Soliloquia: l'inutile polveriera

01lavandar
Quanto sono lieto che siate amici veri di Gesù,
infinitamente di più che possiamo essere concordi su ogni intuizione e su ogni prassi pastorale.
Possiamo non essere in accordo su una cosa o più,
concepire diversamente alcune urgenze e dare loro una differente gerarchia.
Ma, per favore, rimaniamo con-cordi; il Lui ci ritroviamo, scarnifichiamo le asperità e valorizziamo l'unicità dell'altro.

Ognuno di noi ha ricevuto un dono da rendere fecondo e il dono non è la soluzione
lo è piuttosto l'orchestrazione nello Spirito Santo.
Lo è piuttosto la stima, la benevolenza, la spoliazione di ogni dono ricevuto,
il senso del bene comune in Cristo.
C'è forse gioia più grande, reale, pesante, effettiva, scardinante che nel rinunciare alla nostra voce, perchè invece risuoni la Sua?

Qui si muove il mondo e lo si cambia.

Non è la rinuncia all'intuizione che vi è stata data, che vi chiedo,
ma la rinuncia a renderla monotematica ed assoluta.
Facciamoci orchestrare da Cristo Gesù Signore e dal Suo Vicario.
Se forte è l'emotività, più forte sia la cedevolezza,
se profetica è l'idea, più profetica sia la sua rinuncia,
se forte è lo zelo, più imponente sia l'umiltà,
se più alta è la visione, non dimentichiamo di lavarci i piedi.
Nella via kenotica, nell'immagine viva di Lui, nostro Cristo, c'è ogni risposta ed ogni orizzonte.
Lui ce lo ricorda: "fra voi, però, non sia così".

Qui, qualunque cosa chiederemo, ci sarà data, perchè chiederemo bene.

Paul Freeman

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