Udienza generale 9 settembre 2020

papa Udienza post pandemiaL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sul tema: “Guarire il mondo”, ha incentrato la sua meditazione sull’argomento “Amore e bene comune” (Lettura: Mt 15,32-37).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha rivolto un appello sulla prima Giornata internazionale della tutela dell’educazione dagli attacchi, nell’ambito dei conflitti armati.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La crisi che stiamo vivendo a causa della pandemia colpisce tutti; possiamo uscirne migliori se cerchiamo tutti insieme il bene comune; al contrario, usciremo peggiori. Purtroppo, assistiamo all’emergere di interessi di parte. Per esempio, c’è chi vorrebbe appropriarsi di possibili soluzioni, come nel caso dei vaccini e poi venderli agli altri. Alcuni approfittano della situazione per fomentare divisioni: per cercare vantaggi economici o politici, generando o aumentando conflitti. Altri semplicemente non si interessano della sofferenza altrui, passano oltre e vanno per la loro strada (cfr Lc 10,30-32). Sono i devoti di Ponzio Pilato, se ne lavano le mani.

La risposta cristiana alla pandemia e alle conseguenti crisi socio-economiche si basa sull’amore, anzitutto l’amore di Dio che sempre ci precede (cfr 1 Gv 4,19). Lui ci ama per primo, Lui sempre ci precede nell’amore e nelle soluzioni. Lui ci ama incondizionatamente, e quando accogliamo questo amore divino, allora possiamo rispondere in maniera simile. Amo non solo chi mi ama: la mia famiglia, i miei amici, il mio gruppo, ma anche quelli che non mi amano, amo anche quelli che non mi conoscono, amo anche quelli che sono stranieri, e anche quelli che mi fanno soffrire o che considero nemici (cfr Mt 5,44). Questa è la saggezza cristiana, questo è l’atteggiamento di Gesù. E il punto più alto della santità, diciamo così, è amare i nemici, e non è facile. Certo, amare tutti, compresi i nemici, è difficile – direi che è un’arte! Però un’arte che si può imparare e migliorare. L’amore vero, che ci rende fecondi e liberi, è sempre espansivo e inclusivo. Questo amore cura, guarisce e fa bene. Tante volte fa più bene una carezza che tanti argomenti, una carezza di perdono e non tanti argomenti per difendersi. È l’amore inclusivo che guarisce.

Dunque, l’amore non si limita alle relazioni fra due o tre persone, o agli amici, o alla famiglia, va oltre. Comprende i rapporti civici e politici (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica [CCC], 1907-1912), incluso il rapporto con la natura (Enc. Laudato si’ [LS], 231). Poiché siamo esseri sociali e politici, una delle più alte espressioni di amore è proprio quella sociale e politica, decisiva per lo sviluppo umano e per affrontare ogni tipo di crisi (ibid., 231). Sappiamo che l’amore feconda le famiglie e le amicizie; ma è bene ricordare che feconda anche le relazioni sociali, culturali, economiche e politiche, permettendoci di costruire una “civiltà dell’amore”, come amava dire San Paolo VI[1] e, sulla scia, San Giovanni Paolo II. Senza questa ispirazione, prevale la cultura dell’egoismo, dell’indifferenza, dello scarto, cioè scartare quello a cui io non voglio bene, quello che io non posso amare o coloro che a me sembra sono inutili nella società. Oggi all’entrata una coppia mi ha detto: “Preghi per noi perché abbiamo un figlio disabile”. Io ho domandato: “Quanti anni ha? – Tanti – E cosa fate? – Noi lo accompagniamo, lo aiutiamo”. Tutta una vita dei genitori per quel figlio disabile. Questo è amore. E i nemici, gli avversari politici, secondo la nostra opinione, sembrano essere disabili politici e sociali, ma sembrano. Solo Dio sa se lo sono o no. Ma noi dobbiamo amarli, dobbiamo dialogare, dobbiamo costruire questa civiltà dell’amore, questa civiltà politica, sociale, dell’unità di tutta l’umanità. Tutto ciò è l’opposto di guerre, divisioni, invidie, anche delle guerre in famiglia. L’amore inclusivo è sociale, è familiare, è politico: l’amore pervade tutto!

Il coronavirus ci mostra che il vero bene per ciascuno è un bene comune non solo individuale e, viceversa, il bene comune è un vero bene per la persona (cfr CCC, 1905-1906). Se una persona cerca soltanto il proprio bene è un egoista. Invece la persona è più persona, quando il proprio bene lo apre a tutti, lo condivide. La salute, oltre che individuale, è anche un bene pubblico. Una società sana è quella che si prende cura della salute di tutti.

Un virus che non conosce barriere, frontiere o distinzioni culturali e politiche deve essere affrontato con un amore senza barriere, frontiere o distinzioni. Questo amore può generare strutture sociali che ci incoraggiano a condividere piuttosto che a competere, che ci permettono di includere i più vulnerabili e non di scartarli, e che ci aiutano ad esprimere il meglio della nostra natura umana e non il peggio. Il vero amore non conosce la cultura dello scarto, non sa cosa sia. Infatti, quando amiamo e generiamo creatività, quando generiamo fiducia e solidarietà, è lì che emergono iniziative concrete per il bene comune.[2] E questo vale sia a livello delle piccole e grandi comunità, sia a livello internazionale. Quello che si fa in famiglia, quello che si fa nel quartiere, quello che si fa nel villaggio, quello che si fa nella grande città e internazionalmente è lo stesso: è lo stesso seme che cresce e dà frutto. Se tu in famiglia, nel quartiere cominci con l’invidia, con la lotta, alla fine ci sarà la “guerra”. Invece, se tu incominci con l’amore, a condividere l’amore, il perdono, allora ci sarà l’amore e il perdono per tutti.

Al contrario, se le soluzioni alla pandemia portano l’impronta dell’egoismo, sia esso di persone, imprese o nazioni, forse possiamo uscire dal coronavirus, ma certamente non dalla crisi umana e sociale che il virus ha evidenziato e accentuato. Quindi, state attenti a non costruire sulla sabbia (cfr Mt 7,21-27)! Per costruire una società sana, inclusiva, giusta e pacifica, dobbiamo farlo sopra la roccia del bene comune.[3] Il bene comune è una roccia. E questo è compito di tutti noi, non solo di qualche specialista. San Tommaso d’Aquino diceva che la promozione del bene comune è un dovere di giustizia che ricade su ogni cittadino. Ogni cittadino è responsabile del bene comune. E per i cristiani è anche una missione. Come insegna Sant’Ignazio di Loyola, orientare i nostri sforzi quotidiani verso il bene comune è un modo di ricevere e diffondere la gloria di Dio.

Purtroppo, la politica spesso non gode di buona fama, e sappiamo il perché. Questo non vuol dire che i politici siano tutti cattivi, no, non voglio dire questo. Soltanto dico che purtroppo la politica spesso non gode di buona fama. Ma non bisogna rassegnarsi a questa visione negativa, bensì reagire dimostrando con i fatti che è possibile, anzi, doverosa una buona politica,[4] quella che mette al centro la persona umana e il bene comune. Se voi leggete la storia dell’umanità troverete tanti politici santi che sono andati per questa strada. È possibile nella misura in cui ogni cittadino e, in modo particolare, chi assume impegni e incarichi sociali e politici, radica il proprio agire nei principi etici e lo anima con l’amore sociale e politico. I cristiani, in modo particolare i fedeli laici, sono chiamati a dare buona testimonianza di questo e possono farlo grazie alla virtù della carità, coltivandone l’intrinseca dimensione sociale.

È dunque tempo di accrescere il nostro amore sociale – voglio sottolineare questo: il nostro amore sociale -, contribuendo tutti, a partire dalla nostra piccolezza. Il bene comune richiede la partecipazione di tutti. Se ognuno ci mette del suo, e se nessuno viene lasciato fuori, potremo rigenerare relazioni buone a livello comunitario, nazionale, internazionale e anche in armonia con l’ambiente (cfr LS, 236). Così nei nostri gesti, anche quelli più umili, si renderà visibile qualcosa dell’immagine di Dio che portiamo in noi, perché Dio è Trinità, Dio è amore. Questa è la più bella definizione di Dio della Bibbia. Ce la dà l’apostolo Giovanni, che tanto amava Gesù: Dio è amore. Con il suo aiuto, possiamo guarire il mondo lavorando tutti insieme per il bene comune, non solo per il proprio bene, ma per il bene comune, di tutti.

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[1] Messaggio per la X Giornata Mondiale della Pace 1° gennaio 1977: AAS 68 (1976), 709.

[2] Cfr S. Giovanni Paolo II, Enc. Sollicitudo rei socialis, 38.

[3] Ibid., 10.

[4] Cfr Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1° gennaio 2019 (8 dicembre 2018).

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et Sœurs, la réponse chrétienne à la pandémie que nous connaissons se trouve dans l’amour, et avant tout l’amour de Dieu qui nous précède. L’amour ne se limite pas au petit cercle de la famille ou des amis. Il nous rend fécond et libres s’il est expansif et inclusif, et c’est ainsi qu’il soigne, guérit et fait du bien. L’amour doit s’étendre aux relations civiques et politiques qui en sont même l’expression la plus élevée. L’amour féconde les relations sociales, culturelles, économiques et politiques permettant d’édifier une «civilisation de l’amour» où la culture de l’égoïsme, de l’indifférence et du rejet ne prévaut pas. Il pousse à œuvrer concrètement pour le bien commun qui inclut les personnes les plus vulnérables. La promotion du bien commun est un devoir de justice qui incombe à chacun, et, pour le chrétien, il est une mission. Une bonne politique qui mette au centre la personne humaine et le bien commun est possible dans la mesure ou les responsables enracinent leur agir dans les principes éthiques et l’amour des autres. Les chrétiens, surtout les fidèles laïcs, par la vertu de charité sont appelés à rendre un bon témoignage d’engagement pour le bien commun.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese.

La ricerca del bene comune, di cui le nostre società hanno tanto bisogno, richiede la partecipazione di tutti. Facciamo crescere nei nostri cuori l’amore per la società in cui viviamo. Agiamo preoccupandoci del bene dei nostri fratelli nelle nostre azioni quotidiane, e rendiamo così testimonianza dell'amore di Dio che abita in noi. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française.

La recherche du bien commun, dont nos sociétés ont tant besoin, demande la participation de chacun. Faisons grandir en nos cœurs l’amour pour la société dans laquelle nous vivons. Agissons dans le souci du bien de nos frères dans nos gestes quotidiens, et rendons ainsi témoignage de l’amour de Dieu qui nous habite. Que Dieu vous bénisse.

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our reflections on the current pandemic in the light of the Church’s social doctrine, we have seen that the common good must be the goal of our individual and collective efforts to heal our wounded world. Our Christian commitment in this regard is inspired by God’s unconditional love, which calls us to set no limits on our love for others and our concern for their welfare. As members of the one human family, our wellbeing is a public not simply a private good. By placing every human person and the common good at the centre of our cultural, economic and political activity, we will create a genuinely healthy, just and peaceful world, and so contribute to the building of a true “civilization of love”. The coronavirus heeds no cultural or political barrier or distinction – nor must we impose any barrier or distinction on our love as we work for the common good in responding to the grave problems brought to the fore by the pandemic, in fidelity to our Christian vocation.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. La grazia del Signore vi sostenga nel portare l’amore del Padre ai fratelli e alle sorelle, specialmente ai più bisognosi. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace di Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. May the Lord’s grace sustain all of you in bringing the Father’s love to our brothers and sisters, especially those most in need. Upon all of you and your families I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, die christliche Antwort auf die gegenwärtige Krise findet ihre Grundlegung in der Liebe Gottes, die uns immer vorausgeht. Er liebt uns bedingungslos und, wenn wir diese göttliche Liebe annehmen, können wir nicht nur die lieben, die uns nahestehen, sondern sogar unsere Feinde. Es handelt sich hierbei um eine Kunst, in der wir beständig wachsen müssen. Die Liebe beschränkt sich nicht nur auf die Beziehung zwischen zwei Personen, sondern sie umfasst auch die zivile und politische Dimension. Sie befruchtet die Familien und die Freundschaften, aber auch die gesellschaftlichen, wirtschaftlichen und politischen Verhältnisse, um eine Zivilisation der Liebe zu erbauen, die auf dem Gemeinwohl gründet. Es ist die Pflicht jedes Einzelnen, hierzu beizutragen. Der heilige Ignatius von Loyola lehrt in diesem Sinne, dass die Ausrichtung der täglichen Mühen auf das Gemeinwohl eine Art ist, zur Ehre Gottes zu wirken. Auch die bescheidenste Geste kann so helfen, die Liebe Gottes in dieser Welt sichtbar zu machen, die sie von ihren Übeln heilen kann.

Santo Padre:

Saluto con affetto i fedeli di lingua tedesca. La Beata Vergine Maria, di cui ieri abbiamo celebrato la Natività, ci mostra che il Signore fa grandi cose in coloro che umilmente seguono la sua volontà. Ella ci aiuti a vivere in questa consapevolezza per diffondere nel mondo l’amore di Dio.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Gläubigen deutscher Sprache. Die selige Jungfrau Maria, deren Geburtsfest wir gestern begangen haben, zeigt uns, dass der Herr Großes an denen tut, die demütig seinem Willen folgen. Sie helfe uns, aus diesem Bewusstsein zu leben, um die Liebe Gottes in der Welt zu verbreiten.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

La crisis que estamos viviendo a causa de la pandemia nos afecta a todos. Para superar este momento difícil deberíamos buscar entre todos el bien común. Pero vemos que algunos, lamentablemente, lo que buscan es aprovecharse para obtener ventajas económicas o políticas. Otros intentan dividir y fomentar conflictos, y también hay personas que permanecen indiferentes ante el sufrimiento de los demás.

La respuesta cristiana a esta situación es el amor y la búsqueda del bien común. El amor verdadero cura, sana, nos hace libres, nos hace fecundos, es expansivo e inclusivo. Amar como Dios nos ama no es fácil, pero es un arte que podemos aprender y mejorar. Porque no se trata de amar sólo a quien me ama, a mi familia, a mis amigos; sino a todos, incluso a los que no me conocen, a los extranjeros, o a quienes me han hecho sufrir. El amor verdadero también se extiende a las relaciones sociales, culturales, económicas y políticas, así como a la relación con la naturaleza.

El coronavirus nos muestra que el bien para cada uno es un bien para todos, que la salud de cada persona es también un bien público. Por eso, una sociedad sana es la que se hace cargo de la salud de todos. Y a este virus —que no conoce fronteras ni hace distinciones sociales— es necesario que le respondamos con un amor generoso, sin límites, que no hace acepción de personas, que nos mueve a ser creativos y solidarios, y que hace surgir iniciativas concretas para el bien común.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Pidamos a Dios, Trinidad de amor, que nos ayude a cultivar la virtud de la caridad, a través de gestos de ternura, gestos de cercanía hacia nuestros hermanos. Así, con su ayuda, podremos curar el mundo, trabajando unidos por el bien común. Que el Señor los bendiga a todos.

In lingua portoghese

Speaker:

A resposta cristã às várias crises resultantes da pandemia do Covid-19 assenta no amor, a começar pelo amor de Deus, que nos amou primeiro e sem condições. Acolhendo este amor divino, podemos responder de forma semelhante: nos nossos gestos, mesmo nos mais humildes, tornar-se-á visível algo da imagem de Deus que trazemos em nós, porque Deus é Trindade do Amor. Com a sua ajuda, podemos curar o mundo, trabalhando juntos para o bem comum. Com efeito, um vírus que não conhece barreiras, nem fronteiras, nem distinções culturais e políticas, deve ser enfrentado com um amor sem barreiras, sem fronteiras nem distinções. Um tal amor é capaz de gerar estruturas sociais que nos estimulem a partilhar em vez de competir, a incluir os mais vulneráveis em vez de os descartar, a manifestar o melhor da nossa natureza humana: a criatividade, a confiança e a solidariedade. Na verdade o amor, que nos torna fecundos e livres, é sempre expansivo e inclusivo: este amor cuida, cura e faz bem. Isto é verdade tanto a nível das pequenas e grandes comunidades, como a nível internacional. Ao contrário, se as soluções para a pandemia estiverem marcadas pelo egoísmo, seja de pessoas, empresas ou nações, talvez possamos sair do coronavírus, mas certamente não da crise humana e social que o vírus tem evidenciado. Para construir uma sociedade sã, inclusiva, justa e pacífica, devemos fazê-lo sobre a rocha do bem comum.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese, invitando tutti a rimanere fedeli a Cristo Gesù. Egli ci sfida a uscire dal nostro mondo piccolo e ristretto per cercare insieme il bene comune. Lo Spirito Santo vi illumini affinché possiate portare la benedizione di Dio a tutti gli uomini. La Vergine Madre vegli sul vostro cammino e vi protegga.

Speaker:

Dirijo uma cordial saudação aos peregrinos e ouvintes de língua portuguesa, convidando todos a permanecer fiéis a Cristo Jesus. Ele desafia-nos a sair do nosso mundo limitado e estreito para buscarmos juntos o bem comum. O Espírito Santo vos ilumine para poderdes levar a bênção de Deus a todos os homens. A Virgem Mãe vele sobre o vosso caminho e vos proteja.

In lingua araba

Speaker:

تأمّلَ قداسةُ البابا اليَومَ في "المحبةِ والخيرِ العام" وذلك في إطارِ تعليمِهِ في موضوعِ "شفاءِ العالم". قالَ قداستُه: تؤثرُ الأزمةُ التي نمرُ بها بسبب الجائحةِ على الجميع، ويمكن أن نخرجَ منها ونكونَ أفضلَ مما نحن عليه الآن إذا سعينا جميعًا ومعًا إلى الخيرِ العام. لذلك فالجوابُ المسيحي على الجائحةِ وما نتج عنها من أزماتٍ اجتماعيةٍ واقتصاديةٍ يقومُ على محبةِ الجميعِ دون استثناء. هذه المحبةُ لا تقتصر فقط على علاقاتٍ فردية، بل تشمل أيضًا علاقاتٍ اجتماعيةً وثقافيةً واقتصاديةً وسياسيةً وتؤتي ثمرًا كثيرًا. وأضافَ قداستُه: المحبةُ قادرةٌ على أن تولّدَ هيكلياتٍ اجتماعيةً تُشجعنا على المشاركةِ بدل المنافسة، وتسمحُ لنا بالاهتمام بالفئاتِ الضعيفةِ وعدم إهمالها. أما إذا كانت حلولُ الجائحةِ تحملُ أثرَ الأنانية، فربما يُمكننا أن نخرجَ من أزمةِ فيروس الكورونا، ولكن بالتأكيد لن نخرجَ من الأزمةِ الإنسانيةِ والاجتماعيةِ التي أظهرَها الفيروسُ وزادَها. ولبناءِ مجتمعٍ سليمٍ وشاملٍ وعادلٍ ومسالم، يجبُ أن نبنيَ على صخرةِ الخيرِ العام. وفي الختام قالَ قداستُه: حانَ الوقتُ أن نزيدَ من محبتِنا الاجتماعية، وأن نساهمَ جميعًا. فالخيرُ العام يتطلبُ مشاركةَ الجميع. وبمساعدةِ الله الذي يسبقُنا دائمًا بمحبتِه يُمكننا أن نشفيَ العالمَ وأن نعملَ معًا من أجلِ الخيرِ العام.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. In una società sempre più sconvolta da grandi sfide che interpellano l’uomo contemporaneo, voi studenti e insegnanti, che in questi giorni siete tornati a scuola, siate i veri artefici del futuro. Possa il Signore aiutarvi a diventare protagonisti di un mondo più giusto e fraterno, più accogliente e solidale, dove la pace possa trionfare nel rifiuto di ogni forma di violenza. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

‎‎‎‏

Speaker:

أُحيّي جميعَ المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية. في مجتمعٍ قلقٍ بشكلٍ متزايدٍ من التحديّاتِ الكبيرةِ التي تتحدى الإنسانَ المعاصر، أنتم الفتيانَ والشبابَ والطلابَ والمعلمينَ الذين عدتم إلى المدرسةِ في هذه الأيام، كونوا صانعينَ حقيقيينَ للمستقبل. ليساعدْكُم الربُّ يسوع حتى تصبحوا أبطالَ عالمٍ أكثرَ صدقاً وعدلاً وأُخوّةً وأَكثرَ ترحيباً وتضامنًا، حيث يمكن أن ينتصرَ السلامُ بينَ الناسِ الذين يرفضون جميعَ أشكالِ العنف. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ويحرسْكُم دائمًا من كلِّ شر!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, przeżywany przez nas kryzys społeczny i humanitarny, spowodowany pandemią, dotyka nas wszystkich. Możemy z niego wyjść lepszymi, jeśli razem będziemy dążyli do wspólnego dobra. Niestety, niektórzy wykorzystują sytuację, dążąc za wszelką cenę do osiągnięcia zysku, korzyści gospodarczych, czy politycznych. Dlatego chrześcijańska reakcja na zaistniałą sytuację powinna opierać się na miłości, która umacnia rodziny i przyjaźnie, przenika relacje międzyludzkie, ubogaca stosunki społeczne, kulturalne, gospodarcze i polityczne, pomaga budować „cywilizację miłości”. Gdzie brak miłości, tam wkrada się egoizm, obojętność i odrzucenie człowieka. Pragnąc budować zdrowe, zintegrowane, i sprawiedliwe społeczeństwo, trzeba postawić w centrum człowieka i dobro wspólne. Nadszedł czas, byśmy pokonując własną małość i egoizm rozwijali w sobie potrzebę niesienia pomocy i angażowania się dla dobra drugiego człowieka oraz budowania przyszłości w duchu Ewangelii. Z Bożą pomocą możemy uzdrowić dzisiejszy świat, modląc się i pracując z oddaniem dla wspólnego dobra.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi. Ieri abbiamo celebrato la festa della Natività della Beata Vergine Maria, chiamata in Polonia anche “la festa della Madonna della Semina”. Facendo benedire il grano per la semina di quest’anno, avete pregato affinché tutti gli uomini ad imitazione di Maria fruttifichino il centuplo. Ella ha donato al mondo un frutto impagabile: Gesù, nostro Salvatore. Anche noi siamo chiamati da Dio a portare frutto, attraverso le opere buone. Sia lodato Gesù Cristo.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków. Wczoraj obchodziliśmy święto Narodzenia Najświętszej Maryi Panny, nazywane w Polsce „świętem Matki Boskiej Siewnej”. Poświęcając ziarno na tegoroczny zasiew, prosiliście w modlitwie, by wszyscy ludzie za przykładem Maryi przynosili plon stokrotny. Ona darowała światu bezcenny owoc: Jezusa, naszego Zbawiciela. My również jesteśmy powołani przez Boga, byśmy przynosili owoc poprzez dobre dzieła. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana, ed auguro che quest’incontro e la visita alle tombe degli Apostoli rinsaldino la vostra fede per una sempre più generosa testimonianza cristiana.

Il mio pensiero va infine agli anziani, come sempre, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Ieri abbiamo celebrato la memoria liturgica della Natività della Beata Vergine Maria. Il suo esempio e la sua materna intercessione ispirino e accompagnino la vostra vita.

Appello del Santo Padre

Oggi si celebra la prima Giornata internazionale della tutela dell’educazione dagli attacchi, nell’ambito dei conflitti armati.

Invito a pregare per gli studenti che vengono privati così gravemente del diritto all’educazione, a causa di guerre e terrorismo. Esorto la Comunità internazionale ad adoperarsi affinché vengano rispettati gli edifici che dovrebbero proteggere i giovani studenti. Non venga meno lo sforzo per garantire ad essi ambienti sicuri per la formazione, soprattutto in situazioni di emergenza umanitaria.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 9 settembre 2020


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