Introduzione alla Teologia Fondamentale

La Teologia Fondamentale (TF), come il termine stesso suggerisce, crea in maniera scientifica, non nel senso galileiano, ma in quello di proporre una critica i fondamenti della fede.

Come scienza, essa può venir collocata tra la Filosofia e la Teologia vera e propria, il suo scopo è quello di dimostrare che la fede è ragionevole (da non confondere con razionale, inteso in senso post-moderno) e che Dio ha donato la Rivelazione e ha stabilito la Chiesa per essere custode ed interprete di questa Rivelazione. Questo dono offerto da Dio può essere compreso soltanto attraverso ragionamenti scientifico-filosofici, in questo senso la TF si potrebbe definire come un ampliamento della Filosofia, poiché fa continuamente uso del principio del lumen rationis (lume della ragione). Il nome di TF viene utilizzato per intendere che essa apre la strada al lumen fidei (lume della fede), all'accoglienza, se così si può dire, da parte degli "uomini di buona volontà", dei contenuti della Rivelazione.

Possiamo, altresì, aggiungere che la TF, parte dal concetto di apologia, cioè argomentazione e difesa, di fronte a richieste di senso e ad accuse-contestazioni contro il cristianesimo. Lo strutturarsi, poi, delle diverse apologie in forma letteraria ha dato luogo all'apologetica, la quale, soltanto verso la fine del XIX secolo, è divenuta l'attuale TF.

Le radici neotestamentarie dell'apologetica risiedono nella Prima Lettera di Pietro, in particolare in (3, 15),  in cui l'Autore scrive ad una comunità cristiana che sta subendo persecuzioni e compie un'apologia sulle ragioni della fede e della speranza.

Infatti, ci sono delle ragioni per cui credere e sono importanti, conseguentemente il fedele deve aver chiaro il senso della propria fede (vissuta e gustata) e saper dar di conto agli accusatori e agli interlocutori.

Inoltre, il fatto che sia possibile fare la difesa del Lógos della fede, significa che la fede è ragionevole, ovvero credibile. In termini piuttosto semplici, potremmo definire la TF come una sorta di ostetrica che aiuta a sviscerare, a tirar fuori le ragioni della fede. Infatti, una fede senza ragioni viene facilmente cancellata, ecco, dunque, l'importanza della TF che agisce avendo in mente il concetto socratico di maieutica.

Un noto teologo del secolo scorso, Hans Urs Von Balthasar, diceva che più autentica è la fede, più vera è la Teologia; la definiva "Teologia in ginocchio", nel senso che i più grandi teologi sono stati anche dei grandi santi. Una fede autentica è una fede che dà le sue ragioni, mentre ad una ragione debole della fede segue una fede che è quasi superstizione, religione, vista semplicemente come assoggettamento cultuale e socio-culturale. In questi termini la religione non è fede, più che altro diventa fideismo, ovvero sottomissione acritica ad un culto e la TF perde ogni senso.

 Se non c'è un confronto che nasce dalla coscienza della propria fede, non ci può essere apologia, facilmente si arriva ad identificarsi con l'altro che accusa o contesta. Da quanto affermato sopra, l'apologia e quindi la Teologia sono in qualche modo sia individuali che, allo stesso tempo, comunitarie; ognuno fornisce ragione alla sua fede, alla luce del dono dato alla Chiesa e per la Chiesa. Le ragioni della fede danno spazio alla libertà. Per questo vale l'equazione per cui ad una fede forte corrisponde anche una Teologia forte.

La TF consta di tre momenti o istanze basilari:

j) il Momento Epistemologico, il quale definisce la natura della TF, il suo fine, l'oggetto e il metodo.

jj) L'Istanza Fondativa, la quale mira ad accertare il proprium cristiano ed assolve questo compito assumendo come oggetto la rivelazione di Dio, manifestata nella Parola di Dio come Sacra Scrittura e come Tradizione.

jjj) L'Istanza Contestuale, con cui la TF media la verità cristiana verso l'esterno, cioè verso i diversi contesti culturali della storia; le istanze di questi mondi di senso costituiscono le "contestazioni", parola da non prendere nella sua accezione negativa, ma nel suo significato etimologico che indica tutto ciò che proviene da un contesto.


Durante questi momenti la TF incrocia in modo fruttuoso ed efficace le atre discipline teologiche, in particolare la Cristologia, la Teologia Trinitaria, l'Antropologia e l'Ecclesiologia.


Infine, per approfondire le conoscenze sulla TF, si consigliano i seguenti testi:

Benedetto XVI (Joseph Ratzinger)

Elementi di Teologia Fondamentale

Davide Cassarini

Elementi di Teologia Fondamentale

Gianfranco Coffele

Apologetica e Teologia Fondamentale

Henry de Lubac

Dio si mostra nella storia

Francesco Lambiase

Teologia Fondamentale

Karl Rahner

Corso Fondamentale sulla Fede

 










INIZIAZIONE CRISTIANA E TEOLOGIA FONDAMENTALE
Riflessione sulle tappe della maturità cristiana nella chiesa primitiva
Di Carlo M. Martini dal sito http://www.gliscritti.it/ 


La chiesa primitiva ha conosciuto diverse tappe della maturazione cristiana? Ha ritenuto cioè che l'iniziazione alla conoscenza del Vangelo e la sua integrazione nella vita non avvenissero in breve tempo, per esempio durante la preparazione al battesimo, ma richiedessero tempi lunghi e momenti successivi di maturazione? Ed è possibile individuare con qualche approssimazione questi diversi momenti, così da determinare se e in quale di essi si possa parlare di una istanza di riflessione sulla esperienza di fede che presenti analogie con alcune istanze tipiche della "teologia fondamentale"? segue qui