La Quaresima come stop al "fai da te" della fede

cristoallacolonnaLa Fede, per natura propria, è un dono.
E', assieme al dono della vita, il dono più prezioso che un genitore può dare.
A sua volta il genitore lo ha ricevuto dal proprio genitore e dalla Chiesa.
E' la Chiesa che ti dona un annuncio, dai tempi di Pietro e degli Apostoli. L'annuncio della Fede.

Come nessuno "si fa da sé" così nessuno si da la fede da solo.
La Fede la riceve; la accoglie e la può far crescere come un seme perché diventi un frutto.
Il terreno più ordinario è quello della comunità parrocchiale, ma può esserlo quello di un movimento o cammino ecclesiale, una casa religiosa, ecc.
Il legame inscindibile con la propria Diocesi e con la Chiesa universale però va sempre tenuto proprio perché la Fede la si riceve dalla Chiesa e nella Chiesa e non altrove.

Lo ha ribadito il Santo Padre nella S. Messa di questa domenica alla Parrocchia di San Giovanni della Croce a Colle Salario: ".. vivere come singoli e come comunità in permanente conversione". Non basta essere battezzati se non si vive i misteri del Regno, se non si è in un cammino costante di penitenza.

Penitenza che non è, come ricorda il Vangelo, assumere un’aria triste, ma vivere nella tensione costante guardando a Lui, autore e fonte della nostra fede. Perché guardando a Lui si corregge la nostra fede, si purifica, si tempra, si rafforza, si nutre, si compie.
Ogni "fai da te" nella fede è dunque un atto illogico oltre che un atto di superbia. E' un tradire le ragioni stesse della Fede. E' un rubare quanto si è ricevuto gratuitamente.

In un'epoca in cui tutti sono "specialisti" di tutto e dove l'anarchia è la regola e il protagonismo narcisista il ritmo, anche la Fede vuole essere "ingabbiata" in queste logiche carnali e puerili al contempo. Strano che sulla fede “fai da te” ciascuno pensa ad altri e non a se stesso.

La Quaresima invece ci ricorda che siamo sempre discepoli del Signore e figli della Chiesa. Bisognosi di perdono e di salvezza; di lumi e di sapienza.
Bisognosi dei sacramenti, di una presenza domenicale e gioiosa alla S. Messa, di una preghiera personale e familiare costante.

Il "fai da te" dei singoli e delle famiglie, che magari mandano i figli al catechismo ma sono assenti alla vita dei sacramenti e alla vita della comunità, è un abuso, una frode, una profonda ingratitudine.
Il "fai da te" porta alla schizofrenia il singolo che magari partecipa alla S. Messa e poi vive una disordinata vita affettiva e vocazionale, non svolge i suoi doveri di cittadino, non approfondisce la sua fede, non dona tempo alla preghiera, non ama la Chiesa e il Papa, non onora i sacerdoti, è incapace di perdono, è paralizzato nell’accoglienza, mormora, detrae e uccide.
E', in definitiva, chiuso alla gioia.

La Quaresima ci ricorda che domani è già tardi per convertirci e che oggi, ora, è il momento della salvezza.
Smettiamo dunque di fuggire (arte in cui siamo veramente esperti) e arrendiamoci alla grazia del Padre, che mai ci abbandona e mai ci respinge.
Egli, che in Cristo e nello Spirito Santo, ci ama più di quanto ciascuno ama se stesso.

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