Udienza generale 13 giugno 2018

papa francesco saluto post udienzaL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.20, in Piazza San Pietro, dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, iniziando un nuovo ciclo di catechesi sui Comandamenti, ha incentrato la sua meditazione sul desiderio di una vita piena (Brano biblico: dal Vangelo secondo Marco 10, 17-21).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello per i Campionati Mondiali di Calcio che si aprono domani in Russia.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi è la festa di Sant’Antonio di Padova. Chi di voi si chiama Antonio? Un applauso a tutti gli “Antoni”. Iniziamo oggi un nuovo itinerario di catechesi sul tema dei comandamenti. I comandamenti della legge di Dio. Per introdurlo prendiamo spunto dal brano appena ascoltato: l’incontro fra Gesù e un uomo - è un giovane - che, in ginocchio, gli chiede come poter ereditare la vita eterna (cfr Mc 10,17-21). E in quella domanda c’è la sfida di ogni esistenza, anche la nostra: il desiderio di una vita piena, infinita. Ma come fare per arrivarci? Quale sentiero percorrere? Vivere per davvero, vivere un’esistenza nobile… Quanti giovani cercano di “vivere” e poi si distruggono andando dietro a cose effimere.

Alcuni pensano che sia meglio spegnere questo impulso - l’impulso di vivere - perché pericoloso. Vorrei dire, specialmente ai giovani: il nostro peggior nemico non sono i problemi concreti, per quanto seri e drammatici: il pericolo più grande della vita è un cattivo spirito di adattamento che non è mitezza o umiltà, ma mediocrità, pusillanimità.1 Un giovane mediocre è un giovane con futuro o no? No! Rimane lì, non cresce, non avrà successo. La mediocrità o la pusillanimità. Quei giovani che hanno paura di tutto: “No, io sono così …”. Questi giovani non andranno avanti. Mitezza, forza e niente pusillanimità, niente mediocrità. Il Beato Pier Giorgio Frassati – che era un giovane - diceva che bisogna vivere, non vivacchiare.2 I mediocri vivacchiano. Vivere con la forza della vita. Bisogna chiedere al Padre celeste per i giovani di oggi il dono della sana inquietudine. Ma, a casa, nelle vostre case, in ogni famiglia, quando si vede un giovane che è seduto tutta la giornata, a volte mamma e papà pensano: “Ma questo è malato, ha qualcosa”, e lo portano dal medico. La vita del giovane è andare avanti, essere inquieto, la sana inquietudine, la capacità di non accontentarsi di una vita senza bellezza, senza colore. Se i giovani non saranno affamati di vita autentica, mi domando, dove andrà l’umanità? Dove andrà l’umanità con giovani quieti e non inquieti?

La domanda di quell’uomo del Vangelo che abbiamo sentito è dentro ognuno di noi: come si trova la vita, la vita in abbondanza, la felicità? Gesù risponde: «Tu conosci i comandamenti» (v. 19), e cita una parte del Decalogo. È un processo pedagogico, con cui Gesù vuole guidare ad un luogo preciso; infatti è già chiaro, dalla sua domanda, che quell’uomo non ha la vita piena, cerca di più è inquieto. Che cosa deve dunque capire? Dice: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza» (v. 20).

Come si passa dalla giovinezza alla maturità? Quando si inizia ad accettare i propri limiti. Si diventa adulti quando ci si relativizza e si prende coscienza di “quello che manca” (cfr v. 21). Quest’uomo è costretto a riconoscere che tutto quello che può “fare” non supera un “tetto”, non va oltre un margine.

Com’è bello essere uomini e donne! Com’è preziosa la nostra esistenza! Eppure c’è una verità che nella storia degli ultimi secoli l’uomo ha spesso rifiutato, con tragiche conseguenze: la verità dei suoi limiti.

Gesù, nel Vangelo, dice qualcosa che ci può aiutare: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17). Il Signore Gesù regala il compimento, è venuto per questo. Quell’uomo doveva arrivare sulla soglia di un salto, dove si apre la possibilità di smettere di vivere di sé stessi, delle proprie opere, dei propri beni e – proprio perché manca la vita piena – lasciare tutto per seguire il Signore.3 A ben vedere, nell’invito finale di Gesù – immenso, meraviglioso – non c’è la proposta della povertà, ma della ricchezza, quella vera: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!» (v. 21).

Chi, potendo scegliere fra un originale e una copia, sceglierebbe la copia? Ecco la sfida: trovare l’originale della vita, non la copia. Gesù non offre surrogati, ma vita vera, amore vero, ricchezza vera! Come potranno i giovani seguirci nella fede se non ci vedono scegliere l’originale, se ci vedono assuefatti alle mezze misure? È brutto trovare cristiani di mezza misura, cristiani – mi permetto la parola – “nani”; crescono fino ad una certa statura e poi no; cristiani con il cuore rimpicciolito, chiuso. È brutto trovare questo. Ci vuole l’esempio di qualcuno che mi invita a un “oltre”, a un “di più”, a crescere un po’. Sant’Ignazio lo chiamava il “magis”, «il fuoco, il fervore dell’azione, che scuote gli assonnati». 4

La strada di quel che manca passa per quel che c’è. Gesù non è venuto per abolire la Legge o i Profeti ma per dare compimento. Dobbiamo partire dalla realtà per fare il salto in “quel che manca”. Dobbiamo scrutare l’ordinario per aprirci allo straordinario.

In queste catechesi prenderemo le due tavole di Mosè da cristiani, tenendoci per mano a Gesù, per passare dalle illusioni della giovinezza al tesoro che è nel cielo, camminando dietro di Lui. Scopriremo, in ognuna di quelle leggi, antiche e sapienti, la porta aperta dal Padre che è nei cieli perché il Signore Gesù, che l’ha varcata, ci conduca nella vita vera. La sua vita. La vita dei figli di Dio.

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 [1] I Padri parlano di pusillanimità (oligopsychìa). S. Giovanni Damasceno la definisce come «il timore di compiere un’azione» (Esposizione esatta della fede ortodossa, II,15) e S. Giovanni Climaco aggiunge che «la pusillanimità è una disposizione puerile, in un’anima che non è più giovane» (La Scala, XX, 1, 2).

 [2] Cfr Lettera a Isidoro Bonini, 27 febbraio 1925.

 [3] «L’occhio è stato creato per la luce, l’orecchio per i suoni, ogni cosa per il suo fine, e il desiderio dell’anima per slanciarsi verso il Cristo» (Nicola Cabasilas, La vita in Cristo, II, 90).

 [4] Discorso alla XXXVI Congregazione Generale della Compagnia di Gesù, 24 ottobre 2016: «Si tratta di magis, di quel plus che porta Ignazio ad iniziare processi, ad accompagnarli e a valutare la loro reale incidenza nella vita delle persone, in materia di fede, o di giustizia, o di misericordia e carità».

 Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:
Frères et sœurs, nous commençons aujourd’hui un nouvel itinéraire de catéchèse sur le thème des commandements. Pour l’introduire, nous pouvons nous arrêter au passage de l’évangile que nous avons entendu tout à l’heure. Dans la demande de l’homme il y a le défi de toute existence: le désir d’une vie pleine, infinie. Comment faire pour y arriver? Je voudrais dire en particulier aux jeunes que notre pire ennemi ce ne sont pas les problèmes concrets, mais la médiocrité, la peur d’agir. Pour eux, il faut demander au Père céleste le don de la saine inquiétude, la capacité de ne pas se contenter d’une vie sans beauté, sans couleur. Si les jeunes ne sont pas affamés d’une vie authentique, où ira l’humanité? On passe à la maturité, on devient adulte, quand on commence à accepter ses propres limites, quand on prend conscience de ce qui manque. L’invitation de Jésus à l’homme de l’évangile est merveilleuse, c’est la proposition de la véritable richesse: «Une seule chose te manque: va, vends ce que tu as et donne-le aux pauvres; alors tu auras un trésor au ciel. Puis viens, suis-moi».Jésus n’offre pas des succédanés, mais une vie véritable, un amour vrai, une vraie richesse. Il nous invite à “unplus”. Au cours de ces catéchèses nous prendrons la main de Jésus pour marcher avec lui et passer des illusions de la jeunesse au trésor qui est dans le ciel.

Santo Padre:
Saluto cordialmente i pellegrini provenienti dalla Francia e dal Canada, nonché quelli di altri paesi francofoni. Saluto in particolare i giovani del liceo Paul Mélizan di Marsiglia e i fedeli del Santuario di Montligeon. Cari amici, non abbiate paura di prendere la mano di Gesù per seguirlo. Egli vi condurrà sulla strada della vera vita. Dio ti benedica!

Speaker:
Je salue cordialement les pèlerins provenant de France et du Canada ainsi que d’autres pays francophones. Je salue en particulier les jeunes du lycée Paul Mélizan de Marseille et les fidèles du sanctuaire de Montligeon. Chers amis, n’ayez pas peur de prendre la main de Jésus pour marcher à sa suite. Il vous conduira sur le chemin de la vraie vie. Que Dieu vous bénisse !

In lingua inglese

Speaker:
ear brothers and sisters: Today we begin a new series of catecheses dealing with the commandments. In the Gospel passage we heard earlier, a young man asks Jesus: “What must I do to inherit eternal life?”. His question expresses the universal desire, felt especially by young people, to live a full and authentic existence and not to settle for a life of bland mediocrity. Jesus first tells the young man to follow the commandments, but then points beyond them to something “greater”, something that is still lacking. He invites the young man, who has obeyed the commandments from childhood, to sell what he has, give to the poor and follow him, promising that in this way he will have “treasure in heaven” (Mk 10:21). Here we see the meaning of Jesus’ saying that he came, “not to abolish the Law but to fulfil it”. The Lord wishes to give us that something greater, the treasure of life in abundance. In coming weeks, we will reflect on how the Law finds its fulfilment in the new life of grace. In the Ten Commandments, read in the light of Christ, we will find a door through which we can follow Jesus to the fullness of life: his own life and our life as God’s children.

Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Scozia, Malta, Australia, Indonesia, Liechtenstein, Malaysia, Filippine, Canada e Stati Uniti d’America. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:
I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from England, Scotland, Malta, Australia, Indonesia, Liechtenstein, Malaysia, the Philippines, Canada and the United States of America. Upon all of you, and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:
Liebe Brüder und Schwestern, heute wollen wir uns auf eine neue Katechesenreihe zu den Zehn Geboten einstimmen und mit der Frage unserer Sehnsucht nach einem Leben in Fülle auseinandersetzen. Wir Menschen, gerade die jungen unter uns, suchen das wahre „Leben“, zerstören es dabei aber oft mit kurzfristigen Freuden. Manche unterdrücken aber auch diese Sehnsucht und geben sich den gefährlichen Feinden der Mittelmäßigkeit und des Kleinmuts hin. Wir alle und in besonderer Weise die jungen Menschen sollen von Gott eine gesunde Unruhe erbitten, die nach dem wirklichen Leben hungert. Im soeben gehörten Abschnitt des Markusevangeliums (10,17-21) weist Jesus einem Mann den Weg der Fülle. Dieser befolgt bereits die Zehn Gebote. Aber es geht um mehr. Es geht um die Fülle. Jesus, der nicht gekommen ist, das Gesetz und die Propheten aufzuheben, sondern sie zu erfüllen (vgl. Mt 5,17), macht uns Mut, uns nach dem, was uns noch fehlt, auszustrecken. Er selbst wird die Erfüllung schenken. Dabei geht es nicht darum, etwas zu verlieren, sondern das Große, den himmlischen Schatz zu gewinnen. Lasst uns zu reifen Christen werden, die ihre Begrenztheit erkennen und das Verlangen haben, den Weg zur Fülle des Lebens zu gehen, den Christus uns zeigt.

Santo Padre:
Un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua tedesca, in particolare saluto il Movimento Schoenstatt di Germania. Il mese di giugno è dedicato al Sacratissimo Cuore di Gesù, che invochiamo nella relativa Litania come “desiderio della patria eterna”. Affidiamo a Gesù il compimento di tutti i nostri desideri. Dio vi benedica.

Speaker:
Herzlich heiße ich die Pilger deutscher Sprache willkommen, besonders die Gruppe der Schönstattbewegung Deutschland. Der Monat Juni ist dem Heiligsten Herzen Jesu gewidmet, das wir in der entsprechenden Litanei anrufen als „Sehnsucht der Schöpfung von Anbeginn“. Vertrauen wir Jesus die Erfüllung all unserer Sehnsüchte an. Gott segne euch.

In lingua spagnola

Queridos hermanos:

Comenzamos hoy una nueva serie de catequesis dedicada a los mandamientos. Nos sirve de introducción el diálogo de Jesús con aquel hombre que se acercó a preguntarle lo que tenía que hacer para heredar la vida eterna. En su pregunta latía el deseo de una vida plena, auténtica. Jesús le responde indicándole el camino del cumplimiento de los mandamientos. Pero él, a pesar de que cumple los mandamientos desde pequeño, siente que le sigue faltando algo. Así, mediante un proceso pedagógico, Jesús lleva a esa persona a reconocer sus propios límites para que confíe en él, el Hijo de Dios, el único que puede dar una vida plena. El hombre debía convencerse de que ya no puede vivir de sí mismo, de sus propias obras, de sus propios bienes; es necesario que lo deje todo para seguir al Señor, porque Él es la vida plena, el amor verdadero y la riqueza auténtica.

En estas catequesis intentaremos ver cada uno de los mandamientos como esa puerta que el Padre celeste ha abierto para conducirnos a la vida verdadera, dejando que Jesús nos tome de la mano y nos ayude a atravesarla.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española provenientes de España y América Latina. De modo particular, saludo a los profesores y alumnos del Seminario Menor de Madrid. Pidamos a la Virgen María que obtenga para nosotros la gracia de volver a descubrir y revivir los diez mandamientos como un camino de amor que nos llevará a la vida verdadera, que es Cristo. Que el Señor los bendiga. Muchas gracias.

In lingua portoghese

Speaker:
Começamos hoje um novo ciclo de catequeses sobre os Mandamentos. Repassaremos as duas Tábuas de Moisés, guiados por Jesus e seguindo os seus passos. Em cada um dos dez Mandamentos, descobriremos a porta aberta pelo Pai do Céu para que o Senhor Jesus, que a cruzou, nos conduza à vida dos filhos de Deus. Faremos como aquele homem do Evangelho, o qual, sedento de vida verdadeira, foi ter com Jesus e perguntou: «Que devo fazer para alcançar a vida eterna?» Jesus respondeu, citando uma parte do Decálogo que, aliás, o homem conhecia e já praticava. E contudo a pergunta feita por aquele homem denota que ele não possuía a vida plena. Aquele homem tomara consciência dos seus limites, de que lhe faltava qualquer coisa. Jesus sabe-o e, com a sua resposta, inicia um processo pedagógico procurando guiá-lo até àquilo que lhe falta. Entretanto a estrada até àquilo que lhe falta passa por aquilo que já tem; é preciso perscrutar o ordinário para nos abrirmos ao extraordinário. De facto, o próprio Jesus nos avisa: «Não penseis que vim revogar a Lei ou os Profetas. Não vim revogá-los, mas levá-los à perfeição». Veio para isso. Deve-se partir da realidade para dar um salto para «aquilo que falta»; na realidade, está o trampolim para dar um salto para a vida perfeita: deixar de viver para si mesmo, para as próprias obras, para os próprios bens e – precisamente porque lhe falta a vida plena – deixar tudo para seguir o Senhor. Se observarmos bem, no convite final de Jesus, a proposta não é pobreza mas riqueza: «terás um tesouro nos Céus; vem e segue-Me». O Senhor Jesus é a perfeição, o pleno cumprimento dos Mandamentos.

Santo Padre:
Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese, in particolare ai gruppi brasiliani di Anápolis e di Palotina, e ai numerosi fedeli di Lisboa e di Porto, con risalto per il «Colégio da Paz» e la «Confraria da Pedra». Per tutti chiedo a Dio il dono di una sana inquietudine, di non accontentarvi mai di una vita senza ideale, senza bellezza. Scommettete su una vita di donazione gioiosa al prossimo. Volentieri benedico voi e i vostri cari!

Speaker:
Dirijo uma cordial saudação aos peregrinos de língua portuguesa, nomeadamente aos grupos brasileiros de Anápolis e Palotina e aos numerosos fiéis de Lisboa e Porto, com destaque para o «Colégio da Paz» e a «Confraria da Pedra». Para todos, peço a Deus o dom duma sadia inquietude, de não vos contentardes jamais com uma vida sem ideal nem beleza. Apostai numa vida de jubilosa doação ao próximo. De bom grado vos abençoo a vós e aos vossos entes queridos!

In lingua araba

Speaker:[استهل قداسة البابا سلسلة جديدة من التعاليم تتناول موضوع الوصايا، وتكلم اليوم عن أهمية عيش حياتنا ‏بالملء ‏والتوق إلى الحياة الأبدية. وأوضح البابا أن عدو الإنسان الأسواء هو روح التأقلم والاستسلام للواقع ‏والرضوخ ‏للخمول والخوف؛ وحث قداسته الشبيبة بشكل خاص إلى عدم الاكتفاء بحياة باهتة، بدون جمال أو لون، ‏وإلى ‏ضرورة الانفتاح على المسيرة التربوية التي يقدمها لنا الرب، أي مسيرة التحرر من العبودية والسير نحو ‏الملء ‏والنضوج. وقال قداسته إن هذا يتطلب منا أن نتعرف أولا على أوجه قصورنا، وأن نقبلها، كيما ننتقل من ‏الاتكال ‏على أنفسنا وعلى قوتنا الخاصة المحدودة، إلى الاعتماد على الله والتوق إلى ما هو أسمى وأعظم، أي إلى ‏الغنى ‏الحقيقي الذي وحده الرب قادر على أن يهبنا إياه‏‏].

Santo Padre:
Saluto cordialmente i pellegrini di lingua ‎araba, ‎in ‎‎‎particolare ‎quelli ‎provenienti ‎dalla Siria, dal Libano e dal Medio Oriente. Dio ci ha donato la ‎vita per viverla, non nella pigrizia e nell'esitazione, ma nella pienezza e nella tenacia. ‎Egli ci ha rivelato come raggiungere questa vita attraverso la Sua Parola Vivente e i ‎Suoi sacri Comandamenti. Chi accetta questa Parola e vive secondo questi ‎Comandamenti, supera la limitata ricchezza umana e riceve la vera ricchezza che ‎solo Dio può dare. Così l'uomo trova in Dio la sua vera felicità e il suo tesoro più ‎prezioso. Il Signore vi benedica e vi protegga dal‎ maligno!‎‎

Speaker:أرحب بمودة بالحاضرين الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالقادمين من سوريا ومن لبنان ومن الشرق ‏الأوسط. لقد وهبنا الله الحياة كيما نعيشها، لا بالخمول والتردد، إنما بالملء والاقدام، وقد كشف لنا عن كيفية ‏التوصل لهذه الحياة عبر كلمته المحيية ووصياه المقدسة. فمن يقبل هذه الكلمة ويحيا بحسب هذه الوصايا يتخطى ‏الغني البشري المحدود، وينال الغنى الحقيقي الذي وحده الله قادر على أن يعطيه. هكذا يجد الانسان في الله ‏السعادة الحقيقية والكنز الأثمن. ليبارككم الرب جميعا ويحرسكم من الشرير‏!

In lingua polacca

Speaker:
Dzisiejszą katechezą Ojciec Święty rozpoczyna nowy cykl poświęcony przykazaniom. W Ewangelii pewien człowiek pyta Jezusa, w jaki sposób możemy otrzymać życie wieczne? (por. Mk 10,17-21). W tym pytaniu kryje się pragnienie życia pełnego, nieskończonego. Jest ono w każdym z nas: jak można zaleźć życie, życie w obfitości? Jezus odpowiada: „Znasz przykazania” (w. 19) i cytuje część Dekalogu. Jest to proces pedagogiczny, poprzez który Jezus chce prowadzić od młodości do dojrzałości. Takie przejście dokonuje się, kiedy zaczynamy akceptować swoje ograniczenia, nabieramy dystansu do siebie i uświadamiamy sobie to, „czego nam brakuje” (por. w. 21). Jezus w Ewangelii mówi: „Nie sądźcie, że przyszedłem znieść Prawo albo Proroków. Nie przyszedłem znieść, ale wypełnić” (Mt 5, 17). To On obdarza spełnieniem. Na to przyszedł. Proponuje owemu człowiekowi, by przestał żyć samym sobą, swoimi dziełami, swoimi dobrami i – właśnie dlatego, że brakuje mu życia w pełni – by opuścił wszystko i poszedł za Nim. W tym zaproszeniu Jezusa nie ma propozycji ubóstwa, lecz bogactwa, tego prawdziwego: „będziesz miał skarb w niebie” (w. 21). W następnych katechezach weźmiemy dwie tablice Mojżesza jako chrześcijanie, trzymając się ręką Jezusa, aby podążając za Nim przejść od złudzeń młodości do skarbu, który jest w niebie.

Santo Padre:
Do un cordiale benvenuto ai pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, il pellegrinaggio alle radici apostoliche del cristianesimo è un momento opportuno per cercare le risposte alle domande essenziali, come quella sulla quale riflettiamo oggi: Che cosa fare di buono, per ottenere la vita eterna? Cercatele alla luce della testimonianza di fede, di speranza e di amore dei seguaci di Cristo, a partire dagli Apostoli Pietro e Paolo, fino ai santi dei nostri tempi. Abbiate coraggio di desiderare “il tesoro in cielo” che Cristo ci ha promesso! Vi benedico di cuore.

Speaker:
Serdecznie witam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, pielgrzymka do apostolskich korzeni chrześcijaństwa jest stosownym momentem, by szukać odpowiedzi na pytania zasadnicze, jak to, nad którym zastanawiamy się dzisiaj: Co robić, aby osiągnąć życie wieczne? Szukajcie jej w świetle świadectwa wiary, nadziei i miłości naśladowców Chrystusa, począwszy od apostołów Piotra i Pawła, aż do świętych naszych czasów. Miejcie odwagę pragnąć „skarbu w niebie”, jaki obiecał nam Chrystus! Z serca wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana.

Sono lieto di accogliere i Sacerdoti novelli della Diocesi di Brescia; le Missionarie della Carità; le Suore Missionarie della Consolata e le Suore Serve di Maria Ministre degli Infermi.

Saluto i fedeli della parrocchia di San Pietro in Abbadia di Montepulciano, accompagnati dal Vescovo Monsignor Stefano Manetti, e quelli del Sacro Cuore di Marigliano e di Grottammare; i Partecipanti al Congresso promosso dalla Società italiana di Pediatria e gli Sbandieratori Città di Volterra.

Un pensiero speciale porgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli. Oggi ricorre la memoria di Sant’Antonio di Padova, Dottore della Chiesa e Patrono dei poveri. Egli vi insegni la bellezza dell’amore sincero e gratuito; solo amando come Lui amò, nessuno intorno a voi si sentirà emarginato e, allo stesso tempo, voi stessi sarete sempre più forti nelle prove della vita.

 Appello del Santo Padre

Domani si apriranno i Campionati Mondiali di Calcio in Russia. Desidero inviare il mio cordiale saluto ai giocatori e agli organizzatori, come pure a quanti seguiranno tramite i mezzi di comunicazione sociale questo evento che supera ogni frontiera.

Possa questa importante manifestazione sportiva diventare occasione di incontro, di dialogo e di fraternità tra culture e religioni diverse, favorendo la solidarietà e la pace tra le nazioni.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 13 giugno 2018


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