Udienza generale 6 maggio 2020

Udienza generale 8 aprile 2020L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi sul tema della preghiera (Mc 10, 46-52).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha pronunciato un appello a favore del mondo del lavoro e in particolare dei lavoratori sfruttati.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi iniziamo un nuovo ciclo di catechesi sul tema della preghiera. La preghiera è il respiro della fede, è la sua espressione più propria. Come un grido che esce dal cuore di chi crede e si affida a Dio.

Pensiamo alla storia di Bartimeo, un personaggio del Vangelo (cfr Mc 10,46-52 e par.) e, vi confesso, per me il più simpatico di tutti. Era cieco, stava seduto a mendicare sul bordo della strada alla periferia della sua città, Gerico. Non è un personaggio anonimo, ha un volto, un nome: Bartimeo, cioè “figlio di Timeo”. Un giorno sente dire che Gesù sarebbe passato di là. In effetti, Gerico era un crocevia di gente, continuamente attraversata da pellegrini e mercanti. Allora Bartimeo si apposta: avrebbe fatto tutto il possibile per incontrare Gesù. Tanta gente faceva lo stesso: ricordiamo Zaccheo, che salì sull’albero. Tanti volevano vedere Gesù, anche lui.

Così quest’uomo entra nei Vangeli come una voce che grida a squarciagola. Lui non ci vede; non sa se Gesù sia vicino o lontano, ma lo sente, lo capisce dalla folla, che a un certo punto aumenta e si avvicina… Ma lui è completamente solo, e nessuno se ne preoccupa. E Bartimeo cosa fa? Grida. E grida, e continua a gridare. Usa l’unica arma in suo possesso: la voce. Comincia a gridare: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!» (v. 47). E così continua, gridando.

Le sue urla ripetute danno fastidio, non sembrano educate, e molti lo rimproverano, gli dicono di tacere: “Ma sii educato, non fare così!”. Ma Bartimeo non tace, anzi, grida ancora più forte: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!» (v. 47). Quella testardaggine tanto bella di coloro che cercano una grazia e bussano, bussano alla porta del cuore di Dio. Lui grida, bussa. Quella espressione: “Figlio di Davide”, è molto importante; vuol dire “il Messia” – confessa il Messia –, è una professione di fede che esce dalla bocca di quell’uomo disprezzato da tutti.

E Gesù ascolta il suo grido. La preghiera di Bartimeo tocca il suo cuore, il cuore di Dio, e si aprono per lui le porte della salvezza. Gesù lo fa chiamare. Lui balza in piedi e quelli che prima gli dicevano di tacere, ora lo conducono dal Maestro. Gesù gli parla, gli chiede di esprimere il suo desiderio – questo è importante – e allora il grido diventa domanda: “Che io veda di nuovo, Signore!” (cfr v. 51).

Gesù gli dice: «Va’, la tua fede ti ha salvato» (v. 52). Riconosce a quell’uomo povero, inerme, disprezzato, tutta la potenza della sua fede, che attira la misericordia e la potenza di Dio. La fede è avere due mani alzate, una voce che grida per implorare il dono della salvezza. Il Catechismo afferma che «l’umiltà è il fondamento della preghiera» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2559). La preghiera nasce dalla terra, dall’humus – da cui deriva “umile”, “umiltà” –; viene dal nostro stato di precarietà, dalla nostra continua sete di Dio (cfr ibid., 2560-2561).

La fede, lo abbiamo visto in Bartimeo, è grido; la non-fede è soffocare quel grido. Quell’atteggiamento che aveva la gente, nel farlo tacere: non era gente di fede, lui invece sì. Soffocare quel grido è una specie di “omertà”. La fede è protesta contro una condizione penosa di cui non capiamo il motivo; la non-fede è limitarsi a subire una situazione a cui ci siamo adattati. La fede è speranza di essere salvati; la non-fede è abituarsi al male che ci opprime e continuare così.

Cari fratelli e sorelle, cominciamo questa serie di catechesi con il grido di Bartimeo, perché forse in una figura come la sua c’è già scritto tutto. Bartimeo è un uomo perseverante. Intorno a lui c’era gente che spiegava che implorare era inutile, che era un vociare senza risposta, che era chiasso che disturbava e basta, che per favore smettesse di gridare: ma lui non è rimasto in silenzio. E alla fine ha ottenuto quello che voleva.

Più forte di qualsiasi argomentazione contraria, nel cuore dell’uomo c’è una voce che invoca. Tutti abbiamo questa voce, dentro. Una voce che esce spontanea, senza che nessuno la comandi, una voce che s’interroga sul senso del nostro cammino quaggiù, soprattutto quando ci troviamo nel buio: “Gesù, abbi pietà di me! Gesù, abbi pietà di me!”. Bella preghiera, questa.

Ma forse, queste parole, non sono scolpite nell’intero creato? Tutto invoca e supplica perché il mistero della misericordia trovi il suo compimento definitivo. Non pregano solo i cristiani: essi condividono il grido della preghiera con tutti gli uomini e le donne. Ma l’orizzonte può essere ancora allargato: Paolo afferma che l’intera creazione «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Gli artisti si fanno spesso interpreti di questo grido silenzioso del creato, che preme in ogni creatura ed emerge soprattutto nel cuore dell’uomo, perché l’uomo è un “mendicante di Dio” (cfr CCC, 2559). Bella definizione dell’uomo: “mendicante di Dio”. Grazie.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Chers frères et sœurs, nous commençons aujourd’hui un nouveau cycle de catéchèses sur le thème de la prière. Elle est la respiration de la foi, son expression la plus juste. Elle est comme un cri qui sort du cœur de celui qui croit et se confie à Dieu. Dans le passage de l’Evangile que nous avons lu, un aveugle, Bartimée, utilise la seule arme en sa possession pour attirer l’attention de Jésus: il crie. Alors beaucoup lui demandent de se taire. Mais lui continue, et Jésus écoute son cri. La prière de Bartimée touche le cœur de Jésus, le cœur de Dieu, et les portes du salut s’ouvrent pour lui. Jésus l’appelle et il va reconnaître chez cet homme pauvre, sans défense, méprisé, la puissance de sa foi qui attire la miséricorde et la puissance de Dieu. Bartimée est un homme persévérant. Autour de lui il y avait des gens qui expliquaient qu’il était inutile d’implorer, que crier était un vacarme qui dérangeait, c’est tout. Mais lui continue à crier de plus belle et à la fin il obtient ce qu’il voulait. Dans le cœur de l’homme il y a une voix qui sort spontanémentet qui invoque : Jésus aie pitié de moi! Les chrétiens partagent le cri de la prière avec tous les hommes et les femmes. Saint Paul affirme que «la création tout entière gémit, elle passe par les douleurs d’un enfantement» (Rm 8, 22). L’homme est un «mendiant de Dieu».

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese. Cari fratelli e sorelle, i momenti difficili in cui viviamo sono favorevoli alla riscoperta della necessità della preghiera nella nostra vita! Apriamo le porte del nostro cuore all'amore di Dio Padre nostro, che saprà ascoltarci! Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les fidèles de langue française. Chers frères et sœurs, les temps difficiles que nous vivons sont favorables pour redécouvrir la nécessité de la prière dans notre vie! Ouvrons largement les portes de notre cœur à l’amour de Dieu notre Père, qui saura nous écouter! Que Dieu vous bénisse!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: Today we begin a new series of catechesis on prayer. Prayer is the breath of faith, a cry arising from the hearts of those who trust in God. We see this in the story of Bartimaeus, the beggar from Jericho. Though blind, he is aware that Jesus is approaching, and perseveres in calling out: “Jesus, Son of David, have mercy on me!” (Mk 10:47). By using the phrase “Son of David”, he makes a profession of faith in Jesus the Messiah. In response the Lord invites Bartimaeus to express his desire, which is to be able to see again. Christ then tells him: “Go; your faith has saved you” (v. 52). This indicates that faith is a cry for salvation attracting God’s mercy and power. It is not only Christians who pray but all men and women who search for meaning on their earthly journey. As we continue on our pilgrimage of faith, may we, like Bartimaeus, always persevere in prayer, especially in our darkest moments, and ask the Lord with confidence: “Jesus have mercy on me. Jesus, have mercy on us!”.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua inglese collegati attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Invoco su di voi e sulle vostre famiglie, in questo Tempo di Pasqua, la gioia e la fortezza che vengono dal Cristo risorto. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking faithful joining us through the media. In this Easter season, I invoke upon you and your families the joy and strength that come from the Risen Christ. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, heute beginnen wir eine neue Reihe von Katechesen über das Gebet. Das Gebet ist der Atem des Glaubens und sein ureigener Ausdruck. Es ist wie ein Ruf, der aus dem Herzen dessen emporsteigt, der an Gott glaubt und sich ihm anvertraut. Wir sehen dies sehr schön an der Gestalt des blinden Bartimäus im Evangelium. Ganz auf sich allein gestellt, ruft er aus vollem Hals, als Jesus vorbeikommt. Er ist ein Bild des beharrlichen Beters, der sich nicht von den Einwänden anderer abhalten lässt. Das Rufen dieses Bettlers ist ein Bekenntnis seines Glaubens, es wird zur Bitte und rührt Jesu Herz. Der Herr sieht die Kraft seines Glaubens, der um das Geschenk des Heils fleht und Gottes Erbarmen auf sich zieht. Das Gebet kommt aus einem demütigen Herzen, das um die Unzulänglichkeit unseres Menschseins weiß, und entspringt unserer Sehnsucht nach Gott. »Die Demut ist die Grundlage des Betens«, sagt der Katechismus, denn »der Mensch ist vor Gott ein Bettler« (Nr. 2559). Im Herzen des Menschen gibt es eine Stimme, die nach dem Sinn unseres irdischen Lebensweges fragt und Gott anruft. Ja, der gesamten Schöpfung, die »bis zum heutigen Tag seufzt und in Geburtswehen liegt« (Röm 8,22), ist dieses Flehen eingeschrieben. Auch sie bittet, dass das Geheimnis des Erbarmens Gottes seine endgültige Erfüllung findet.

Santo Padre:

Con affetto saluto i fratelli e le sorelle di lingua tedesca. La preghiera è l’espressione più bella della fede in Dio, della fiducia nel suo amore misericordioso. Chiediamo a Dio di darci un cuore umile che spera tutto da lui e sente sempre la sete di lui. In questo tempo di Pasqua il Signore Risorto riempia i nostri cuori con la sua pace e gioia.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Brüder und Schwestern deutscher Sprache. Das Gebet ist der schönste Ausdruck des Glaubens in Gott und des Vertrauens in seine barmherzige Liebe. Bitten wir Gott, uns ein demütiges Herz zu schenken, dass alles von ihm erhofft und immer den Durst nach ihm verspürt. Der auferstandene Herr erfülle in dieser österlichen Zeit unsere Herzen mit seinem Frieden und seiner Freude.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy empezamos a meditar sobre el tema de la oración. La oración es el alimento de la fe y también su expresión. Es como un grito que sale del corazón del que cree y espera sólo en Dios.

Un ejemplo de lo que es la oración lo encontramos en el Evangelio que acabamos de oír. Bartimeo, que era ciego, pedía limosna sentado a la orilla del camino. Cuando oyó que Jesús estaba pasando por allí, no dudó en gritar pidiéndole que se compadeciera de él. Sus gritos molestaban a quienes estaban a su alrededor y quisieron hacerlo callar. Él, en cambio, gritaba aún más fuerte: «Jesús, Hijo de David, ten compasión de mí». Bartimeo, descartado, menospreciado por los demás, hizo una profesión de fe, reconoció a Jesús como el Mesías. Su ruego conmovió el corazón del Señor, que lo llamó y le preguntó cuál era su deseo. El grito del mendicante se convirtió en súplica: «Haz que recobre la vista». Jesús, que vio la grandeza de la fe de Bartimeo, le abrió las puertas de su misericordia y de su omnipotencia, atendió su plegaria y le concedió lo que le pedía: la vista.

Este pasaje evangélico nos ayuda a comprender que la oración nace de la fe, brota de nuestro ser criaturas frágiles y necesitadas, de la continua sed de Dios que todos tenemos. Bartimeo nos enseña cómo orar: con humildad y perseverancia, confiando en el Señor y abandonándonos totalmente a su misericordia.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española que siguen esta catequesis a través de los medios de comunicación social. Pidamos a Jesús, el buen Pastor, que nos conceda ser hombres y mujeres de oración, que con confianza y perseverancia presentemos al Padre compasivo nuestras necesidades y las de todos nuestros hermanos. Pasado mañana, 8 de mayo, se celebra en Argentina la fiesta de Nuestra Señora de Luján. Que ella, Madre de Dios y Madre nuestra, interceda por nosotros y nos obtenga de su Hijo las gracias necesarias en este tiempo de dificultad que el mundo atraviesa. Que Dios los bendiga.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Iniciamos hoje um novo ciclo de catequeses sobre o tema da oração. A oração é a respiração da fé, como se fosse um clamor que sai do coração daquele que crê e se confia a Deus. Como modelo desse clamor, podemos tomar a figura de Bartimeu, um pobre cego de Jericó que um dia, ao escutar que Jesus passava, levanta a voz com toda a força, clamando: “Jesus, Filho de Davi, tem piedade de mim!”. Ainda que muitos o repreendessem pelo incômodo que assim lhes dava, Bartimeu não se cala; e a força da sua fé lhe abre as portas da misericórdia e salvação de Deus. De fato, a fé é semelhante a um clamor: é não se resignar diante de um sofrimento incompreensível; é a esperança de ser salvo. Por isso, a exemplo de Bartimeu, somos convidados a perseverar na oração, mesmo quando nos disserem que é inútil, na certeza de que Deus sempre escutará o clamor de quem implora humildemente a salvação, pois a humildade é o fundamento da oração.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua portoghese. Cari amici, la preghiera apre la porta della nostra vita a Dio e ci aiuta a uscire da noi stessi per essere solidali con gli altri immersi nella prova. Così, soprattutto in questo momento de pandemia, possiamo portare loro conforto, luce e speranza. Su di voi e sulle vostre famiglie, scenda la benedizione del Signore.

Speaker:

Saúdo cordialmente os fiéis de língua portuguesa. Queridos amigos, a oração abre a porta da nossa vida a Deus e nos ajuda a sair de nós mesmos para ser solidários com os outros que vivem na provação. Assim, sobretudo neste momento de pandemia, poderemos levar-lhes consolação, luz e esperança. Sobre vós e vossas famílias, desça a bênção do Senhor.

[00588-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua araba

Speaker:

بدأ قداسة البابا اليوم سلسلة جديدة من التعليم المسيحي في موضوع الصلاة. فتوَقَّفَ عند شخصية بَرطيماوُس الذي كان أعمى ومتسولاً في مدينة أريحا. سمع بيسوع فانتظره وكان مستعدًّا أن يفعل كل شيء للقائه. وقد استخدم سلاحه الوحيد وهو صوته. فبدأ بالصراخ: "رُحْماكَ، يا ابنَ داود، يا يَسوع!". صرخاته المتكررة أزعجت الجموع لكنها لمست قلب يسوع. صرخة بَرطيماوُس كانت بمثابة صلاة وتضرع وأيضاً إعلان إيمان. لذا اعترف له يسوع بقوة إيمانه، ومن أجل إيمانه أعاد له بصره. وفي نهايةِ تعليمه قال قداسةُ البابا إنّ في قلب كل إنسان صوتًا يتوسل. يخرج بشكل عفوي، يسأل عن معنى وجودنا، خاصة عندما نجد أنفسنا في الظلام. غير أنّ عدم الإيمان يخنق هذا الصوت فينا ويبقينا صامتين بالرغم منا، وبعيدين عن الله وعن طلب الرحمة. مع أنّ طبيعة الإنسان هي أن يصلي وأن يطلب، فهو "المتوسل الدائم أمام الله"، وطالب رحمته تعالى لنفسه وللعالم كله.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba che seguono questo incontro attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Impariamo dalla preghiera del cieco Bartimeo a chiedere innanzitutto la misericordia di Dio con insistenza e fede. Permettiamo al Signore di mostrarci la sua misericordia nel modo in cui lo ritiene appropriato per la nostra salvezza. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏! ‎‎‎‏

Speaker:

أحيي جميع المؤمنين الناطقين باللغة العربية، المتابعين لهذه المقابلة عَبر وسائل التواصل الاجتماعي. لنتعلم من صلاة بَرطيماوُس الأعمى أن نطلب أولاً رحمة الله بإلحاح وإيمان. ولنترك للربّ أن يُظهر رحمته علينا بالطريقة التي يراها هو مناسبة لخلاصنا. ليبارككم الرب جميعًا ويحرسكم دائمًا من كل شر!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry,

Dzisiaj rozpoczynamy nowy cykl katechez na temat modlitwy. Modlitwa jest oddechem wiary, jest jej najbardziej właściwym wyrazem. Jakby wołaniem, wychodzącym z serca tych, którzy wierzą i powierzają się Bogu.

Zaczynamy od historii Bartymeusza, niewidomego żebraka. Ów człowiek wkroczył do Ewangelii jako ktoś, kto woła na cały głos. Pewnego dnia usłyszał, że obok miał przechodzić Jezus. Nie wiedział, czy Jezus jest blisko czy daleko, ale gdy tłum się przybliżał, zaczął krzyczeć: „Jezusie, Synu Dawida, ulituj się nade mną!” (w. 47). To wyrażenie: „Syn Dawida”, jest bardzo ważne – oznacza wyznanie wiary w Mesjasza.

A Jezus wysłuchał jego wołania. Kazał go wezwać i pozwolił, aby wyraził swoje pragnienie. Wtedy wołanie staje się prośbą: „żebym przejrzał!” (w. 51). A Jezus mówi mu: „Idź, twoja wiara cię uzdrowiła” (w. 52). Dostrzega w tym biednym, bezbronnym, pogardzanym człowieku całą moc jego wiary, która przyciąga miłosierdzie i moc Boga. Wiara to dwie wzniesione ręce, głos wołający o dar zbawienia. Katechizm stwierdza, że „podstawą modlitwy jest pokora” (Katechizm Kościoła Katolickiego, 2559).

Wiara jest krzykiem; nie-wiara jest tłumieniem tego krzyku. Wiara jest protestem przeciwko żałosnemu stanowi, którego przyczyn nie rozumiemy; nie-wiara jest poprzestawaniem na znoszeniu sytuacji, do której się dostosowaliśmy. Wiara jest nadzieją, że będziemy zbawieni, nie-wiara jest przyzwyczajeniem się do gnębiącego nas zła.

W sercu człowieka jest wciąż obecny głos błagający, silniejszy niż wszelkie argumenty przeciwne. Głos, który wypływa spontanicznie z refleksji nad sensem naszego pielgrzymowania tu na ziemi, zwłaszcza gdy znajdujemy się w mroku: „Jezu, zmiłuj się nade mną! Jezu, zmiłuj się nad nami wszystkimi!”.

Santo Padre:

Saluto tutti i polacchi. Cari fratelli e sorelle, dopodomani celebrerete la solennità di San Stanislao, vescovo e martire, patrono della Polonia. Da secoli questo grande Santo rimane nella memoria e nella spiritualità dei polacchi come intrepido difensore della fede, dell’ordine morale e sociale, protettore dei più deboli e indifesi, pastore pronto a dare la vita per Cristo e per le sue pecore. Per sua intercessione preghiamo per la Chiesa in Polonia e per il Popolo polacco, perché – nell’odierna, difficile situazione mondiale causata della pandemia e in ogni tempo – possa godere della benedizione di Dio, della pace e della prosperità. Vi benedico di cuore!

Speaker:

Pozdrawiam wszystkich Polaków. Drodzy bracia i siostry, pojutrze będziecie obchodzili uroczystość św. Stanisława, biskupa i męczennika, patrona Polski. Od wieków ten wielki Święty pozostaje w pamięci i w duchowości Polaków jako nieugięty obrońca wiary, porządku moralnego i społecznego, opiekun najsłabszych i bezbronnych, pasterz gotowy oddać życie za Chrystusa i za swoje owce. Przez jego wstawiennictwo módlmy się za Kościół w Polsce i za naród polski, aby – w dzisiejszej, trudnej sytuacji światowej spowodowanej pandemią, i w każdym czasie – mógł cieszyć się Bożym błogosławieństwem, pokojem i pomyślnością. Z serca wam błogosławię!

[00590-PL.01] [Testo originale: Polacco]

In lingua italiana

Dopodomani, venerdì 8 maggio, al Santuario di Pompei si eleverà l’intensa preghiera della “Supplica alla Madonna del Rosario”. Esorto tutti ad unirsi spiritualmente a questo popolare atto di fede e di devozione, affinché per intercessione della Vergine Santa, il Signore conceda misericordia e pace alla Chiesa e al mondo intero.

Saluto i fedeli di lingua italiana. Abbiamo da poco iniziato il mese di Maggio, che la devozione popolare cristiana consacra alla Madre del Signore. Vi esorto ad affidarvi a Lei, che sotto la Croce ci è stata data come Madre.

Rivolgo un pensiero speciale ai giovani, agli anziani, ai malati e agli sposi novelli. Ponetevi con fiducia sotto la materna protezione di Maria e siate certi che Ella non vi farà mancare il suo conforto nell’ora della prova. Il Signore vi benedica e la Madonna vi protegga.


Appello del Santo Padre

 

Testo in lingua italiana

In occasione del 1° maggio, ho ricevuto diversi messaggi riferiti al mondo del lavoro e ai suoi problemi. In particolare, mi ha colpito quello dei braccianti agricoli, tra cui molti immigrati, che lavorano nelle campagne italiane. Purtroppo tante volte vengono duramente sfruttati. È vero che c’è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata. Perciò accolgo l’appello di questi lavoratori e di tutti i lavoratori sfruttati e invito a fare della crisi l’occasione per rimettere al centro la dignità della persona e la dignità del lavoro.

 

Traduzione in lingua francese

A l'occasion du 1er mai, j'ai reçu plusieurs messages concernant le monde du travail et ses problèmes. J'ai été particulièrement frappé par la condition des ouvriers agricoles, dont de nombreux immigrés, qui travaillent dans la campagne italienne. Malheureusement, si souvent, ils se retrouvent gravement exploités. Il est vrai que la crise touche tout le monde, mais la dignité des personnes doit toujours être respectée. Par conséquent, je fais mien l'appel de ces travailleurs et de tous les travailleurs exploités et j'invite à faire de cette crise une opportunité pour mettre la dignité de la personne et la dignité du travail au centre.

 

Traduzione in lingua inglese

On 1st May, I received several messages about the world of work and its problems. I was particularly struck by that of the farm workers, among them many migrants, who work in the Italian countryside. Unfortunately, many are very harshly exploited. It is true that the current crisis affects everyone, but people’s dignity must always be respected. That is why I add my voice to the appeal of these workers and of all exploited workers. May the crisis give us the opportunity to make the dignity of the person and the dignity of work the centre of our concern.

 

Traduzione in lingua spagnola

En ocasión del primero de mayo, he recibido diversos mensajes sobre el trabajo y sus problemas. En particular, me impactó el de los trabajadores rurales, muchos de ellos migrantes, que trabajan en el campo italiano. Lamentablemente, muchos son duramente explotados. Es verdad que la crisis actual nos afecta a todos pero la dignidad de las personas debe ser siempre respetada. Por eso, sumo mi voz al reclamo de estos trabajadores y de todos los trabajadores explotados. Espero que la crisis sea una oportunidad de poner en el centro de nuestras preocupaciones la dignidad de las personas y la dignidad el trabajo.

 

Traduzione in lingua portoghese

Por ocasião do 1º de maio, recebi várias mensagens sobre o mundo do trabalho e seus problemas. Fiquei particularmente impressionado com aquele dos trabalhadores agrícolas, entre eles muitos migrantes, que trabalham nas regiões rurais de Itália. Infelizmente, muitos são extremamente explorados. É verdade que a atual crise afeta a todos, mas a dignidade das pessoas deve sempre ser respeitada. É por isso que acrescento a minha voz ao apelo desses trabalhadores e de todos os trabalhadores explorados. Que esta crise nos dê a oportunidade de tornar a dignidade da pessoa e a dignidade do trabalho o centro da nossa preocupação.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 6 maggio 2020


Assunzione della B.V. Maria, solennità

S. Tarcisio, accolito della Chiesa di Roma e martire († 257)

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