Udienza generale 5 agosto 2020

udienza generale covid 19 giugnoL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Guarire il mondo” (Lettura: Mc 2,1-5.10-11)

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha invitato alla preghiera per il Libano e per le vittime delle esplosioni avvenute ieri a Beirut.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La pandemia sta continuando a causare ferite profonde, smascherando le nostre vulnerabilità. Molti sono i defunti, moltissimi i malati, in tutti i continenti. Tante persone e tante famiglie vivono un tempo di incertezza, a causa dei problemi socio-economici, che colpiscono specialmente i più poveri.

Per questo dobbiamo tenere ben fermo il nostro sguardo su Gesù (cfr Eb 12,2) e con questa fede abbracciare la speranza del Regno di Dio che Gesù stesso ci porta (cfr Mc 1,5; Mt 4,17; CCC, 2816). Un Regno di guarigione e di salvezza che è già presente in mezzo a noi (cfr Lc 10,11). Un Regno di giustizia e di pace che si manifesta con opere di carità, che a loro volta accrescono la speranza e rafforzano la fede (cfr 1 Cor 13,13). Nella tradizione cristiana, fede, speranza e carità sono molto più che sentimenti o atteggiamenti. Sono virtù infuse in noi dalla grazia dello Spirito Santo (cfr CCC, 1812-1813): doni che ci guariscono e che ci rendono guaritori, doni che ci aprono a orizzonti nuovi, anche mentre navighiamo nelle difficili acque del nostro tempo.

Un nuovo incontro col Vangelo della fede, della speranza e dell’amore ci invita ad assumere uno spirito creativo e rinnovato. In questo modo, saremo in grado di trasformare le radici delle nostre infermità fisiche, spirituali e sociali. Potremo guarire in profondità le strutture ingiuste e le pratiche distruttive che ci separano gli uni dagli altri, minacciando la famiglia umana e il nostro pianeta.

Il ministero di Gesù offre molti esempi di guarigione. Quando risana coloro che sono affetti da febbre (cfr Mc 1,29-34), da lebbra (cfr Mc 1,40-45), da paralisi (cfr Mc 2,1-12); quando ridona la vista (cfr Mc 8,22-26; Gv 9,1-7), la parola o l’udito (cfr Mc 7,31-37), in realtà guarisce non solo un male fisico, ma l’intera persona. In tal modo la riporta anche alla comunità, guarita; la libera dal suo isolamento perché l’ha guarita.

Pensiamo al bellissimo racconto della guarigione del paralitico a Cafarnao (cfr Mc 2,1-12), che abbiamo sentito all’inizio dell’udienza. Mentre Gesù sta predicando all’ingresso della casa, quattro uomini portano il loro amico paralitico da Gesù; e non potendo entrare, perché c’era tanta folla, fanno un buco nel tetto e calano la barella davanti a lui che sta predicando. «Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati» (v. 5). E poi, come segno visibile, aggiunse: «Alzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua» (v. 11).

Che meraviglioso esempio di guarigione! L’azione di Cristo è una diretta risposta alla fede di quelle persone, alla speranza che ripongono in Lui, all’amore che dimostrano di avere gli uni per gli altri. E quindi Gesù guarisce, ma non guarisce semplicemente la paralisi, guarisce tutto, perdona i peccati, rinnova la vita del paralitico e dei suoi amici. Fa nascere di nuovo, diciamo così. Una guarigione fisica e spirituale, tutto insieme, frutto di un incontro personale e sociale. Immaginiamo come questa amicizia, e la fede di tutti i presenti in quella casa, siano cresciute grazie al gesto di Gesù. L’incontro guaritore con Gesù!

E allora ci chiediamo: in che modo possiamo aiutare a guarire il nostro mondo, oggi? Come discepoli del Signore Gesù, che è medico delle anime e dei corpi, siamo chiamati a continuare «la sua opera di guarigione e di salvezza» (CCC, 1421) in senso fisico, sociale e spirituale.

La Chiesa, benché amministri la grazia risanante di Cristo mediante i Sacramenti, e benché provveda servizi sanitari negli angoli più remoti del pianeta, non è esperta nella prevenzione o nella cura della pandemia. E nemmeno dà indicazioni socio-politiche specifiche (cfr S. Paolo VI, Lett. ap. Octogesima adveniens, 14 maggio 1971, 4). Questo è compito dei dirigenti politici e sociali. Tuttavia, nel corso dei secoli, e alla luce del Vangelo, la Chiesa ha sviluppato alcuni principi sociali che sono fondamentali (cfr Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 160-208), principi che possono aiutarci ad andare avanti, per preparare il futuro di cui abbiamo bisogno. Cito i principali, tra loro strettamente connessi: il principio della dignità della persona, il principio del bene comune, il principio dell’opzione preferenziale per i poveri, il principio della destinazione universale dei beni, il principio della solidarietà, della sussidiarietà, il principio della cura per la nostra casa comune. Questi principi aiutano i dirigenti, i responsabili della società a portare avanti la crescita e anche, come in questo caso di pandemia, la guarigione del tessuto personale e sociale. Tutti questi principi esprimono, in modi diversi, le virtù della fede, della speranza e dell’amore.

Nelle prossime settimane, vi invito ad affrontare insieme le questioni pressanti che la pandemia ha messo in rilievo, soprattutto le malattie sociali. E lo faremo alla luce del Vangelo, delle virtù teologali e dei principi della dottrina sociale della Chiesa. Esploreremo insieme come la nostra tradizione sociale cattolica può aiutare la famiglia umana a guarire questo mondo che soffre di gravi malattie. È mio desiderio riflettere e lavorare tutti insieme, come seguaci di Gesù che guarisce, per costruire un mondo migliore, pieno di speranza per le future generazioni (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 24 novembre 2013, 183).

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:
Frères et sœurs, nous commençons une série de catéchèses sur le thème: “guérir le monde”. La pandémie continue de causer des ravages dans tous les continents en mettant à nu notre vulnérabilité. C’est pourquoi nous devons garder notre regard fixé sur Jésus dans la foi et l’espérance d’un Règne de guérison et de salut, d’un Règne de justice et de paix. Dans la tradition chrétienne, la foi, l’espérance et la charité sont des dons qui nous guérissent, qui nous rendent guérisseurs et qui ouvrent des horizons nouveaux dans les moments difficiles. Une nouvelle rencontre avec l’Evangile de la foi, de l’espérance et de l’amour nous invite à avoir un esprit créatif et renouvelé. Ainsi nous pourrons transformer les racines de nos infirmités physiques, spirituelles et sociales, et guérir en profondeur les maux qui menacent la famille humaine et notre planète. Le beau récit de la guérison du paralytique à Capharnaüm est une réponse directe à la foi, à l’espérance et à l’amour. Cela nous amène à réfléchir et à nous interroger sur notre contribution à la guérison de notre monde aujourd’hui. L’Eglise, à la lumière de l’Evangile, a développé quelques principes sociaux fondamentaux tels que la dignité de la personne, le bien commun, l’option préférentielle pour les pauvres qui peuvent nous aider à avancer et à préparer l’avenir.

Santo Padre:
Sono lieto di salutare le persone di lingua francese. Possa il Signore riempirvi del suo spirito di fortezza in modo che, lavorando in solidarietà e fraternità, possiate affrontare con fede, speranza e carità le malattie sociali di oggi, per l’avvento di un mondo migliore, pieno di opportunità per le generazioni future. A tutti, la mia Benedizione!

Speaker:
Je suis heureux de saluer les personnes de langue française. Que le Seigneur nous comble de son esprit de force pour qu’en travaillant dans la solidarité et la fraternité, nous combattions dans la foi, l’espérance et la charité contre les maladies sociales d’aujourd’hui et pour l’avènement d’un monde meilleur, plein d’opportunités pour les futures générations.

A tous, je donne ma bénédiction!

In lingua inglese

Speaker:
Dear Brothers and Sisters: In responding to the grave challenges caused by the present pandemic, we Christians are guided by the wisdom and strength born of the virtues of faith, hope and love. As God’s gifts, these virtues heal us and enable us in turn to bring Christ’s healing presence to our world. They can inspire in us a new and creative spirit to help us face today’s deeply rooted physical, social and spiritual infirmities and change the unjust and destructive behaviours that threaten the future of our human family. Today the Church seeks to continue the Lord’s healing ministry, not only to individuals but also to society as a whole. She does this by proposing a number of principles drawn from the Gospel, which include: the dignity of the human person, the common good, the preferential option for the poor, the universal destination of goods, solidarity, subsidiarity and the care for our common home. In coming weeks, I will reflect on these and other themes of the Church’s social doctrine, confident that they can shed light on today’s acute social problems and contribute to the building of a future of hope for coming generations.

Santo Padre:
Saluto i fedeli di lingua inglese. Invoco su di voi e sulle vostre famiglie la gioia e la pace del Signore. Non dimenticatevi di pregare per me. Dio vi benedica!

Speaker:
I greet the English-speaking faithful. Upon you and your families I invoke the joy and peace of the Lord. And please remember to pray for me. May God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:
Liebe Brüder und Schwestern,

die Pandemie der vergangenen Monate hat uns die Verwundbarkeit der Menschheit vor Augen geführt. Es sind Krankheiten in unserem sozialen Gefüge entstanden, und wir wollen in den kommenden Katechesen versuchen, im Licht des Evangeliums sowie mit den göttlichen Tugenden und den Prinzipien der christlichen Soziallehre eine Antwort darauf zu finden. Jesus Christus hat uns das Reich Gottes verkündet, das Gerechtigkeit und Frieden, Heilung und Heil bringt. Dieses Reich zeigt sich in Werken der Nächstenliebe, die ihrerseits die Hoffnung wachsen lassen und den Glauben stärken. Die Begegnung mit der Heilsbotschaft lädt uns wieder neu ein, mit Kreativität und Erneuerungswillen die ungerechten Strukturen wie auch das destruktive Verhalten, die unter uns Spaltungen hervorriefen und die menschliche Familie sowie den Planeten bedrohen, von innen her zu überwinden. Das Wirken Jesu ist uns darin ein Vorbild. Wir sehen, dass die Krankenheilungen nicht nur das Körperliche betreffen. Jesus hat immer den Menschen als Ganzes im Blick und schenkt auch geistliche Heilung. Die Kirche ist berufen, „in der Kraft des Heiligen Geistes sein Heilungs- und Heilswerk fortzusetzen“ (KKK 1421). Ihr Auftrag ist es, die „sozialen Krankheiten“ zu bekämpfen und die Prinzipien der Menschenwürde, des Gemeinwohls, der vorrangigen Option für die Armen, der allgemeinen Bestimmung der Güter, der Solidarität und Subsidiarität sowie der Sorge für das gemeinsame Haus zu wahren und zu befördern.

Santo Padre:
Rivolgo un cordiale saluto ai fratelli e alle sorelle di lingua tedesca. In questo tempo dopo la pandemia, imploriamo lo Spirito Santo affinché accresca in noi le virtù della fede, della speranza e della carità. Sono esse ad aprirci a nuovi orizzonti e ad ispirarci idee creative per stare accanto ai più bisognosi. Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi!

Speaker:
Einen herzlichen Gruß richte ich an die Brüder und Schwestern deutscher Sprache. In dieser Zeit nach der Pandemie wollen wir den Heiligen Geist anflehen, er möge kommen, um uns mit den Tugenden des Glaubens, der Hoffnung und der Liebe zu stützen. Diese öffnen uns für neue Horizonte und geben uns kreative Ideen ein, mit denen wir den Notleidenden beistehen können. Gott will, dass alle Menschen gerettet werden!

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

La pandemia sigue causando dolor y sufrimiento en toda la humanidad, sembrando muerte y un sinnúmero de enfermos. Además, muchas personas y familias viven un tiempo de incertidumbre por los problemas socioeconómicos que ha producido y que producen, y que golpean sobre todo a los más pobres.

Esta experiencia dramática nos invita a tener nuestra mirada puesta en Jesús que hace presente el Reino de Dios en medio de nosotros; reino que sana y que salva; reino de justicia y de paz, que se manifiesta con las obras de caridad que, a su vez, incrementan la esperanza y refuerzan la fe. Fe, esperanza y caridad que no son simples sentimientos o actitudes, sino virtudes infusas en nosotros por la gracia del Espíritu Santo, dones que nos curan y nos ayudan a curar a los demás, que nos abren nuevos horizontes aun en medio de las tempestades.

El Evangelio nos muestra a Jesús que sanaba a los enfermos, no sólo de sus padecimientos físicos, sino también de sus sufrimientos morales. Los sacaba de su aislamiento para que se incorporaran de nuevo en la comunidad. Lo vemos, por ejemplo, en la curación del paralítico de Cafarnaúm, pues Jesús no sólo lo libra de su parálisis, sino que le renueva la vida tanto a él como a sus amigos, a través de un encuentro personal y social.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española Dios nos invita a colaborar con Él y, como discípulos de Jesús, médico de las almas y de los cuerpos, continuar con su obra de curación y de salvación, en sentido físico, espiritual y social. Que el Señor nos conceda trabajar todos juntos, con un espíritu creativo y renovado, en la construcción de un mundo mejor, lleno de esperanza para las futuras generaciones. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:
A pandemia atual, que continua a causar feridas profundas, evidencia a nossa vulnerabilidade e nos leva a refletir sobre este tempo de incerteza. Mantendo firme o nosso olhar em Jesus, experimentamos como a fé, a esperança e a caridade, dons do Espírito Santo, nos curam e fazem de nós instrumentos de cura. No Evangelho vemos como Jesus sempre se mostrava disponível para curar, não só o corpo, mas a pessoa inteira, como no caso do paralítico de Cafarnaum, a quem Jesus primeiro lhe perdoa os pecados e depois lhe faz caminhar. Também nós, como discípulos de Jesus, devemos nos perguntar: como podemos ajudar a curar o nosso mundo de hoje? Embora a Igreja ministre a graça que cura através dos sacramentos e preste serviços médicos por todo o mundo, todavia não possui respostas técnicas ou políticas para a pandemia. O que tem para oferecer são alguns princípios fundamentais de Doutrina Social que podem nos ajudar a ir para adiante, como a dignidade da pessoa, o bem comum, a opção preferencial pelos pobres, o destino universal dos bens, a solidariedade, a subsidiariedade, o cuidado pela nossa casa comum. Com tais princípios, possamos refletir e trabalhar juntos para construir um mundo melhor, animados pela esperança.

 

Santo Padre:
Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua portoghese, incoraggiando tutti a perseverare nella preghiera e nella riflessione sulla Dottrina Sociale della Chiesa, affinché cresca nelle comunità la solidarietà con i più bisognosi. Dio vi benedica.

Speaker:
Dirijo uma cordial saudação aos fiéis de língua portuguesa e a todos encorajo para que perseverem na oração e na reflexão sobre a Doutrina Social da Igreja para que possa crescer nas comunidades a solidariedade para com os mais necessitados! Que Deus vos abençoe!

In lingua araba

Speaker:بدأ قداسة البابا اليوم سلسلة جديدة من التعليم المسيحي، موضوعها شفاء العالم. قال قداستُه: إنّ جائحة الكورونا ما زالت تقتل وتصيب وتملأ بالقلق الكثيرين، ولاسيما الفقراء. وقال: إنّ المؤمن في هذه الظروف يثَبِّت نظره في يسوع وفي الملكوت الذي يُقدمه لنا، وهو ملكوت الشفاء والخلاص والعدل والسلام. شفى يسوع الكثيرين في زمنه، ومنهم المُقعد في كفرناحوم وفيه يظهر إيمان الرجال الذين حملوا المُقعد إليه، والرجاء الذي وضعوه فيه، والمحبة التي أظهروها بعضُهم لبعض. وقال قداسته إنّ الكنيسة خبيرة بشفاء النفس بقوة الأسرار المقدسة، والجسد بفضل خدماتها الصحية الكثيرة في العالم كله، ولكنها ليست خبيرة في مواجهة الكورونا. ولكنها وضعت بناءً على تعاليم السيد المسيح مبادئَ وقيمًا في علم الاجتماع والسياسية من أجل مستقبلٍ أفضل، وهي: كرامة الإنسان، والخير العام، وخيار تفضيل الفقراء، وشمولية الهدف لخيرات الأرض، والتضامن، والتعاون، والاهتمام ببيتنا المشترك. ودعا الجميع إلى تفكيرٍ وعملٍ مشترك لشفاء العالم.

Santo Padre:
Saluto i fedeli di lingua araba. L’umanità può ancora avere la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune, che soffre di gravi malattie, e per costruire un mondo migliore, pieno di speranza per le future generazioni. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

‎‎‎‏

Speaker:
أحيي جميع المؤمنين الناطقين باللغة العربية. ما زال بإمكان البشرية أن تتعاون من أجل بناء بيتنا المشترك الذي يعاني من أمراضٍ خطيرة، ومن أجل بناء عالمٍ أفضل مليءٍ بالرجاء للأجيال القادمة. ليبارككم الربّ جميعًا ويحرسكم دائمًا من كل شر!

In lingua polacca

Speaker:
Drodzy bracia i siostry, w kontekście pandemii, która nadal powoduje głębokie rany w świecie, obnaża ukrywane problemy, zechciejmy skierować nasze spojrzenie wiary na Pana Jezusa. Wielokrotnie prostował On ludzkie drogi, uzdrawiając dotkniętych trądem, paraliżem, przywracając wzrok, mowę, słuch, lecząc choroby fizyczne i duszę człowieka. Szczególnym przykładem tego jest uzdrowienie sparaliżowanego w Kafarnaum, któremu Pan odpuścił najpierw grzechy, a potem uleczył jego ciało. W jaki sposób możemy i my pomóc w uzdrawianiu dzisiejszego świata? Wiadomo, że Kościół nie jest ekspertem w zapobieganiu ani w leczeniu pandemii. Na przestrzeni wieków wypracował jednak pewne zasady społeczne, które mogą pomóc kształtować przyszłość, jakiej świat oczekuje. Akcentują one godność osoby ludzkiej, dostęp do dóbr, troskę o ubogich, solidarność, troskę o dobro wspólne. Źródłem tych zasad są cnoty wiary, nadziei i miłości. Starajmy się je w sobie pielęgnować, by nasza katolicka tradycja społeczna mogła pomóc rodzinie ludzkiej w uzdrowieniu świata, który boryka się z wieloma problemami społeczno-gospodarczymi, duchowymi i z wieloma podziałami, jakie uwidoczniła pandemia.

Santo Padre:
Saluto cordialmente tutti i Polacchi. Domani celebreremo la festa della Trasfigurazione del Signore. Sul monte Tabor Gesù ha rivelato ai discepoli, e attraverso di loro a tutti noi, la Sua maestà divina. Ha indicato come fine della nostra vita il cammino verso il Padre e verso il cielo. Intraprendendo gli sforzi per guarire il mondo di oggi e per l’edificazione del Regno di Dio, non possiamo dimenticare l’esortazione che viene da Dio: “Questi è il figlio mio, l’amato. … Ascoltatelo” (Mt 17, 5). Vi benedico di cuore.

Speaker:
Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków. Jutro będziemy obchodzili święto Przemienienia Pańskiego. Na Górze Tabor Pan Jezus objawił uczniom, a przez nich nam wszystkim, swój boski majestat. Ukazał drogę do Ojca i nieba, jako cel naszego życia. Podejmując starania o uzdrowienie dzisiejszego świata i budowanie Królestwa Bożego, nie zapominajmy o wezwaniu płynącym od Boga: „To jest mój Syn umiłowany…, Jego słuchajcie!” (Mt 17, 5). Z serca wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Tutti invito a tenere sempre fisso lo sguardo sul volto splendente di Dio, che la Liturgia domani ci invita a contemplare nel Cristo trasfigurato sul Monte Tabor. Egli è la luce che illumina gli eventi d’ogni giorno.

Il mio pensiero va infine agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Non stancatevi di affidarvi al Signore, certi che Egli vi guiderà con la sua grazia in ogni passo della vostra esistenza.

Appello del Santo Padre

Ieri a Beirut, nella zona del porto, delle fortissime esplosioni hanno causato decine di morti e migliaia di feriti, e molte gravi distruzioni. Preghiamo per le vittime e per i loro familiari; e preghiamo per il Libano, perché, con l’impegno di tutte le sue componenti sociali, politiche e religiose, possa affrontare questo momento così tragico e doloroso e, con l’aiuto della comunità internazionale, superare la grave crisi che sta attraversando.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 5 agosto 2020


Lunedì della XXVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Venceslao, duca di Boemia e martire (907-935)

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