Udienza generale 9 gennaio 2019

Papa in Aula Paolo VI CopiaL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.20 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sul “Padre nostro”, ha incentrato la sua meditazione sul tema: «Bussate e vi sarà aperto» (Brano biblico: Dal Vangelo secondo Luca 11, 9-13).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La catechesi di oggi fa riferimento al Vangelo di Luca. Infatti, è soprattutto questo Vangelo, fin dai racconti dell’infanzia, a descrivere la figura del Cristo in un’atmosfera densa di preghiera. In esso sono contenuti i tre inni che scandiscono ogni giorno la preghiera della Chiesa: il Benedictus, il Magnificat e il Nunc dimittis.

E in questa catechesi sul Padre Nostro andiamo avanti, vediamo Gesù come orante. Gesù prega. Nel racconto di Luca, ad esempio, l’episodio della trasfigurazione scaturisce da un momento di preghiera. Dice così: «Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante» (9,29). Ma ogni passo della vita di Gesù è come sospinto dal soffio dello Spirito che lo guida in tutte le sue azioni. Gesù prega nel battesimo al Giordano, dialoga con il Padre prima di prendere le decisioni più importanti, si ritira spesso nella solitudine a pregare, intercede per Pietro che di lì a poco lo rinnegherà. Dice così: «Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno» (Lc 22,31-32). Questo consola: sapere che Gesù prega per noi, prega per me, per ognuno di noi perché la nostra fede non venga meno. E questo è vero. “Ma padre, ancora lo fa?” Ancora lo fa, davanti al Padre. Gesù prega per me. Ognuno di noi può dirlo. E anche possiamo dire a Gesù: “Tu stai pregando per me, continua a pregare che ne ho bisogno”. Così: coraggiosi.

Perfino la morte del Messia è immersa in un clima di preghiera, tanto che le ore della passione appaiono segnate da una calma sorprendente: Gesù consola le donne, prega per i suoi crocifissori, promette il paradiso al buon ladrone, e spira dicendo: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46). La preghiera di Gesù pare attutire le emozioni più violente, i desideri di vendetta e di rivalsa, riconcilia l’uomo con la sua nemica acerrima, riconcilia l’uomo con questa nemica, che è la morte.

È sempre nel Vangelo di Luca che troviamo la richiesta, espressa da uno dei discepoli, di poter essere educati da Gesù stesso alla preghiera. E dice così: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1). Vedevano lui che pregava. “Insegnaci – anche noi possiamo dire al Signore – Signore tu stai pregando per me, lo so, ma insegna a me a pregare, perché anche io possa pregare”.

Da questa richiesta – «Signore, insegnaci a pregare» – nasce un insegnamento abbastanza esteso, attraverso il quale Gesù spiega ai suoi con quali parole e con quali sentimenti si devono rivolgere a Dio.

La prima parte di questo insegnamento è proprio il Padre Nostro. Pregate così: “Padre, che sei nei cieli”. “Padre”: quella parola tanto bella da dire. Noi possiamo stare tutto il tempo della preghiera con quella parola soltanto: “Padre”. E sentire che abbiamo un padre: non un padrone né un patrigno. No: un padre. Il cristiano si rivolge a Dio chiamandolo anzitutto “Padre”.

In questo insegnamento che Gesù dà ai suoi discepoli è interessante soffermarsi su alcune istruzioni che fanno da corona al testo della preghiera. Per darci fiducia, Gesù spiega alcune cose. Esse insistono sugli atteggiamenti del credente che prega. Per esempio, c’è la parabola dell’amico importuno, che va a disturbare un’intera famiglia che dorme perché all’improvviso è arrivata una persona da un viaggio e non ha pani da offrirgli. Cosa dice Gesù a questo che bussa alla porta, e sveglia l’amico?: «Vi dico – spiega Gesù – che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono» (Lc 11,9). Con questo vuole insegnarci a pregare e a insistere nella preghiera. E subito dopo fa l’esempio di un padre che ha un figlio affamato. Tutti voi, padri e nonni, che siete qui, quando il figlio o il nipotino chiede qualcosa, ha fame, e chiede e chiede, poi piange, grida, ha fame: «Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?» (v. 11). E tutti voi avete l’esperienza quando il figlio chiede, voi date da mangiare quello che chiede, per il bene di lui.

Con queste parole Gesù fa capire che Dio risponde sempre, che nessuna preghiera resterà inascoltata, perché? Perché Lui è Padre, e non dimentica i suoi figli che soffrono.

Certo, queste affermazioni ci mettono in crisi, perché tante nostre preghiere sembra che non ottengano alcun risultato. Quante volte abbiamo chiesto e non ottenuto – ne abbiamo l’esperienza tutti – quante volte abbiamo bussato e trovato una porta chiusa? Gesù ci raccomanda, in quei momenti, di insistere e di non darci per vinti. La preghiera trasforma sempre la realtà, sempre. Se non cambiano le cose attorno a noi, almeno cambiamo noi, cambia il nostro cuore. Gesù ha promesso il dono dello Spirito Santo ad ogni uomo e a ogni donna che prega.

Possiamo essere certi che Dio risponderà. L’unica incertezza è dovuta ai tempi, ma non dubitiamo che Lui risponderà. Magari ci toccherà insistere per tutta la vita, ma Lui risponderà. Ce lo ha promesso: Lui non è come un padre che dà una serpe al posto di un pesce. Non c’è nulla di più certo: il desiderio di felicità che tutti portiamo nel cuore un giorno si compirà. Dice Gesù: «Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?» (Lc 18,7). Sì, farà giustizia, ci ascolterà. Che giorno di gloria e di risurrezione sarà mai quello! Pregare è fin da ora la vittoria sulla solitudine e sulla disperazione. Pregare. La preghiera cambia la realtà, non dimentichiamolo. O cambia le cose o cambia il nostro cuore, ma sempre cambia. Pregare è fin da ora la vittoria sulla solitudine e sulla disperazione. È come vedere ogni frammento del creato che brulica nel torpore di una storia di cui a volte non afferriamo il perché. Ma è in movimento, è in cammino, e alla fine di ogni strada, cosa c’è alla fine della nostra strada? Alla fine della preghiera, alla fine di un tempo in cui stiamo pregando, alla fine della vita: cosa c’è? C’è un Padre che aspetta tutto e aspetta tutti con le braccia spalancate. Guardiamo questo Padre.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, la catéchèse de ce jour se réfère à l’évangile de saint Luc qui présente Jésus essentiellement comme un priant. Chaque pas de sa vie est comme porté par le souffle de l’Esprit qui le guide dans toutes ses actions. Et la prière de Jésus semble même atténuer, à l’heure de sa passion, les émotions les plus violentes et les désirs de vengeance. Elle réconcilie l’homme avec son ennemi le plus implacable: la mort. C’est ce climat qui a conduit l’un des disciples à demander à Jésus de leur apprendre à prier. Dans son enseignement, grâce notamment à la parabole de l’ami importun, Jésus fait comprendre qu’aucune prière ne restera lettre morte, que Dieu répond toujours, parce qu’il est Père et qu’il n’oublie aucun de ses enfants qui souffrent. Même si nous avons souvent demandé sans obtenir, Jésus nous recommande d’insister, car la prière transforme toujours la réalité: si les choses ne changent pas autour de nous, nous, au moins, nous changeons. Et il a promis le don de l’Esprit Saint à celui qui prie. Aussi n’y-a-t-il rien de plus sûr: le désir de bonheur que nous portons tous dans le cœur, un jour s’accomplira. Et la prière est, dès à présent, la victoire sur la solitude et sur le désespoir.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i pellegrini provenienti dalla Francia e dai vari paesi francofoni, in particolare i seminaristi, e i loro formatori, dell'Arcidiocesi di Parigi e dell’Ordinariato Militare, accompagnati dall'arcivescovo Aupetit e dai suoi Ausiliari, insieme all’Ordinario, Mons. De Romanet. Saluto anche il gruppo degli Apprendisti di Auteuil. Possa lo Spirito Santo aiutarci ad insistere nella preghiera e a non darci mai per vinti. È sicuro che Dio risponderà alla nostra preghiera, perché è nostro Padre e ci aspetta a braccia aperte. Dio vi benedica!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les pèlerins venus de France et de divers pays francophones, en particulier les séminaristes et leurs formateurs de l’Archidiocèse de Paris et du diocèse aux Armées, accompagnés de Mgr Aupetit, Archevêque de Paris, et de ses Auxiliaires, et de Mgr de Romanet, Évêque aux Armées. Je salue aussi le groupe des Apprentis d’Auteuil. Que l’Esprit Saint nous aide à être insistants dans la prière et à ne jamais nous donner comme perdants. Nous pouvons être sûrs que Dieu répondra à notre prière, parce qu’il est notre Père et qu’il nous attend avec les bras grands ouverts. Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear brothers and sisters: In our continuing catechesis on the Lord’s Prayer, we now consider Jesus’ teaching on the need for perseverance in prayer. We see from the Gospels that Christ’s entire life is steeped in prayer, born of his communion with the Father and the Holy Spirit who guides his every action. Jesus’ constant prayer is seen above all in the events of his passion. At the Last Supper, he intercedes for Peter’s perseverance in faith (cf. Lk 22:32), and his last words from the cross are a prayer for forgiveness and a confession of trust in the Father’s will. When the disciples ask Jesus to show them how to pray, he gives them the words of the “Our Father”. But he goes on to tell two parables that teach the need for constancy in prayer and unwavering trust that the Father will answer our petitions. As a good Father, God answers every prayer in his good time and according to his saving plan. Though the unfolding of that plan remains mysterious, we can be confident that, in the end, ours is a loving Father who longs to fulfil the desire for happiness present in every human heart.

Santo Padre:

Do il benvenuto ai pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente ai gruppi provenienti dagli Stati Uniti d’America. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I welcome the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups coming from the United States of America. Upon all of you, and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, unsere heutige Katechese nimmt Bezug auf das Lukasevangelium, in dem die für das Leben Jesu charakteristische Atmosphäre des Gebets in besonderer Weise spürbar wird. Jesus ist vor allem ein Betender. Alle seine wichtigen Lebensstationen, wie seine Taufe oder die Verklärung, sind von seinem persönlichen Gebet begleitet. Jesus betet für Petrus, für seine Jünger wie für seine Peiniger. Folglich fragt ihn auch einer seiner Jünger: „Herr lehre uns beten“. Daraufhin erklärt Jesus, mit welchen Worten und in welcher Einstellung seine Jünger beten sollen. Die Haltung soll die eines Glaubenden sein, der sich inständig an Gott wendet. Jesus gibt zu verstehen, dass Gott immer antwortet, dass kein Gebet ungehört verhallt, auch wenn es uns manchmal so scheinen mag. Für diesen Fall empfiehlt Jesus im Gebet auszuharren und nicht aufzugeben. Das Gebet verändert immer die Wirklichkeit: wenn es vielleicht auch nicht die äußeren Umstände verändert, so verwandelt es doch zumindest uns selbst. Der Heilige Geist ist allen verheißen, die beten. Wir können sicher sein, dass Gott antwortet, selbst dann, wenn wir es nicht gleich erkennen können. Eines ist sicher: am Ende eines jeden Lebensweges steht der himmlische Vater, der alle mit offenen Armen empfängt.

Santo Padre:

Saluto con tutto il cuore i pellegrini di lingua tedesca. Per il vostro cammino di fede, vi auguro il giusto atteggiamento interiore che viene dalla preghiera, e vi conduce sempre di nuovo alla preghiera. Quando glielo chiediamo sinceramente, il Padre celeste ci dà tutto ciò che riempie realmente la nostra vita. Dio vi benedica!

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Pilger deutscher Sprache. Ich wünsche euch für euren Glaubensweg die rechte innere Haltung, die aus dem Gebet kommt und immer neu ins Gebet hineinführt. Wenn wir ihn aufrichtig bitten, schenkt uns der himmlische Vater all das, was unser Leben wirklich erfüllt. Gott segne euch!

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Nuestra catequesis de hoy hace referencia al Evangelio de san Lucas, del que provienen los 3 himnos diarios de la Liturgia de todos los días: el Benedictus, el Magnificat y el Nunc dimittis, y que nos muestra a Jesús en una atmósfera de oración. Jesús, sobre todo, es el orante. En cada paso de su vida, el Espíritu Santo lo guía en su actuar. Antes de tomar decisiones importantes, Jesús ora, dialoga con el Padre.

Este Evangelio también nos relata la petición de uno de los discípulos que suplica a Jesús que les enseñe a orar. Jesús les muestra con qué palabras y qué sentimientos deben tener para dirigirse a Dios. Lo hace enseñándoles el Padrenuestro, las actitudes que el creyente debe tener cuando ora, que son la perseverancia y la confianza.

La perseverancia en la oración, porque aunque a veces pareciera que Dios no nos escucha, sin embargo no es así, porque ninguna oración queda desatendida. A la perseverancia se une la confianza, confianza puesta en Dios, porque Él es un Padre bueno y nunca olvida a sus hijos que sufren. La oración cambia la realidad, y nos cambia también a nosotros. Es, ya desde ahora, la victoria sobre la soledad y la desesperación; un camino que nos lleva a Dios, nuestro Padre, que espera todo y a todos con los brazos abiertos.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española venidos de España y Latinoamérica. Que el Señor Jesús nos dé la gracia de entender que la oración conmueve el corazón de Dios, Padre compasivo, que nos ama y nos da su Espíritu Santo; y que la Virgen Santa nos ayude a ser hombres y mujeres de oración, y a confiar en la bondad del Señor que siempre nos escucha. Muchas gracias.

In lingua portoghese

Speaker:

Desde as narrações da infância, a figura de Jesus é-nos apresentada pelo evangelista Lucas numa atmosfera densa de oração. Cada passo da sua vida aparece animado pelo sopro do Espírito, que O guia em todas as suas ações. Até as horas que precedem a sua morte são vividas num clima de oração, daí brotando uma calma surpreendente: Jesus consola as mulheres, reza pelos seus algozes, promete o paraíso ao bom ladrão e expira dizendo: «Pai, nas tuas mãos entrego o meu espírito». Jesus é, sobretudo, um orante; e, a pedido dum dos seus discípulos («Senhor, ensina-nos a rezar»), fez-Se também Mestre de oração, tendo-nos ensinado as palavras – por exemplo, o “Pai Nosso” –, mas também as atitudes e os sentimentos com que devemos dirigir-nos a Deus. As suas palavras dão-nos a certeza de que Deus é Pai e não Se esquece dos filhos que sofrem; responde sempre, não deixa nenhuma oração por atender: «Todo aquele que pede, recebe; quem procura, encontra; e, ao que bate, abrir-se-á». Quantas vezes, porém, entramos em crise, vendo que tais palavras não se realizam! Muitas das nossas orações – pelo menos assim parece – não obtêm qualquer resultado. Nesse caso, Jesus recomenda-nos que insistamos: não nos demos por vencidos! Porque a oração transforma sempre a realidade; se não mudarem as coisas ao nosso redor, pelo menos mudamos nós. É que, a toda a pessoa que reza, Jesus prometeu o dom do Espírito Santo; por isso, logo desde quando rezamos, ficam vencidos a solidão e o desespero. Tenhamos, pois, a certeza de que Deus responde sempre; o motivo por que tarda a fazê-lo, não o sabemos. Pode até acontecer que tenhamos de insistir a vida inteira, mas o desejo de felicidade, que todos trazemos no coração, um dia realizar-se-á, porque, no fim da nossa estrada, há um Pai de braços abertos que a todos espera.

Santo Padre:

Con sentimenti di riconoscenza e affetto, saluto tutti i pellegrini di lingua portoghese, invocando sui vostri passi la gioia dell’incontro con Dio: Gesù Cristo è la Tenda divina in mezzo a noi; andate da Lui, vivete nella sua grazia e avrete la vita eterna. Su di voi e sulle vostre famiglie scenda la Benedizione di Dio.

Speaker:

Com sentimentos de gratidão e estima, saúdo todos os peregrinos de língua portuguesa, invocando sobre os vossos passos a alegria do encontro com Deus: Jesus Cristo é a Tenda divina no meio de nós; ide até Ele, vivei na sua graça e tereis a vida eterna. Desça sobre vós e vossas famílias a Bênção de Deus.

In lingua araba

Speaker:

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، يشير تعليم اليوم إلى إنجيل لوقا. في الواقع يصف هذا الإنجيل منذ روايات الطفولة صورة المسيح في جوٍّ مفعم بالصلاة. فيسوع يصلّي في المعموديّة في الأردنَّ ويحاور الآب قبل أن يتّخذ القرارات المهمّة، ويتشفّع لبطرس الذي سينكره بعد ذلك بقليل. حتى موت المسيح يغوص في جوٍّ من الصلاة، لدرجة أنَّ ساعات الآلام تظهر مطبوعة بهدوء مدهش: يسوع يعزّي النساء ويصلّي من أجل صالبيه، ويعد لصَّ اليمين بالفردوس؛ وفي إنجيل لوقا أيضًا نجد الطلب الذي يعبّر عنه أحد التلاميذ بأن يعلّمهم يسوع الصلاة: "يا ربّ، عَلِّمنا أَن نُصَلِّيَ". من هذا الطلب يولد تعليم واسع، يشرح من خلاله يسوع لتلاميذه بأية كلمات وأيّة مشاعر ينبغي عليهم أن يتوجّهوا إلى الله. لكن في هذا التعليم الذي يعطيه يسوع لتلاميذه من الأهميّة بمكان أن نتوقّف عند بعض التعليمات التي تشكّل إطارًا لنصِّ الصلاة. نجد مثل الصديق المُزعج الذي يذهب لمضايقة عائلة نائمة بأسرها لأنّه قدم عليه صديق مِن سَفَر، ولَم يكن عِنده ما يقدّمه له: "أَقولُ لَكم – يشرح يسوع – وإِن لم يَقُمْ ويُعطِه لِكونِه صَديقَه، فإِنَّه يَنهَضُ لِلَجاجَتِه، ويُعطيهِ كُلَّ ما يَحتاجُ إِلَيه". وبعده فورًا يضرب مثل الأب الذي لديه ابن جائع: "فأَيُّ أَبٍ مِنكُم إِذا سأَلَه ابنُه سَمَكَةً أَعطاهُ بَدَلَ السَّمَكَةِ حَيَّة؟". بهذه الكلمات يُفهمنا يسوع أنَّ الله يجيب على الدوام وأنَّه ما من صلاة لا تُستجاب، وبأنّه أب لا ينسى أبناءه الذين يتألّمون. إن هذه التصريحات بالتأكيد تضعنا في أزمة لأنّه يبدو أنَّ العديد من صلواتنا لا تجد نتيجة. كم من مرّة طلبنا ولم ننل وقرعنا ووجدنا بابًا مغلقًا؟ لكنَّ يسوع ينصحنا في تلك اللحظات بأن نُصرَّ وألا نستسلم. يمكننا أن نكون متأكّدين من أن الله سيجيب. لقد وعدنا بذلك: هو ليس كأب يعطي حيّة بدلاً من السمكة. أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، لا يوجد شيء أكيد أكثر من اليقين بأنَّ الرغبة في السعادة التي نحملها جميعًا في قلوبنا ستتحقق يومًا ما.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, bussate e vi sarà aperto! Non datevi mai per vinti! La preghiera trasforma sempre la realtà: se attorno a noi le cose non cambiano, almeno cambiamo noi. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللّغةِ العربيّة، وخاصةً بالقادمينَ من الشرق الأوسط. أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، إقرعوا وسيُفتح لكم! ولا تستسلموا أبدًا! إنَّ الصلاة تحوّل الواقع على الدوام: فإن لم تتغيّر الأمور حولنا، نتغيَّر نحن على الأقل. ليبارككم الرب!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, Ewangelia wg św. Łukasza opisuje postać Pana Jezusa w kontekście Jego modlitwy. Przypomina, że na rozmowie z Bogiem spędzał On wiele czasu, niekiedy całe noce. Modlił się zwłaszcza przed podjęciem znaczących decyzji, w chwilach ważnych wydarzeń: podczas chrztu w Jordanie, w dniu Przemienienia na górze Tabor, przed wyborem apostołów, przed swoją męką. Na prośbę uczniów: „Panie, naucz nas się modlić” (11,1), nauczył ich, a także i nas, modlitwy do Ojca. W swoich przypowieściach przypominał o potrzebie wytrwałości w rozmowie z Bogiem, zwłaszcza, gdy niejednokrotnie mogłoby się wydawać, iż wiele naszych modlitw pozostaje bez echa. Zachęcał, abyśmy nalegali i nie poddawali się. Modlitwa prowadzi zawsze do zrozumienia sytuacji, zmienia rzeczywistość. Bądźmy pewni, że nie jest ona Bogu obojętna. Być może będziemy musieli niekiedy długo nalegać, błagać. Bądźmy jednak pewni, że On odpowie. Pan Jezus zapewnił nas, że „Bóg weźmie w obronę swoich wybranych, którzy dniem i nocą do Niego wołają” (por. Łk 18, 7). Gdy nas wysłucha, będzie to dla nas dzień zwycięstwa nad samotnością i rozpaczą, czas zrozumienia woli Bożej, zmartwychwstania. Pamiętajmy, że na końcu drogi życia każdego z nas jest Ojciec, który nas oczekuje z szeroko otwartymi ramionami.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi partecipanti a quest’udienza. Fratelli e sorelle, nel Nuovo Anno 2019, appena iniziato, non dimenticate la potenza della preghiera. Affidando al Signore nella preghiera del “Padre nostro” i vostri problemi, siate certi di ottenere da Lui tutto ciò che è per voi buono, utile e necessario. Fidandovi della bontà del Signore, comprenderete il senso degli eventi e lo scopo della vostra vita. Nella vostra preghiera non manchino la fiducia e la perseveranza. Sia lodato Gesù Cristo.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków uczestniczących w tej audiencji. Bracia i siostry, w Nowym 2019 Roku, który rozpoczęliśmy, nie zapominajcie o potędze modlitwy. Powierzając Bogu swoje sprawy w modlitwie „Ojcze nasz”, bądźcie pewni, że otrzymacie od Niego to wszystko, co jest dla was dobre, pożyteczne i niezbędne. Ufając Bożej dobroci zrozumiecie sens zdarzeń i cel waszego życia. Niech w waszej modlitwie nie zabraknie zawierzania i wytrwałości. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto e un benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

Sono lieto di accogliere i sacerdoti della Diocesi di Trapani, accompagnati dal Vescovo, Mons. Pietro Maria Fragnelli e i seminaristi dell’Ordinariato Militare per l’Italia, con l’Arcivescovo, Mons. Santo Marcianò.

Saluto le parrocchie, in particolare quella dei Santi Cosma e Damiano di Terracina; l’Associazione “I figli della luce” e l’Istituto Vassalluzzo di Roccapiemonte.

Un pensiero particolare rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli. Sono tanti oggi!

Domenica prossima celebreremo la Festa del Battesimo del Signore. Questa celebrazione, che chiude il tempo liturgico del Natale, ci invita a riscoprire la grazia del Sacramento del nostro battesimo. Il battesimo ci ha resi cristiani, incorporandoci a Cristo e alla sua Chiesa. Tutti noi sappiamo la data della nostra nascita, ma non tutti sanno la data del battesimo, che è la nascita alla vita della Chiesa, quando lo Spirito Santo viene al cuore. Per questo io vi chiedo, oggi per esempio, per prepararci alla Festa di domenica prossima, di chiedere – quelli che lo sanno, di ricordarlo –, e quelli che non sanno la data del battesimo, di chiedere ai familiari, ai padrini, ai genitori, ai nonni: “Quando sono nato io alla vita della fede?” Cioè: “Quando sono battezzato?”. E fissare sempre nel cuore la data del battesimo. Lo farete? È molto importante festeggiare la data del battesimo. Ringraziamo il Signore per il dono della fede e chiediamo allo Spirito Santo la forza di essere coraggiosi testimoni di Gesù.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 9 gennaio 2019


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