbandonato da tutti, flagellato e condannato ingiustamente a morte, talmente solo che sulla croce le sue parole rivolte al Padre sono “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Un modo davvero singolare di consolare.
 
Alle ore 12 di oggi, il Santo Padre Francesco ha guidato la recita della preghiera dell’Angelus dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.
 

DEL SOMMO PONTEFICE
BENEDETTO XV
AI DILETTI FIGLI PROFESSORI ED ALUNNI
DEGLI ISTITUTI LETTERARI E DI ALTA CULTURA
DEL MONDO CATTOLICO
IN OCCASIONE DEL VI CENTENARIO DELLA MORTE
DI DANTE ALIGHIERI
 
E' possibile entrare per pregare solo se la chiesa è situata sul percorso per andare al lavoro o degli spostamenti per situazione di necessità. Matrimoni sì, ma solo con sposi e testimoni
Leggi su Avvenire.it

vd anche
Nota_del_Ministero_dellInterno-in-tempo-di-Coronavirus.pdf


 
A cura di P. Pietro Messa, ofm

In periodi particolari come ad esempio durante una pandemia in cui qualsiasi contatto può diventare contagioso la Chiesa riconosce che non è opportuna la celebrazione dei sacramenti (cfr. Codice di Diritto Canonico, 431, § 1). E così in questi giorni non vi sono celebrazioni eucaristiche pubbliche ma i sacerdoti celebrano senza popolo.   
 
Come spose dell’Agnello immolato le monache contemplative, soprattutto in questo periodo di pandemia del covid-19, si inchinano «maternamente sugli agonizzanti del giorno e sui disperati della notte», e invocano su ogni dolore e ogni morte «la consolazione della speranza che non delude». Lo sottolinea il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, in una lettera inviata a madre Chiara Agnese Acquadro, badessa del Protomonastero delle clarisse di Assisi. La presenza discreta e diffusa di chi per vocazione e per amore di Cristo ha scelto la via della clausura, fa notare il porporato, «è un balsamo di tenerezza e di pace sulle piaghe di tutti i fratelli e sorelle nell’umanità».
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Il cielo è fosco, la pioggia sferza l’abito bianco di Francesco, infligge nuovi tormenti al corpo di quello stesso Crocifisso che mezzo millennio fa venne invocato dai fedeli contro la peste. Ed ora se ne sta lì, le braccia stese, le labbra aperte, vicino all’icona di Maria “salvezza del popolo romano” che una pia leggenda vuole dipinta dall’evangelista san Luca
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La conferenza stampa del premier: 4,3 miliardi da girare al Fondo di solidarietà per i Comuni. Decaro: provvedimento a zero burocrazia. Scuole e Università non riapriranno il 3 aprile
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Baghdad (Agenzia Fides) - French authorities on Thursday 26 March said four aid workers of French Christian non-governmental organization SOS Chrétiens d’Orient were released. The four were missing since January 20. 
Leggi su Agenzia Fides


 
Fu re Riccardo II, nel 1381, per ragioni contingenti, a dichiarare il Paese “dote” di Maria. Una eredità che il 29 marzo viene ripresa e condivisa fra i cattolici britannici. Mons. John Armitage, rettore del santuario di Nostra signora di Walsingham, racconta al Sir l’idea, nata tre anni or sono, che acquista un ulteriore significato oggi, con l’isola in “lockdown” a causa dell’epidemia. “Leggerò – confida – anche una lettera che ci ha inviato Papa Francesco”
Leggi su Agenzia Sir


 
Il card. Odilo Scherer è l'arcivescovo di San Paolo del Brasile e vicepresidente del Consiglio episcopale latinoamericano. In questa intervista al Sir ribadisce di non voler dar seguito alle polemiche del presidente Jaime Bolsonaro e di volersi concentrare su un unico obiettivo: "La Chiesa oggi ha una preoccupazione fondamentale: l’attenzione alla salute e alla vita delle persone. La Chiesa è presente, sta con le persone, va incontro alla gente là dove vive, anche con mezzi nuovi"
Leggi su Agenzia Sir


 
“Preghiamo per le famiglie che incominciano a sentire il bisogno a causa della pandemia”. “Tante volte penso: è gente buona – sacerdoti, suore – che non hanno il coraggio di andare a servire i poveri. Qualcosa manca. Quello che mancava a questa gente, ai dottori della Legge. Hanno perso la memoria, hanno perso quello che Gesù sentiva nel cuore: che era parte del proprio popolo”.
Leggi su AsiaNews


 
From healing souls to healing bodies, this priest is doing everything he can to help his flock.
Leggi su Aleteia.org


 
«Cuore di Gesù Cristo, medico delle anime, Figlio amato e volto della misericordia del Padre, la Chiesa pellegrina sulla terra, in Portogallo e Spagna, nazioni che sono Tue, guarda il Tuo fianco aperto, sua fonte di salvezza». «Santa Vergine Maria… accogli coloro che periscono, incoraggia coloro che a Te si consacrano e rinnova l’universo e l’umanità». Dal testo della consacrazione pronunciata solennemente a Fatima, per il Portogallo, la Spagna e altre 22 nazioni.
Leggi su LaNuovabq.it


 
Immagini, segni e parole della preghiera per il mondo che Francesco ha voluto celebrare per implorare la fine della pandemia
Leggi su Vatican News