La Legge 40 mette in discussione la 194?

explicatio terminorum

gravidanza-in-famiglia.jpgI vivisezionisti del Referendum sulla Fecondazione assistita, in pratica quelli che vogliono a tutti i costi vincere più per motivi di visibilità politica che per vero interesse della ricerca e della vita delle famiglie sono oramai sostenitori che la vittoria dell'astensione, anzi la "furba" vittoria dell'astensione - come direbbero - sia il preludio alla messa in discussione della 194.

Con a capo i Radicali e la Prestigiacomo si vuole portare avanti la battaglia per il voto a favore della donna; così dicono.

Purtroppo come tutti i vivisezionisti fanno un analisi perdendo una visione d'insieme e sostanziale che invece è necessaria.

Cari promotori del referendum qui non è in gioco la 194 ma piuttosto il modo di intendere la 194. Anzi, prima ancora, il modo di intendere la vita, la responsabilità, le scelte!

Sia ben chiaro la 194 è una legge incostituzionale che apre alla "terminazione" di una vita umana e a noi laici, prima che cattolici, non piace ma se vogliamo ragionare veramente, i primi ad abrogarla nei fatti e nei modi siete stati voi non interpretandola correttamente secondo il faticoso senso costituzionale che essa aveva, trasformandola, di fatto, con le vostre campagne, in un diritto onnipotente, delirante, adolescenziale in una interruzione della vita pro comodo.

 

 

La legge 40 non elimina la 194 ma fa risaltare ciò che è sempre stato evidente, anche alla 194 stessa, e cioè che il concepito ha dei diritti giuridici che in conflitto d'interessi, "altamente probanti", prevale il diritto della madre su quello del bambino.

Per etimologia e per discorso parlare di conflitto di interessi significa che il bambino ha a tutti gli effetti dei diritti. Con la vittoria dei sì al Referendum della Fecondazione assistita non solo si renderebbe "una cosa" il concepito ma si andrebbe in conflitto costituzionale con la legge 194 che invece riconosce i diritti del concepito.

I diritti del concepito sono quelli che il diritto liberale e positivo riconosce ad ogni vita umana.

Cioè il diritto alla vita. Già la vita è calpestata con l'eufemismo-scappatoia dell'extrema ratio con la 194 figuriamoci con la vittoria dei "si".

Con la vittoria dei sì viene a cadere il riconoscimento basilare di questi diritti e viene dunque disattesa la 194.

Chiamiamo le cose con il loro nome dunque.

Il principio della chiarezza etimologica e relazionale, proprio quella che è volutamente mancata ai promotori del referendum mossi dalla tecnica di vendita romanesca del "chi mena per primo mena ‘du volte!", ebbene tale chiarezza esige che la vita umana vada tutelata e non gestita e manipolata; gestire e manipolare significa selezionare.

L'eugenetica è eugenetica anche se mossa da nobilissime intenzioni!

 

La 194 fu il frutto difficilissimo di tutela del concepito ma anche della fatica, vera, reale, della madre, nel portare avanti la gravidanza.
Il risultato è un impossibile equilibrio tra conflitto di diritti (quello della madre e del bambino) che non ha alcun buon senso nel diritto positivo e liberale. 

La legge 40 non elimina questa coscienza  (imperfetta e dannosa eticamente e giuridicamente) ma la ri-significa alla luce dell'autocoscienza personalistica, psicologica e scientifica che l'uomo ha acquisito in questi anni. Negare questa autocoscienza significa negare il progresso dell'uomo verso la civiltà e significa al contempo conservare la 194 senza rispettare la sua intima natura legislativa e costituzionale ma interpretarla secondo una mentalità distruttiva per la donna e per il concepito.

Fa tristezza pensare che proprio alcune donne, confuse e mono-tematiche, con paraocchi tipici dei cavalli da corsa non ascoltino e non si ascoltino ma prese da una febbricitante brama di "possedere" e non di essere si dimentichino chi sono e chi è il figlio che viene concepito nel loro cuore e nel loro seno.

Fa dispiacere notare che ci sia una contro-cultura utilitaristica che enfatizza la ricerca scientifica senza tenere conto delle acquisizioni di autocoscienza che l'umanità ha maturato sia a livello scientifico che personalistico.

 

C'è infatti una misoginia tutta al femminile altrettanto, se non ancor più dannosa, di quella maschile e cioè il desiderio che tutta la realtà sia non ciò che essa è ma ciò che il mio desiderio vuole che essa sia. E' una forma larvale e diffusa di misandria che comporta oltre che un inutile battaglia tra i sessi e i ruoli, non l'affermazione di una pari opportunità ma l'affermazione di un delirio di onnipotenza che ha spostato l'asse dal maschile al femminile.

Tale spostamento d'asse ha come risultato il dissolvimento sociale che è quello che, a quanto pare, desiderano anche coscientemente i promotori del referendum e tutte le "femministe" di vecchia data.

In sostanza dietro la cattiva interpretazione e attuazione della 194 sta una misandria radicale, dietro ai si del referendum sta una misandria istituzionalizzata.

Chiamiamo dunque le cose con il proprio nome!

 

I promotori del referendum stanno mettendo le basi per una misandria legale, camuffata da perbenismo, da fecondità e da "apertura" alla ricerca scientifica, che è dannosa quanto una misoginia e che è il preludio ad una effetto boomerang distruttivo a livello sociale senza pari.

Il vangelo e la chiesa non sono per natura né misogini né misandroci, perché maschio e femmina Dio li creò... e perché la gloria di Dio è l'uomo vivente, non l'uomo sano!

"Cari" promotori del referendum non cavalcate dunque l'onda emotiva della 194 siete voi i primi a disattenderla e a non amare la donna è il suo futuro.

Siete voi i primi che avete trasformato un conflitto di interessi in una diseducazione alla maternità e alla vita.

Siete voi i primi che non avete amato la donna.

Siete voi i primi che avete dato voce ad un conflitto di interessi omicida.

Se la misoginia ha portato socialmente al femminismo con pro e contro, beni ed eccessi; la misandria porterà ad un maschilismo con tutti i suoi contro effetti con il risultato di non amare veramente la donna: è solo questione di tempo!

Da donna a donna, convertitevi e ascoltate il profondo di voi stesse...

Prima che sia troppo tardi.

 

Francesca Freeman

http://www.zammerumaskil.com/

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