Udienza generale 22 maggio 2019

papa Francesco saluto udienzaL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.10 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, concludendo il ciclo di catechesi sul Padre Nostro, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Ovunque tu sia, invoca il Padre” (Brano biblico: Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, 8, 15).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un invito alla preghiera per i fedeli cattolici in Cina, in occasione della festa della Beata Vergine Maria “Aiuto dei Cristiani”, venerata presso il Santuario di “Nostra Signora di Sheshan” a Shanghai, che si celebra venerdì 24 maggio.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi concludiamo il ciclo di catechesi sul “Padre nostro”. Possiamo dire che la preghiera cristiana nasce dall’audacia di chiamare Dio con il nome di “Padre”. Questa è la radice della preghiera cristiana: dire “Padre” a Dio. Ma ci vuole coraggio! Non si tratta tanto di una formula, quanto di un’intimità filiale in cui siamo introdotti per grazia: Gesù è il rivelatore del Padre e ci dona la familiarità con Lui. «Non ci lascia una formula da ripetere meccanicamente. Come per qualsiasi preghiera vocale, è attraverso la Parola di Dio che lo Spirito Santo insegna ai figli di Dio a pregare il loro Padre» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2766). Gesù stesso ha usato diverse espressioni per pregare il Padre. Se leggiamo con attenzione i Vangeli, scopriamo che queste espressioni di preghiera che affiorano sulle labbra di Gesù richiamano il testo del “Padre nostro”.

Per esempio, nella notte del Getsemani Gesù prega in questa maniera: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36). Abbiamo già richiamato questo testo del Vangelo di Marco. Come non riconoscere in questa preghiera, per quanto breve, una traccia del “Padre nostro”? In mezzo alle tenebre, Gesù invoca Dio col nome di “Abbà”, con fiducia filiale e, pur sentendo paura e angoscia, chiede che si compia la sua volontà.

In altri passi del Vangelo Gesù insiste con i suoi discepoli, perché coltivino uno spirito di orazione. La preghiera deve essere insistente, e soprattutto deve portare il ricordo dei fratelli, specialmente quando viviamo rapporti difficili con loro. Dice Gesù: «Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe» (Mc 11,25). Come non riconoscere in queste espressioni l’assonanza con il “Padre nostro”? E gli esempi potrebbero essere numerosi, anche per noi.

Negli scritti di San Paolo non troviamo il testo del “Padre nostro”, ma la sua presenza emerge in quella sintesi stupenda dove l’invocazione del cristiano si condensa in una sola parola: “Abbà!” (cfr Rm 8,15; Gal 4,6).

Nel Vangelo di Luca, Gesù soddisfa pienamente la richiesta dei discepoli che, vedendolo spesso appartarsi e immergersi in preghiera, un giorno si decidono a chiedergli: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni – il Battista – ha insegnato ai suoi discepoli» (11,1). E allora il Maestro insegnò loro la preghiera al Padre.

Considerando nel complesso il Nuovo Testamento, si vede chiaramente che il primo protagonista di ogni preghiera cristiana è lo Spirito Santo. Ma non dimentichiamo questo: protagonista di ogni preghiera cristiana è lo Spirito Santo. Noi non potremmo mai pregare senza la forza dello Spirito Santo. É Lui che prega in noi e ci muove a pregare bene. Possiamo chiedere allo Spirito che ci insegni a pregare, perché Lui è il protagonista, quello che fa la vera preghiera in noi. Lui soffia nel cuore di ognuno di noi, che siamo discepoli di Gesù. Lo Spirito ci rende capaci di pregare come figli di Dio, quali realmente siamo per il Battesimo. Lo Spirito ci fa pregare nel “solco” che Gesù ha scavato per noi. Questo è il mistero della preghiera cristiana: per grazia siamo attratti in quel dialogo di amore della Santissima Trinità.

Gesù pregava così. Qualche volta ha usato espressioni che sono sicuramente molto lontane dal testo del “Padre nostro”. Pensiamo alle parole iniziali del salmo 22, che Gesù pronuncia sulla croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 27,46). Può il Padre celeste abbandonare il suo Figlio? No, certamente. Eppure l’amore per noi, peccatori, ha portato Gesù fino a questo punto: fino a sperimentare l’abbandono di Dio, la sua lontananza, perché ha preso su di sé tutti i nostri peccati. Ma anche nel grido angosciato, rimane il «Dio mio, Dio mio». In quel “mio” c’è il nucleo della relazione col Padre, c’è il nucleo della fede e della preghiera.

Ecco perché, a partire da questo nucleo, un cristiano può pregare in ogni situazione. Può assumere tutte le preghiere della Bibbia, dei Salmi specialmente; ma può pregare anche con tante espressioni che in millenni di storia sono sgorgate dal cuore degli uomini. E al Padre non cessiamo mai di raccontare dei nostri fratelli e sorelle in umanità, perché nessuno di loro, i poveri specialmente, rimanga senza una consolazione e una porzione di amore.

Al termine di questa catechesi, possiamo ripetere quella preghiera di Gesù: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (Lc 10,21). Per pregare dobbiamo farci piccoli, perché lo Spirito Santo venga in noi e sia Lui a guidarci nella preghiera.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, au terme du cycle de catéchèses sur le “Notre Père”, nous pouvons dire que la prière chrétienne naît de l’audace de nommer Dieu, “Père”. Il ne s’agit pas tant d’une formule que de l’expression d’une intimité filiale dans laquelle nous sommes introduits grâce à Jésus. Ainsi, en lisant les Évangiles, nous découvrons que les expressions utilisées par Jésus pour prier le Père rappellent le texte du “Notre Père”, et cela jusque dans l’expérience de la nuit de Gethsémani. Nous constatons aussi que Jésus exhorte ses disciples à une prière insistante et confiante, à cultiver un esprit de prière qui garde mémoire des frères, en particulier dans les relations difficiles. Avec cela, l’ensemble du Nouveau Testament nous montre que le premier protagoniste de toute prière chrétienne est l’Esprit Saint: c’est lui qui nous fait prier dans le sillon creusé par Jésus pour nous et qui nous fait entrer dans le dialogue d’amour de la Sainte Trinité. Ainsi, porté par l’amour de Jésus qui a été jusqu’à éprouver l’abandon de Dieu, nous pouvons prier dans toutes les situations “mon Dieu” parce qu’il est notre Père. Et nous sommes appelés à lui confier sans cesse nos frères et sœurs en humanité, pour qu’aucun d’eux, en particulier les pauvres, ne reste sans consolation et sans une part de cet amour.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i pellegrini provenienti dalla Francia e da altri paesi francofoni, in particolare i parrocchiani di Hérouville-Saint-Clair e Roanne; i giovani dei vari collegi di Francia, nonché il gruppo dei fedeli provenienti dal Camerun. Nelle situazioni di gioia e di tristezza, possa lo Spirito Santo aiutarci ad entrare nella preghiera di Gesù, e con lui, per mezzo di lui e in lui, come figli fiduciosi, pregare il "Padre nostro". Vorrei ricordare con voi oggi, suor Ines Nieves Sancho, di 77 anni, educatrice delle ragazze povere da decenni, uccisa barbaramente in Centrafrica proprio nel locale dove insegnava a cucire alle ragazze. Una donna in più che dà la vita per Gesù nel servizio ai poveri. Preghiamo insieme.

Speaker:

Je suis heureux de saluer les pèlerins venus de France et d’autres pays francophones, en particulier des paroissiens d’Hérouville-Saint-Clair et de Roanne et des jeunes de divers collèges de France, ainsi qu’un groupe de pèlerins du Cameroun. Dans les situations de joie et de peine, que l’Esprit Saint nous aide à entrer dans la prière de Jésus, et avec lui, par lui et en lui, comme des enfants pleins de confiance, à prier “Notre Père”. Je voudrais aujourd’hui faire mémoire avec vous de Sœur Inès Nieves Sancho, âgée de 77 ans, éducatrice des jeunes filles pauvres depuis des années, qui a été tuée de manière barbare en Centrafrique, à l’endroit même où elle enseignait aux jeunes filles à coudre. Une femme de plus qui donne sa vie pour Jésus dans le service des pauvres. Prions en silence - [silence puis Ave Maria…] Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: Today we conclude our catechesis on the “Our Father”. Jesus has revealed to us that Christian prayer begins with the audacity to call God “Father”. Indeed, each of the expressions that our Lord himself uses in prayer brings to mind the text of the “Our Father”. Throughout the New Testament, moreover, it is clear that the first principle of every prayer is the Holy Spirit, who breathes into the hearts of the disciples. Herein lies the mystery of Christian prayer: that by grace we are drawn into the Holy Trinity’s dialogue of love. On the cross Jesus cries out: “My God, my God”, and we see here the fulcrum of his relationship with the Father. This also reflects the heart of our own trust and prayer. At the end of this catechesis, let us repeat this prayer of Jesus: “I bless you, Father, Lord of heaven and of earth, for hiding these things from the learned and the clever and revealing them to little children”.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Belgio, Tanzania, Nuova Zelanda, Cina, Indonesia, Filippine, Vietnam, Canada e Stati Uniti d’America. Nella gioia del Cristo Risorto, invoco su di voi e sulle vostre famiglie l’amore misericordioso di Dio nostro Padre. Il Signore vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from England, Belgium, Tanzania, New Zealand, China, Indonesia, the Philippines, Vietnam, Canada and the United States of America. In the joy of the Risen Christ, I invoke upon you and your families the loving mercy of God our Father. May the Lord bless you all!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, heute beschließen wir unsere Katechesen über das Vaterunser. Man kann sagen, dass das christliche Gebet aus dem Wagemut entsteht, Gott als „Vater“ anzusprechen. Hierbei geht es nicht um das Aufsagen einer bloßen Formel, sondern um eine Familiarität mit dem Vater, den Jesus uns offenbart; um eine Gotteskindschaft, an der wir durch die Gnade teilnehmen dürfen. In den Evangelien stößt man auf verschiedene Gebete, die Jesus an den Vater richtet und in denen er das Vaterunser anklingen lässt, so beispielsweise im Garten Getsemani oder wenn er die Jünger zur Vergebung aufruft, bevor sie zum Vater beten. Bei der Betrachtung des Neuen Testaments als Ganzes wird deutlich, dass der Hauptakteur des christlichen Gebets der im Herzen der Jünger wehende Heilige Geist ist. Er macht uns fähig, als Kinder Gottes zu beten, die wir durch die Taufe wahrhaft geworden sind. So kann der Christ ausgehend von dieser Beziehung mit dem Vater in jeder Situation beten und dabei besonders auf die Psalmen zurückgreifen, aber auch auf die zahlreichen Gebete, die das menschliche Herz über die Jahrhunderte hervorgebracht hat. Erzählen wir dem Vater alles über uns, aber auch über unsere Brüder und Schwestern, besonders die Notleidenden, auf dass niemand ohne Trost und ohne Liebe bleibe und wir im Vertrauen zum Vater wachsen.

Santo Padre:

Saluto di cuore i pellegrini di lingua tedesca, specialmente gli studenti di teologia delle università di Innsbruck e di Salzburg. Chiediamo allo Spirito Santo di guidarci e di rafforzarci nella nostra relazione con il Padre celeste, seguendo fedelmente il suo Figlio Divino, il Signore Gesù.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Pilger deutscher Sprache, insbesondere die Theologiestudierenden der Universitäten Innsbruck und Salzburg. Bitten wir den Heiligen Geist, uns in unserer Beziehung zum himmlischen Vater zu führen und zu stärken, indem wir seinem göttlichen Sohn Jesus, dem Herrn, treu folgen.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En este día concluimos el ciclo de catequesis sobre el Padrenuestro, la oración que el Señor Jesús enseñó a sus discípulos. Hoy también nosotros, como discípulos de Jesús, fieles a su recomendación «y siguiendo su divina enseñanza», continuamos haciéndola nuestra. No se trata de una fórmula para repetir de modo mecánico, sino de una intimidad filial por la que podemos llamar a Dios «¡Abbá!, Papá». Es la intimidad en la que Jesús, el revelador del Padre, nos introduce por su gracia. El Catecismo de la Iglesia católica nos recuerda que: «es el Espíritu Santo, [quien] a través de la Palabra de Dios, enseña a los hijos de Dios a hablar con su Padre» (N.2766).

Si leemos atentamente los Evangelios, vemos que todas las expresiones con las que Jesús reza, en los diferentes momentos de su vida, hacen referencia al texto del Padrenuestro. Constatamos, además, cómo Jesús invita a sus discípulos a cultivar un espíritu de oración, a orar insistentemente y a tener siempre presentes a los hermanos y sus necesidades.

El Nuevo Testamento nos revela que el primer protagonista de toda oración cristiana es el Espíritu Santo, que hemos recibido en nuestro bautismo y que nos hace capaces de orar como lo que somos, es decir, Hijos de Dios, siguiendo el ejemplo del Señor Jesús. Este es el misterio de la oración cristiana, que nos introduce en el diálogo amoroso de la Santísima Trinidad.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española venidos de España y Latinoamérica, como también a los peregrinos de la diócesis de Ebibeyin, Guinea Ecuatorial, acompañados por su Obispo. A todos los animo a que pidan al Señor la gracia de ser hombres y mujeres de oración, y que recuerden ante el Padre a todos nuestros hermanos y hermanas, especialmente a los más necesitados y abandonados, para que a ninguno falte consolación y amor. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

Ao encerrar hoje o ciclo de catequeses sobre a oração do Pai Nosso, podemos chegar à conclusão de que a oração cristã nasce da audácia de poder chamar Pai a Deus. Trata-se de um ato de intimidade filial, fruto da graça de Jesus que nos introduz na familiaridade com Deus. Em diversas passagens do Novo Testamento, podemos ver como Jesus, com o seu exemplo e palavras, nos ensina o sentido da oração do Pai-Nosso. Pensemos nos discípulos que, vendo Jesus passar longos momentos em oração, pedem que Ele lhes ensine como rezar. Ou no Getsemani, onde, ao invocar a Deus chamando-o de Abbá, Jesus demonstra a confiança num momento de angústia. Ou quando Jesus fala da necessidade de rezar de modo insistente e lembrando-se sempre dos irmãos, sobretudo com a disponibilidade de perdoar as ofensas recebidas. Em suma, Jesus nos ensina que o cristão pode rezar em qualquer situação, seja com expressões retiradas da Bíblia, como os salmos, seja com expressões que brotaram dos corações de tantos homens e mulheres que se sabiam amados pelo Pai.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese, in particolare al gruppo della “Radio Renascença” e ai diversi gruppi di brasiliani. Sono tanti oggi! In questo mese dedicato alla Vergine Maria, cercate di contemplare più intensamente il volto del Signore Gesù con la recita del Rosario, affinché Egli sia il centro dei vostri pensieri, delle vostre azioni, della vostra vita! Anche, vorrei salutare il cardinale Falcão, arcivescovo emerito di Brasilia, che sta festeggiando il settantesimo di ordinazione sacerdotale! Bell’esempio! Grazie, Eminenza, per la sua testimonianza.

Speaker:

Dirijo uma cordial saudação aos peregrinos de língua portuguesa, nomeadamente ao grupo da “Rádio Renascença” e aos diversos grupos de brasileiros. São muitos hoje! Neste mês dedicado à Virgem Maria, buscai contemplar mais intensamente a face do Senhor Jesus com a oração do Terço, para que Ele seja o centro dos vossos pensamentos, das vossas ações, da vossa vida. Queria também saudar o Cardeal Falcão, Arcebispo emérito de Brasília, que está festejando o septuagésimo aniversário de ordenação sacerdotal! Um belo exemplo! Obrigado, Eminência, pelo seu testemunho.

In lingua araba

Speaker:

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، نختتم اليوم سلسلة التعاليم حول "صلاة الأبانا". يمكننا أن نقول إنّ الصلاة المسيحية تولد من شجاعة أن ندعو الله باسم "أب". لا يتعلّق الأمر بمجرد صيغة بقدر ما هو حميميّة بنويّة أُدخلنا فيها بفضل النعمة: يسوع هو الذي أظهر لنا الآب ويعطينا هذه الألفة معه. في ليلة الجتسماني صلّى يسوع بهذه الطريقة: "أبَّا، يا أَبَتِ، إِنَّكَ على كُلِّ شَيءٍ قَدير، فَاصرِفْ عنَّي هذِه الكَأس. ولكِن لا ما أَنا أَشاء، بل ما أنتَ تَشاء"؛ وسط الظلمات، يدعو يسوع الله باسم "أبَّا"، بثقة بنويّة بالرغم من شعوره بالخوف والقلق ويطلب أن تتمَّ مشيئته. في إنجيل لوقا يرضي يسوع بالكامل طلب التلاميذ الذين، وإذ رأوه غالبًا ما ينفرد ويغوص في الصلاة، قرّروا أن يسألوه يومًا: "يا ربّ، عَلِّمنا أَن نُصَلِّيَ كَما عَلَّمَ يوحنَّا – المعمدان – تَلاميذَه". عندها علّمهم المعلِّم أن يصلّوا إلى الآب. إن أخذنا العهد الجديد بمجمله بعين الاعتبار نرى بوضوح أنَّ الرائد الأوّل لكلِّ صلاة مسيحية هو الروح القدس الذي يهبُّ في قلب التلميذ. إن الروح القدس يجعلنا قادرين على الصلاة كأبناء لله، أي ما نحن عليه حقًا بفضل المعموديّة. إن الروح القدس يجعلنا نصلّي على الخطى التي رسمها لنا يسوع. لهذا، وانطلاقًا من هذه النواة يمكن للمسيحي أن يصلّي في جميع الحالات. يمكنه أن يتبنّى جميع صلوات الكتاب المقدّس، ولاسيما المزامير؛ ولكن يمكنه أن يصلّي بواسطة عبارات كثيرة قد انبعثت خلال آلاف السنين من قلب البشر. أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، في نهاية هذا التعليم يمكننا أن نكرّر صلاة يسوع: "أَحمَدُكَ يا أَبَتِ، رَبَّ السَّماءِ والأَرض، على أَنَّكَ أَخفَيتَ هذِه الأَشياءَ على الحُكَماءِ والأَذكِياء، وَكَشَفتَها لِلصِّغار".

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, vi incoraggio a rivolgervi a Dio come Padre che ci ama e ci viene incontro. Non stanchiamoci di invocarLo, perché Egli, come Padre buono, viene a sanare le nostre ferite e a ridarci la gioia di essere suoi figli. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللّغةِ العربيّة، وخاصةً بالقادمينَ من الشرق الأوسط. أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، أشجّعكم على أن تتوجّهوا إلى الله كأب يحبنا ويأتي إلى لقائنا. لا نتعبّنَّ أبدًا من التضرّع إليه لأنّه وكأب صالح يأتي ليشفي جراحنا ويعيد إلينا فرح أن نكون أبناءه. ليبارككم الرب!

In lingua polacca

Speaker:

Dzisiaj kończymy cykl katechez na temat „Ojcze nasz”. Możemy powiedzieć, że modlitwa chrześcijańska rodzi się z odwagi wzywania Boga jako Ojca. Wyraża ona dziecięcą bliskość, do której jesteśmy wprowadzeni przez łaskę: Jezus objawia nam Ojca i obdarza nas zażyłością z Nim. „Nie pozostawia nam jakiejś formuły do mechanicznego powtarzania. Jak w każdej modlitwie ustnej, przez Słowo Boże Duch Święty uczy dzieci Boże modlitwy do Ojca” (Katechizm Kościoła Katolickiego, 2766). Pierwszym działającym w każdej modlitwie chrześcijańskiej jest Duch Święty, który tchnie w sercu ucznia. Duch czyni nas zdolnymi do modlitwy w postawie dzieci Bożych, którymi naprawdę jesteśmy na mocy chrztu. Duch Święty sprawia, że modlimy się z ufną uległością woli Pana. Oto tajemnica modlitwy chrześcijańskiej: dzięki łasce zostaliśmy włączeni w dialog miłości Trójcy Przenajświętszej. Na zakończenie tej katechezy możemy powtórzyć modlitwę Jezusa: „Wysławiam Cię, Ojcze, Panie nieba i ziemi, że zakryłeś te rzeczy przed mądrymi i roztropnymi, a objawiłeś je prostaczkom” (Łk 10, 21 ).

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, animati dallo Spirito Santo e incoraggiati dall’esempio del nostro Signore Gesù Cristo, con fiducia e dedizione di figli preghiamo il nostro Padre celeste per noi, per le nostre famiglie, per la Chiesa e per l’umanità, affinché si compia per tutti la sua volontà salvifica. Affido voi e i vostri cari alla materna protezione di Maria Ausiliatrice, e vi benedico di cuore.

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, ożywieni przez Ducha Świętego i zachęceni przykładem naszego Pana Jezusa Chrystusa, z dziecięcą ufnością i oddaniem módlmy się do Ojca niebieskiego za nas, za nasze rodziny, za Kościół i za całą ludzkość, aby dla wszystkich wypełniała się Jego zbawcza wola. Zawierzam was i waszych bliskich matczynej opiece Maryi Wspomożycielki wiernych i z serca wam błogosławię.

In lingua ucraina

Speaker:

Сердечно вітаю українських паломників, а особливо групу військових, які брали участь у щорічному Національному Військовому Паломництві до Люрду.

Постійно молю Воскреслого Господа, щоб наповнив серця українців любов'ю та спокоєм і дарував свій мир усій Країнi. Нехай Господь Бог Благословить усіх Вас!

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini ucraini, in modo particolare il gruppo dei militari che hanno partecipato all’annuale Pellegrinaggio Militare Nazionale a Lourdes. Continuamente prego il Signore Risorto, affinché riempia di amore e di serenità i cuori degli ucraini e doni a tutto il Paese la sua pace. Dio vi benedica tutti!

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

Sono lieto di accogliere i partecipanti all’Incontro promosso dall’Unione mondiale delle Organizzazioni femminili cattoliche; e le Suore di Nostra Signora.

Saluto i Gruppi parrocchiale, in particolare quelli di San Giuseppe Vesuviano e di Vaglio di Basilicata; la Comunità Congolese cattolica di Roma; l’Associazione missionari multisetting Kairòs; il Centro Sportivo Italiano di Latina; e gli Istituti scolastici, specialmente quello di Giulianova Lido.

Un pensiero particolare rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli.

Santa Rita da Cascia, di cui oggi ricorre la memoria,fu donna, sposa, madre, vedova e monaca del suo tempo. Le donne di oggi, sul suo esempio, possano manifestare il medesimo entusiasmo di vita e, al contempo, essere capaci dello stesso amore che ella riservò a tutti incondizionatamente.

Appello del Santo Padre

Venerdì prossimo, 24 maggio, celebreremo la festa della Beata Vergine Maria “Aiuto dei Cristiani”, particolarmente venerata in Cina al Santuario di “Nostra Signora di Sheshan”, presso Shanghai.

Tale felice occasione mi permette di esprimere speciale vicinanza e affetto a tutti i cattolici in Cina, i quali, tra quotidiane fatiche e prove, continuano a credere, a sperare e ad amare.

Cari fedeli in Cina, la nostra Mamma del Cielo vi aiuti tutti ad essere testimoni di carità e di fraternità, mantenendovi sempre uniti nella comunione della Chiesa universale. Prego per voi e vi benedico.

Preghiamo insieme la Madonna: Ave Maria…

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 22 maggio 2019


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