Udienza generale 26 gennaio 2022

udienza primo piano aula Paolo VIL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa, continuando il ciclo di catechesi su San Giuseppe, ha incentrato la sua riflessione sul tema: San Giuseppe, uomo che “sogna” (Lettura: Mt 2,19-23).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi, dopo aver pronunciato un appello per la Giornata internazionale della memoria delle vittime dell’Olocausto che si celebra domani, prima della recita del Pater Noster, ha rivolto un invito alla preghiera per la pace in Ucraina.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei soffermarmi sulla figura di San Giuseppe comeuomo che sogna. Nella Bibbia, come nelle culture dei popoli antichi, i sogni erano considerati un mezzo attraverso cui Dio si rivelava.[1]Il sogno simboleggia la vita spirituale di ciascuno di noi, quello spazio interiore, che ognuno è chiamato a coltivare e a custodire, dove Dio si manifesta e spesso ci parla. Ma dobbiamo anche dire che dentro ognuno di noi non c’è solo la voce di Dio: ci sono tante altre voci. Ad esempio, le voci delle nostre paure,le vocidelle esperienze passate,le vocidelle speranze; e c’è pure la voce del maligno che vuole ingannarci e confonderci. È importante quindi riuscire a riconoscere la voce di Dio in mezzo alle altre voci. Giuseppe dimostra di saper coltivare il silenzio necessario e, soprattutto, prendere le giuste decisioni davanti alla Parola che il Signore gli rivolge interiormente. Ci farà bene oggi riprendere i quattro sogni riportati nel Vangelo e che hanno lui come protagonista, per capire come porci davanti alla rivelazione di Dio.Il Vangelo ci racconta quattro sogni di Giuseppe.

Nel primo sogno (cfrMt1,18-25), l’angelo aiuta Giuseppe a risolvere il dramma che lo assale quando viene a conoscenza della gravidanza di Maria: «Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti, il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (vv. 20-21).E la sua risposta fu immediata: «Quando si destò dal sonno, fece come gli aveva ordinato l’angelo» (v. 24). Molte volte la vita ci mette davanti a situazioni che non comprendiamo e sembrano senza soluzione. Pregare, in quei momenti,significa lasciare che il Signore ci indichi la cosa giusta da fare. Infatti, molto spesso è la preghiera che fa nascere in noi l’intuizione della via d’uscita, come risolvere quella situazione. Cari fratelli e sorelle, il Signore non permette mai un problema senza darci anche l’aiuto necessario per affrontarlo.Non ci butta lì nel forno da soli. Non ci butta fra le bestie. No. Il Signore quando ci fa vedere un problema o svela un problema, ci dà sempre l’intuizione, l’aiuto, la sua presenza, per uscirne, per risolverlo.

E il secondo sogno rivelatore di Giuseppe arriva quando la vita del bambino Gesù è in pericolo. Il messaggio è chiaro: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo» (Mt2,13). Giuseppe, senza esitazione, obbedisce: «Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto,dove rimase fino alla morte di Erode» (vv. 14-15). Nella vitatutti noifacciamo esperienza di pericoli che minacciano la nostraesistenzaoquelladi chi amiamo. In queste situazioni, pregare vuol dire ascoltare la voce che può far nascere in noi lo stesso coraggio di Giuseppe, per affrontare le difficoltà senza soccombere.

In Egitto, Giuseppe attende da Dio il segno per poter tornare a casa; ed è proprio questo il contenuto del terzo sogno. L’angelo gli rivela che sono morti quelli che volevano uccidere il bambino e gli ordina di partire con Maria e Gesù e ritornare in patria (cfrMt2,19-20). Giuseppe «si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele» (v. 21). Ma proprio durante il viaggio di ritorno, «quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi» (v. 22). Ecco allora la quarta rivelazione:«Avvertito in sogno, si ritirò nella regione della Galileae andò ad abitare in una città chiamata Nazaret» (vv. 22-23). Anche la paura fa parte della vita e anch’essa ha bisogno della nostra preghiera. Dio non ci promette che non avremo mai paura, ma che, con il suo aiuto, essa non sarà il criterio delle nostre decisioni. Giuseppe prova la paura, ma Dio lo guidaancheattraverso di essa. La potenza della preghiera fa entrare la luce nelle situazioni di buio.

Penso in questo momento a tante persone che sono schiacciate dal peso della vita e non riescono più né a sperare né a pregare. San Giuseppe possa aiutarle ad aprirsi al dialogo con Dio, per ritrovare luce, forza epaceaiuto.E penso anche ai genitori davanti ai problemi dei figli. Figli con tante malattie, i figli ammalati, anche con malattie permanenti: quanto dolore lì. Genitori che vedono orientamenti sessuali diversi nei figli; come gestire questo e accompagnare i figli e non nascondersi in un atteggiamento condannatorio. Genitori che vedono i figli che se ne vanno, muoiono, per una malattia e anche – è più triste, lo leggiamo tutti i giorni sui giornali – ragazzi che fanno delle ragazzate e finiscono in incidente con la macchina. I genitori che vedono i figli che non vanno avanti nella scuola e non sanno come fare… Tanti problemi dei genitori. Pensiamo a come aiutarli. E a questi genitori dico: non spaventatevi. Sì, c’è dolore. Tanto. Ma pensate come ha risolto i problemi Giuseppe e chiedete a Giuseppe che vi aiuti. Mai condannare un figlio. A me fa tanta tenerezza – me lo faceva a Buenos Aires – quando andavo nel bus e passavo davanti al carcere: c’era la coda delle persone che dovevano entrare per visitare i carcerati. E c’erano le mamme, lì che mi facevano tanta tenerezza: davanti al problema di un figlio che ha sbagliato, è carcerato, non lo lasciavano solo, ci mettevano la faccia e lo accompagnavano. Questo coraggio; coraggio di papà e di mamma che accompagnano i figli sempre, sempre. Chiediamo al Signore di dare a tutti i papà e a tutte le mamme questo coraggio che ha dato a Giuseppe. E poi pregare perché il Signore ci aiuti in questi momenti.

La preghiera però non è mai un gesto astratto o intimistico, come vogliono fare questi movimenti spiritualisti più gnostici che cristiani.No, non è quello.La preghiera è sempre indissolubilmente legata alla carità. Solo quando uniamo alla preghiera l’amore, l’amore per i figli per il caso che ho detto adesso o l’amoreper il prossimo riusciamo a comprendere i messaggi del Signore. Giuseppe pregava, lavoravae amava- tre cose belle per i genitori: pregare, lavorare e amare -e per questo ha ricevuto sempre il necessario per affrontare le prove della vita. Affidiamoci a lui e alla sua intercessione.

San Giuseppe,tu sei l’uomo che sogna,

insegnaci a recuperare la vita spirituale

come il luogo interiore in cui Dio si manifesta e ci salva.

Togli da noi il pensiero mai che pregare sia inutile;

aiuta ognuno di noi a corrispondere a ciò che il Signore ci indica.

Che i nostri ragionamenti siano irradiati dalla luce dello Spirito,

il nostro cuore incoraggiato dalla Sua forza

e le nostre paure salvate dalla Sua misericordia. Amen.

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[1] CfrGen20,3; 28,12; 31,11.24; 40,8; 41,1-32;Nm12,6;1 Sam3,3-10;Dn2; 4;Gb33,15.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker :

Chers frères et sœurs,

méditons aujourd’hui sur la figure de saint Joseph comme un homme qui songe. Le songe symbolise notre vie spirituelle qui est le lieu où Dieu se manifeste et nous parle. L’Évangile rapporte les songes de Joseph. Dans le premier, l’ange l’aide à résoudre le drame de la grossesse de Marie. La vie nous met souvent face à des situations que nous ne comprenons pas. Prier, c’est laisser le Seigneur nous indiquer la bonne chose à faire, parce qu’il ne permet jamais un problème sans donner l’aide nécessaire pour l’affronter. Le second songe de Joseph arrive quand la vie de l’enfant Jésus est en danger. Il s’enfuit en Egypte avec l’enfant et sa mère. Nous faisons aussi l’expérience de dangers qui menacent nos existences. Prier, c’est écouter la voix qui peut faire naître en nous le même courage que celui de Joseph. Le troisième songe a lieu lorsque Joseph attend un signe pour retourner à la maison, et le quatrième est lié à la peur du retour en Judée. La peur fait partie de la vie et nécessite aussi la prière dont la puissance fait entrer la lumière dans l’obscurité. La prière est liée à la charité, et ce n’est qu’en l’unissant à l’amour du prochain qu’on parvient à comprendre les messages du Seigneur. Joseph priait et aimait, c’est pour cela qu’il a toujours reçu le nécessaire pour affronter les épreuves de la vie.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese. Fratelli e sorelle, molte persone e famiglie schiacciate dal peso della vita, specialmente in questo periodo di pandemia, non riescono più a sperare e a pregare. La nostra vicinanza e la nostra solidarietà li aiutino ad aprirsi al dialogo con Dio, per ritrovare luce, forza e speranza.

Dio vi benedica!

Speaker :

Je salue cordialement les personnes de langue française.

Frères et sœurs, de nombreuses personnes et familles écrasées par le poids de la vie, particulièrement en cette période de pandémie, ne réussissent plus à espérer ni à prier. Que notre proximité et notre solidarité les aident à s’ouvrir au dialogue avec Dieu, pour retrouver lumière, force et espérance.

Que Dieu vous bénisse !

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on Saint Joseph, we now consider the four dreams by which God spoke to Joseph and revealed his will to him. Joseph’s ready response to the Lord can serve as a model for our own efforts to hear God’s voice in our daily lives. In the first dream, Joseph is helped to overcome his distress at learning that Mary was with child, and he responds immediately by taking Mary as his wife. In the second dream, Joseph is told to flee with the Holy Family to Egypt to escape King Herod’s wrath. While in Egypt, Joseph learns in a third dream that they can safely return to their homeland. During the journey, he is told in a fourth dream to settle in Nazareth. Joseph’s example of interior openness to the Lord’s voice can help us to find wisdom in responding to the uncertainties in our lives, courage in facing threatening situations, and confidence in entrusting even our fears to God’s providential care. May Saint Joseph’s intercession assist all those who find it difficult to pray, and encourage us to cultivate an interior life that draws us ever closer to the Lord, makes us ever more docile to his will and ever more open to the needs of our brothers and sisters.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti dagli Stati Uniti d’America. In particolare, oggi vi invito a pregare per la pace in Ucraina. Su tutti voi, e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from the United States of America. Today, I especially ask you to join in praying for peace in Ukraine. Upon all of you, and your families, I invoke the Lord’s blessings of joy and peace. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, die heutige Katechese beschäftigt sich mit den Träumen des heiligen Josef. In der Bibel galt der Traum als ein Ort, an dem Gott seinen Willen offenbarte. So steht der Traum auch für unser geistliches Leben, in dem wir die Stimme Gottes von den anderen Stimmen der Angst, der Sorge und des bösen Feindes unterscheiden müssen. Josef zeigt uns, wie wir in der notwendigen Stille die Weisungen des Herrn richtig umsetzen können. Er findet sich in seinem Leben in Situationen wieder, in denen er nicht weiß, wie er handeln soll. Doch immer erscheint ihm ein Engel, der ihm die Botschaft Gottes mitteilt und ihm so den richtigen Weg weist: Angesichts des Geheimnisses der Schwangerschaft der Jungfrau Maria wird Josef der göttliche Heilsplan der Menschwerdung Gottes durch das Werk des Heiligen Geistes kundgetan. Als das Jesuskind durch die Verfolgung des Herodes in Gefahr ist, erhält Josef die Anweisung, nach Ägypten zu flüchten. Ebenso wird ihm im Traum der richtige Zeitpunkt und der Ort der Rückkehr nach Nazaret angekündigt. Josef erfährt all dies durch seine Verbindung zum Herrn im Gebet. Wie er müssen auch wir stets offen sein für den Dialog mit Gott, um Erleuchtung und Stärkung für unser Leben zu finden.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua tedesca. L’esempio di San Giuseppe ci insegni a discernere la voce degli angeli da quella degli spiriti maligni, perché nelle nostre vite possiamo sempre riconoscere e compiere la volontà del Signore.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Gläubigen deutscher Sprache. Das Vorbild des heiligen Josef lehre uns, die Stimme der Engel von der der bösen Geister zu unterscheiden, damit wir in unserem Leben immer den Willen des Herrn erkennen und tun können.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En la catequesis de hoy reflexionamos sobre san José como hombre que sueña. Los sueños simbolizan la vida espiritual de cada persona, ese espacio interior donde Dios se manifiesta y nos habla. Pero en nuestro interior también hay otras voces, que pueden condicionarnos y confundirnos —por ejemplo, nuestros miedos—, y por eso es importante aprender a hacer silencio, como san José, para reconocer la voz de Dios y discernir lo que Él nos quiere revelar.

El Evangelio menciona cuatro sueños que tuvieron a José como protagonista. Escuchando la Palabra que Dios le dirigía por medio de esos sueños, y respondiendo a ella con obediencia y docilidad, José encontró la fuerza y la valentía necesarias para poder afrontar las dificultades. También nosotros, por medio de la oración, aunque tengamos que enfrentar problemas que parecen no tener solución, podemos experimentar la presencia de Dios que nos ilumina, que nos transforma y que nos sostiene.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Por intercesión de san José, maestro de vida interior, pidamos al Señor que nos conceda un corazón orante y misionero, abierto al diálogo con Él y disponible para ayudar a los hermanos y hermanas que más lo necesitan. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

In lingua portoghese

Speaker:

São José aparece como um homem que sonha. Na Bíblia e nas culturas antigas, o sonho simbolizava a vida espiritual, porque através dele Deus manifestava-se e falava no íntimo de cada um. No entanto, dentro de nós não existe apenas a voz de Deus, existem muitas outras vozes: a voz dos nossos medos, de experiências passadas, de esperanças, e até a voz do maligno que nos quer enganar e confundir. Por isso, é importante discernir qual é a voz de Deus. São José, porque se acostumou ao silêncio e à oração, foi capaz de dialogar com Deus no seu interior. Isso mesmo testemunham quatro sonhos que teve. No primeiro, o anjo ajuda-o a resolver o drama que lhe causou a inesperada gravidez de Maria; a partir do segundo decide fugir para o Egito, porque a vida de Jesus corria perigo; já em terra estrangeira, José espera um sinal de Deus, que chega no terceiro sonho e lhe permite voltar para casa; por fim, quando José regressava, ao saber que a Judeia ainda não era lugar seguro, sentiu medo, mas graças à mensagem do quarto sonho, não se deixou abater e decidiu ir para Nazaré, na Galileia. Estas preocupações e estes sonhos de José fazem-me pensar em muitas pessoas esmagadas pelo peso da vida, que já não conseguem dialogar com Deus. Que São José as ajude a reencontrar o Senhor, que afugenta os medos, e a redescobrir na oração a força do amor que eleva.

Santo Padre:

Cari pellegrini di lingua portoghese, rivolgo un cordiale benvenuto a tutti. Ricordatevi sempre di ringraziare Dio per il dono della Sua vicinanza che ci permette di sognare un mondo nuovo e di costruirlo a partire dalla Sua Parola di vita. San Giuseppe ci aiuti a non stancarci mai della preghiera, sorgente di sollievo e di coraggio nel nostro cammino. Scenda su di voi la Benedizione del Signore!

Speaker:

Caros peregrinos de língua portuguesa, as minhas cordiais boas-vindas. Lembrai-vos sempre de agradecer a Deus o dom da Sua proximidade que nos permite sonhar um mundo novo e construí-lo a partir da Sua Palavra de vida. São José nos ajude a não nos cansarmos jamais da oração, fonte de alívio e coragem no nosso caminho. Que a Bênção do Senhor desça sobre todos vós!

In lingua araba

Speaker:

تَكَلَّمَ قَداسَةُ البابا اليَوْمَ علَى القِدِّيسِ يُوسُف، رَجُلِ الأَحْلام. وَقال: كانَتْ الأحْلامُ في الكِتابِ المُقَدَّسِ تُعْتَبَّرُ وَسِيلَةً بِها يَكْشِفُ اللهُ عَنْ نَفْسِهِ وَيُكَلِّمُ الإنسان. وَتَناوَلَ قَداسَتُهُ أَحْلامَ القِدِّيسِ يُوسُفَ الأَرْبَعَةَ حَتَى نَفْهَمَ كَيْفَ عَلَيْنا أنْ نَتَعامَلَ نَحْنُ أيْضًا مَعَ الهاماتِ اللهِ لَنا. في الحُلْمِ الأوَّلِ ساعَدَ المَلاكُ يُوسُفَ علَى حَلِّ المأْساةِ التي عَصَفَتْ بِهِ عِنْدَما عَلِمَ بِحَبَلِ مَرْيَمَ العَجِيب. تَضَعُنا الحَياةُ أحْيانًا أَمامَ مَواقِفَ لا نَفْهَمُها وَتَبْدُو بِلا حَلّ. وَبالصَّلاة، في تِلْكَ اللحَظات، نَسْمَحُ للهِ بأنْ يُبَيِّنَ لَنا ما يَجِبُ أنْ نَفْعَلَهُ. وَكانَ الحُلْمُ الثانِي عِنْدَما قالَ المَلاكُ لِيُوسُفَ أنْ يَأْخُذَ الطِّفْلَ وَأُمَّهُ وَأنْ يَهْرُبَ إِلى مِصْرَ لأَنَّ هِيرُودُسَ سَيَبْحَثُ عَنِ الطِّفْلِ لِيُهْلِكَهُ. فَفَعَلَ كَما أَمَرَهُ مَلاكُ الرَّبِّ دُونَ تَرَدُّد. قَدْ نَخْتَبِرُ نَحْنُ أيْضًا أَخْطارًا تُهَدِّدُ حَياتَنا أَوْ حَياةَ مَنْ نُحِبُّهُم. في هَذِهِ الحالات، الصَّلاةُ تُساعِدُنا عَلَى أنْ نَسْمَعَ صَوْتَ اللهِ الذي يُولِّدُ فِينا شَجاعَة، مِثْلَ شَجاعَةِ يُوسُف، لِمُواجَهَةِ الصُّعُوبات. وَفِي الحُلْمِ الثالِثِ والرابِع، كَشَفَ المَلاكُ لِيُوسُفَ أنَّ الذينَ أَرادُوا قَتْلَ الطِّفْلِ قَدْ ماتُوا وَأَمَرَهُ أنْ يَعُودَ مَعَ مَرْيَمَ وَيَسُوَعَ إلَى وَطَنِه. وَفِي طَرِيقِ العَوْدَةِ عِنْدَما سَمِعَ أَنَّ أَرْخِلاَّوُس خَلَفَ أَباهُ هِيرُودُسَ علَى اليَهُودِيَّة، خافَ أَنْ يَذْهَبَ إِلَيْها، فَأُوْحِيَ إلَيْهِ في الحُلْمِ أنْ يَذْهَبَ إلَى الناصِرَة. وَقالَ قَداسَتُهُ في الخِتام: الخَوْفُ هُوَ جُزْءٌ مِنْ حَياتِنا وَهُوَ أَيْضًا بِحاجَةٍ إلَى صَلاتِنا. واللهُ لا يَعِدُنا أَنَّنا لَنْ نَخافَ أَبَدًا، لَكِنْ عِنْدَما نُصَلِّي، فَإِنَّهُ يُساعِدُنا وَيَدُّلُنا كَيْفَ نَتَغَلَّبُ علَى المَوْقِف، وَلا نَتَخِذُ قَراراتِنا تَحْتَ وَطأَةِ الخَوْف.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. La preghiera è sempre indissolubilmente legata alla carità. Quando uniamo alla preghiera l’amore per il prossimo, come ha fatto Giuseppe con Maria e Gesù, riusciamo a comprendere i messaggi del Signore per affrontare le prove della vita. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحَيِّي المُؤْمِنينَ الناطِقِينَ باللُّغَةِ العربِيَّة. الصَّلاةُ هِيَ دائِمًا وَبِصُورَةٍ لا تَنْفَصِلُ مُرْتَبِطَةٌ بالمَحَبَّة. عِنْدَما نَضُمُّ مَحَبَّةَ القَرِيبِ إلَى صَلاتِنا، كَما فَعَلَ يُوسُفُ مَعَ مَرْيَمَ وَيَسُوع، إذّاكَ يُمْكِنُنا أَنْ نَفْهَمَ رَسائِلَ اللهِ لَنا لِمُواجَهَةِ مِحَنِ الحَياة. بارَكَكُم الرَّبُّ جَمِيعًا وَحَماكُم دائِمًا مِنْ كُلِّ شَرّ!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, dzisiaj pragnę przypomnieć postać św. Józefa jako męża, który miewał sny. Pismo święte ukazuje sny jako sferę ludzkiej jaźni, przez którą Bóg objawiał się człowiekowi. Dobrym tego przykładem są cztery sny św. Józefa opisane w Ewangelii. W pierwszym śnie (por. Mt 1, 18-25) anioł Boży pomaga Józefowi rozwiązać rodzący się dramat, gdy dowiaduje się, że Maryja jest brzemienna: „Nie bój się wziąć do siebie Maryi, twej Małżonki, albowiem z Ducha Świętego jest to, co się w Niej poczęło” (w. 20). W czasie drugiego snu objawienia otrzymuje polecenie, by niezwłocznie uchodził do Egiptu, gdyż życie Bożego Dziecięcia jest zagrożone. Podczas trzeciego snu objawienia dowiaduje się, że ci, którzy chcieli zabić Dzieciątko już nie żyją; dlatego zgodnie z nakazem powraca z Maryją i Jezusem do ojczyzny. W czwartym śnie Bóg oznajmia mu poprzez anioła, by udał się do Galilei. Sytuacje, z którymi św. Józefowi przychodzi się zmierzyć, są niezwykle trudne, niezrozumiałe, dramatyczne, pełne lęku i niepewności. Wszystko, co się dzieje, zawierza on jednak bezgranicznie Bogu, podporządkowuje Jego woli, jest pełen ufności, przeniknięty duchem modlitwy. Otrzymane w snach Boże polecenia, skwapliwie wypełnia. Życie stawia niekiedy każdego z nas wobec sytuacji, których nie rozumiemy, które wydają się nie do rozwiązania. Myślę w tej chwili o wielu osobach przytoczonych ciężarem życia, które nie potrafią już nawet żywić nadziei. Życzę im, by wzorem św. Józefa potrafiły otworzyć się na dialog z Bogiem, by dostrzec potrzebne światło, siłę i pomoc.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Sperimentando nella vita, come san Giuseppe, le varie situazioni che non comprendiamo e che minacciano la nostra esistenza, ricordiamo che Dio non ci pone mai di fronte alle difficoltà senza darci anche l’aiuto necessario per affrontarle. La nostra preghiera può indicare la via d’uscita. Nei momenti delle difficoltà, dei pericoli, delle sofferenze, affidiamo tutto al Buon Dio. Oggi preghiamo in particolare per l’Ucraina. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam pielgrzymów polskich. Doświadczając w życiu, jak św. Józef, sytuacji, których nie rozumiemy, które zagrażają naszej egzystencji, pamiętajmy, że Bóg nie pozwala na pojawienie się problemu bez udzielenia nam stosownej pomocy. Nasza modlitwa może wskazać nam drogi wyjścia. W chwilach trudności, niebezpieczeństw, lęków, cierpienia, umiejmy zawierzyć wszystko dobremu Bogu. Dzisiaj szczególnie modlimy się za Ukrainę. Z serca wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i Vigili del fuoco di Potenza e i rappresentanti della Lega Nazionale di Calcio Serie B.

Il mio pensiero va infine – come di solito - agli anziani, agli ammalati, ai giovani e agli sposi novelli. Oggi la liturgia fa memoria dei Santi Timoteo e Tito che, formati alla scuola dell'apostolo Paolo, annunciarono il Vangelo con instancabile ardore. Il loro esempio vi incoraggi a vivere in modo coerente la vocazione cristiana, trovando nel Signore la forza per affrontare le difficoltà dell’esistenza.

E mi permetto di spiegarvi che oggi non potrò venire fra voi per salutarvi, perché ho un problema alla gamba destra; si è un infiammato un legamento del ginocchio. Ma scenderò e vi saluterò lì e voi passate per salutarmi. È una cosa passeggera. Dicono che questo viene solo ai vecchi, e non so perché è arrivato a me…

A tutti sempre la mia benedizione.

Appello del Santo Padre

Domani si celebra la Giornata internazionale della memoria delle vittime dell’Olocausto. È necessario ricordare lo sterminio di milioni di ebrei e persone di diverse nazionalità e fedi religiose. Non deve più ripetersi questa indicibile crudeltà! Faccio appello a tutti, specialmente agli educatori e alle famiglie, perché favoriscano nelle nuove generazioni la consapevolezza dell’orrore di questa pagina nera della storia. Essa non va dimenticata, affinché si possa costruire un futuro dove la dignità umana non sia più calpestata.

Invito alla preghiera per la pace in Ucraina

(prima della recita del Padre Nostro)

In lingua italiana

E ora, con il Padre Nostro,vi invito a pregare per la pace in Ucraina, e a farlo spesso nel corso di questa giornata: chiediamo con insistenzaal Signore che quella terra possa veder fiorire la fraternità e superare ferite, paure e divisioni.Abbiamo parlato dell’olocausto. Ma pensate che [anche in Ucraina] milioni di persone sono state annientate[1932-1933]. È un popolo sofferente; ha sofferto la fame, ha sofferto tante crudeltà e merita la pace.Le preghiere e le invocazioni cheoggisi levano fino al cielo tocchino le menti e i cuori dei responsabili in terra, perché facciano prevalere il dialogo e il bene di tutti sia anteposto agli interessi di parte.Per favore, mai la guerra.

In lingua francese

Et maintenant, avec le Notre Père, je vous invite à prier pour la paix en Ukraine, et à le faire souvent au cours de cette journée: demandons avec insistance au Seigneur que cette terre puisse voir fleurir la fraternité et surmonter les blessures, les peurs et les divisions. Nous avons parlé de l’holocauste. Mais sachez que [aussi en Ukraine] des millions de personnes ont été anéanties [1932-1933]. C’est un peuple souffrant ; il a souffert de la faim, il a souffert de beaucoup de cruauté et il mérite la paix.Que les prières et les invocations qui s’élèvent aujourd’hui jusqu’au ciel touchent les esprits et les cœurs des responsables sur terre, afin qu’ils fassent prévaloir le dialogue, et que le bien de tous soit placé avant les intérêts partisans.Prions pour la paix avec le Notre Père: c’est la prière des enfants qui s’adressent au même Père, c’est la prière qui fait de nous des frères, c’est la prière des frères qui implorent la réconciliation et la concorde. S’il vous plaît, jamais plus la guerre.

In lingua inglese

I ask you to pray the Our Father for peace in Ukraine, now and throughout this Day. Let us ask the Lord to grant that the country may grow in the spirit of brotherhood, and that all hurts, fears and divisions will be overcome. We have spoken about the Holocaust. But let us think too that [in Ukraine] millions of people were killed [1932-1933]. They are a people who have suffered; they have suffered from hunger, suffered from much brutality and they deserve peace. May the prayers and supplications that today rise up to heaven touch the minds and hearts of world leaders, so that dialogue may prevail and the common good be placed ahead of partisan interests. Please, no more war.

In lingua tedesca

Nun lade ich euch dazu ein, mit dem Vaterunser für den Frieden in der Ukraine zu beten und dies oft im Verlauf dieses Tages zu tun: Bitten wir den Herrn inständig, dass in diesem Land die Geschwisterlichkeit geweckt werde und die Verletzungen, Ängste und Spaltungen überwunden werden können. Wir haben über den Holocaust gesprochen. Aber denkt daran, dass [auch in der Ukraine] Millionen von Menschen vernichtet worden sind [1932-1933]. Es ist ein leidendes Volk; es hat Hunger gelitten, es hat viele Grausamkeit ertragen und verdient den Frieden. Die Gebete und Anrufungen, die sich heute zum Himmel erheben, mögen den Geist und die Herzen der Verantwortlichen auf der Erde bewegen, dem Dialog den Vorrang zu geben und das Wohl aller den Teilinteressen voranzustellen. Bitte, niemals Krieg. Beten wir das Vaterunser um Frieden: Es ist das Gebet der Kinder, die sich an denselben Vater wenden, es ist das Gebet, das uns zu Geschwistern macht, es ist das Gebet der Geschwister, welche Versöhnung und Eintracht erbitten.

In lingua spagnola

Y ahora, con el Padrenuestro, los invito a rezar por la paz en Ucrania, y a hacerlo muchas veces a lo largo de este día. Pidamos con insistencia al Señor que esa tierra pueda ver florecer la fraternidad y superar las heridas, los miedos y las divisiones. Hemos hablado del holocausto. Pero piensen que [también en Ucrania] fueron exterminadas millones personas [entre 1932 - 1933]. Es un pueblo que sufre; ha pasado hambre, ha sufrido muchas crueldades y se merece la paz. Que las oraciones e invocaciones que hoy se elevan al cielo toquen las mentes y los corazones de los responsables en la tierra, para que hagan prevalecer el diálogo y antepongan el bien de todos a los intereses particulares. Recemos por la paz con el Padrenuestro, que es la oración de los hijos que se dirigen al mismo Padre, la oración que nos hace hermanos, la oración de los hermanos que piden reconciliación y concordia. Pero por favor, nunca la guerra.

[00120-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

E agora, com o Pai Nosso, convido-vos a rezar pela paz na Ucrânia, e a fazê-lo muitas vezes durante este dia: peçamos ao Senhor com insistência que aquela terra possa ver florescer a fraternidade e superar feridas, medos e divisões. Falamos do holocausto; mas pensai que [na Ucrânia) foram aniquiladas mais de cinco milhões de pessoas [1932-1933]. É um povo sofredor; sofreu a fome, sofreu tantas crueldades e merece a paz. Que as orações e súplicas, que hoje se elevam ao Céu, toquem as mentes e os corações dos responsáveis na terra, para que façam prevalecer o diálogo, e o bem de todos seja colocado acima dos interesses de parte. Por favor, nunca mais a guerra!

In lingua araba

قبل صلاة الأبانا

والآن، مع صلاة ”أبانا الذي في السماوات“، أدعوكم للصّلاة من أجل السّلام في أوكرانيا، وأن تقوموا بذلك كثيرًا خلال هذا اليوم: لنطلب إلى الله بإلحّاح من أجل تلك الأرض لكي ترى الأخُوّة تزهر فيها، وتتغلّب على الجراح والمخاوف والانقسامات. تكلّمنا على الهولوكوست. وفكّروا في أنّه [حتى في أوكرانيا] أكثر من خمسة ملايين قد أبيدوا [1932-1933]. إنّه شعب متألّم. لقد تألّم من الجوع وتألّم من القسوة الكثيرة ويستحق السّلام. الصّلوات والابتهالات التي ترتفع اليوم إلى السّماء لتبلغ عقول وقلوب المسؤولين على الأرض، فيسود الحوار ويُقدَّم خير الجميع على مصالح الأطراف. من فضلكم، لا للحرب أبدًا.

لنصلِّ من أجل السّلام مع صلاة ”أبانا الذي في السماوات“: إنّها صلاة الأبناء الذين يتوجّهون إلى نفس الأب، وهي الصّلاة التي تجعلنا إخوة، وهي صلاة الإخوة الذين يطلبون المصالحة والوئام.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 26 gennaio 2022