La storia della Giornata Mondiale della Gioventù

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Genesi delle Giornate Mondiali della Gioventù


La Croce dell'Anno Santo e l'icona mariana


Le Giornate Mondiali della Gioventù dal 1986 ad oggi


Quadro riassuntivo delle GMG




Genesi delle Giornate Mondiali della Gioventù

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La Domenica delle Palme del 31 marzo 1985, migliaia di giovani da tutto il mondo sono radunati a Roma per celebrare insieme a Giovanni Paolo II l'Anno Internazionale della Gioventù. L'afflusso di giovani è sorprendente. Se ne calcolano almeno 250.000 stipati in piazza san Pietro e lungo via della Conciliazione.

La risposta dei giovani all'invito del Papa è simile per entusiasmo e numeri a quella avutasi due anni prima, nell'Anno Santo straordinario del 1983, in occasione del Giubileo internazionale dei giovani, quando il Santo Padre si ritrovò a Roma con i suoi amati giovani per un incontro di preghiera, di condivisione, di conversazione, di letizia.

Il successo delle iniziative porta rapidamente all'idea di istituire delle Giornate Mondiali della Gioventù (GMG), in cui i giovani da tutto il mondo possano incontrare il Santo Padre e con Lui rinnovare la propria fede. Le Giornate sono pensate da Giovanni Paolo II "come dei momenti di sosta in cui è possibile alimentare la fede attraverso l'incontro coi coetanei di altri Paesi e il confronto delle rispettive esperienze".

La Domenica delle Palme del 31 marzo 1985 il Santo Padre si rivolge ai giovani con la Lettera Apostolica Dilecti Amici in cui chiede di essere "Pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi" (1Pt 3,15). Al termine della Giornata dà appuntamento per un nuovo raduno l'anno successivo, la domenica delle Palme del 1986.

Fu così che il 23 marzo 1986 si svolse la Prima Giornata Mondiale della Gioventù nelle diocesi di tutto il mondo, unite simbolicamente con la diocesi di Roma.

            Iniziò così l'usanza secondo la quale la GMG ha luogo ogni anno nelle varie diocesi del mondo e l'anno seguente si celebra con un raduno internazionale in un luogo diverso. Successivamente la cadenza della celebrazione internazionale è stata portata da due a tre anni.

Il raduno internazionale segna, secondo le intenzioni del Santo Padre Giovanni Paolo II, un momento privilegiato in cui "i giovani sono chiamati a costruire ponti di fraternità e di speranza tra i continenti e a farsi pellegrini per le strade del mondo".

Il primo incontro internazionale (che coincise quindi con la seconda Giornata Mondiale della Gioventù) ebbe luogo a Buenos Aires nel 1987.



La Croce dell'Anno Santo e l'icona mariana

            La Domenica di Pasqua di Resurrezione del 1984, a chiusura dell'Anno Santo straordinario della Redenzione, Giovanni Paolo II consegna ai giovani del mondo la Croce dell'Anno Santo. Da quel giorno i giovani la porteranno a tutti i raduni con il Santo Padre, e in tutte le GMG essa non mancherà mai. Sulla croce è scritta una frase di Papa Giovanni Paolo II che recita così: "Portatela nel mondo come segno dell'amore del Signore Gesù per l'umanità e annunciate a tutti che non vi è salvezza e redenzione che nel Cristo morto e risuscitato".

            A ricevere la Croce sono i giovani del Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo di Roma, che ancora oggi la custodiscono quando essa non è in viaggio per il mondo. Il primo trasporto fuori da Roma avviene nel luglio 1984, in occasione del Katholikentag di Monaco. La semplice croce di legno rappresenta la missione dei giovani nel mondo e la gente vede in essa un segno di amore del Papa per le nuove generazioni. La Croce viene posta accanto all'altare nella Messa conclusiva, davanti a 120 mila persone. Da quel momenti la "Croce dell'Anno Santo" diventa la "Croce pellegrina" e poco più tardi sarà chiamata "La Croce della GMG".

            Successivamente infatti le tappe dei suoi viaggi sono scandite dalle diverse edizioni internazionali della Giornata Mondiale della Gioventù. Nel 1985, alla Messa della Domenica delle Palme a Roma a cui partecipano 300 mila giovani, la Croce è in piazza San Pietro. Quell'anno viene trasportata in molti paesi d'Europa: Italia, Francia, Lussemburgo, Irlanda, Scozia, Malta e Germania. In ognuno di questi paesi viene condotta in pellegrinaggio, è protagonista di Via Crucis nelle strade delle città ed è al centro dei diversi incontri giovanili.

            In occasione della II GMG, a Buenos Aires, la Croce fa il suo ingresso nel continente americano. L'11 aprile 1987 Giovanni Paolo II, durante le celebrazioni, ricorda: "Presiede oggi il nostro incontro la grande Croce che ha iniziato tutte le cerimonie dell'Anno Santo della Redenzione, e che nella Domenica di Resurrezione ho donato a un gruppo di giovani".

            Nel 1998, giunto alla XIII GMG, il Santo Padre può fare un primo bilancio dei pellegrinaggi della Croce e ne chiarisce ulteriormente il significato: "Cari giovani - afferma il 5 aprile 1998 - a voi è oggi riproposto il messaggio della Croce. A voi, che sarete gli adulti del terzo millennio, è affidata questa Croce che proprio tra poco sarà consegnata da un gruppo di giovani francesi a una rappresentanza della gioventù di Roma e d'Italia. Da Roma a Buenos Aires; da Buenos Aires a Santiago de Compostela; da Santiago de Compostela a Czestochowa; da Jasna Góra a Denver; da Denver a Manila; da Manila a Parigi, questa Croce ha peregrinato con i giovani da un Paese all'altro, da un Continente all'altro. La vostra scelta, giovani cristiani, è chiara: scoprire nella Croce di Cristo il senso della vostra esistenza e la fonte del vostro entusiasmo missionario".

            In occasione della XVIII GMG (2003) Giovanni Paolo II ha donato ai giovani anche una copia dell'Icona di Maria, precisando: "D'ora in poi, insieme alla Croce, essa accompagnerà le Giornate Mondiali della Gioventù. Sarà segno della materna presenza di Maria accanto ai giovani, chiamati, come l'apostolo Giovanni, ad accoglierla nella loro vita".      



Le Giornate Mondiali della Gioventù dal 1986 ad oggi

            A seguito del Giubileo internazionale dei giovani (1983) in cui il Santo Padre aveva invitato ad "Aprire le porte a Cristo Redentore" e dell'Anno Internazionale della Gioventù (1985) in cui il Santo Padre aveva scritto la lettera Dilecti Amici in cui aveva commentato l'episodio del Vangelo in cui il giovane ricco chiede a Gesù "Maestro che devo fare per avere la vita eterna?" (Mt 19,16), hanno luogo le Giornate Mondiali della Gioventù.

            "Ecco dunque, giovani amici - aveva scritto Giovanni Paolo II nella lettera Dilecti Amici, - io depongo nelle vostre mani questa Lettera, che si colloca nella scia del colloquio evangelico di Cristo col giovane e scaturisce dalla testimonianza degli apostoli e delle prime generazioni di cristiani. Vi consegno questa Lettera nell'Anno della Gioventù, mentre ci stiamo avvicinando al termine del secondo millennio cristiano. Ve la consegno nell'anno in cui ricorre il ventesimo della conclusione del Concilio Vaticano II, che chiamò i giovani 'speranza della Chiesa' ed ai giovani di allora - come a quelli di oggi e di sempre - indirizzò quel suo 'ultimo Messaggio', in cui la Chiesa è presentata come la vera giovinezza del mondo, come colei che 'possiede ciò che fa la forza e l'attrattiva dei giovani: la capacità di rallegrarsi per ciò che comincia, di donarsi gratuitamente, di rinnovarsi e di ripartire per nuove conquiste'. Ciò faccio nella Domenica delle Palme, giorno in cui mi è dato di incontrarmi con molti di voi, pellegrini in Piazza San Pietro, qui a Roma. Proprio in questo giorno il Vescovo di Roma prega insieme con voi per tutti i giovani di tutto il mondo, per ciascuna e ciascuno. Stiamo pregando nella comunità della Chiesa, affinché - sullo sfondo dei tempi difficili in cui viviamo - siate 'pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi'. Sì, proprio voi, perché da voi dipende il futuro, da voi dipende il termine di questo millennio e l'inizio del nuovo. Non siate, dunque, passivi; assumetevi le vostre responsabilità in tutti i campi a voi aperti nel nostro mondo! Per questa stessa intenzione pregheranno insieme con voi i vescovi e i sacerdoti nei diversi luoghi".


Ripercorriamo di seguito tutti gli appuntamenti dal 1986 ad oggi, riproponendo i vari temi sui quali il Santo Padre ha chiesto, anno dopo anno, di meditare e i Messaggi relativi ad ogni Giornata.







         I Giornata Mondiale della Gioventù: 23 marzo 1986 

         Roma - Domenica delle Palme


            "Sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi" (1 Pt 3,15) è il tema scelto per la I Giornata Mondiale della Gioventù che si svolge a Roma e contemporaneamente in tutte le diocesi del mondo.

L'annuncio dell'istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù era avvenuto nel corso dell'allocuzione di Giovanni Paolo II al Collegio dei Cardinali e alla Curia Romana del 20 dicembre 1985: "Il Signore ha benedetto quell'incontro (il riferimento è all'incontro con i giovani avvenuto la domenica delle Palme del 31 marzo 1985, ndr) in modo straordinario, tanto che, per gli anni che verranno, è stata istituita la Giornata Mondiale della Gioventù, da celebrare la Domenica delle Palme, con la valida collaborazione del Consiglio per i Laici".

Il 23 marzo 1986 piazza San Pietro accoglie i giovani provenienti non solo dall'Italia ma anche da altri paesi europei: Spagna, Francia, Svizzera, Jugoslavia, Germania, Austria.

            Giovanni Paolo II, nell'omelia della Messa, dà il benvenuto "a tutti coloro che dappertutto - in qualsiasi paese di ciascuno dei cinque continenti - celebrano la Giornata della Gioventù. Il punto di riferimento per questa Giornata rimane, ogni anno, la Domenica delle Palme. Vi ringrazio - prosegue - per esservi preparati all'odierna Domenica, qui a Roma, nel raccoglimento e nella preghiera, meditando il mistero pasquale di Cristo, congiunto alla croce e alla risurrezione. Questo mistero rivela nel modo più profondo Dio che è Amore: che 'ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito' (Gv 3, 16)".

            Il Papa spiega il motivo per cui la Giornata della Gioventù si celebra il giorno della Domenica delle Palme: "Celebriamo questo giorno come la Giornata della Gioventù. Infatti esso è legato alla speranza che non delude (cf. Rm 5, 5). Le generazioni che sempre si rinnovano hanno bisogno di questa speranza. Ne hanno sempre più bisogno. Non sono rimasti delusi coloro che hanno gridato: 'Benedetto colui che viene nel nome del Signore!'. Sì. Viene. È entrato nella storia dell'uomo. In Gesù Cristo Dio è entrato in modo definitivo nella storia dell'uomo. Voi giovani dovete incontrarLo per primi. Dovete incontrarLo costantemente. La Giornata della Gioventù significa proprio questo: andare incontro a Dio, che è entrato nella storia dell'uomo mediante il mistero pasquale di Gesù Cristo. Vi è entrato in modo irreversibile. E vuole incontrare prima voi. Giovani. E a ciascuno vuole dire: 'Seguimi', Seguimi. Io sono la Via, la Verità e la Vita".

Molti anni dopo, nel 1994, all'interno del volume edito da Mondadori Varcare le soglie della speranza, Giovanni Paolo II ha dichiarato: "Nessuno ha inventato le Giornate mondiali dei giovani. Furono proprio loro a cercarle. Non è vero che è il Papa a condurre i giovani da un capo all'altro del globo terrestre. Sono loro a condurre lui". 



           II Giornata Mondiale della Gioventù: 11-12 aprile 1987

         Celebrazione Internazionale - Buenos Aires (Argentina)


            "Noi abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi" (1Gv 4,16) è il tema scelto per la seconda Giornata Mondiale della Gioventù, la prima svoltasi in un luogo unico per tutti, Buenos Aires appunto.

            "Non è certo privo di significato il fatto che, questa volta, la Giornata abbia come epicentro la terra latinoamericana, popolata in maggioranza da giovani, animatori e futuri protagonisti del cosiddetto 'continente della speranza'" scrive il Santo Padre il 30 novembre 1986, nel Messaggio inviato ai giovani in vista della Giornata di Buenos Aires. "La Chiesa latinoamericana - continua -  ha espresso a Puebla de los Angeles (Messico) la sua 'opzione preferenziale per i giovani' e ora si dispone a una 'nuova evangelizzazione' per ritrovare le sue radici e ringiovanire la tradizione e la cultura cristiana delle sue popolazioni alla soglia del 'terzo millennio' della prima evangelizzazione". "Il nostro sguardo spazia sui quattro punti cardinali e la nostra parola vuole convocare tutti i giovani e le giovani del Nord e del Sud, dell'Est e dell'Ovest, gli uomini e le donne del 2000 che la Chiesa riconosce e accoglie con speranza.

            Commentando il tema dell'incontro il Papa scrive: "Desidero ricordarvi un pensiero espresso nella mia prima enciclica: 'L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non s'incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente' (Redemptor Hominis, 10). E quanto più valida è questa realtà per i giovani, in una fase di speciale responsabilità e speranza, di crescita della persona, di precisazione dei grandi significati, ideali e progetti di vita, di ansia di verità come di ricerca di autentica felicità! E' il momento in cui più si avverte il bisogno di sentirsi riconosciuti, sostenuti, ascoltati e amati. Voi sapete bene, dal profondo dei vostri cuori, quanto siano effimere le soddisfazioni offerte da un edonismo superficiale e come lascino un vuoto nell'anima; quanto sia illusorio rinchiudersi nella corazza del proprio egoismo; come l'indifferenza e lo scetticismo contraddicano i sublimi aneliti di amore senza frontiere; come le tentazioni della violenza e delle ideologie negatrici di Dio portino solo a vicoli ciechi".

Giovanni Paolo II ricorda la Giornata mondiale di preghiera per la pace svoltasi ad Assisi il 27 ottobre 1986 e invita le nuove generazioni ad affrontare i grandi problemi che minacciano la convivenza tra gli uomini: "L'amore di Dio che lo Spirito Santo ha posto nei nostri cuori (cfr. Rm 5,5) deve renderci più che mai sensibili alle impellenti minacce della fame e della guerra, alle scandalose disparità tra i pochi ricchi e i troppo poveri, agli attentati ai diritti dell'uomo nonché alle sue legittime libertà, compresa la libertà religiosa, alle manipolazioni, presenti e potenziali, della sua dignità. Ho sentito vive e forti la vicinanza e la preghiera dei giovani in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la pace, svoltasi il 27 ottobre scorso ad Assisi, e alla quale hanno partecipato rappresentanti delle confessioni cristiane e delle religioni del mondo".

"E' più che mai necessario - aggiunge - che gli enormi progressi scientifici e tecnologici della nostra epoca siano orientati, con sapienza etica, al bene di tutto l'uomo e di tutti gli uomini. La gravità, l'urgenza e la complessità dei problemi e delle sfide attuali richiedono dalle nuove generazioni capacità e competenza nei campi più diversi; tuttavia, al di là degli interessi o delle visioni parziali, occorre dare primazia al bene integrale dell'uomo, creato a immagine di Dio e chiamato a un destino eterno. In Cristo ci sono stati pienamente rivelati l'amore di Dio e la sublime dignità dell'uomo. Che Gesù sia la 'pietra angolare' della vostra vita e della nuova civiltà che dovrete costruire in solidarietà generosa e aperta. Non può esservi un'autentica crescita umana nella pace e nella giustizia, nella verità e nella libertà, se Cristo non si rende presente con la sua forza salvifica".



III Giornata Mondiale della Gioventù: 27 marzo 1988

Roma - Domenica delle Palme


            "Fate quello che Egli vi dirà" (Gv 2,5), è il tema della terza Giornata Mondiale della Gioventù che ha luogo a Roma e contemporaneamente in tutte le Chiese locali.

La Giornata si svolge durante l'anno mariano e il Santo Padre non dimentica di sottolineare tale coincidenza nel Messaggio d'invito alla III GMG (13 dicembre 1987). L'anno mariano "costituisce per tutti noi un dono speciale. In quest'anno - prosegue il Papa - Maria appare ai nostri occhi sotto una luce nuova: madre piena di amore tenero e sensibile e maestra che ci precede nel cammino della fede e ci indica la strada della vita. L'anno mariano è quindi un anno di particolare ascolto di Maria. E così deve essere anche la prossima Giornata Mondiale della Gioventù. È Maria che questa volta vi convoca - giovani! È lei che vi dà appuntamento, perché ha molto da dirvi! Sono sicuro che - come negli anni precedenti - non mancherete di impegnarvi attivamente, sotto la guida dei vostri pastori, nella celebrazione della Giornata della Gioventù. La Giornata Mondiale della Gioventù 1988 avrà quindi come suo centro Maria, Vergine e Madre di Dio, e sarà una giornata di ascolto. Che cosa ci dirà Maria, nostra madre e maestra? Nel Vangelo c'è una frase in cui Maria si mostra veramente come nostra maestra. E' la frase da lei pronunciata durante le nozze di Cana di Galilea. Dopo aver detto al Figlio: 'Non hanno più vino', dice ai servitori: 'Fate quello che egli vi dirà'". 

Nel Messaggio inoltre il Papa invita i giovani a percorrere un cammino di preparazione: "Ogni Giornata Mondiale della Gioventù, per non diventare una celebrazione meramente esteriore e superficiale, esige un itinerario di preparazione nella pastorale diocesana e parrocchiale, nella vita dei gruppi, dei movimenti e delle associazioni giovanili, e ciò soprattutto nel periodo quaresimale. Vi invito tutti a intraprendere questo cammino di preparazione spirituale, per cogliere meglio sia la grazia dell'anno mariano che il dono della Giornata Mondiale 1988. Meditate la vita di Maria. Meditatela soprattutto voi ragazze, le giovani. Per voi, la Vergine Immacolata costituisce un sublime modello di donna cosciente della propria dignità e della sua alta vocazione. Meditatela anche voi, ragazzi, i giovani! Ascoltando le parole pronunciate da Maria a Cana di Galilea: 'Fate quello che egli vi dirà', cercate tutti di costruire la vostra vita fin dall'inizio sul solido fondamento che è Gesù. Vi auguro che la vostra meditazione del mistero di Maria trovi il suo sbocco nell'imitazione della sua vita: imparate da lei ad ascoltare e seguire la Parola di Dio (cfr. Lc 2,5), imparate da lei a stare vicino al Signore anche se questo alle volte può costare molto (cfr. Gv 19,25). Vi auguro che la vostra meditazione del mistero di Maria trovi anche il suo sbocco nella fiduciosa preghiera mariana. Cercate di scoprire la bellezza del rosario, che diventi fedele compagno per tutta la vostra vita". 



IV Giornata Mondiale della Gioventù: 15-20 agosto 1989

Celebrazione Internazionale - Santiago de Compostela (Spagna)


            "Io sono la via, la verità, la vita" è il tema della IV Giornata Mondiale della Gioventù. La Giornata si svolge in Spagna, a Santiago de Compostela, e per l'occasione sono migliaia i giovani che accorrono a pregare e ad ascoltare le parole del Santo Padre.

"Hai già scoperto chi è la via? Hai già scoperto chi è la verità? Hai già scoperto chi è la vita?" sono le domande che, nel Messaggio di invito del 27 novembre 1988, Giovanni Paolo II rivolge ai giovani invitandoli a partecipare al raduno di Santiago. "Ciascuno di voi - prosegue il Santo Padre - desidera tanto vivere la vita nella sua pienezza. Vivete animati da grandi speranze, da tanti bei progetti per l'avvenire. Non dimenticate, però, che la vera pienezza della vita si trova solo in Cristo, morto e risorto per noi. Solo Cristo è capace di riempire fino in fondo lo spazio del cuore umano. Egli solo dà la forza e la gioia di vivere, e ciò nonostante ogni limite o impedimento esterno". 

Nel Messaggio il Papa indica un progetto missionario per i giovani: "Per ogni nuova generazione - scrive -  sono necessari nuovi apostoli. E qui sorge una speciale missione per voi. Siete voi giovani i primi apostoli ed evangelizzatori del mondo giovanile, tormentato oggi da tante sfide e minacce. Principalmente voi potete esserlo, e nessuno può sostituirvi nell'ambiente dello studio, del lavoro e dello svago. Sono tanti i vostri coetanei che non conoscono Cristo, o che non lo conoscono abbastanza. Perciò, non potete rimanere silenziosi e indifferenti! Dovete avere il coraggio di parlare di Cristo, di testimoniare la vostra fede mediante il vostro stile di vita ispirato al Vangelo".

            Il pellegrinaggio al santuario di Compostela ha il significato di "un cammino di conversione e di straordinaria testimonianza della fede". "Presso la tomba di san Giacomo - precisa il Papa - vogliamo imparare che la nostra fede è storicamente fondata, e quindi non è qualcosa di vago e di passeggero: nel mondo di oggi, contrassegnato da un grave relativismo e da una forte confusione di valori, dobbiamo sempre ricordare che, come cristiani, siamo realmente edificati sulle stabili fondamenta degli apostoli, avendo Cristo stesso come pietra angolare (cfr. Ef 2,20)".

            "Il pellegrinaggio - continua ancora - ha un significato spirituale molto profondo e può costituire già di per sé un'importante catechesi. Infatti - come ci ha ricordato il Concilio Vaticano II - la Chiesa è un Popolo di Dio in cammino, 'alla ricerca della città futura e permanente' (cfr. Lumen Gentium, 9). Oggi nel mondo la pratica del pellegrinaggio conosce un periodo di rinascita, soprattutto tra i giovani. Voi siete tra i più sensibili a rivivere, oggi, il pellegrinaggio come 'cammino' di rinnovamento interiore, di approfondimento della fede, di rafforzamento del senso della comunione e della solidarietà con i fratelli, e come mezzo per scoprire le personali vocazioni. Sono certo che grazie al vostro entusiasmo giovanile il 'Cammino di Santiago' riceverà quest'anno un nuovo e ricco sviluppo".

            V Giornata Mondiale della Gioventù: 8 aprile 1990

Roma - Domenica delle Palme


            "Io sono la vite, voi i tralci" (Gv 15,5) è il tema scelto per la V Giornata Mondiale della Gioventù, svoltasi a Roma e contemporaneamente in tutte le Chiese locali del mondo.

Nel cuore del Santo Padre è ancora vivo il ricordo dell'incredibile avvenimento di Santiago de Compostela dove si è svolto "un evento ecclesiale di grande portata, una eccezionale testimonianza di fede da parte di migliaia di giovani provenienti da tutti i continenti, un momento forte di evangelizzazione. A Santiago la Chiesa ha mostrato al mondo ancora una volta il suo volto giovane, pieno di gioia, di speranza e di entusiasmo nella fede. L'evento di Santiago è stato un grande dono per essa, anzi, oserei dire, per tutta la società; e di questo non cesserò mai di ringraziare il Signore". E ancora: "La Giornata Mondiale, come vedete, non è solo una festa ma anche un serio impegno spirituale. Per poterne cogliere i frutti, è necessario un cammino di preparazione sotto la guida dei vostri Pastori nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle associazioni, nei movimenti e nelle comunità ecclesiali giovanili".

Il tema della Giornata vuole mettere all'attenzione dei giovani il loro ruolo all'interno della Chiesa. Spiega il Papa nel Messaggio del 26 novembre 1986: "La Chiesa di Cristo è una realtà affascinante e meravigliosa. Essa è antica, perché conta quasi duemila anni, ma, allo stesso tempo, è perennemente giovane, grazie allo Spirito Santo che la anima. Giovane è la Chiesa, perché giovane, cioè sempre attuale, è il suo messaggio di salvezza. Per questo esiste un dialogo così importante tra la Chiesa e i giovani: 'La Chiesa ha tante cose da dire ai giovani e i giovani hanno tante cose da dire alla Chiesa. Questo reciproco dialogo, da attuarsi con grande cordialità, chiarezza e coraggio... sarà fonte di ricchezza e di giovinezza per la Chiesa...' ho scritto nell'esortazione apostolica Christifideles Laici (46). Vorrei che la quinta giornata contribuisse allo sviluppo di questo dialogo tanto a tutti i livelli della vita ecclesiale che nell'esistenza di ciascuno di voi".

            Il Pontefice descrive quindi il ruolo missionario offerto ai giovani nella società di oggi: "La Chiesa ha bisogno di molti operai. In questa quinta Giornata Mondiale Cristo stesso rivolge a voi giovani un grande invito: 'Andate anche voi, nella mia vigna' (Mt 20,4). La Chiesa - continua - è una comunione organica, in cui ciascuno ha il proprio posto e il proprio compito. Lo avete anche voi giovani. E' un posto molto importante, il vostro. La Chiesa, che alle soglie degli anni duemila si sente chiamata dal Signore a rendere sempre più intenso il suo sforzo evangelizzatore, ha particolare bisogno di voi, del vostro dinamismo, della vostra autenticità, della vostra appassionata voglia di crescere, della freschezza della vostra fede. Mettete quindi al servizio della Chiesa i vostri giovani talenti senza riserve, con la generosità propria della vostra età. Prendete il vostro posto nella Chiesa, che non è solo quello di destinatari di cura pastorale, ma soprattutto di protagonisti attivi della sua missione (cfr. Christifideles Laici, 46). La Chiesa è vostra, anzi, voi stessi siete la Chiesa!"

 "Cercate di conoscere meglio la Chiesa - conclude -, la sua natura, la sua storia, ormai bimillenaria, e il suo presente. Cercate di scoprire il vostro posto nella Chiesa e la vostra missione in quanto giovani. In questo cammino spirituale vi potrà aiutare la mia esortazione apostolica Christifideles Laici (1988), che ho dedicato proprio alla meditazione della vocazione e della missione dei fedeli laici nella Chiesa e nel mondo. Invito i vostri pastori ad aiutarvi a coglierne meglio il messaggio. Affido il processo di preparazione spirituale e la celebrazione stessa della prossima Giornata Mondiale della Gioventù 1990 all'intercessione particolare della Madonna. Ella, che veneriamo come madre della Chiesa, vi sia maestra e guida in questo rinnovato impegno ecclesiale".



VI Giornata Mondiale della Gioventù: 10-15 agosto 1991

Celebrazione Internazionale - Czestochowa (Polonia)


            "Avete ricevuto uno spirito da figli" (Rm 8,15) è il tema della VI Giornata Mondiale della Gioventù che si svolge a Czestochowa, in Polonia. "Sono parole che introducono nel mistero più profondo della vocazione cristiana: secondo il disegno divino siamo infatti chiamati a diventare figli di Dio in Cristo, per mezzo dello Spirito Santo" scrive il Santo Padre nel Messaggio d'invito.

"Ci ritroveremo per pregare insieme presso il santuario della Madonna Nera di Czestochowa, in Polonia, nella mia Patria. Memori dell'esperienza del pellegrinaggio a Santiago de Compostela (1989) - continua il papa - molti di voi accorreranno con gioia a questo appuntamento nella solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, il 14 e 15 agosto 1991. Porteremo con noi, nei nostri cuori e nelle nostre preghiere, i giovani del mondo intero. Incamminatevi, dunque, sin d'ora verso la casa della Madre di Cristo e nostra Madre, per meditare, sotto il suo amorevole sguardo, sul tema della VI Giornata: 'Avete ricevuto uno spirito da figli...'. Dove si può meglio imparare che cosa significhi essere figli di Dio se non ai piedi della Madre di Dio? Maria è la migliore maestra. A lei è stato affidato un ruolo fondamentale nella storia della salvezza: 'Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli' (Gal 4,4)".

Il Messaggio continua: "Dove, se non nel suo cuore materno, si può meglio custodire l'eredità dei figli di Dio promessa dal Padre? Portiamo questo dono in vasi di creta. Il nostro pellegrinaggio sarà, quindi, per ciascuno di noi un grande atto di affidamento a Maria. Ci recheremo in un santuario che per il popolo polacco ha un significato tutto particolare, come luogo di evangelizzazione e di conversione, verso il quale confluiscono migliaia di pellegrini provenienti da tutte le parti del Paese e del mondo. Da più di 600 anni, nel monastero di Jasna Góra a Czestochowa, Maria viene venerata nella miracolosa icona della Madonna Nera. Nei momenti più difficili della sua storia, il popolo polacco ha ritrovato là, nella casa della Madre, la forza della fede e la speranza, la propria dignità, e l'eredità dei figli di Dio. Per tutti, giovani dell'Est e dell'Ovest, del Nord e del Sud, il pellegrinaggio a Czestochowa sarà una testimonianza di fede di fronte al mondo intero. Sarà un pellegrinaggio di libertà attraverso le frontiere degli Stati che si aprono sempre più a Cristo, Redentore dell'uomo".

            Il Papa conclude rivolgendosi ai giovani dell'Europa orientale, da poco liberata dall'oppressione comunista: "A voi, giovani dei Paesi dell'Est europeo - scrive -, rivolgo uno speciale incoraggiamento. Non mancate a questo appuntamento, che si profila fin d'ora come un incontro memorabile tra le giovani Chiese dell'Est e dell'Ovest. La vostra presenza a Czestochowa costituirà una testimonianza di fede di enorme significato. E voi, carissimi giovani della mia amata Polonia, siete chiamati, questa volta, a dare ospitalità ai vostri amici, che giungeranno da ogni parte del mondo. Per voi e per la Chiesa di Polonia quest'incontro, a cui anch'io prenderò parte, costituirà uno straordinario dono spirituale nell'attuale momento storico che state vivendo, così pieno di speranze per l'avvenire. Spiritualmente inginocchiato davanti all'immagine della Madonna Nera di Czestochowa, affido alla sua amorevole protezione l'intero svolgimento della VI Giornata mondiale della gioventù".





VII Giornata Mondiale della Gioventù: 12 aprile 1992

Roma - Domenica delle Palme


            "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo" è il tema della VII Giornata Mondiale della Gioventù organizzata a Roma e in tutte le Chiese locali del mondo. Vivo nel ricordo di tutti è quanto successo l'anno precedente a Czestochowa in occasione della VI GMG.

"Quanto vorrei che il soffio dello Spirito Santo, che abbiamo sentito a Czestochowa, si diffondesse dappertutto!" scrive il Santo Padre nel Messaggio d'invito alla settima GMG il 24 novembre 1991. "In quei giorni indimenticabili - continua - il Santuario Mariano era diventato cenacolo di una nuova Pentecoste, con le porte spalancate verso il terzo Millennio. Ancora una volta il mondo ha potuto vedere la Chiesa, così giovane e così missionaria, piena di gioia e di speranza. Ho provato una felicità immensa nel vedere tanti giovani, i quali, per la prima volta, si sono trovati insieme dall'Est e dall'Ovest, dal Nord e dal Sud, uniti dallo Spirito Santo nel vincolo della preghiera. Abbiamo vissuto un evento storico, un evento la cui incommensurabile portata salvifica ha aperto una nuova tappa nel cammino di evangelizzazione, del quale i giovani sono i protagonisti".

Il brano evangelico della VII GMG  "tratta di una tematica intimamente collegata a quella dell'anno scorso. Lo stesso Spirito, che ci ha resi figli di Dio, ci spinge all'evangelizzazione. La vocazione cristiana, infatti, implica una missione. Alla luce del mandato missionario che Cristo ci ha affidato, appaiono con maggior chiarezza il significato e l'importanza delle Giornate Mondiali della Gioventù nella Chiesa. Partecipando a questi raduni, i giovani intendono confermare e rinvigorire il proprio 'sì' a Cristo e alla sua Chiesa, ripetendo, con le parole del profeta Isaia: 'Eccomi, manda me!' (cfr. Is 6,8)".

Il Messaggio è un forte invito alla missione: "La Chiesa è, per sua natura, una comunità missionaria (cf. Ad gentes, 2). Essa - afferma il Papa - vive costantemente protesa in questo slancio missionario, che ha ricevuto dallo Spirito Santo nel giorno della Pentecoste: 'avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni' (At 1, 7). Infatti, lo Spirito Santo è il protagonista di tutta la missione ecclesiale (cf. Ioannis Pauli PP. II, Redemptoris missio, III). Di conseguenza, anche la vocazione cristiana è proiettata verso l'apostolato, verso l'evangelizzazione, verso la missione. Ogni battezzato è chiamato da Cristo a diventare suo apostolo nel proprio ambiente di vita e nel mondo: 'Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi' (Gv 20, 21). Cristo, tramite la sua Chiesa, vi affida la missione fondamentale di comunicare agli altri il dono della salvezza e vi invita a partecipare alla costruzione del suo Regno. Sceglie voi, nonostante i limiti che ciascuno porta con sé, perché vi ama e crede in voi. Questo amore di Cristo, così incondizionato, deve costituire l'anima stessa del vostro apostolato, secondo le parole di San Paolo: "l'amore del Cristo ci spinge" (2 Cor 5, 14)".

"Lo stesso mondo dei giovani, miei cari - prosegue il Papa -, costituisce per la Chiesa contemporanea una terra di missione. È a tutti noto quali problemi tormentano gli ambienti giovanili: la caduta dei valori, il dubbio, il consumismo, la droga, la delinquenza, l'erotismo, ecc. Ma, al tempo stesso, è viva in ogni giovane una grande sete di Dio, anche se a volte si nasconde dietro un atteggiamento di indifferenza o addirittura di ostilità".

            "Annunciare Cristo - spiega - significa soprattutto esserne testimoni con la vita. Si tratta della forma di evangelizzazione più semplice e, al tempo stesso, più efficace a vostra disposizione. Essa consiste nel manifestare la presenza visibile di Cristo nella propria esistenza, attraverso l'impegno quotidiano e la coerenza con il Vangelo in ogni scelta concreta. Oggi il mondo ha bisogno innanzi tutto di testimoni credibili. Voi, cari giovani, che tanto amate l'autenticità nelle persone e che quasi istintivamente condannate ogni tipo di ipocrisia, siete disposti ad offrire al Cristo una testimonianza limpida e sincera. Testimoniate, dunque, la vostra fede, anche tramite il vostro impegno nel mondo. Il discepolo di Cristo non è mai un osservatore passivo ed indifferente di fronte agli eventi. Al contrario, egli si sente responsabile della trasformazione della realtà sociale, politica, economica e culturale.  Annunziare, inoltre, significa propriamente proclamare, farsi portatore della Parola di salvezza agli altri. Molte persone rifiutano Dio per ignoranza. C'è, infatti, molta ignoranza intorno alla fede cristiana, ma c'è anche un profondo desiderio di ascoltare la Parola di Dio. E la fede nasce dall'ascolto. Scrive San Paolo: 'E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?' (Rm 10, 14). Annunziare la Parola di Dio, cari giovani, non spetta soltanto ai sacerdoti o ai religiosi, ma anche a voi. Dovete avere il coraggio di parlare di Cristo nelle vostre famiglie, nel vostro ambiente di studio, di lavoro o di ricreazione, animati dallo stesso fervore degli Apostoli quando affermavano: 'Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto ed ascoltato' (At 4, 20). Neanche voi dovete tacere! Esistono luoghi e situazioni in cui solo voi potete portare il seme della Parola di Dio".



VIII Giornata Mondiale della Gioventù: 10-15 agosto 1993

Celebrazione Internazionale - Denver (Stati Uniti d'America)


            "Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10,10) è il tema dell'VIII GMG che si svolge negli USA, a Denver. Il Papa invita nel cuore degli USA i giovani di tutto il mondo chiedendo loro di non vivere questo raduno come una routine ma come un momento propizio in cui interrogarsi sulle proprie aspirazioni più intime, sul senso ecclesiale di esse, in cui proclamare con crescente gioia e audacia la propria fede in Cristo, morto e risorto.

            "La vita nuova, dono del Signore risuscitato - scrive il Papa nel Messaggio d'invito - si irradia (...) ad ogni ambito dell'esperienza umana: in famiglia, a scuola, nel lavoro, nelle attività d'ogni giorno e nel tempo libero. Essa comincia a fiorire qui e ora. Segno della sua presenza e della sua crescita è la carità: 'Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita - afferma San Giovanni - perché amiamo i fratelli' (1Gv 3,14) con un amore fattivo e nella verità. La vita fiorisce nel dono di sé agli altri, secondo la vocazione di ciascuno: nel sacerdozio ministeriale, nella verginità consacrata, nel matrimonio, così che tutti possano, in atteggiamento di solidarietà, condividere i doni ricevuti soprattutto con i poveri e i bisognosi. Colui che 'rinasce dall'alto' diventa, così, capace di 'vedere il regno di Dio' (cfr. Gv 3,3), e di impegnarsi nell'edificare strutture sociali più degne dell'uomo e di ogni uomo, nel promuovere e difendere la cultura della vita contro qualsiasi minaccia di morte".

"Carissimi giovani - continua ancora Giovanni Paolo II -, voi vi fate interpreti di una domanda, che spesso vi viene rivolta da tanti vostri amici: Come e dove possiamo incontrare questa vita, come e dove possiamo viverla? La risposta potrete trovarla da voi stessi, se cercherete di dimorare fedelmente nell'amore di Cristo (cfr. Gv 15,9). Voi sperimenterete allora direttamente la verità di quella sua parola: 'Io sono... la vita' (Gv 14,6) e potrete recare a tutti questo gioioso annuncio di speranza. Egli vi ha costituiti suoi ambasciatori, primi evangelizzatori dei vostri coetanei. La prossima Giornata Mondiale della Gioventù a Denver ci offrirà un'occasione propizia per riflettere insieme su questo tema di grande interesse per tutti. Occorre, allora, prepararsi a questo importante appuntamento, anzitutto guardandosi intorno per reperire e quasi fare un censimento di quei 'luoghi' in cui Cristo è presente come sorgente di vita. Possono essere le Comunità parrocchiali, i gruppi e i movimenti di apostolato, i Monasteri e le Case religiose, ma anche singole persone mediante le quali, come accadde ai discepoli di Emmaus, Egli riesce a scaldare il cuore e ad aprirlo alla speranza. Carissimi giovani, con spirito di gratuità sentitevi direttamente coinvolti nell'impresa della nuova evangelizzazione, che tutti ci impegna. Annunciate Cristo 'morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro' (2Cor 5,15).  A voi, carissimi giovani degli Stati Uniti, che ospiterete la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, è data la gioia di accogliere come un dono dello Spirito l'incontro con i molti ragazzi e ragazze, che da ogni parte del mondo giungeranno pellegrini nel vostro Paese. A questo già vi state preparando mediante una fervida attività spirituale ed organizzativa, che interessa ciascuna componente delle vostre Comunità ecclesiali. Auspico di cuore che un evento così straordinario contribuisca a far crescere in ciascuno l'entusiasmo e la fedeltà nel seguire Cristo e nell'accogliere con gioia il suo messaggio, fonte di vita nuova. Vi affido, per questo, alla Vergine Santissima, per mezzo della quale abbiamo ricevuto l'Autore della vita, Gesù Cristo, Figlio di Dio e nostro Signore".



IX-X Giornata Mondiale della Gioventù: 27 marzo 1994 - Roma (Domenica

delle Palme) e 10-15 gennaio 1995 (Celebrazione Internazionale) - Manila

(Filippine)


            "Come il Padre ha mandato me anche io mando voi" (Gv 20,21) è il tema della IX e X Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgono rispettivamente a Roma nel marzo del 1994 e a Manila pochi mesi dopo, nel gennaio 1995.

Per la prima volta la GMG si svolge nel continente asiatico. "Mentre con questo Messaggio si apre ufficialmente il cammino verso la IX e X Giornata Mondiale della Gioventù - scrive Giovanni Paolo II nel Messaggio d'invito alla IX e X GMG (21 novembre 1993) - "desidero rinnovare il mio affettuoso saluto a ciascuno di voi, in particolare a quanti vivono nelle Filippine: nel 1995, infatti, per la prima volta l'Incontro mondiale dei giovani con il Papa si celebrerà nel continente asiatico, ricco di tradizioni e di cultura. Tocca a voi, giovani delle Filippine, preparare questa volta un'accoglienza ai tanti vostri amici del mondo intero. Ecco, la giovane Chiesa dell'Asia è interpellata in maniera speciale perché offra nell'appuntamento di Manila una viva e fervente testimonianza di fede. Auguro ad essa di saper cogliere questo dono che Cristo stesso sta per offrirle".

Nel testo il Papa offre la sua catechesi sulla gioia dell'incontro con Cristo risorto, che per sua natura non può rimanere un'esperienza individuale ma deve essere testimoniata e comunicata agli altri. "L'incontro con il Signore risorto - afferma - non rispecchia soltanto un momento di gioia individuale. E' piuttosto l'occasione nella quale si manifesta in tutta la sua ampiezza la chiamata che attende ogni essere umano. Forti della fede nel Cristo risorto, siamo tutti invitati a spalancare le porte della vita, senza paure né incertezze, per accogliere la Parola che è Via, Verità e Vita (cfr. Gv 14,6), e gridarla coraggiosamente al mondo intero".

            "Voi, giovani, soprattutto - continua il Pontefice -, siete chiamati a farvi missionari di questa Nuova Evangelizzazione, testimoniando quotidianamente la Parola che salva. Voi vivete in prima persona le inquietudini dell'attuale stagione storica, densa di speranze e di incertezze, nella quale può talora essere facile smarrire la strada che porta all'incontro con Cristo. Molteplici sono, in effetti, le tentazioni dei nostri giorni, le seduzioni che vorrebbero spegnere la voce divina risonante dentro il cuore di ognuno. All'uomo del nostro secolo, a tutti voi, cari giovani che siete affamati e assetati di verità, la Chiesa si presenta come compagna di viaggio. Essa offre l'eterno messaggio evangelico ed affida un compito apostolico esaltante: essere i protagonisti della Nuova Evangelizzazione".

"A voi tutti, giovani di ogni parte del mondo, rivolgo l'invito ad incamminarvi spiritualmente verso le prossime Giornate Mondiali. Accompagnati e guidati dai vostri Pastori, in seno alle parrocchie e alle diocesi, nelle associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali, disponetevi ad accogliere i semi di santità e di grazia che il Signore vorrà sicuramente elargire con generosa abbondanza. Auspico che la celebrazione di queste Giornate possa essere per tutti voi occasione privilegiata di formazione e di crescita nella conoscenza personale e comunitaria di Cristo; possa essere stimolo interiore a consacrarvi nella Chiesa al servizio dei fratelli per costruire la civiltà dell'amore. Affido a Maria, la Vergine presente nel Cenacolo, la Madre della Chiesa (cfr. At 1,14), la preparazione e lo svolgimento delle prossime Giornate Mondiali: essa ci partecipi il segreto di come accogliere il Figlio suo nella nostra vita per fare quanto Egli ci dirà (cfr. Gv 2,5)".





XI Giornata Mondiale della Gioventù: 31 marzo 1996

Roma  - Domenica delle Palme


            "Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna" (Gv 6,68) è il tema della XI Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Roma e in tutte le Chiese locali del mondo nel 1996.

Giovanni Paolo II ricorda ai giovani di iniziare a prepararsi all'anno 2000, alla celebrazione del Grande Giubileo. Nel Messaggio di invito all'XI GMG (26 novembre 1995) il Papa scrive: "A voi, giovani, rivolgo in particolare l' appello a guardare verso la frontiera epocale dell'anno 2000, ricordando che 'il futuro del mondo e della Chiesa appartiene alle giovani generazioni che, nate in questo secolo, saranno mature nel prossimo, il primo del nuovo millennio... Se (i giovani) sapranno seguire il cammino che Cristo indica, avranno la gioia di recare il proprio contributo alla sua presenza nel prossimo secolo' (Tertio Millennio adveniente, 58)".  "Nel cammino di avvicinamento al Grande Giubileo - prosegue - vi accompagni la Costituzione conciliare Gaudium et spes, che intendo riconsegnare a tutti voi, come già ho fatto con i vostri coetanei del continente europeo, a Loreto, nel settembre scorso: è un 'documento prezioso e sempre giovane. Rileggetelo attentamente. Vi troverete luce per decifrare la vostra vocazione di uomini e donne, chiamati a vivere, in questo tempo meraviglioso e drammatico insieme, come tessitori di fraternità e costruttori di pace' (Angelus del 10 settembre 1995).

Si legge ancora nel Messaggio: "La meta e il traguardo della nostra vita è Lui, il Cristo, che ci attende - ognuno singolarmente e tutti insieme - per guidarci oltre i confini del tempo nell' abbraccio eterno del Dio che ci ama. Ma se l' eternità è il nostro orizzonte di uomini affamati di Verità e assetati di felicità, la storia è lo scenario del nostro impegno di ogni giorno. La fede ci insegna che il destino dell' uomo è scritto nel cuore e nella mente di Dio, che della storia regge le sorti. Essa ci insegna altresì che il Padre affida alle nostre mani il compito di avviare fin da quaggiù l' edificazione di quel 'Regno dei Cieli' che il Figlio è venuto ad annunciare e che troverà il suo pieno compimento alla fine dei tempi. E' nostro dovere, dunque, vivere dentro la storia, fianco a fianco con i nostri contemporanei, condividendone le ansie e le speranze, perché il cristiano è, e deve essere, pienamente uomo del suo tempo. Egli non evade in un' altra dimensione ignorando i drammi della sua epoca, chiudendo gli occhi e il cuore alle ansie che pervadono l' esistenza. Al contrario, è colui che, pur non essendo 'di' questo mondo, 'in' questo mondo è immerso ogni giorno, pronto ad accorrere là dove ci sia un fratello da aiutare, una lacrima da asciugare, una richiesta d' aiuto da soddisfare. Su questo saremo giudicati!".

"Occorre innanzitutto - continua Giovanni Paolo II - che da voi giovani giunga una testimonianza forte di amore per la vita, dono di Dio; un amore che si deve estendere dall' inizio alla fine di ogni esistenza e deve battersi contro ogni pretesa di fare dell' uomo l' arbitro della vita del fratello, di quello non nato come di quello sulla via del tramonto, dell' handicappato e del debole. A voi giovani, che naturalmente e istintivamente fate della 'voglia di vivere' l' orizzonte dei vostri sogni e l' arcobaleno delle vostre speranze, chiedo di diventare 'profeti della vita'. Siatelo con le parole e con i gesti, ribellandovi alla civiltà dell' egoismo che spesso considera la persona umana uno strumento anziché un fine, sacrificandone la dignità e i sentimenti in nome del mero profitto; fatelo aiutando concretamente chi ha bisogno di voi e che forse senza il vostro aiuto sarebbe tentato di rassegnarsi alla disperazione. La vita è un talento (cfr Mt 25, 14-30) affidatoci perché lo trasformiamo e lo moltiplichiamo, facendone dono agli altri. Nessun uomo è un 'iceberg' alla deriva nell' oceano della storia; ognuno di noi fa parte di una grande famiglia, all' interno della quale ha un posto da occupare e un ruolo da svolgere. L' egoismo rende sordi e muti, l' amore spalanca gli occhi ed apre il cuore, rende capaci di arrecare quell'originale e insostituibile contributo che, accanto ai mille gesti di tanti fratelli, spesso lontani e sconosciuti, concorre a costituire il mosaico della carità, capace di cambiare le stagioni della storia".

Continua il Messaggio: "Quando, considerando troppo duro il suo linguaggio, molti dei discepoli lo abbandonarono, Gesù domandò ai pochi rimasti: 'Forse anche voi volete andarvene?', Pietro rispose: 'Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna' (Gv 6, 67-68). E scelsero di rimanere con Lui. Rimasero perché il Maestro aveva 'parole di vita eterna', parole che, mentre promettevano l' eternità, davano senso pieno alla vita. Ci sono momenti e circostanze in cui bisogna operare scelte decisive per tutta l' esistenza. Viviamo - e voi lo sapete - momenti difficili nei quali è spesso arduo distinguere il bene dal male, i veri dai falsi maestri. Gesù ci ha avvertiti: 'Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: ' Sono io' e ' Il tempo è prossimo' : non seguiteli' (Lc 21, 8). Pregate e ascoltate la sua parola; lasciatevi guidare da veri pastori; non cedete mai alle lusinghe ed alle facili illusioni del mondo che poi, assai spesso, si trasformano in tragiche delusioni. E' nei momenti difficili, nei momenti della prova che si misura la qualità delle scelte. E' dunque in questa stagione non facile che ognuno di voi sarà chiamato al coraggio della decisione. Non esistono scorciatoie verso la felicità e la luce. Ne sono prova i tormenti di quanti, lungo l' arco della storia dell'umanità, si sono posti in faticosa ricerca del senso dell' esistenza, delle risposte ai fondamentali quesiti scritti nel cuore di ogni essere umano. Voi sapete che questi interrogativi altro non sono se non l' espressione della nostalgia di infinito seminata da Dio stesso dentro ognuno di noi. Allora è con senso del dovere e del sacrificio che dovete camminare lungo le strade della conversione, dell'impegno, della ricerca, del lavoro, del volontariato, del dialogo, del rispetto per tutti, senza arrendervi di fronte ai fallimenti, ben sapendo che la vostra forza è nel Signore, il quale guida con amore i vostri passi, pronto a riaccogliervi come il figliol prodigo (cfr Lc 15, 11-24)".

Il Santo Padre conclude: "Cari giovani, vi ho invitati ad essere 'profeti della vita e dell'amore'. Vi chiedo anche di essere 'profeti della gioia': il mondo ci deve riconoscere dal fatto che sappiamo comunicare ai nostri contemporanei il segno di una grande speranza già compiuta, quella di Gesù, per noi morto e risorto. Non dimenticate che 'il futuro dell'umanità è riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza' (Gaudium et spes, 31). Purificati dalla riconciliazione, frutto dell'amore divino e del vostro pentimento sincero, operando per la giustizia, vivendo in rendimento di grazie a Dio, potrete essere credibili ed efficaci profeti della gioia nel mondo, così spesso cupo e triste. Sarete annunciatori della 'pienezza dei tempi', della quale il Grande Giubileo del 2000 richiama l'attualità. La strada che Gesù vi indica non è comoda; assomiglia piuttosto ad un sentiero che s'inerpica sulla montagna. Non vi perdete d'animo! Quanto più erta è la via tanto più in fretta essa sale verso orizzonti sempre più vasti. Vi guidi Maria, Stella dell'evangelizzazione! Come Lei docili alla volontà del Padre, percorrete le tappe della storia da testimoni maturi e convincenti. Con Lei e con gli Apostoli sappiate ripetere in ogni istante la professione di fede nella vivificante presenza di Gesù Cristo: 'Tu hai parole di vita eterna!'".



XII Giornata Mondiale della Gioventù: 19-24 agosto 1997

Celebrazione Internazionale - Parigi (Francia)


            "Maestro dove abiti? Venite e vedrete" (Gv 1, 38-39) è il tema della XII GMG che ha luogo in Francia, a Parigi. Nel Messaggio del 15 agosto 1996 Giovanni Paolo II, invitando i giovani a partecipare alla GMG di Parigi, scrive: "Viviamo in un'epoca di grandi trasformazioni, nella quale tramontano rapidamente ideologie che sembravano dover resistere a lungo all'usura del tempo e nel pianeta si vanno ridisegnando confini e frontiere. L'umanità si ritrova spesso incerta, confusa e preoccupata (Cfr. Mt 9,36), ma la parola di Dio non tramonta; percorre la storia e, nel mutare degli eventi, resta stabile e luminosa (Cfr. Mt 24,35). La fede della Chiesa è fondata su Gesù Cristo, unico salvatore del mondo: ieri, oggi e sempre (Cfr. Eb 13,8). A Cristo essa rimanda, perché a Lui siano rivolte le domande sgorganti dal cuore umano di fronte al mistero della vita e della morte. Da Lui solo, infatti, si possono ricevere risposte che non illudono né deludono". 

            Continua il Messaggio: "Carissimi giovani, come i primi discepoli, seguite Gesù! Non abbiate paura di avvicinarvi a Lui, di varcare la soglia della sua casa, di parlare con Lui faccia a faccia, come ci s'intrattiene con un amico (Cfr. Es 33,11). Non abbiate paura della 'vita nuova' che Egli vi offre: Lui stesso vi dà la possibilità di accoglierla e di metterla in pratica, con l'aiuto della sua grazia e il dono del suo Spirito. E' vero: Gesù è un amico esigente che indica mete alte, chiede di uscire da se stessi per andargli incontro, affidando a Lui tutta la vita: 'Chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà' (Mc 8,35). Questa proposta può apparire difficile e in alcuni casi può far anche paura. Ma - vi domando - è meglio rassegnarsi ad una vita senza ideali, ad un mondo costruito a propria immagine e somiglianza, o piuttosto cercare generosamente la verità, il bene, la giustizia, lavorare per un mondo che rispecchi la bellezza di Dio, anche a costo di dover affrontare le prove che questo comporta? Abbattete le barriere della superficialità e della paura! Riconoscendovi come uomini e donne 'nuovi', rigenerati dalla grazia battesimale, conversate con Gesù nella preghiera e nell'ascolto della parola; gustate la gioia della riconciliazione nel sacramento della Penitenza; ricevete il Corpo e il Sangue di Cristo nell'Eucaristia; accoglieteLo e serviteLo nei fratelli. Scoprirete la verità su voi stessi, l'unità interiore e troverete il 'Tu', che guarisce dalle angosce, dagli incubi, da quel soggettivismo selvaggio che non lascia pace".

            Il Papa riflette sui luoghi dell'incontro con Cristo. Essi sono i luoghi della vita quotidiana, "là dove gli uomini soffrono e sperano"; il suo volto "è quello dei più poveri"; in modo speciale Gesù "vive in mezzo a noi nell'Eucaristia".

            Dopo aver ricordato la figura di Santa Teresa di Gesù Bambino, il Papa conclude il suo Messaggio invocando la protezione di Maria: "Cari giovani, nella casa in cui abita Gesù incontrate la presenza dolcissima della Madre. E' nel grembo di Maria che il Verbo si è fatto carne. Accettando il ruolo assegnatole nel disegno della salvezza, la Vergine è diventata modello di ogni discepolo di Cristo. A Lei affido la preparazione e la celebrazione della XIIª Giornata Mondiale della Gioventù, nonché le speranze e le attese dei giovani che, in ogni angolo del pianeta, ripetono con Lei: 'Eccomi, sono la serva del Signore, si compia in me la tua parola' (Cfr. Lc 1, 38) e vanno incontro a Gesù per abitare nella sua casa, pronti ad annunciare poi ai loro coetanei, come gli Apostoli: 'Abbiamo trovato il Messia!' (Gv 1, 41). E' con questi sentimenti che invio a ciascuno di voi il mio cordiale saluto, mentre, accompagnandovi con la preghiera, vi benedico".



XIII Giornata Mondiale della Gioventù: 5 aprile 1998

Roma  - Domenica delle Palme


            "Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa" (Gv 14,26) è il tema della XIII Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Roma e in tutte le Chiese locali del mondo.

Il Papa invita i giovani a vivere con Spirito di preghiera il secondo anno della fase preparatoria al Grande Giubileo del 2000. Nel Messaggio d'invito alla XIII GMG (30 novembre 1997) si rivolge ai giovani dicendo: "Come sapete, il secondo anno della fase preparatoria al Grande Giubileo ha inizio con la prima domenica di Avvento ed è dedicato 'in modo particolare allo Spirito Santo ed alla sua presenza santificatrice all'interno della comunità dei discepoli di Cristo' (Tertio Millennio adveniente, 44). In vista della celebrazione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, vi invito a guardare, in comunione con tutta la Chiesa, allo Spirito del Signore, che rinnova la faccia della terra (cfr Sal 104 [103], 30)".

"'La Chiesa, infatti - continua il Santo Padre - non può prepararsi alla scadenza bimillenaria in nessun altro modo se non nello Spirito Santo. Ciò che 'nella pienezza del tempo' si è compiuto per opera dello Spirito Santo, solo per opera sua può ora emergere dalla memoria della Chiesa. Lo Spirito, infatti, attualizza nella Chiesa di tutti i tempi e di tutti i luoghi l'unica Rivelazione portata da Cristo agli uomini, rendendola viva ed efficace nell'animo di ciascuno' (Tertio Millennio adveniente, 44). Per la prossima Giornata Mondiale, ritengo opportuno proporre alla vostra riflessione e alla vostra preghiera queste parole di Gesù: 'Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa' (cfr Gv 14, 26). Il nostro tempo appare disorientato e confuso; talora sembra addirittura non conoscere più il confine tra il bene e il male; Dio è apparentemente rifiutato, perché sconosciuto o misconosciuto. In questa situazione, è importante recarsi idealmente al Cenacolo per rivivere il mistero della Pentecoste (cfr At 2, 1-11) e 'lasciarsi ammaestrare' dallo Spirito di Dio, mettendosi docilmente ed umilmente alla sua scuola, sì da imparare quella 'sapienza del cuore' (Sal 90[89], 12) che sostiene e alimenta la nostra vita. Credere è vedere le cose come le vede Dio, partecipare della visione che Dio ha del mondo e dell'uomo, secondo la parola del Salmo: 'Alla tua luce vediamo la luce' (Sal 36[35], 10). Questa 'luce della fede' in noi è un raggio della luce dello Spirito Santo. Nella sequenza di Pentecoste, preghiamo così: 'O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli'. Gesù ha tenuto a sottolineare fortemente il carattere misterioso dello Spirito Santo: 'Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito' (Gv 3, 8). Bisogna allora rinunciare a capire? Gesù pensava esattamente il contrario, giacché ci assicura che lo Spirito Santo stesso è capace di guidarci 'alla verità tutta intera' (Gv 16, 13)".

            Prosegue ancora il Papa commentando la Pentecoste: "Cari giovani, una preziosa esperienza dell'unità della Chiesa, nella ricchezza della sua diversità, la vivete ogni qualvolta vi radunate tra voi, specialmente per la Celebrazione eucaristica. È lo Spirito che porta gli uomini a comprendersi e accogliersi reciprocamente, a riconoscersi figli di Dio e fratelli in cammino verso la stessa meta, la vita eterna, a parlare lo stesso linguaggio al di là delle divisioni culturali e razziali. Partecipando attivamente e con generosità alla vita delle parrocchie, dei movimenti e delle associazioni, sperimenterete come i carismi dello Spirito vi aiutano ad incontrare Cristo, ad approfondire la familiarità con Lui, a realizzare e gustare la comunione ecclesiale".

            "Una 'vita spirituale', che mette a contatto con l'amore di Dio e delinea nel cristiano l'immagine di Gesù - augura il Papa - può porre rimedio a una malattia del nostro secolo, sovra-sviluppato nella razionalità tecnica e sottosviluppato nell'attenzione all'uomo, alle sue attese, al suo mistero. C'è urgenza di ricostituire un universo interiore, ispirato e sostenuto dallo Spirito, nutrito di preghiera e teso all'azione, in maniera che sia sufficientemente forte per resistere alle molteplici situazioni in cui conviene custodire la fedeltà ad un progetto piuttosto che seguire o conformarsi alla mentalità corrente".



XIV Giornata Mondiale della Gioventù: 28 marzo 1999

Roma  - Domenica delle Palme


            "Il Padre vi ama" (Gv 16,27) è il tema della XIV GMG che si svolge a Roma e in tutte le Chiese locali del mondo. La XIV GMG ha luogo alla vigilia dell'Anno Giubilare e il Santo Padre nel Messaggio d'invito a questa Giornata (6 gennaio 1999) sottolinea l'avvicinarsi di questa importante tappa: "Nella prospettiva dell'ormai prossimo Giubileo, il 1999 assume la funzione di "dilatare gli orizzonti del credente secondo la prospettiva stessa di Cristo: la prospettiva del "Padre che è nei cieli" dal quale è stato mandato ed al quale è ritornato (Lett. ap. Tertio millennio adveniente, 49)".

"Non è possibile, infatti - continua -, celebrare Cristo ed il suo giubileo senza volgersi, con lui, verso Dio, Padre suo e Padre nostro (cfr Gv 20,17). Anche lo Spirito Santo rimanda al Padre e a Gesù: se lo Spirito ci insegna a dire 'Gesù è il Signore' (cfr 1 Cor 12,3), è per renderci capaci di parlare con Dio chiamandolo 'Abbà, Padre!' (cfr Gal 4,6). Vi invito, dunque, insieme con tutta la Chiesa a rivolgervi verso Dio Padre e ad ascoltare con gratitudine e meraviglia la sorprendente rivelazione di Gesù: 'Il Padre vi ama!' (cfr Gv 16,27). Sono queste le parole che vi affido come tema della XIV Giornata Mondiale della Gioventù. Cari giovani, accogliete l'amore che Dio per primo vi dona (cfr 1 Gv 4,19). Rimanete ancorati a questa certezza, la sola capace di dare senso, forza e gioia alla vita: non si allontanerà mai da voi il suo amore, non verrà mai meno la sua alleanza di pace con voi (cfr Is 54,10). Egli ha impresso il vostro nome sulle palme delle sue mani (cfr Is 49,16).

 "Anche se non sempre cosciente e chiara, nel cuore dell'uomo esiste una profonda nostalgia di Dio, che sant'Ignazio di Antiochia ha così espresso, in modo eloquente: 'Un'acqua viva mormora in me e mi dice dentro: Vieni al Padre!'" (Ad Rom. 7). 'Signore, mostrami la tua Gloria', supplica Mosè sulla montagna (Es 33,18). 'Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato' (Gv 1,18). È dunque sufficiente conoscere il Figlio per conoscere il Padre? Filippo non si lascia facilmente convincere: 'Mostraci il Padre', domanda. La sua insistenza ci ottiene una risposta che supera la nostra attesa: 'Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?... Chi ha visto me ha visto il Padre' (ivi, 14,8-11). Dopo l'Incarnazione, esiste un volto di uomo nel quale è possibile vedere Dio: 'Credetemi, io sono nel Padre e il Padre è in me', dice Gesù non più soltanto a Filippo, ma a tutti coloro che crederanno (ivi, 14,11). Da allora, chi accoglie il Figlio di Dio accoglie Colui che lo ha mandato (cfr ivi, 13,20). Al contrario: 'Chi odia me, odia anche il Padre mio' (ivi, 15,23). Da allora, un nuovo rapporto è possibile tra il Creatore e la creatura, quello del figlio con il proprio Padre: ai discepoli che vogliono entrare nei segreti di Dio e chiedono di imparare a pregare per trovare sostegno nel cammino, Gesù risponde insegnando il Padre nostro, 'sintesi di tutto il Vangelo' (Tertulliano, De oratione, 1). In esso trova conferma la nostra condizione di figli (cfr Lc 11,1-4). 'Da una parte, con le parole di questa preghiera, il Figlio Unigenito ci dà le parole che il Padre ha dato a lui: è il Maestro della nostra preghiera. Dall'altra, Verbo incarnato, egli conosce nel suo cuore di uomo i bisogni dei suoi fratelli e delle sue sorelle di umanità, e ce li manifesta: è il Modello della nostra preghiera' (CCC 2765). Trasmettendoci la testimonianza diretta della vita del Figlio di Dio, il Vangelo di Giovanni ci indica il cammino da seguire per conoscere il Padre. L'invocazione "Padre" è il segreto, il respiro, la vita di Gesù. Non è egli forse il Figlio unico, il primogenito, l'amato verso il quale tutto si rivolge, presente presso il Padre ancor prima che il mondo fosse, compartecipe della sua stessa gloria? (cfr 17,5). Dal Padre Gesù riceve il potere su ogni cosa (cfr 17,2), il messaggio da annunciare (cfr 12,49), l'opera da compiere (cfr 14,31). Gli stessi discepoli non gli appartengono: è il Padre che glieli ha dati (cfr 17,9), affidandogli il compito di custodirli dal male, perché nessuno vada perduto (cfr 18,9). Nell'ora di passare da questo mondo al Padre, la 'preghiera sacerdotale' rivela l'animo del Figlio: 'Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse' (17,5). In qualità di Sommo ed Eterno Sacerdote, Cristo si mette alla testa dell'immenso corteo dei redenti. Primogenito di una moltitudine di fratelli, egli riconduce all'unico ovile le pecore del gregge disperso, perché ci sia 'un solo gregge e un solo pastore' (10,16). Grazie alla sua opera, la stessa relazione amorosa che esiste all'interno della Trinità viene trasferita nella relazione del Padre con l'umanità redenta: 'Il Padre vi ama!'. Come potrebbe questo mistero d'amore essere compreso senza l'azione dello Spirito, effuso dal Padre sui discepoli grazie alla preghiera di Gesù (cfr 14,16)? L'incarnazione del Verbo eterno nel tempo e la nascita per l'eternità di quanti vengono a lui incorporati mediante il battesimo non sarebbero concepibili senza l'azione vivificante del medesimo Spirito". 



XV Giornata Mondiale della Gioventù: 15-20 agosto 2000

Celebrazione Internazionale - Roma (Italia) GIUBILEO DEI GIOVANI


            "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14) è il tema della XV GMG che ha luogo a Roma, nell'Anno del Grande Giubileo dell'Anno 2000. Nella spianata di Tor Vergata sono centinaia di migliaia i giovani accorsi per incontrare il Santo Padre (al termine verrà fatta una stima di 2 milioni e mezzo di presenze).

Il Papa già nel Messaggio d'invito alla XV GMG (29 giugno 1999) aveva spronato i giovani a divenire Santi, apostoli intrepidi del Vangelo di Cristo: "Giovani di ogni continente, non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio! Siate contemplativi ed amanti della preghiera; coerenti con la vostra fede e generosi nel servizio ai fratelli, membra attive della Chiesa ed artefici di pace. Per realizzare questo impegnativo progetto di vita, rimanete nell'ascolto della sua Parola, attingete vigore dai Sacramenti, specialmente dall'Eucaristia e dalla Penitenza.  Il Signore vi vuole apostoli intrepidi del suo Vangelo e costruttori d'una nuova umanità. In effetti, come potrete affermare di credere nel Dio fatto uomo, se non prendete posizione contro ciò che avvilisce la persona umana e la famiglia? Se credete che Cristo ha rivelato l'amore del Padre per ogni creatura, non potete non porre ogni sforzo per contribuire all'edificazione di un mondo nuovo, fondato sulla potenza dell'amore e del perdono, sulla lotta contro l'ingiustizia ed ogni miseria fisica, morale, spirituale, sull'orientamento della politica, dell'economia, della cultura e della tecnologia al servizio dell'uomo e del suo sviluppo integrale".

E ancora: "Auspico di cuore che il Giubileo, ormai alle porte, rappresenti l'occasione propizia per un coraggioso rilancio spirituale e per una straordinaria celebrazione dell'amore di Dio per l'umanità. Da tutta la Chiesa si elevi 'l'inno di lode e di grazie al Padre, che nel suo incomparabile amore ci ha concesso in Cristo di essere «concittadini dei santi e familiari di Dio' (Ef 2,19) (Incarnationis mysterium, 6). Ci confortano le certezze espresse dall'apostolo Paolo: se Dio non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con Lui? Chi ci separerà dall'amore di Cristo? In tutti gli avvenimenti della vita, compresa la morte, possiamo essere più che vincitori, in virtù di Colui che ci ha amati fino alla Croce (cfr Rm 8, 31-37). Il mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio e quello della redenzione da Lui operata per tutte le creature costituiscono il messaggio centrale della nostra fede. La Chiesa lo proclama ininterrottamente lungo i secoli, camminando 'tra le incomprensioni e le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio' (S.Agostino, De Civ. Dei 18,51,2; PL 41,614) e lo affida a tutti i suoi figli quale tesoro prezioso da custodire e diffondere.  Anche voi, cari giovani, siete destinatari e depositari di questo patrimonio: "Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla, in Cristo Gesù nostro Signore" (Pontificale Romano, Rito della Confermazione). Lo proclameremo insieme in occasione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, alla quale spero che parteciperete in gran numero. Roma è 'città santuario', dove le memorie degli apostoli Pietro e Paolo e dei martiri ricordano ai pellegrini la vocazione di ogni battezzato. Davanti al mondo, nell'agosto del prossimo anno, ripeteremo la professione di fede dell'apostolo Pietro: 'Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna' (Gv 6,68), perché 'Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!' (Mt 16,16)".

Nel discorso alla veglia notturna di Tor Vergata il Papa dice: "Cari giovani, è difficile credere in un mondo così? Nel Duemila è difficile credere? Sì! E' difficile. Non è il caso di nasconderlo. E' difficile, ma con l'aiuto della grazia è possibile". E parlando a braccio aggiunge: "Voglio concludere questo mio discorso, questo mio messaggio, dicendovi che ho aspettato tanto di potervi incontrare, vedere, prima nella notte e poi nel giorno. Vi ringrazio per questo dialogo, scandito con grida ed applausi. Grazie per questo dialogo. In virtù della vostra iniziativa, della vostra intelligenza, non è stato un monologo, è stato un vero dialogo".




XVI Giornata Mondiale della Gioventù: 8 aprile 2001 

Roma  - Domenica delle Palme


            "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua" (Lc 9,23) è il tema della XVI GMG che si svolge a Roma e in tutte le Chiese locali del mondo. Negli occhi e nel cuore di tutti è ancora vivo il ricordo del grande appuntamento di Tor Vergata.

"Mentre mi rivolgo a voi con gioia ed affetto per questo nostro consueto appuntamento annuale" dice il Papa nel Messaggio d'invito alla XVI GMG (14 febbraio 2001), "conservo negli occhi e nel cuore l'immagine suggestiva della grande 'Porta' sul prato di Tor Vergata, a Roma. La sera del 19 agosto dello scorso anno, all'inizio della veglia della XV Giornata Mondiale della Gioventù, mano nella mano con cinque giovani dei cinque continenti, ho varcato quella soglia sotto lo sguardo del Cristo crocifisso e risorto, quasi ad entrare simbolicamente insieme con tutti voi nel terzo millennio. Voglio qui esprimere, dal profondo del cuore, un grazie sentito a Dio per il dono della giovinezza, che per mezzo vostro permane nella Chiesa e nel mondo (cfr Omelia a Tor Vergata, 20 agosto 2000). Desidero, altresì, ringraziarlo con commozione perché mi ha concesso di accompagnare i giovani del mondo durante i due ultimi decenni del secolo appena concluso, indicando loro il cammino che conduce a Cristo, 'lo stesso, ieri, oggi e sempre' (Eb 13,8). Ma, al tempo stesso, Gli rendo grazie perché i giovani hanno accompagnato e quasi sostenuto il Papa lungo il suo pellegrinare apostolico attraverso i Paesi della terra". 

            Commentando il tema della XVI GMG, il Papa scrive "Cari giovani, non vi sembri strano se, all'inizio del terzo millennio, il Papa vi indica ancora una volta la croce come cammino di vita e di autentica felicità. La Chiesa da sempre crede e confessa che solo nella croce di Cristo c'è salvezza. Una diffusa cultura dell'effimero, che assegna valore a ciò che piace ed appare bello, vorrebbe far credere che per essere felici sia necessario rimuovere la croce. Viene presentato come ideale un successo facile, una carriera rapida, una sessualità disgiunta dal senso di responsabilità e, finalmente, un'esistenza centrata sulla propria affermazione, spesso senza rispetto per gli altri. Aprite però bene gli occhi, cari giovani: questa non è la strada che fa vivere, ma il sentiero che sprofonda nella morte. Dice Gesù: 'Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà'. Gesù non ci illude: 'Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?' (Lc 9, 24‑25). Con la verità delle sue parole, che suonano dure, ma riempiono il cuore di pace, Gesù ci svela il segreto della vita autentica (cfr Discorso ai giovani di Roma, 2 aprile 1998).

            E conclude affidando i giovani a Maria: "Non abbiate paura, dunque, di camminare sulla strada che il Signore per primo ha percorso. Con la vostra giovinezza, imprimete al terzo millennio che si apre il segno della speranza e dell'entusiasmo tipico della vostra età. Se lascerete operare in voi la grazia di Dio, se non verrete meno alla serietà del vostro impegno quotidiano, farete di questo nuovo secolo un tempo migliore per tutti. Con voi cammina Maria, la Madre del Signore, la prima dei discepoli, rimasta fedele sotto la croce, da dove Cristo ci ha affidati a Lei come suoi figli. E vi accompagni anche la Benedizione Apostolica, che vi imparto di gran cuore".


XVII Giornata Mondiale della Gioventù: 23-28 luglio 2002

Celebrazione Internazionale - Toronto (Canada)


            "Voi siete il sale della terra... voi siete la luce del mondo" (Mt 5 13,14) è il tema della XVII GMG che ha luogo a Toronto. Anche qui è un bagno di folla che accoglie il Santo Padre.

L'invito alla Santità è ancora forte nelle parole che il Papa rivolge ai giovani nel Messaggio d'invito alla XVII GMG di Toronto (25 luglio 2001): "Come il sale dà sapore al cibo e la luce illumina le tenebre, così la santità dà senso pieno alla vita, rendendola riflesso della gloria di Dio. Quanti santi, anche tra i giovani, annovera la storia della Chiesa! Nel loro amore per Dio hanno fatto risplendere le proprie virtù eroiche al cospetto del mondo, diventando modelli di vita che la Chiesa ha additato all'imitazione di tutti".

"Tra i molti - continua - basti ricordare: Agnese di Roma, Andreas di Phú Yên, Pedro Calungsod, Giuseppina Bakhita, Teresa di Lisieux, Pier Giorgio Frassati, Marcel Callo, Francisco Castelló Aleu o ancora Kateri Tekakwitha, la giovane irochese detta 'il giglio dei Mohawks'. Prego il Dio tre volte Santo che, per l'intercessione di questa folla immensa di testimoni, vi renda santi, cari giovani, i santi del terzo millennio!".

"Carissimi - prosegue ancora - è tempo di prepararsi per la XVII Giornata Mondiale della Gioventù. Vi rivolgo uno speciale invito a leggere e ad approfondire la Lettera apostolica Novo millennio ineunte, che ho scritto all'inizio dell'anno per accompagnare i battezzati in questa nuova tappa della vita della Chiesa e degli uomini: 'Un nuovo secolo, un nuovo millennio si aprono alla luce di Cristo. Non tutti però vedono questa luce. Noi abbiamo il compito stupendo di esserne il 'riflesso'' (n. 54). Sì, è l'ora della missione! Nelle vostre diocesi e nelle vostre parrocchie, nei vostri movimenti, associazioni e comunità il Cristo vi chiama, la Chiesa vi accoglie come casa e scuola di comunione e di preghiera. Approfondite lo studio della Parola di Dio e lasciate che essa illumini la vostra mente ed il vostro cuore. Traete forza dalla grazia sacramentale della Riconciliazione e dell'Eucaristia. Frequentate il Signore in quel 'cuore a cuore' che è l'adorazione eucaristica. Giorno dopo giorno, riceverete nuovo slancio che vi consentirà di confortare coloro che soffrono e di portare la pace al mondo. Sono tante le persone ferite dalla vita, escluse dallo sviluppo economico, senza un tetto, una famiglia o un lavoro; molte si perdono dietro false illusioni o hanno smarrito ogni speranza. Contemplando la luce che risplende sul volto di Cristo risorto, imparate a vostra volta a vivere come 'figli della luce e figli del giorno' (1 Ts 5,5), manifestando a tutti che 'il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità' (Ef 5,9)".

            Conclude il Papa: "Cari giovani amici, per tutti coloro che possono l'appuntamento è a Toronto! Nel cuore di una città multiculturale e pluriconfessionale diremo l'unicità di Cristo Salvatore e l'universalità del mistero di salvezza di cui la Chiesa è sacramento. Pregheremo per la piena comunione tra i cristiani nella verità e nella carità, rispondendo all'invito pressante del Signore che desidera ardentemente 'che tutti siano una cosa sola' (Gv 17,11). Venite a far risuonare nelle grandi arterie di Toronto l'annuncio gioioso di Cristo che ama tutti gli uomini e porta a compimento ogni segno di bene, di bellezza e di verità presente nella città umana. Venite a dire davanti al mondo la vostra gioia di aver incontrato Cristo Gesù, il vostro desiderio di conoscerlo sempre meglio, il vostro impegno di annunciarne il Vangelo di salvezza fino agli estremi confini della terra!". 



XVIII Giornata Mondiale della Gioventù: 13 aprile 2003 

Roma  - Domenica delle Palme


            "Ecco la tua Madre" (Lc 19,27) è il tema della XVIII GMG che si svolge a Roma e in tutte le Chiese locali del mondo. Nel Messaggio d'invito alla XVIII GMG (8 marzo 2003) il Santo Padre spiega il motivo della scelta del tema: "Per la XVIII Giornata Mondiale della Gioventù che celebrerete nelle diverse diocesi del mondo, ho scelto un tema in relazione con l'Anno del Rosario: 'Ecco la tua madre!' (Gv 19,27). Prima di morire, Gesù offre all'apostolo Giovanni quanto ha di più prezioso: sua Madre, Maria. Sono le ultime parole del Redentore, che assumono perciò un carattere solenne e costituiscono come il suo testamento spirituale". 

            Prosegue il Papa: "Le parole dell'angelo Gabriele a Nazareth: 'Ti saluto, o piena di grazia' (Lc 1, 28) illuminano anche la scena del Calvario. L'Annunciazione si pone agli inizi, la Croce segna il compimento. Nell'Annunciazione, Maria dona nel suo seno la natura umana al Figlio di Dio; ai piedi della Croce, in Giovanni, accoglie nel suo cuore l'umanità intera. Madre di Dio fin dal primo istante dell'Incarnazione, Ella diventa Madre degli uomini negli ultimi momenti della vita del Figlio Gesù. Lei, che è senza peccato, al Calvario 'conosce' nel proprio essere la sofferenza del peccato, che il Figlio prende su di sé per salvare gli uomini. Ai piedi della Croce su cui sta morendo Colui che ha concepito con il 'sì' dell'Annunciazione, Maria riceve da Lui quasi una 'seconda annunciazione': 'Donna, ecco il tuo figlio!' (Gv 19,26)".

            Sulla Croce, il Figlio può riversare la sua sofferenza nel cuore della Madre. Ogni figlio che soffre ne sente il bisogno. Anche voi, cari giovani, siete posti di fronte alla sofferenza: la solitudine, gli insuccessi e le delusioni nella vostra vita personale; le difficoltà di inserzione nel mondo degli adulti e nella vita professionale; le separazioni e i lutti nelle vostre famiglie; la violenza delle guerre e la morte degli innocenti. Sappiate però che nei momenti difficili, che non mancano nella vita di ognuno, non siete soli: come a Giovanni ai piedi della Croce, Gesù dona anche a voi sua Madre, perché vi conforti con la sua tenerezza".

            Conclude il Papa invitando i giovani a scoprire la presenza di Maria nella loro vita: "Cari giovani, lo sapete: il cristianesimo non è un'opinione e non consiste in parole vane. Il cristianesimo è Cristo! E' una Persona, è il Vivente! Incontrare Gesù, amarlo e farlo amare: ecco la vocazione cristiana. Maria vi viene donata per aiutarvi ad entrare in un rapporto più vero, più personale con Gesù. Con il suo esempio, Maria vi insegna a posare uno sguardo d'amore su di Lui, che ci ha amati per primo. Con la sua intercessione, Ella plasma in voi un cuore di discepoli capaci di mettersi in ascolto del Figlio, che rivela il volto autentico del Padre e la vera dignità dell'uomo".



        


XIX Giornata Mondiale della Gioventù: 4 aprile 2004 

Roma  - Domenica delle Palme


            "Vogliamo vedere Gesù" (Gv 12,21) è il tema della XIX GMG che si svolge a Roma e in tutte le Chiese locali del mondo. Nel Messaggio d'invito alla XIX GMG (22 febbraio 2004) il Santo Padre scrive: "L'anno 2004 costituisce l'ultima tappa prima del grande appuntamento di Colonia, dove nel 2005 si celebrerà la XX Giornata Mondiale della Gioventù. Vi invito dunque ad intensificare il vostro cammino di preparazione spirituale, approfondendo il tema che ho scelto per questa XIX Giornata Mondiale: 'Vogliamo vedere Gesù' (Gv 12,21)".

            "È la domanda - continua - che alcuni 'greci' rivolsero un giorno agli Apostoli. Volevano sapere chi era Gesù. Non si trattava semplicemente di un approccio per sapere come si presentava l'uomo Gesù. Mossi da grande curiosità e dal presentimento che avrebbero trovato risposta alle loro domande fondamentali, volevano sapere chi egli era veramente e da dove veniva".

"Cari giovani - continua ancora il Papa -, invito anche voi ad imitare quei 'greci' che si rivolsero a Filippo, mossi dal desiderio di 'vedere Gesù'. La vostra ricerca non sia motivata semplicemente da curiosità intellettuale, che è pur già un valore, ma sia stimolata soprattutto dall'intima esigenza di trovare la risposta alla domanda sul senso della vostra vita. Come il giovane ricco del Vangelo, cercate anche voi Gesù per porgli la domanda: 'Che cosa devo fare per avere la vita eterna?'. L'evangelista Marco precisa che Gesù lo guardò e lo amò. Pensate anche a quell'altro episodio in cui Gesù dice a Natanaele: 'Prima che Filippo ti chiamasse, ti ho visto quando eri sotto il fico', traendo dal cuore di quell'israelita in cui non c'era falsità una bella professione di fede: 'Rabbì, tu sei il Figlio di Dio!'. Colui che s'avvicina a Gesù con cuore libero da pregiudizi può giungere abbastanza agevolmente alla fede, perché è Gesù stesso ad averlo già visto e amato per primo. L'aspetto più sublime della dignità dell'uomo sta proprio nella sua vocazione a comunicare con Dio in questo profondo scambio di sguardi che trasforma la vita. Per vedere Gesù, occorre innanzitutto lasciarsi guardare da lui! Il desiderio di vedere Dio abita il cuore di ogni uomo e di ogni donna. Cari giovani, lasciatevi guardare negli occhi da Gesù, perché cresca in voi il desiderio di vedere la Luce, di gustare lo splendore della Verità. Che ne siamo coscienti o no, Dio ci ha creati perché ci ama e affinché lo amassimo a nostra volta. Ecco il perché dell'insopprimibile nostalgia di Dio che l'uomo porta nel cuore: 'Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto'. Questo Volto - lo sappiamo - Dio ci ha rivelato in Gesù Cristo".

"Volete anche voi, cari giovani, contemplare la bellezza di questo Volto? Ecco la domanda che vi rivolgo in questa Giornata Mondiale della Gioventù dell'anno 2004. Non rispondete troppo in fretta. Innanzitutto, fate dentro di voi il silenzio. Lasciate emergere dal profondo del cuore questo ardente desiderio di vedere Dio, un desiderio talvolta soffocato dai rumori del mondo e dalle seduzioni dei piaceri. Lasciate emergere questo desiderio e farete l'esperienza meravigliosa dell'incontro con Gesù. Il cristianesimo non è semplicemente una dottrina; è un incontro nella fede con Dio fattosi presente nella nostra storia con l'incarnazione di Gesù. Cercate con ogni mezzo di rendere possibile questo incontro, guardando a Gesù che vi cerca appassionatamente. Cercatelo con gli occhi di carne attraverso gli avvenimenti della vita e nel volto degli altri; ma cercatelo anche con gli occhi dell'anima per mezzo della preghiera e della meditazione della Parola di Dio, perché 'la contemplazione del volto di Cristo non può che ispirarsi a quanto di lui ci dice la Scrittura'".



         XX Giornata Mondiale della Gioventù: 16-21 agosto 2005 

Celebrazione internazionale - Colonia (Germania)


            È la prima Giornata Mondiale della Gioventù senza Giovanni Paolo II, a presiedere le celebrazioni è infatti Benedetto XVI, che si ritrova nella sua terra natale, la Germania. Di Giovanni Paolo II è tuttavia il Messaggio scritto il 6 agosto 2004 da Castel Gandolfo per la Giornata di Colonia.

            "'Siamo venuti per adorarlo' (Mt 2,2): questo - scrive il Papa - è il tema del prossimo incontro mondiale giovanile. E' un tema che permette ai giovani di ogni continente di ripercorrere idealmente l'itinerario dei Magi, le cui reliquie secondo una pia tradizione sono venerate proprio in quella città, e di incontrare, come loro, il Messia di tutte le nazioni. In verità, la luce di Cristo rischiarava già l'intelligenza e il cuore dei Magi. 'Essi partirono' (Mt 2,9), racconta l'evangelista, lanciandosi con coraggio per strade ignote e intraprendendo un lungo e non facile viaggio. Non esitarono a lasciare tutto per seguire la stella che avevano visto sorgere in Oriente (cfr Mt 2,1). Imitando i Magi, anche voi, cari giovani, vi accingete a compiere un 'viaggio' da ogni regione del globo verso Colonia. E' importante non solo che vi preoccupiate dell'organizzazione pratica della Giornata Mondiale della Gioventù, ma occorre che ne curiate in primo luogo la preparazione spirituale, in un'atmosfera di fede e di ascolto della Parola di Dio".

            Ricordando l'adorazione dei Magi a Betlemme, il Papa invita i giovani a professare la loro fede nel Dio di Gesù. "Siate adoratori dell'unico vero Dio - scrive -, riconoscendogli il primo posto nella vostra esistenza! L'idolatria è tentazione costante dell'uomo. Purtroppo c'è gente che cerca la soluzione dei problemi in pratiche religiose incompatibili con la fede cristiana. E' forte la spinta a credere ai facili miti del successo e del potere; è pericoloso aderire a concezioni evanescenti del sacro che presentano Dio sotto forma di energia cosmica, o in altre maniere non consone con la dottrina cattolica. Giovani, non cedete a mendaci illusioni e mode effimere che lasciano non di rado un tragico vuoto spirituale! Rifiutate le seduzioni del denaro, del consumismo e della subdola violenza che esercitano talora i mass-media. L'adorazione del vero Dio costituisce un autentico atto di resistenza contro ogni forma di idolatria. Adorate Cristo: Egli è la Roccia su cui costruire il vostro futuro e un mondo più giusto e solidale. Gesù è il Principe della pace, la fonte di perdono e di riconciliazione, che può rendere fratelli tutti i membri della famiglia umana".

            Il Messaggio quindi invita a testimoniare la propria fede: "Cari giovani, la Chiesa ha bisogno di autentici testimoni per la nuova evangelizzazione: uomini e donne la cui vita sia stata trasformata dall'incontro con Gesù; uomini e donne capaci di comunicare quest'esperienza agli altri. La Chiesa ha bisogno di santi. Tutti siamo chiamati alla santità, e solo i santi possono rinnovare l'umanità. Su questo cammino di eroismo evangelico tanti ci hanno preceduto ed è alla loro intercessione che vi esorto a ricorrere spesso. Incontrandovi a Colonia, imparerete a conoscere meglio alcuni di loro, come san Bonifacio, l'apostolo della Germania, e i Santi di Colonia, in particolare Orsola, Alberto Magno, Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e il beato Adolph Kolping. Fra questi, vorrei particolarmente citare sant'Alberto e santa Teresa Benedetta della Croce che, con lo stesso atteggiamento interiore dei Magi, hanno appassionatamente cercato la verità. Essi non hanno esitato a mettere le loro capacità intellettuali al servizio della fede, testimoniando così che fede e ragione sono legate e si richiamano a vicenda. Carissimi giovani incamminati idealmente verso Colonia, il Papa vi accompagna con la sua preghiera. Maria, 'donna eucaristica' e Madre della Sapienza, sostenga i vostri passi, illumini le vostre scelte, vi insegni ad amare ciò che è vero, buono e bello. Vi porti tutti a suo Figlio, il solo che può soddisfare le attese più intime dell'intelligenza e del cuore dell'uomo. Con la mia Benedizione!".



            XXI Giornata Mondiale della Gioventù: 9 aprile 2006 

Roma  - Domenica delle Palme

           

            "Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino" (Sal 119, 105) è il tema della XXI GMG, celebrata in ogni Diocesi del mondo. A Roma Benedetto XVI incontra i giovani della sua Diocesi il 6 aprile, rispondendo a braccio alle loro domande sulla Parola di Dio, la fede, l'amore e la scienza. Al termine il Papa consegna la Bibbia ad un gruppo di giovani dicendo loro: "Cari giovani, amate la Parola di Dio e amate la Chiesa che vi permette di accedere a un tesoro di così alto valore introducendovi ad apprezzarne le ricchezze". Il Messaggio offre una catechesi sulla Sacra Scrittura e invita a leggerla insieme alla Chiesa, mettendone in pratica i principi.

            "Non è facile - scrive Benedetto XVI - riconoscere ed incontrare l'autentica felicità nel mondo in cui viviamo, in cui l'uomo è spesso ostaggio di correnti di pensiero, che lo conducono, pur credendosi 'libero', a perdersi negli errori o nelle illusioni di ideologie aberranti. E' urgente 'liberare la libertà' (cfr Enciclica Veritatis splendor, 86), rischiarare l'oscurità in cui l'umanità sta brancolando. Gesù ha indicato come ciò possa avvenire: 'Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi' (Gv 8, 31-32). Il Verbo incarnato, Parola di Verità, ci rende liberi e dirige la nostra libertà verso il bene. Cari giovani, meditate spesso la parola di Dio, e lasciate che lo Spirito Santo sia il vostro maestro. Scoprirete allora che i pensieri di Dio non sono quelli degli uomini; sarete portati a contemplare il vero Dio e a leggere gli avvenimenti della storia con i suoi occhi; gusterete in pienezza la gioia che nasce dalla verità. Sul cammino della vita, non facile né privo di insidie, potrete incontrare difficoltà e sofferenze e a volte sarete tentati di esclamare con il Salmista: 'Sono stanco di soffrire' (Sal 118 [119], v. 107). Non dimenticate di aggiungere insieme con lui: 'Signore, dammi vita secondo la tua parola... La mia vita è sempre in pericolo, ma non dimentico la tua legge' (ibid., vv. 107.109). La presenza amorevole di Dio, attraverso la sua parola, è lampada che dissipa le tenebre della paura e rischiara il cammino anche nei momenti più difficili".

            Scrive ancora il Santo Padre: "Cari giovani, vi esorto ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia per voi come una bussola che indica la strada da seguire. Leggendola, imparerete a conoscere Cristo. Osserva in proposito San Girolamo: 'L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo' (PL 24,17; cfr Dei Verbum, 25). Una via ben collaudata per approfondire e gustare la parola di Dio è la lectio divina, che costituisce un vero e proprio itinerario spirituale a tappe. Dalla lectio, che consiste nel leggere e rileggere un passaggio della Sacra Scrittura cogliendone gli elementi principali, si passa alla meditatio, che è come una sosta interiore, in cui l'anima si volge a Dio cercando di capire quello che la sua parola dice oggi per la vita concreta. Segue poi l'oratio, che ci fa intrattenere con Dio nel colloquio diretto, e si giunge infine alla contemplatio, che ci aiuta a mantenere il cuore attento alla presenza di Cristo, la cui parola è 'lampada che brilla in luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori' (2 Pt 1,19). La lettura, lo studio e la meditazione della Parola devono poi sfociare in una vita di coerente adesione a Cristo ed ai suoi insegnamenti".

            "Costruire la vita su Cristo - aggiunge -, accogliendone con gioia la parola e mettendone in pratica gli insegnamenti: ecco, giovani del terzo millennio, quale dev'essere il vostro programma! E' urgente che sorga una nuova generazione di apostoli radicati nella parola di Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo. Questo vi chiede il Signore, a questo vi invita la Chiesa, questo il mondo - anche senza saperlo - attende da voi! E se Gesù vi chiama, non abbiate paura di rispondergli con generosità, specialmente quando vi propone di seguirlo nella vita consacrata o nella vita sacerdotale. Non abbiate paura; fidatevi di Lui e non resterete delusi".

            Dopo aver ricordato la tappa internazionale di Sydney 2008, anticipandone il tema ("Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni") il Papa conclude il suo Messaggio: "Sin d'ora, in un clima di incessante ascolto della parola di Dio, invocate, cari giovani, lo Spirito Santo, Spirito di fortezza e di testimonianza, perché vi renda capaci di proclamare senza timore il Vangelo sino agli estremi confini della terra. Maria, presente nel Cenacolo con gli Apostoli in attesa della Pentecoste, vi sia madre e guida. Vi insegni ad accogliere la parola di Dio, a conservarla e a meditarla nel vostro cuore (cfr Lc 2,19) come Lei ha fatto durante tutta la vita. Vi incoraggi a dire il vostro 'sì' al Signore, vivendo l''obbedienza della fede'. Vi aiuti a restare saldi nella fede, costanti nella speranza, perseveranti nella carità, sempre docili alla parola di Dio. Io vi accompagno con la mia preghiera, mentre di cuore tutti vi benedico".



XXII Giornata Mondiale della Gioventù: 8 aprile 2007

Roma  - Domenica delle Palme


            "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34) è il tema della XXII GMG che si svolge in ogni Diocesi del mondo. Nel Messaggio Benedetto XVI - che al termine invita i giovani a prepararsi al prossimo incontro internazionale di Sydney - offre una catechesi su "Dio sorgente di amore".

            "Ogni persona - scrive il Papa nel suo Messaggio - avverte il desiderio di amare e di essere amata. Eppure quant'è difficile amare, quanti errori e fallimenti devono registrarsi nell'amore! C'è persino chi giunge a dubitare che l'amore sia possibile. Ma se carenze affettive o delusioni sentimentali possono far pensare che amare sia un'utopia, un sogno irraggiungibile, bisogna forse rassegnarsi? No! L'amore è possibile e scopo di questo mio messaggio è di contribuire a ravvivare in ciascuno di voi, che siete il futuro e la speranza dell'umanità, la fiducia nell'amore vero, fedele e forte; un amore che genera pace e gioia; un amore che lega le persone, facendole sentire libere nel reciproco rispetto. Lasciate allora che percorra insieme a voi un itinerario, in tre momenti, alla "scoperta" dell'amore".

            "Il primo momento - continua - riguarda la sorgente dell'amore vero, che è unica: è Dio. Lo pone bene in evidenza san Giovanni affermando che 'Dio è amore' (1 Gv 4,8.16); ora egli non vuol dire solo che Dio ci ama, ma che l'essere stesso di Dio è amore. Siamo qui dinanzi alla rivelazione più luminosa della fonte dell'amore che è il mistero trinitario: in Dio, uno e trino, vi è un eterno scambio d'amore tra le persone del Padre e del Figlio, e questo amore non è un'energia o un sentimento, ma una persona, è lo Spirito Santo".

            "Come si manifesta a noi Dio-Amore? Siamo qui - prosegue Benedetto XVI - al secondo momento del nostro itinerario. Anche se già nella creazione sono chiari i segni dell'amore divino, la rivelazione piena del mistero intimo di Dio è avvenuta con l'Incarnazione, quando Dio stesso si è fatto uomo. In Cristo, vero Dio e vero Uomo, abbiamo conosciuto l'amore in tutta la sua portata. Infatti 'la vera novità del Nuovo Testamento - ho scritto nell'Enciclica Deus caritas est - non sta in nuove idee, ma nella figura stessa di Cristo, che dà carne e sangue ai concetti - un realismo inaudito' (n. 12)".

            "Ed eccoci ora - continua ancora - al terzo momento della nostra riflessione. Sulla croce Cristo grida: 'Ho sete' (Gv 19,28): rivela così un'ardente sete di amare e di essere amato da ognuno di noi. Solo se arriviamo a percepire la profondità e l'intensità di un tale mistero, ci rendiamo conto della necessità e dell'urgenza di amarlo a nostra volta 'come' Lui ci ha amati. Questo comporta l'impegno di dare anche, se necessario, la propria vita per i fratelli sostenuti dall'amore di Lui. Già nell'Antico Testamento Dio aveva detto: 'Amerai il tuo prossimo come te stesso' (Lv 19,18), ma la novità di Cristo consiste nel fatto che amare come Lui ci ha amati significa amare tutti, senza distinzioni, anche i nemici, 'fino alla fine' (cfr Gv 13,1)".

            "Soprattutto l'Eucaristia - conclude il Papa - è la grande scuola dell'amore. Quando si partecipa regolarmente e con devozione alla Santa Messa, quando si passano in compagnia di Gesù eucaristico prolungate pause di adorazione è più facile capire la lunghezza, la larghezza, l'altezza e la profondità del suo amore che sorpassa ogni conoscenza (cfr Ef 3,17-18). Condividendo il Pane eucaristico con i fratelli della comunità ecclesiale si è poi spinti a tradurre 'in fretta', come fece la Vergine con Elisabetta, l'amore di Cristo in generoso servizio ai fratelli. Illuminante è al riguardo l'esortazione dell'apostolo Giovanni: 'Figlioli, non amiamo a parole, né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità' (1 Gv 3, 18-19). Cari giovani, è con questo spirito che vi invito a vivere la prossima Giornata Mondiale della Gioventù insieme con i vostri Vescovi nelle vostre rispettive Diocesi. Essa rappresenterà una tappa importante verso l'incontro di Sydney, il cui tema sarà: 'Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni' (At 1,8). Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, vi aiuti a far risuonare ovunque il grido che ha cambiato il mondo: 'Dio è amore!'. Vi accompagno con la preghiera e di cuore vi benedico".



XXIII Giornata Mondiale della Gioventù: 15-20 luglio 2008

Celebrazione internazionale - Sydney (Australia)

           

            "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (At 1, 8) è il tema della XXIII GMG, il cui programma prevede un itinerario centrato sulla santità nella vita cristiana. All'interno degli eventi del Festival della Gioventù (comprendente concerti dal vivo, mostre d'arte, proiezioni cinematografiche, laboratori, dibattiti, teatro di strada, incontri, catechesi e cerimonie per partecipare al sacramento della riconciliazione) è previsto un Vocations Expo, situato presso la Fiera di Sydney a Darling Harbour. Il Vocations Expo della GMG ospiterà più di 200 stand espositivi, con ordini religiosi, congregazioni e comunità rappresentanti i vari tipi di vita consacrata all'interno della Chiesa. Il Vocations Expo intende richiamare l'attenzione sulla santità nel matrimonio, il sacerdozio, la vita religiosa e consacrata grazie alla testimonianza dei partecipanti.   

            Papa Benedetto XVI sarà a Sydney dal 17 al 20 luglio. Il Papa arriverà in nave nella Baia di Sydney, seguito da un festoso corteo di barche. Venerdì 18 parteciperà ad un meeting ecumenico e visiterà la Cattedrale di St. Mary partecipando alla Via Crucis. La sera di sabato 19 presenzierà la Veglia all'Ippodromo di Randwick, seguita dall'adorazione eucaristica per tutta la notte e la Domenica successiva celebrerà la Messa davanti a circa 230 mila giovani, convenuti da più di 160 paesi.



           

Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI
per la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù

"Avrete forza dallo spirito santo che scenderà su di voi
e mi sarete testimoni" (At 1,8)

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Cari giovani!

1. La XXIII Giornata Mondiale della Gioventù
Ricordo sempre con grande gioia i vari momenti trascorsi insieme a Colonia, nell'agosto 2005", scrive il Papa nel Messaggio d'invito. "Alla fine di quell'indimenticabile manifestazione di fede e di entusiasmo, che resta impressa nel mio spirito e nel mio cuore, vi ho dato appuntamento per il prossimo incontro che si terrà a Sydney, nel 2008. Sarà la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù ed avrà come tema: 'Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni' (At 1,8). Il filo conduttore della preparazione spirituale all'appuntamento di Sydney è lo Spirito Santo e la missione. Se nel 2006 ci siamo soffermati a meditare sullo Spirito Santo come Spirito di verità, nel 2007 cerchiamo di scoprirlo più profondamente quale Spirito d'amore, per incamminarci poi verso la Giornata Mondiale della Gioventù 2008, riflettendo sullo Spirito di fortezza e testimonianza, che ci dona il coraggio di vivere il Vangelo e l'audacia di proclamarlo. Diventa perciò fondamentale che ciascuno di voi giovani, nella sua comunità e con i suoi educatori, possa riflettere su questo Protagonista della storia della salvezza che è lo Spirito Santo o Spirito di Gesù, per raggiungere questi alti scopi: riconoscere la vera identità dello Spirito anzitutto ascoltando la Parola di Dio nella Rivelazione della Bibbia; prendere una lucida coscienza della sua continua, attiva presenza nella vita della Chiesa, in particolare riscoprendo che lo Spirito Santo si pone come 'anima', respiro vitale della propria vita cristiana, grazie ai sacramenti dell'iniziazione cristiana - Battesimo, Confermazione ed Eucaristia; diventare così capace di maturare una comprensione di Gesù sempre più approfondita e gioiosa e, contemporaneamente, di realizzare un'efficace attuazione del Vangelo all'alba del terzo millennio. Volentieri con questo messaggio vi offro un tracciato di meditazione da approfondire lungo quest'anno di preparazione, su cui verificare la qualità della vostra fede nello Spirito Santo, ritrovarla se smarrita, rafforzarla se indebolita, gustarla come compagnia del Padre e del Figlio Gesù Cristo, grazie appunto all'opera indispensabile dello Spirito Santo. Non dimenticate mai che la Chiesa, anzi l'umanità stessa, quella che vi sta attorno e che vi aspetta nel vostro futuro, attende molto da voi giovani perché avete in voi il dono supremo del Padre, lo Spirito di Gesù.


2. La promessa dello Spirito Santo nella Bibbia


L'attento ascolto della Parola di Dio a riguardo del mistero e dell'opera dello Spirito Santo ci apre a conoscenze grandi e stimolanti che riassumo nei punti seguenti.

Poco prima della sua ascensione, Gesù disse ai discepoli: 'Manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso' (Lc 24,49). Ciò si realizzò nel giorno della Pentecoste, quando essi erano riuniti in preghiera nel Cenacolo con la Vergine Maria. L'effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente fu il compimento di una promessa di Dio assai più antica, annunciata e preparata in tutto l'Antico Testamento.

In effetti, fin dalle prime pagine la Bibbia evoca lo spirito di Dio come un soffio che 'aleggiava sulle acque' (cfr Gn 1,2) e precisa che Dio soffiò nelle narici dell'uomo un alito di vita (cfr Gn 2,7), infondendogli così la vita stessa. Dopo il peccato originale, lo spirito vivificante di Dio si manifesterà diverse volte nella storia degli uomini, suscitando profeti per incitare il popolo eletto a tornare a Dio e ad osservarne fedelmente i comandamenti. Nella celebre visione del profeta Ezechiele, Dio fa rivivere con il suo spirito il popolo d'Israele, raffigurato da 'ossa inaridite' (cfr 37,1-14). Gioele profetizza un''effusione dello spirito' su tutto il popolo, nessuno escluso: 'Dopo questo - scrive l'Autore sacro -, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo... Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito' (3,1-2).

Nella 'pienezza del tempo' (cfr Gal 4,4), l'angelo del Signore annuncia alla Vergine di Nazaret che lo Spirito Santo, 'potenza dell'Altissimo', scenderà e stenderà su di lei la sua ombra. Colui che ella partorirà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio (cfr Lc 1,35). Secondo l'espressione del profeta Isaia, il Messia sarà colui sul quale si poserà lo Spirito del Signore (cfr 11,1-2; 42,1). Proprio questa profezia Gesù riprese all'inizio del suo ministero pubblico nella sinagoga di Nazaret: 'Lo Spirito del Signore - Egli disse fra lo stupore dei presenti - è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore' (Lc 4,18-19; cfr Is 61,1-2). Rivolgendosi ai presenti, riferirà a se stesso queste parole profetiche affermando: 'Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi' (Lc 4,21). Ed ancora, prima della sua morte in croce, annuncerà più volte ai discepoli la venuta dello Spirito Santo, il 'Consolatore', la cui missione sarà quella di rendergli testimonianza e di assistere i credenti, insegnando loro e guidandoli alla Verità tutta intera (cfr Gv 14,16-17.25-26; 15,26; 16,13).


3. La Pentecoste, punto di partenza della missione della Chiesa


La sera del giorno della sua risurrezione Gesù, apparendo ai discepoli, 'alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo' (Gv 20,22). Con ancor più forza lo Spirito Santo scese sugli Apostoli il giorno della Pentecoste: 'Venne all'improvviso dal cielo un rombo - si legge negli Atti degli Apostoli - come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro' (2,2-3).

Lo Spirito Santo rinnovò interiormente gli Apostoli, rivestendoli di una forza che li rese audaci nell'annunciare senza paura: 'Cristo è morto e risuscitato!'. Liberi da ogni timore essi iniziarono a parlare con franchezza (cfr At 2,29; 4,13; 4,29.31). Da pescatori intimoriti erano diventati araldi coraggiosi del Vangelo. Persino i loro nemici non riuscivano a capire come mai uomini 'senza istruzione e popolani' (cfr At 4,13) fossero in grado di mostrare un simile coraggio e sopportare le contrarietà, le sofferenze e le persecuzioni con gioia. Niente poteva fermarli. A coloro che cercavano di ridurli al silenzio rispondevano: 'Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato' (At 4,20). Così nacque la Chiesa, che dal giorno della Pentecoste non ha cessato di irradiare la Buona Novella «fino agli estremi confini della terra' (At 1,8).


4. Lo Spirito Santo, anima della Chiesa e principio di comunione


Ma per comprendere la missione della Chiesa dobbiamo tornare nel Cenacolo dove i discepoli restarono insieme (cfr Lc 24,49), pregando con Maria, la 'Madre', in attesa dello Spirito promesso. A quest'icona della Chiesa nascente ogni comunità cristiana deve costantemente ispirarsi. La fecondità apostolica e missionaria non è principalmente il risultato di programmi e metodi pastorali sapientemente elaborati ed 'efficienti', ma è frutto dell'incessante preghiera comunitaria (cfr Paolo VI, Esort. apost. Evangelii nuntiandi, 75). L'efficacia della missione presuppone, inoltre, che le comunità siano unite, abbiano cioè 'un cuore solo e un'anima sola' (cfr At 4,32), e siano disposte a testimoniare l'amore e la gioia che lo Spirito Santo infonde nei cuori dei fedeli (cfr At 2,42). Il Servo di Dio Giovanni Paolo II ebbe a scrivere che prima di essere azione, la missione della Chiesa è testimonianza e irradiazione (cfr Enc. Redemptoris missio, 26). Così avveniva all'inizio del cristianesimo, quando i pagani, scrive Tertulliano, si convertivano vedendo l'amore che regnava tra i cristiani: 'Vedi - dicono - come si amano tra loro' (cfr Apologetico, 39 § 7).

Concludendo questo rapido sguardo alla Parola di Dio nella Bibbia, vi invito a notare come lo Spirito Santo sia il dono più alto di Dio all'uomo, quindi la testimonianza suprema del suo amore per noi, un amore che si esprime concretamente come 'sì alla vita' che Dio vuole per ogni sua creatura. Questo 'sì alla vita' ha la sua forma piena in Gesù di Nazaret e nella sua vittoria sul male mediante la redenzione. A questo proposito non dimentichiamo mai che l'Evangelo di Gesù, proprio in forza dello Spirito, non si riduce ad una pura constatazione, ma vuole diventare 'bella notizia per i poveri, liberazione per i prigionieri, vista ai ciechi...'. E' quanto si manifestò con vigore il giorno di Pentecoste, diventando grazia e compito della Chiesa verso il mondo, la sua missione prioritaria.

Noi siamo i frutti di questa missione della Chiesa per opera dello Spirito Santo. Noi portiamo dentro di noi quel sigillo dell'amore del Padre in Gesù Cristo che è lo Spirito Santo. Non dimentichiamolo mai, perché lo Spirito del Signore si ricorda sempre di ciascuno e vuole, mediante voi giovani in particolare, suscitare nel mondo il vento e il fuoco di una nuova Pentecoste.


5. Lo Spirito Santo 'Maestro interiore'


Cari giovani, anche oggi lo Spirito Santo continua dunque ad agire con potenza nella Chiesa e i suoi frutti sono abbondanti nella misura in cui siamo disposti ad aprirci alla sua forza rinnovatrice. Per questo è importante che ciascuno di noi Lo conosca, entri in rapporto con Lui e da Lui si lasci guidare. Ma a questo punto sorge naturalmente una domanda: chi è per me lo Spirito Santo? Non sono infatti pochi i cristiani per i quali Egli continua ad essere il 'grande sconosciuto'. Ecco perché, preparandoci alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù, ho voluto invitarvi ad approfondire la conoscenza personale dello Spirito Santo. Nella nostra professione di fede proclamiamo: 'Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio' (Simbolo di Nicea-Costantinopoli). Sì, lo Spirito Santo, Spirito d'amore del Padre e del Figlio, è Sorgente di vita che ci santifica, 'perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato' (Rm 5,5). Tuttavia non basta conoscerLo; occorre accoglierLo come guida delle nostre anime, come il "Maestro interiore" che ci introduce nel Mistero trinitario, perché Egli solo può aprirci alla fede e permetterci di viverla ogni giorno in pienezza. Egli ci spinge verso gli altri, accende in noi il fuoco dell'amore, ci rende missionari della carità di Dio.

So bene quanto voi giovani portiate nel cuore grande stima ed amore verso Gesù, come desideriate incontrarLo e parlare con Lui. Ebbene ricordatevi che proprio la presenza dello Spirito in noi attesta, costituisce e costruisce la nostra persona sulla Persona stessa di Gesù crocifisso e risorto. Rendiamoci dunque familiari dello Spirito Santo, per esserlo di Gesù.


6. I Sacramenti della Confermazione e dell'Eucaristia


Ma - direte - come possiamo lasciarci rinnovare dallo Spirito Santo e crescere nella nostra vita spirituale? La risposta - lo sapete - è: lo si può per mezzo dei Sacramenti, perché la fede nasce e si irrobustisce in noi grazie ai Sacramenti, innanzitutto a quelli dell'iniziazione cristiana: il Battesimo, la Confermazione e l'Eucaristia, che sono complementari e inscindibili (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1285). Questa verità sui tre Sacramenti che sono all'inizio del nostro essere cristiani è forse trascurata nella vita di fede di non pochi cristiani, per i quali essi sono gesti compiuti nel passato senza incidenza reale sull'oggi, come radici senza linfa vitale. Avviene che, ricevuta la Confermazione, diversi giovani si allontanano dalla vita di fede. E ci sono anche giovani che nemmeno ricevono questo sacramento. Eppure è con i sacramenti del Battesimo, della Confermazione e poi, in modo continuativo, dell'Eucaristia che lo Spirito Santo ci rende figli del Padre, fratelli di Gesù, membri della sua Chiesa, capaci di una vera testimonianza al Vangelo, fruitori della gioia della fede.

Vi invito perciò a riflettere su quanto qui vi scrivo. Oggi è particolarmente importante riscoprire il sacramento della Confermazione e ritrovarne il valore per la nostra crescita spirituale. Chi ha ricevuto i sacramenti del Battesimo e della Confermazione ricordi che è diventato 'tempio dello Spirito': Dio abita in lui. Sia sempre cosciente di questo e faccia sì che il tesoro che è in lui porti frutti di santità. Chi è battezzato, ma non ha ancora ricevuto il sacramento della Confermazione, si prepari a riceverlo sapendo che così diventerà un cristiano "compiuto", poiché la Confermazione perfeziona la grazia battesimale (cfr CCC, 1302-1304).

La Confermazione ci dona una forza speciale per testimoniare e glorificare Dio con tutta la nostra vita (cfr Rm 12,1); ci rende intimamente consapevoli della nostra appartenenza alla Chiesa, 'Corpo di Cristo"', del quale tutti siamo membra vive, solidali le une con le altre (cfr 1 Cor 12,12-25). Lasciandosi guidare dallo Spirito, ogni battezzato può apportare il proprio contributo all'edificazione della Chiesa grazie ai carismi che Egli dona, poiché 'a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune' (1 Cor 12,7). E quando lo Spirito agisce reca nell'animo i suoi frutti che sono 'amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé' (Gal 5,22). A quanti tra voi non hanno ancora ricevuto il sacramento della Confermazione rivolgo il cordiale invito a prepararsi ad accoglierlo, chiedendo l'aiuto dei loro sacerdoti. E' una speciale occasione di grazia che il Signore vi offre: non lasciatevela sfuggire!

Vorrei qui aggiungere una parola sull'Eucaristia. Per crescere nella vita cristiana, è necessario nutrirsi del Corpo e Sangue di Cristo: infatti, siamo battezzati e confermati in vista dell'Eucaristia (cfr CCC, 1322; Esort. apost. Sacramentum caritatis, 17). 'Fonte e culmine' della vita ecclesiale, l'Eucaristia è una "Pentecoste perpetua", poiché ogni volta che celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo che ci unisce più profondamente a Cristo e in Lui ci trasforma. Se, cari giovani, parteciperete frequentemente alla Celebrazione eucaristica, se consacrerete un po' del vostro tempo all'adorazione del SS.mo Sacramento, dalla Sorgente dell'amore, che è l'Eucaristia, vi verrà quella gioiosa determinazione di dedicare la vita alla sequela del Vangelo. Sperimenterete al tempo stesso che là dove non arrivano le nostre forze, è lo Spirito Santo a trasformarci, a colmarci della sua forza e a renderci testimoni pieni dell'ardore missionario del Cristo risorto.


7. La necessità e l'urgenza della missione


Molti giovani guardano alla loro vita con apprensione e si pongono tanti interrogativi circa il loro futuro. Essi si chiedono preoccupati: Come inserirsi in un mondo segnato da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze? Come reagire all'egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere? Come dare senso pieno alla vita? Come contribuire perché i frutti dello Spirito che abbiamo sopra ricordato, 'amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé' (n. 6), inondino questo mondo ferito e fragile, il mondo dei giovani anzitutto? A quali condizioni lo Spirito vivificante della prima creazione e soprattutto della seconda creazione o redenzione può diventare l'anima nuova dell'umanità? Non dimentichiamo che quanto più è grande il dono di Dio - e quello dello Spirito di Gesù è il massimo - altrettanto è grande il bisogno del mondo di riceverlo e dunque grande ed appassionante è la missione della Chiesa di darne testimonianza credibile. E voi giovani, con la Giornata Mondiale della Gioventù, in certo modo attestate la volontà di partecipare a tale missione. A questo proposito, mi preme, cari amici, ricordarvi qui alcune verità di riferimento su cui meditare. Ancora una volta vi ripeto che solo Cristo può colmare le aspirazioni più intime del cuore dell'uomo; solo Lui è capace di umanizzare l'umanità e condurla alla sua 'divinizzazione'. Con la potenza del suo Spirito Egli infonde in noi la carità divina, che ci rende capaci di amare il prossimo e pronti a metterci al suo servizio. Lo Spirito Santo illumina, rivelando Cristo crocifisso e risorto, ci indica la via per diventare più simili a Lui, per essere cioè 'espressione e strumento dell'amore che da Lui promana' (Enc. Deus caritas est, 33). E chi si lascia guidare dallo Spirito comprende che mettersi al servizio del Vangelo non è un'opzione facoltativa, perché avverte quanto sia urgente trasmettere anche agli altri questa Buona Novella. Tuttavia, occorre ricordarlo ancora, possiamo essere testimoni di Cristo solo se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo, che è 'l'agente principale dell'evangelizzazione' (cfr Evangelii nuntiandi, 75) e 'il protagonista della missione' (cfr Redemptoris missio, 21). Cari giovani, come hanno più volte ribadito i miei venerati Predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, annunciare il Vangelo e testimoniare la fede è oggi più che mai necessario (cfr Redemptoris missio, 1). Qualcuno pensa che presentare il tesoro prezioso della fede alle persone che non la condividono significhi essere intolleranti verso di loro, ma non è così, perché proporre Cristo non significa imporlo (cfr Evangelii nuntiandi, 80). Del resto, duemila anni or sono dodici Apostoli hanno dato la vita affinché Cristo fosse conosciuto e amato. Da allora il Vangelo continua nei secoli a diffondersi grazie a uomini e donne animati dallo stesso loro zelo missionario. Pertanto, anche oggi occorrono discepoli di Cristo che non risparmino tempo ed energie per servire il Vangelo. Occorrono giovani che lascino ardere dentro di sé l'amore di Dio e rispondano generosamente al suo appello pressante, come hanno fatto tanti giovani beati e santi del passato e anche di tempi a noi vicini. In particolare, vi assicuro che lo Spirito di Gesù oggi invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia di Gesù ai vostri coetanei. L'indubbia fatica degli adulti di incontrare in maniera comprensibile e convincente l'area giovanile può essere un segno con cui lo Spirito intende spingere voi giovani a farvi carico di questo. Voi conoscete le idealità, i linguaggi, ed anche le ferite, le attese, ed insieme la voglia di bene dei vostri coetanei. Si apre il vasto mondo degli affetti, del lavoro, della formazione, dell'attesa, della sofferenza giovanile... Ognuno di voi abbia il coraggio di promettere allo Spirito Santo di portare un giovane a Gesù Cristo, nel modo che ritiene migliore, sapendo 'rendere conto della speranza che è in lui, con dolcezza' (cfr 1 Pt 3,15).

            Ma per raggiungere questo scopo, cari amici, siate santi, siate missionari, poiché non si può mai separare la santità dalla missione (cfr Redemptoris missio, 90). Non abbiate paura di diventare santi missionari come san Francesco Saverio, che ha percorso l'Estremo Oriente annunciando la Buona Novella fino allo stremo delle forze, o come santa Teresa del Bambino Gesù, che fu missionaria pur non avendo lasciato il Carmelo: sia l'uno che l'altra sono 'Patroni delle Missioni'. Siate pronti a porre in gioco la vostra vita per illuminare il mondo con la verità di Cristo; per rispondere con amore all'odio e al disprezzo della vita; per proclamare la speranza di Cristo risorto in ogni angolo della terra.


8. Invocare una 'nuova Pentecoste' sul mondo


Cari giovani, vi attendo numerosi nel luglio 2008 a Sydney. Sarà un'occasione provvidenziale per sperimentare appieno la potenza dello Spirito Santo. Venite numerosi, per essere segno di speranza e sostegno prezioso per le comunità della Chiesa in Australia che si preparano ad accogliervi. Per i giovani del Paese che ci ospiterà sarà un'opportunità eccezionale di annunciare la bellezza e la gioia del Vangelo ad una società per molti versi secolarizzata. L'Australia, come tutta l'Oceania, ha bisogno di riscoprire le sue radici cristiane. Nell'Esortazione post-sinodale Ecclesia in Oceania Giovanni Paolo II scriveva: 'Con la potenza dello Spirito Santo, la Chiesa in Oceania si sta preparando per una nuova evangelizzazione di popoli che oggi sono affamati di Cristo... La nuova evangelizzazione è una priorità per la Chiesa in Oceania' (n. 18).

            Vi invito a dedicare tempo alla preghiera e alla vostra formazione spirituale in quest'ultimo tratto del cammino che ci conduce alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, affinché a Sydney possiate rinnovare le promesse del vostro Battesimo e della vostra Confermazione. Insieme invocheremo lo Spirito Santo, chiedendo con fiducia a Dio il dono di una rinnovata Pentecoste per la Chiesa e per l'umanità del terzo millennio.

Maria, unita in preghiera agli Apostoli nel Cenacolo, vi accompagni durante questi mesi ed ottenga per tutti i giovani cristiani una nuova effusione dello Spirito Santo che ne infiammi i cuori. Ricordate: la Chiesa ha fiducia in voi! Noi Pastori, in particolare, preghiamo perché amiate e facciate amare sempre più Gesù e Lo seguiate fedelmente. Con questi sentimenti vi benedico tutti con grande affetto

Da Lorenzago, 20 luglio 2007

BENEDICTUS PP. XVI

 

QUADRO RIASSUNTIVO

delle Giornate Mondiali della Gioventù (GMG)

 

I GMG: 23 marzo 1986 - Roma (Domenica delle Palme)

II GMG: 11-12 aprile 1987 (Celebrazione  Internazionale)- Buenos Aires (Argentina)

III GMG: 27 marzo 1988 - Roma (Domenica delle Palme)

IV GMG: 15-20 agosto 1989 (Celebrazione Internazionale)- Santiago de Compostela (Spagna)

V GMG: 8 aprile 1990 - Roma (Domenica delle Palme)

VI GMG: 10-15 agosto 1991 (Celebrazione Internazionale)- Czestochowa (Polonia)

VII GMG: 12 aprile 1992 - Roma (Domenica delle Palme)

VIII GMG: 10-15 agosto 1993 (Celebrazione Internazionale)- Denver (Stati Uniti d'America)

IX-X GMG: 27 marzo 1994 - Roma (Domenica delle Palme) e 10-15 gennaio 1995 (Celebrazione Internazionale) - Manila (Filippine)

XI GMG: 31 marzo 1996- Roma (Domenica delle Palme)

XII GMG: 19-24 agosto 1997 (Celebrazione Internazionale) - Parigi (Francia)

XIII GMG: 5 aprile 1998 - Roma (Domenica delle Palme)

XIV GMG: 28 marzo 1999 - Roma (Domenica delle Palme)

XV GMG: 15-20 agosto 2000 (Celebrazione Internazionale) - Roma  GIUBILEO DEI GIOVANI

XVI GMG: 8 aprile 2001 - Roma (Domenica delle Palme)

XVII GMG: 23-28 luglio 2002 (Celebrazione Internazionale) - Toronto (Canada)

XVIII GMG: 13 aprile 2003 - Roma (Domenica delle Palme)

XIX GMG: 4 aprile 2004 - Roma (Domenica delle Palme)

XX GMG: agosto 2005 - Colonia (Germania)

XXI GMG: 9 aprile 2006 - Roma (Domenica delle Palme)

XXII GMG: 8 aprile 2007 - Roma (Domenica delle Palme)

XXIII GMG: 15-20 luglio 2008 - Sydney (Australia)

 


Dossier a cura di P.R./S.L./A.M. - Agenzia Fides 12/7/2008; Direttore Luca de Mata
Questo Dossier è disponibile anche sul sito dell'Agenzia Fides:www.fides.org