papa Francesco aula Paolo VIL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa si è soffermato sul suo recente viaggio in Myanmar e Bangladesh.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello per Gerusalemme.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

oggi vorrei parlare del viaggio apostolico che ho compiuto nei giorni scorsi in Myanmar e Bangladesh. E’ stato un grande dono di Dio, e perciò ringrazio Lui per ogni cosa, specialmente per gli incontri che ho potuto avere. Rinnovo l’espressione della mia gratitudine alle Autorità dei due Paesi e ai rispettivi Vescovi, per tutto il lavoro di preparazione e per l’accoglienza riservata a me e ai miei collaboratori. Un “grazie” sentito voglio rivolgere alla gente birmana e a quella bengalese, che mi hanno dimostrato tanta fede e tanto affetto: grazie!

Per la prima volta un successore di Pietro visitava il Myanmar, e questo è avvenuto poco dopo che si sono stabilite relazioni diplomatiche tra questo Paese e la Santa Sede.

Ho voluto, anche in questo caso, esprimere la vicinanza di Cristo e della Chiesa a un popolo che ha sofferto a causa di conflitti e repressioni, e che ora sta lentamente camminando verso una nuova condizione di libertà e di pace. Un popolo in cui la religione buddista è fortemente radicata, con i suoi principi spirituali ed etici, e dove i cristiani sono presenti come piccolo gregge e lievito del Regno di Dio. Questa Chiesa, viva e fervente, ho avuto la gioia di confermare nella fede e nella comunione, nell’incontro con i Vescovi del Paese e nelle due celebrazioni eucaristiche. La prima è stata nella grande area sportiva al centro di Yangon, e il Vangelo di quel giorno ha ricordato che le persecuzioni a causa della fede in Gesù sono normali per i suoi discepoli, come occasione di testimonianza, ma che “nemmeno un loro capello andrà perduto” (cfr Lc 21,12-19). La seconda Messa, ultimo atto della visita in Myanmar, era dedicata ai giovani: un segno di speranza e un regalo speciale della Vergine Maria, nella cattedrale che porta il suo nome. Nei volti di quei giovani, pieni di gioia, ho visto il futuro dell’Asia: un futuro che sarà non di chi costruisce armi, ma di chi semina fraternità. E sempre in segno di speranza ho benedetto le prime pietre di 16 chiese, del seminario e della nunziatura: diciotto!

Oltre alla Comunità cattolica, ho potuto incontrare le Autorità del Myanmar, incoraggiando gli sforzi di pacificazione del Paese e auspicando che tutte le diverse componenti della nazione, nessuna esclusa, possano cooperare a tale processo nel rispetto reciproco. In questo spirito, ho voluto incontrare i rappresentanti delle diverse comunità religiose presenti nel Paese. In particolare, al Supremo Consiglio dei monaci buddisti ho manifestato la stima della Chiesa per la loro antica tradizione spirituale, e la fiducia che cristiani e buddisti possano insieme aiutare le persone ad amare Dio e il prossimo, rigettando ogni violenza e opponendosi al male con il bene.

Lasciato il Myanmar, mi sono recato in Bangladesh, dove per prima cosa ho reso omaggio ai martiri della lotta per l’indipendenza e al “Padre della Nazione”. La popolazione del Bangladesh è in grandissima parte di religione musulmana, e quindi la mia visita – sulle orme di quelle del beato Paolo VI e di san Giovanni Paolo II – ha segnato un ulteriore passo in favore del rispetto e del dialogo tra il cristianesimo e l’islam.

Alle Autorità del Paese ho ricordato che la Santa Sede ha sostenuto fin dall’inizio la volontà del popolo bengalese di costituirsi come nazione indipendente, come pure l’esigenza che in essa sia sempre tutelata la libertà religiosa. In particolare, ho voluto esprimere solidarietà al Bangladesh nel suo impegno di soccorrere i profughi Rohingya affluiti in massa nel suo territorio, dove la densità di popolazione è già tra le più alte del mondo.

La Messa celebrata in uno storico parco di Dhaka è stata arricchita dall’Ordinazione di sedici sacerdoti, e questo è stato uno degli eventi più significativi e gioiosi del viaggio. In effetti, sia in Bangladesh come nel Myanmar e negli altri Paesi del sudest asiatico, grazie a Dio le vocazioni non mancano, segno di comunità vive, dove risuona la voce del Signore che chiama a seguirlo. Ho condiviso questa gioia con i Vescovi del Bangladesh, e li ho incoraggiati nel loro generoso lavoro per le famiglie, per i poveri, per l’educazione, per il dialogo e la pace sociale. E ho condiviso questa gioia con tanti sacerdoti, consacrate e consacrati del Paese, come pure con i seminaristi, le novizie e i novizi, nei quali ho visto dei germogli della Chiesa in quella terra.

A Dhaka abbiamo vissuto un momento forte di dialogo interreligioso ed ecumenico, che mi ha dato modo di sottolineare l’apertura del cuore come base della cultura dell’incontro, dell’armonia e della pace. Inoltre ho visitato la “Casa Madre Teresa”, dove la santa alloggiava quando si trovava in quella città, e che accoglie moltissimi orfani e persone con disabilità. Là, secondo il loro carisma, le suore vivono ogni giorno la preghiera di adorazione e il servizio a Cristo povero e sofferente. E mai, mai manca sulle loro labbra il sorriso: suore che pregano tanto, che servono i sofferenti e continuamente con il sorriso. E’ una bella testimonianza. Ringrazio tanto queste suorine.

L’ultimo evento è stato con i giovani bengalesi, ricco di testimonianze, canti e danze. Ma come danzano bene, queste bengalesi! Sanno danzare bene! Una festa che ha manifestato la gioia del Vangelo accolto da quella cultura; una gioia fecondata dai sacrifici di tanti missionari, di tanti catechisti e genitori cristiani. All’incontro erano presenti anche giovani musulmani e di altre religioni: un segno di speranza per il Bangladesh, per l’Asia e per il mondo intero. Grazie.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:
Frères et sœurs, je remercie le Seigneur pour mon Voyage apostolique au Myanmar et au Bangladesh. Au Myanmar, j’ai voulu exprimer la proximité du Christ et de l’Église à un peuple qui a souffert et qui chemine vers la liberté et la paix. Un peuple majoritairement bouddhiste où les chrétiens sont un petit troupeau, levain du Royaume de Dieu. A l’occasion de la Messe avec les jeunes, j’ai vu sur leurs visages l’avenir de l’Asie: celui des semeurs de fraternité. Au Conseil Supérieur des moines bouddhistes, j’ai exprimé ma confiance pour que chrétiens et bouddhistes puissent aider les personnes à aimer Dieu et leur prochain, en rejetant toute violence et en s’opposant au mal par le bien. Au Bangladesh, j’ai fait un pas de plus en faveur du dialogue entre le christianisme et l’islam, en rappelant l’exigence du peuple bengalais qui a voulu que la liberté religieuse soit toujours protégée. Et j’ai manifesté ma solidarité au Bangladesh dans son engagement à secourir les réfugiés Rohingya. Avec l’ordination de seize prêtres, j’ai rendu grâce à Dieu pour les vocations qui naissent dans des communautés vivantes. Et, à Dacca, j’ai souligné l’importance de l’ouverture du cœur comme fondement d’une culture de la rencontre, de l’harmonie et de la paix. Comme un signe d’espérance pour le Bangladesh, pour l’Asie et pour le monde, la dernière rencontre avec les jeunes en a aussi témoigné.

Santo Padre:
Sono lieto di salutare i pellegrini provenienti dalla Francia e dai vari paesi francofoni, in particolare quelli della delegazione della Lorena e dello scoutismo cattolico. In questo tempo di Avvento, possa il Signore aiutare voi, così come i popoli di Myanmar e Bangladesh, ad aprire i cuori ad amare e a prediligere il prossimo. Dio vi benedica!

Speaker:
Je suis heureux de saluer les pèlerins venus de France et de divers pays francophones, en particulier la délégation de la Lorraine, ainsi que celle du scoutisme catholique. En ce temps de l’Avent, que le Seigneur nous aide, ainsi que les peuples du Myanmar et du Bangladesh, à ouvrir nos cœurs pour l’aimer et aimer notre prochain. Que Dieu vous bénisse!

 

In lingua inglese

Speaker:
Dear Brothers and Sisters: My recent Pastoral Visit to Myanmar and Bangladesh was memorable for my encounter with those two great peoples and for a wide variety of fruitful meetings. Mine was the first visit of a Pope to Myanmar, a nation gradually moving towards a new experience of freedom and peace. At Mass, in the celebration with young people, in my encounter with interreligious leaders in that predominantly Buddhist country, and in my meetings with the state authorities, I stressed the importance of dialogue and cooperation in the building of a society in which everyone, with the exclusion of none, is accepted and respected. In Bangladesh, a country of Muslim majority, I reaffirmed the importance of dialogue and cooperation between Christians and Muslims. I wished also to express solidarity with the country’s efforts to provide relief amid the crisis of the Rohingya refugees. A highlight of my celebrations with the Catholic community was the final Mass with young people, which was attended also by young followers of Islam and other religions. In this way, my Pastoral Visit ended in a sign of hope for Bangladaesh, for all of Asia, and for the whole world.

Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Galles, Danimarca, Nigeria e Stati Uniti d’America. Rivolgo un saluto particolare ai giovani della World Youth Alliance e al gruppo musicale Viva la Gente. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo.

Speaker:
I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly the groups from Wales, Denmark, Nigeria and the United States of America. I offer a particular greeting to the members of the World Youth Alliance and the musical group Up with People. Upon all of you, and your families, I invoke joy and peace in our Lord Jesus Christ.

 

In lingua tedesca

Speaker:
Liebe Brüder und Schwestern, heute wollen wir einen kurzen Rückblick auf die jüngste Apostolische Reise auf den asiatischen Kontinent halten. Die erste Etappe war Myanmar. Der Besuch dort, der erste eines Papstes in diesem Land, erfolgte in dem Anliegen, die Nähe Christi und seiner Kirche einer Bevölkerung zu vermitteln, die durch Konflikte und Unterdrückung in der Vergangenheit viel leiden musste, aber nun zu Frieden und Freiheit findet. Neben der Ermutigung der kleinen katholischen Gemeinschaft war die Begegnung mit dem obersten Rat der buddhistischen Mönche von großer Bedeutung, weil sie eine gegenseitige Wertschätzung der jeweiligen religiösen Traditionen zum Ausdruck brachte und vertiefte. In Bangladesch, der zweiten Station der Reise, wurde zunächst der Ursprünge dieser jungen Nation gedacht, die sich von Beginn an auch dem Schutz der Religionsfreiheit geöffnet hat. Auch die Bereitschaft des Landes, die Flüchtlinge der Rohingya in großer Zahl aufzunehmen verdient unser aller Solidarität. Die Weihe von sechzehn Priestern in Dakka und das begeisterte Fest der Jugend zum Abschluss zeigten die große Lebendigkeit und Freude dieser jungen Kirche. Sie sind ein Zeichen der Hoffnung für den Kontinent Asien und für die ganze Welt.

Santo Padre:
Di cuore saluto i fratelli e le sorelle di lingua tedesca, in particolare i partecipanti al pellegrinaggio del movimento Schönstatt. Il Signore ci invita in questo tempo di Avvento ad andare incontro a Lui che si fa riconoscere nei più piccoli, nei malati e nei bisognosi. Lo Spirito Santo vi guidi sul vostro cammino.

Speaker:
Herzlich grüße ich die Brüder und Schwestern deutscher Sprache, insbesondere die Teilnehmer an der Wallfahrt der Schönstatt-Bewegung. Der Herr lädt uns in dieser Adventszeit ein, ihm entgegenzugehen. Er gibt sich zu erkennen in den Kleinsten, in den Kranken und Bedürftigen. Der Heilige Geist geleite euch auf euren Wegen.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy quiero compartir con ustedes y dar gracias a Dios por el viaje apostólico que he realizado a Myanmar y Bangladesh.

Mi visita a Myanmar ha sido la primera de un Papa a aquel país; una nación que a pesar de haber sufrido mucho, se encamina hacia una nueva realidad de paz y libertad. Allí la comunidad cristiana es un pequeño fermento del Reino de Dios, que ha sabido dar testimonio de la fe y que cuenta con una juventud llena de esperanza y de alegría. Al encontrarme con el Consejo Supremo de los monjes budistas, he querido manifestar mi deseo de que trabajemos unidos para ayudar a las personas a amar a Dios y al prójimo, rechazando todo tipo de violencia.

Después he realizado mi visita a Bangladesh, siguiendo las huellas del beato Pablo VI y de san Juan Pablo II. Ha sido un paso más en favor del respeto y del diálogo entre el islam y el cristianismo. Ahí también quise expresar mi solidaridad con Bangladesh en su compromiso por socorrer a los prófugos Rohingya. Dos momentos de particular alegría han sido: la ordenación de 16 sacerdotes y el encuentro con los jóvenes, quienes con sus cantos y danzas manifestaron la alegría del Evangelio. Fue muy significativo que estuvieran también presentes allí jóvenes musulmanes y de otras religiones, siendo un signo éste de esperanza para Bangladesh, para Asia y para el mundo entero.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España y Latinoamérica.

En este tiempo de Adviento los animo a fortalecer su vida cristiana con la oración, la escucha de la Palabra de Dios y las obras de caridad, y, siguiendo el ejemplo de la Inmaculada Virgen María, cuya solemnidad celebraremos pasado mañana, preparen su corazón para recibir al Señor que ya viene. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:
A recente viagem apostólica a Mianmar e Bangladesh foi um grande dom de Deus. Era a primeira vez que um Papa visitava Mianmar, país de maioria budista, cujo povo tanto sofreu por causa de conflitos e lentamente caminha rumo a uma nova condição de paz e liberdade. Lá a comunidade católica é ainda um pequeno rebanho, mas fecundo, que tem muito a contribuir para a construção de um futuro onde todos os grupos que compõem a população vivam em harmonia, rejeitando toda a violência e opondo-se ao mal com o bem. Já em Bangladesh, de maioria mulçumana, deu-se mais um passo na promoção do respeito e do diálogo entre o cristianismo e o Islão. De fato, somente a abertura do coração pode servir como base para uma cultura do encontro, de harmonia e de paz. Por outro lado, a Ordenação de novos sacerdotes foi um sinal eloquente de que os cristãos do sudeste asiático formam comunidades vivas e fecundas e que, unido aos seus pastores, fazem um generoso trabalho junto das famílias, dos pobres, promovendo a educação e a paz social.

Santo Padre:
Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese qui presenti, in particolare, ai fedeli brasiliani. Cari amici, in questo inizio di Avvento, siamo invitati ad andare incontro a Gesù che ci aspetta in tutti i bisognosi a cui possiamo portare la luce del Vangelo e il sollievo della carità. Dio vi benedica!

Speaker:
Dirijo uma cordial saudação aos peregrinos de língua portuguesa aqui presentes, particularmente os fiéis brasileiros. Caros amigos, neste início de Advento, somos convidados a ir ao encontro de Jesus que nos espera em todos os necessitados, aos quais podemos levar a luz do Evangelho e o alívio da caridade. Que Deus vos abençoe!

 

In lingua araba

Speaker:
[تكلم قداسة البابا اليوم عن زيارته الرسولية الأخيرة إلى ميانمار وبنغلاديش. وتقدم بخالص الشكر لسلطات ‏البلدين وللأساقفة من أجل المجهودات التي بذلت في التحضير ومن أجل الاستقبال الذي قدم له ولمعاونيه.‏ ‏شكر قداسته بصفة خاصة شعب البلدين، لما أظهروه له من إيمان ومودة. لقد كانت المرة الأولى التي يقوم فيها‏ ‏خليفة القديس بطرس بزيارة دولة ميانمار، بعد زمن قصير من إقامة العلاقات الدبلوماسية بينها وبين الكرسي ‏الرسولي. وهناك احتفل البابا بقداسين، الأول بالساحة الرياضية بمدينة يانغون، والثاني مع الشبيبة الذين يمثلون ‏علامة رجاء لمستقبل آسيا الذي سيبنى فوق الأخوة. كما التقى بسلطات الميانمار مشجعا جهود البلد ‏على ‏التهدئة ومتمنيا تعاون جميع مكونات الأمة المختلفة، بدون استبعاد لأحد، في هذه العملية، من خلال ‏الاحترام المتبادل. كما التقى بممثلي الطوائف الدينية الموجودة بالبلد، معبرا للمجلس الأعلى للرهبان البوذيين ‏عن تقدير الكنيسة لتقاليدهم الروحية العريقة، وعن الثقة بأنه بإمكان المسيحيين والبوذيين معا أن يساعدوا ‏الأشخاص على أن يحبوا الله والقريب، وينبذوا كل أشكال العنف، وينتصروا على الشر بالخير.‏ ثم توجه إلى ‏دولة بنغلادش، حيث قام بخطوة أخرى للأمام في تعزيز الاحترام والحوار بين المسيحية والإسلام،‏ وأعرب، ‏وبشكل خاص، عن تضامنه مع بنغلاديش في التزامها بمساعدة اللاجئين الروهينجا، المتدفقين جماعيا‏ إلى ‏أراضيها. ثم احتفل هناك بالقداس، مانحا الرسامة الكهنوتية لستة عشر كاهنا، ومشجعا أساقفة البلد في‏ عملهم ‏السخي من أجل الأسر والفقراء والتعليم والحوار والسلام الاجتماعي. وقد كان لقاء الحوار بين الأديان‏ والحوار ‏المسكوني فرصة للتأكيد على أهمية انفتاح القلب كأساس لثقافة اللقاء والانسجام والسلام. ثم التقى قداسته ‏بشباب البنغلاديش في احتفال تجلت فيه فرحة الإنجيل المخصبة بتضحيات العديد من المبشرين، ومعلمي ‏التعليم‏ المسيحي، والآباء المسيحيين، لقاء شارك فيه أيضا شباب من الدين الإسلامي ومن أديان أخرى: كعلامة ‏رجاء ‏لبنغلاديش وآسيا والعالم أجمع‏].

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua ‎araba, ‎in ‎‎‎particolare a quelli ‎provenienti dalla Giordania, dalla Terra Santa e dal Medio Oriente. Chi non ‎soffre con il fratello sofferente, anche se è diverso da lui per razza, per religione, ‎per lingua o per cultura, deve interrogarsi sulla sincerità della sua fede e sulla sua ‎umanità. Sono stato molto toccato dall'incontro con i rifugiati Rohingya e ho ‎chiesto loro di perdonarci per le nostre mancanze e per il nostro silenzio, ‎chiedendo alla comunità internazionale di aiutarli e di soccorrere tutti i gruppi ‎oppressi e perseguitati presenti nel mondo. ‎‏Il ‎Signore vi ‎benedica ‎tutti e vi ‎protegga ‎dal ‎maligno!‎‎‎‎‎‎

Speaker:

أرحب بمودة بالحجاج الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالقادمين ‏ من الأردن، ومن الأراضي المقدسة، ومن ‏الشرق الأوسط. من لا يتألم مع أخيه المتألم، حتى وإن اختلف معه في اللون أو الدين أو اللغة أو الثقافية، ‏يجب عليه أن يتساءل عن صدق إيمانه وصدق إنسانيته. لقد تأثرت كثيرا بلقاء اللاجئين الروهينجا، وطلبت ‏منهم أن يسامحونا على ‏ تقصيرنا وعن صمتنا، كما طالبت المجتمع الدولي أن يساعدهم ويساعد جميع ‏الجماعات المتألمة والمضَّطهدة في العالم.‏ ليبارككم الرب ‏جميعا ‏ويحرسكم من الشرير!‏‏‏ ‏‏

 

In lingua polacca

Speaker:
Dzisiejsza katecheza jest poświęcona podróży apostolskiej do Mjanmy i Bangladeszu. Mjanma po raz pierwszy gościła Następcę Piotra. Podczas spotkań z niewielką wspólnotą Kościoła, obecną w tym kraju o tradycji buddyjskiej, Papież starał się umacniać ją w wierze i jedności. Ojciec Święty zachęcał władze cywilne Mjanmy do wytrwałości w budowaniu pokoju w kraju, w oparciu o współpracę wszystkich grup społecznych. W tym procesie nie może też zabraknąć współpracy chrześcijan z wyznawcami innych religii. Takie pragnienie zostało wyrażone również podczas spotkania z Najwyższą Radą mnichów buddyjskich. Wizyta w Bangladeszu, kraju o tradycji muzułmańskiej, przebiegała śladami bł. Pawła VI i św. Jana Pawła II. Była kolejnym krokiem na drodze dialogu pomiędzy chrześcijaństwem a islamem. Ojciec Święty oddał hołd męczennikom w walce o niepodległość. Władzom kraju Papież przypomniał, że Stolica Apostolska zawsze wspierała wysiłki ich narodu na rzecz niepodległości oraz poszanowania wolności religijnej. Ojciec Święty udzielił święceń kapłańskich szesnastu diakonom. Spotkał się również z biskupami, kapłanami i osobami konsekrowanymi. Zachęcał ich do troski o rodziny, o biednych, o edukację, dialog i pokój. Odbyło się też spotkanie międzyreligijne i ekumeniczne. Ostatnim wydarzeniem było spotkanie z młodymi, w którym uczestniczyli chrześcijanie, muzułmanie i przedstawiciele innych religii.

Santo Padre:
Do il benvenuto ai pellegrini polacchi, in particolare a coloro che si sono impegnati per donare e portare in Piazza San Pietro questo bellissimo albero di Natale. Tante grazie! Domenica prossima in Polonia si celebrerà la Giornata di Preghiera e di Aiuto alla Chiesa dell’Est. Affido a Dio quest’opera, segno della sollecitudine per il sostegno dei fedeli e dei pastori dei Paesi confinanti. Vi ringrazio anche per avermi accompagnato nella preghiera durante il recente viaggio apostolico. Vi benedico di cuore! Sia lodato Gesù Cristo!

Speaker:
Witam polskich pielgrzymów, a szczególnie tych, którzy ofiarowali i zorganizowali transport tej pięknej choinki na Plac św. Piotra. Bardzo dziękuję! W najbliższą niedzielę, w Polsce będzie obchodzony Dzień modlitwy i pomocy Kościołowi na Wschodzie. Polecam Bogu to dzieło, znak gotowości wspierania wiernych i pasterzy w sąsiednich krajach. Dziękuję Wam również za towarzyszenie mi w modlitwie podczas niedawnej podróży apostolskiej. Z serca wam błogosławię! Niech Będzie pochwalony Jezus Chrystus!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

Saluto i gruppi parrocchiali, gli istituti scolastici aderenti al progetto di formazione alla legalità dell’Arcidiocesi di Capua, e le associazioni, in particolare: gli Amici di Raoul Follereau Italia; gli Imprenditori Cattolici Italiani; i Genitori dei bambini affetti da leucemia o tumore, come pure i membri della Protezione civile di Cerveteri. La visita alla Città eterna aiuti ciascuno a vivere intensamente il tempo di Avvento in preparazione al Natale del Signore. Do il benvenuto ai fedeli provenienti da Episcopia: volentieri benedirò la corona aurea che sarà posta sull’effige della Madonna che si venera nel locale Santuario.

Saluto e accolgo con gioia il gruppo dei profughi siro-iracheni residenti in Italia, come pure i preti, le suore e i laici provenienti dal Myanmar e dal Bangladesh, che sono qui presenti per restituire la mia recente visita nei loro paesi di origine. Grazie.

Un pensiero speciale porgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Oggi è la memoria di San Nicola di Bari. Cari giovani, mettete al di sopra di tutto la ricerca di Dio e del suo amore; cari ammalati, l’esempio dei santi vi sia di aiuto e conforto nei momenti di maggior bisogno; e voi, cari sposi novelli, con la grazia di Dio rendete ogni giorno più salda e profonda la vostra unione. Grazie!

 

Appello del Santo Padre


Testo in lingua italiana

Il mio pensiero va ora a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, non rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite.

Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace.

Prego il Signore che tale identità sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti.

 

Traduzione in lingua inglese

My thoughts now turn to Jerusalem. In this regard, I cannot remain silent about my deep concern for the situation that has developed in recent days and, at the same time, I wish to make a heartfelt appeal to ensure that everyone is committed to respecting the status quo of the city, in accordance with the relevant Resolutions of the United Nations.

Jerusalem is a unique city, sacred to Jews, Christians and Muslims, where the Holy Places for the respective religions are venerated, and it has a special vocation to peace.

I pray to the Lord that such identity be preserved and strengthened for the benefit of the Holy Land, the Middle East and the entire world, and that wisdom and prudence prevail, to avoid adding new elements of tension in a world already shaken and scarred by many cruel conflicts.

 

Traduzione in lingua spagnola

Pienso ahora en Jerusalén. Al respecto, no puedo dejar de expresar mi profunda preocupación por la situación que se ha creado en los últimos días y, al mismo tiempo, dirigir un fuerte llamamiento para que sea el empeño de todos respetar el status quo de la ciudad, conforme a las pertinentes Resoluciones de las Naciones Unidas.

Jerusalén es una ciudad única, sagrada para los judíos, los cristianos y los musulmanes, que en ella veneran los Santos Lugares de sus respectivas religiones; y tiene una vocación especial para la paz.

Ruego al Señor que tal identidad sea preservada y reforzada en beneficio de Tierra Santa, de Oriente Medio y del mundo entero; y que prevalezcan la sabiduría y la prudencia, para evitar que se añadan nuevos elementos de tensión a un panorama mundial ya convulsionado y marcado por tantos y crueles conflictos.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 6 dicembre 2017

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