Udienza generale 10 giugno 2020

Udienza generale 2020L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “La preghiera di Giacobbe” (Gen 32,25-30).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha rivolto un appello alle istituzioni in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, che si celebra venerdì prossimo 12 giugno.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Proseguiamo la nostra catechesi sul tema della preghiera. Il libro della Genesi, attraverso le vicende di uomini e donne di epoche lontane, ci racconta storie in cui noi possiamo rispecchiare la nostra vita. Nel ciclo dei patriarchi, troviamo anche quella di un uomo che aveva fatto della scaltrezza la sua dote migliore: Giacobbe. Il racconto biblico ci parla del difficile rapporto che Giacobbe aveva con suo fratello Esaù. Fin da piccoli, tra loro c’è rivalità, e non sarà mai superata in seguito. Giacobbe è il secondogenito – erano gemelli -, ma con l’inganno riesce a carpire al padre Isacco la benedizione e il dono della primogenitura (cfr Gen 25,19-34). È solo la prima di una lunga serie di astuzie di cui questo uomo spregiudicato è capace. Anche il nome “Giacobbe” significa qualcuno che ha scaltrezza nel muoversi.

Costretto a fuggire lontano dal fratello, nella sua vita pare riuscire in ogni impresa. È abile negli affari: si arricchisce molto, diventando proprietario di un gregge enorme. Con tenacia e pazienza riesce a sposare la più bella delle figlie di Labano, di cui era veramente innamorato. Giacobbe – diremmo con linguaggio moderno – è un uomo che “si è fatto da solo”, con l’ingegno, la scaltrezza, riesce a conquistare tutto ciò che desidera. Ma gli manca qualcosa. Gli manca il rapporto vivo con le proprie radici.

E un giorno sente il richiamo di casa, della sua antica patria, dove ancora viveva Esaù, il fratello con cui sempre era stato in pessimi rapporti. Giacobbe parte e compie un lungo viaggio con una carovana numerosa di persone e animali, finché arriva all’ultima tappa, al torrente Jabbok. Qui il libro della Genesi ci offre una pagina memorabile (cfr 32,23-33). Racconta che il patriarca, dopo aver fatto attraversare il torrente a tutta la sua gente e tutto il bestiame – che era tanto -, rimane da solo sulla sponda straniera. E pensa: che cosa lo attende per l’indomani? Che atteggiamento assumerà suo fratello Esaù, al quale aveva rubato la primogenitura? La mente di Giacobbe è un turbinio di pensieri… E, mentre si fa buio, all’improvviso uno sconosciuto lo afferra e comincia a lottare con lui. Il Catechismo spiega: «La tradizione spirituale della Chiesa ha visto in questo racconto il simbolo della preghiera come combattimento della fede e vittoria della perseveranza» (CCC, 2573).

Giacobbe lottò per tutta la notte, senza mai lasciare la presa del suo avversario. Alla fine viene vinto, colpito dal suo rivale al nervo sciatico, e da allora sarà zoppo per tutta la vita. Quel misterioso lottatore chiede il nome al patriarca e gli dice: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele. perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!» (v. 29). Come a dire: non sarai mai l’uomo che cammina così, ma dritto. Gli cambia il nome, gli cambia la vita, gli cambia l’atteggiamento; ti chiamerai Israele. Allora anche Giacobbe chiede all’altro: «Svelami il tuo nome». Quello non glielo rivela, ma in compenso lo benedice. E Giacobbe capisce di aver incontrato Dio «faccia a faccia» (cfr vv. 30-31).

Lottare con Dio: una metafora della preghiera. Altre volte Giacobbe si era mostrato capace di dialogare con Dio, di sentirlo come presenza amica e vicina. Ma in quella notte, attraverso una lotta che si protrae a lungo e che lo vede quasi soccombere, il patriarca esce cambiato. Cambio del nome, cambio del modo di vivere e cambio della personalità: esce cambiato. Per una volta non è più padrone della situazione – la sua scaltrezza non serve -, non è più l’uomo stratega e calcolatore; Dio lo riporta alla sua verità di mortale che trema e ha paura, perché Giacobbe nella lotta aveva paura. Per una volta Giacobbe non ha altro da presentare a Dio che la sua fragilità e la sua impotenza, anche i suoi peccati. Ed è questo Giacobbe a ricevere da Dio la benedizione, con la quale entra zoppicando nella terra promessa: vulnerabile, e vulnerato, ma con il cuore nuovo. Una volta ho sentito dire a un uomo anziano – buon uomo, buon cristiano, ma peccatore che aveva tanta fiducia in Dio - diceva: “Dio mi aiuterà; non mi lascerà da solo. Entrerò in paradiso, zoppicando, ma entrerò”. Giacobbe, prima era uno sicuro di sé, confidava nella propria scaltrezza. Era un uomo impermeabile alla grazia, refrattario alla misericordia; non conosceva cosa fosse la misericordia. “Qui sono io, comando io!”, non riteneva di avere bisogno di misericordia. Ma Dio ha salvato ciò che era perduto. Gli ha fatto capire che era limitato, che era un peccatore che aveva bisogno di misericordia e lo salvò.

Tutti quanti noi abbiamo un appuntamento nella notte con Dio, nella notte della nostra vita, nelle tante notti della nostra vita: momenti oscuri, momenti di peccati, momenti di disorientamento. Lì c’è un appuntamento con Dio, sempre. Egli ci sorprenderà nel momento in cui non ce lo aspettiamo, in cui ci troveremo a rimanere veramente da soli. In quella stessa notte, combattendo contro l’ignoto, prenderemo coscienza di essere solo poveri uomini - mi permetto di dire “poveracci” - ma, proprio allora, nel momento in cui ci sentiamo “poveracci”, non dovremo temere: perché in quel momento Dio ci darà un nome nuovo, che contiene il senso di tutta la nostra vita; ci cambierà il cuore e ci darà la benedizione riservata a chi si è lasciato cambiare da Lui. Questo è un bell’invito a lasciarci cambiare da Dio. Lui sa come farlo, perché conosce ognuno di noi. “Signore, Tu mi conosci”, può dirlo ognuno di noi. “Signore, Tu mi conosci. Cambiami”.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, poursuivant notre catéchèse sur la prière, nous méditons aujourd’hui sur la figure de Jacob dont la ruse était le meilleur atout. En fait, Jacob réussit à soustraire à son père Isaac la bénédiction et le droit d’aînesse destinés à son frère aîné Esaü avec qui il était en rivalité depuis l’enfance. Contraint de fuir loin de son frère, il semble réussir en tout grâce à son habileté dans les affaires. Un jour, sentant la nécessité de rentrer dans sa patrie où vivait encore Esaü, Jacob se met en route avec tous ses biens. Ici, le livre de la Genèse nous livre une page mémorable. Il s’agit du combat de Jacob avec Dieu. Seul, dans la nuit, Jacob pense à l’issue de la rencontre avec son frère avec qui les rapports sont mauvais. Et là, un inconnu le saisit et une lutte s’engage. Cet inconnu lui donne un nouveau nom, Israël et le bénit. Jacob comprend qu’il a rencontré Dieu face à face. Lutter avec Dieu est une métaphore de la prière. Cette nuit, à travers ce combat, le patriarche sort transformé. Il n’est plus l’homme stratège et calculateur. Il redécouvre son impuissance et sa fragilité. C’est dans sa vulnérabilité que Jacob reçoit la bénédiction de Dieu. Nous tous, nous avons un rendez-vous dans la nuit avec Dieu. En luttant contre l’inconnu, nous prenons conscience de notre pauvreté. C’est en ce moment que Dieu nous donne un nom nouveau qui contient le sens de toute notre vie et la bénédiction réservée à celui qui se laisse transformer.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i fedeli di lingua francese. Il Signore vi ricolmi del suo Spirito di fortezza, in modo che possiate combattere la buona battaglia della fede ed essere trasformati in nuove creature.

A tutti la mia benedizione!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les personnes de langue française. Que le Seigneur vous comble de son esprit de force pour que vous sachiez combattre le bon combat de votre foi et qu’il vous accorde sa bénédiction qui vous transforme en des créatures nouvelles.

A tous, je donne ma bénédiction!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on prayer we now consider the prayer of Jacob. At a certain point in his life, Jacob – always clever and self-assured – finds himself at a crossroads. Returning home, he must face his older brother Esau, whose blessing he had extracted from their father Isaac. One night, alone and fearing for his life, Jacob encounters the Lord in the guise of a mysterious stranger with whom he wrestles all night. The Church’s spiritual tradition sees this “fight with God” as a metaphor for prayer. Prayer is not always easy; often it demands of us a struggle with God and a recognition of our weakness and frailty before him and his will. Yet it is precisely in that struggle and in our woundedness that we experience the healing power of grace and grow in faith. Let us pray for the gift always to be open to this encounter with God, to the conversion of our hearts, and to the many blessings the Lord wishes to pour upon us.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua inglese collegati attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Invoco su di voi e sulle vostre famiglie la gioia e la pace del Signore.

Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking faithful joining us through the media. Upon you and your families I invoke the joy and peace of the Lord. May God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern,

im Rahmen unserer Mittwochskatechesen über das Gebet betrachten wir heute eine Episode aus dem Alten Testament: das Ringen des Patriarchen Jakob mit Gott bei seiner Rückkehr in das Land seiner Väter. Jakob war schlau und gerissen; ein Mann, dem alles gelang. Weil er sich das Erstgeburtsrecht erschlichen hatte, musste er vor seinem Bruder Esau fliehen, doch im Ausland gelangte er zu Reichtum und Ansehen. Bei seiner Rückkehr kämpfte er des nachts mit einem Unbekannten, der ihn schließlich segnete und ihm einen neuen Namen gab: Israel-Gottesstreiter. Jakob ging aus dem Kampf verändert hervor. Er hinkte, und er war geläutert. Gott führte ihn zur Wahrheit des Sterblichen zurück, der seine Grenzen erkennt und Furcht vor dem Höheren empfindet. So trat Jakob in das gelobte Land ein, verletzlich und verwundet, aber mit einem neuen Herz. »Die geistliche Überlieferung der Kirche hat in dieser Geschichte – so sagt der Katechismus – ein Sinnbild des Gebetes gesehen, insofern dieses ein Glaubenskampf und ein Sieg der Beharrlichkeit ist« (KKK 2573). Auch auf uns wartet eine nächtliche Begegnung mit dem Herrn. Er überrascht uns in einem Augenblick, in dem wir es nicht erwarten. Dann wird uns bewusst, dass wir bedürftige Menschen sind. Aber der Herr schenkt seinen Segen allen, die sich von ihm verändern lassen.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fratelli e alle sorelle di lingua tedesca. Non aspettiamo che gli altri cambino: facciamo noi il primo passo per incontrarli, e il Signore si renderà presente e ci farà testimoni della sua bontà. Dio è la nostra luce e la nostra salvezza!

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Brüder und Schwestern deutscher Sprache. Warten wir nicht darauf, dass die anderen sich ändern. Machen wir selbst den ersten Schritt, um ihnen zu begegnen, und der Herr wird gegenwärtig und macht uns zu Zeugen seiner Güte. Gott ist unser Licht und unser Heil!

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Seguimos la catequesis sobre la oración, y lo hacemos con la historia del patriarca Jacob, un hombre que había hecho de la astucia su mejor arma. Estuvo enfrentado siempre con su hermano Esaú y consiguió con sutilezas la bendición de su padre que pertenecía al hermano, al primogénito. Fue esta la primera de una larga serie de argucias, que harán de él un hombre rico, que se hizo a sí mismo con tenacidad y paciencia.

Pero un día sintió el deseo de volver a casa, y se puso en camino. Al llegar a la última etapa de este viaje de regreso hizo pasar a toda su familia y a su ganado el torrente que delimitaba las tierras de su hermano. Era de noche, estaba solo, y un torbellino de pensamientos lo envolvía. En ese momento se produjo su encuentro con Dios, que es descrito como una lucha con un desconocido en medio de la oscuridad; es símbolo del combate de la fe y de la victoria de la perseverancia.

En esa pelea Jacob no se mostró como el hombre calculador, el fino estratega que había vencido a todos con su astucia. A pesar de su esfuerzo, aquel ser desconocido lo hirió en el muslo y lo dejó cojo, mostrándole así su verdadera condición de fragilidad y vulnerabilidad. Pero, al mismo tiempo, ese combate le manifestó la forma de “luchar” con Dios. A ese Jacob herido, Dios lo bendijo y le dio un nombre nuevo, haciéndole entrar en su tierra con el corazón renovado. Quien antes era “impermeable” a la gracia y a la misericordia a causa de su presunción, Dios lo salvó de su extravío y lo miró con ternura.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española, que siguen esta catequesis a través de los medios de comunicación social. Pidamos al Señor que nos dé la fortaleza para dejarnos sorprender por su misericordia, para aceptar nuestra fragilidad sin temor, sabiendo que, aunque sea de noche y estemos solos, combatiendo contra lo desconocido, Dios puede dar sentido a toda nuestra vida y regalarnos la bendición que reserva a quien se deja trasformar por Él. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

Através das vicissitudes de homens e mulheres de épocas distantes, o livro do Génesis narra-nos histórias que podem ajudar-nos a compreender a nossa vida. Detemo-nos hoje na figura de Jacob, que recorria a artimanhas e astúcias para conseguir o que queria. Por isso teve de deixar a Terra Prometida e passou catorze anos no exílio longe do irmão Esaú; entre os dois, havia contas em aberto. Agora regressa à casa paterna e, antes de enfrentar o irmão, Jacob pensa no que lhe poderá suceder. Que atitude tomará Esaú? Um turbilhão de pensamentos lhe acode à mente… Entretanto, ao cair a noite, inesperadamente um desconhecido agarra Jacob e começa a lutar com ele. É um ser misterioso que se nega a revelar o seu nome, mas que abençoa Jacob antes de o deixar ao raiar da aurora. E Jacob compreende que esteve com Deus face a face. O Catecismo explica: «A tradição espiritual da Igreja divisou nesta narrativa o símbolo da oração como combate da fé e vitória da perseverança» (n. 2573). Com efeito, Jacob lutou durante toda a noite, sem largar o adversário. Por fim, Jacob é vencido pelo rival, que lhe atinge o nervo ciático deixando-o a mancar para o resto da vida. Esta vez, Jacob não se sente senhor da situação; deixou de ser o estratega astuto e calculador de antes. Nada mais tem a apresentar a Deus senão a sua fragilidade e impotência. Mas é este Jacob que recebe a bênção de Deus, com a qual entra na Terra Prometida: ferido e frágil, mas com o coração novo. Antes era um homem fechado à misericórdia, refratário à graça, mas Deus salvou o que estava perdido.

Santo Padre:

Saluto gli ascoltatori di lingua portoghese. Alla vigilia della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, vi invito a guardare con fiducia il vostro futuro in Dio, portando il fuoco del suo amore nel mondo. Appena possibile, ritornate all’adorazione e alla comunione del Corpo del Signore nella Messa di precetto. È la grazia della Pasqua che fruttifica nell’Eucaristia e che rende feconda la nostra vita. Dio vi benedica!

Speaker:

Saúdo os ouvintes de língua portuguesa e convido-vos – na vigília da solenidade do Santíssimo Corpo e Sangue de Cristo – a olhar com confiança o vosso futuro em Deus, levando o fogo do seu amor ao mundo. Logo que vos seja possível, voltai à adoração e à comunhão do Corpo do Senhor na Missa de preceito. É a graça da Páscoa que frutifica na Eucaristia e que desejo abundante na vossa vida. Que Deus vos abençoe!

In lingua araba

Speaker:

[تكلم قداسةُ البابا اليَومَ عن صلاة يعقوب في إطارِ تعليمِهِ حول موضوع الصلاة. قال قداسته: كان يعقوب رجلًا محنَّكًا، ناجحًا في حياته وماهرًا في عمله. تمكن بالحيلة من أخذ نعمة البكورية وبركة والده إسحق. هو مثال الإنسان الذي "يصنع نفسه بنفسه" وبحنكته حقَّق ما أراد. لكنه أُجبر على الفرار من أرضه بسبب خصومته مع أخيه عيسو. لكن الله دعاه ليعود إليها من جديد. وقبل أن يدخل الأرض فكر يعقوب فيما ينتظره، وماذا سيكون موقف أخيه منه؟ وفجأةً أمسك به رجل مجهول وبدأ يصارعه. كان يعقوب يصارع ملاك الله. ونحن اليوم نرى في هذا الصراع رمزًا للصلاة. خرج يعقوب من صراعه مهزومًا، ولكن متغيرًا. إذ لم يعد الرجل الماهر وصاحب المصلحة. لقد أعاده الله إلى حقيقته: إنسانٌ قابلٌ للموت يرتعد ويخاف. لم يكشف الله له عن اسمه، ولكنه باركه وبدَّله تبديلًا. اختتم قداسةُ البابا تعليمَه مؤكدًا أن الله سيُفاجئنا يومًا في لحظة لا نتوقعها، كما فعل مع يعقوب، وعندئذ سنُدرك أمامه أننا فقراء وضعفاء. في تلك اللحظة، يجب ألا نخاف: لأنّ الله سيُعطينا اسمًا جديدًا، اسمًا يكشف لنا عن معنى حياتنا كلّها، إنْ نحن تركْنا نعمةَ الله تبدِّلُنا، فإن الله سيمنحنا بركته].

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba che seguono questa udienza attraverso i mezzi di comunicazione sociale. La lotta di Giacobbe con l’angelo di Dio è un’espressiva immagine di come aggrapparsi al Signore con fede, nei momenti della prova. Il Signore dona la Sua benedizione a chi crede e si aggrappa alla propria fede. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيي جميع المؤمنين الناطقين باللغة العربية، المتابعين لهذه المقابلة عَبر وسائل التواصل الاجتماعي. إنّ صراع يعقوب مع ملاك الله هو صورة معبرة عن كيفية التمسك بالرّب بإيمان في أوقات التجارب. إن الرب يمنح بركته فقط لمن يؤمن، ويتمسك بإيمانه. ليبارككم الربّ جميعًا ويحرسكم دائمًا من كل شر!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, kontynuujemy naszą katechezę na temat modlitwy. Księga Rodzaju przedstawia nam historię patriarchy Jakuba, człowieka przebiegłego i na swój sposób podstępnego, który, zdaje się w swoim życiu odnosić tylko sukcesy. On - powiedzielibyśmy nowoczesnym językiem - jest człowiekiem, który „sam doszedł do wszystkiego”. Pewnego dnia Jakub, wracając do swojej dawnej ojczyzny, zatrzymał się nad potokiem Jabbok. W tym miejscu, gdy zapadł zmrok, nagle ktoś obcy go pochwycił i walczył z nim przez całą noc. W końcu Jakub został pokonany, ugodzony przez swego przeciwnika w nerw kulszowy i od tej chwili zostanie kaleką na całe życie. Ten tajemniczy zapaśnik dał mu nowe imię i swoje błogosławieństwo. W tej walce Jakub zdał sobie sprawę, że spotkał samego Boga „twarzą w twarz”.

Zmaganie z Bogiem jest metaforą modlitwy. Tej nocy, ta długotrwała walka, zmieniła Jakuba. Bóg objawił mu prawdę, że jest śmiertelny, kruchy i bezradny. To właśnie ten Jakub, kulejący i osłabiony, ale z nowym sercem, otrzymuje od Boga błogosławieństwo. Wcześniej był człowiekiem pewnym siebie i nieprzenikalnym dla łaski. Ale Bóg ocalił to, co było zagubione. Wszyscy możemy przeżyć taką duchową noc, podczas której, walcząc z Nieznanym, doświadczymy własnej ułomności. W tym właśnie momencie Bóg da nam nowe imię i obdarzy nas swoim błogosławieństwem, zastrzeżonym dla tych, którzy pozwolili się Jemu przemienić.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi. Il mese di giugno, dedicato al Sacratissimo Cuore di Gesù, è particolarmente sentito tra di voi. Al Cuore Divino, colmo di pace e di amore, possiamo affidare tutte le inquietudini dei nostri cuori e il nostro amore imperfetto. Dal Cuore trafitto del Salvatore sgorga, per l’Umanità intera, la fonte di ogni consolazione e l’oceano della Divina Misericordia. Gesù, mite e umile di cuore, renda i nostri cuori simili al Suo! Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków. Wiem, że miesiąc czerwiec jest Wam szczególnie drogi, gdyż jest poświęcony Najświętszemu Sercu Jezusowemu. Boskiemu Sercu, napełnionemu pokojem i miłością możemy powierzyć wszystkie niepokoje naszych serc, oraz naszą miłość niedoskonałą. Z przebitego serca Zbawiciela wypływa dla całej Ludzkości, źródło wszelkiej pociechy i ocean Bożego Miłosierdzia. Niech Jezus, cichy i pokornego serca, uczyni nasze serca według serca Swego! Z serca Wam błogosławię.

In lingua italiana

Saluto i fedeli di lingua italiana. Domani è la Solennità del Corpus Domini, Corpo e Sangue di Cristo. Quest’anno non è possibile celebrare l’Eucaristia con manifestazioni pubbliche, tuttavia possiamo realizzare una “vita eucaristica”. L’ostia consacrata racchiude la persona del Cristo: siamo chiamati a cercarla davanti al tabernacolo in chiesa, ma anche in quel tabernacolo che sono gli ultimi, i sofferenti, le persone sole e povere. Gesù stesso lo ha detto.

Rivolgo il mio pensiero agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Tutti esorto a trovare nell’Eucaristia le energie necessarie per vivere con fortezza cristiana i momenti difficili.

Di cuore vi benedico!

Appello del Santo Padre

Venerdì prossimo, 12 giugno, si celebra la Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, un fenomeno che priva i bambini e le bambine della loro infanzia e che ne mette a repentaglio lo sviluppo integrale. Nell’attuale situazione di emergenza sanitaria, in diversi Paesi molti bambini e ragazzi sono costretti a lavori inadeguati alla loro età, per aiutare le proprie famiglie in condizioni di estrema povertà. In non pochi casi si tratta di forme di schiavitù e di reclusione, con conseguenti sofferenze fisiche e psicologiche. Tutti noi siamo responsabili di questo.

Faccio appello alle istituzioni affinché pongano in essere ogni sforzo per proteggere i minori, colmando le lacune economiche e sociali che stanno alla base della dinamica distorta nella quale essi sono purtroppo coinvolti. I Bambini sono il futuro della famiglia umana: a tutti noi spetta il compito di favorirne la crescita, la salute e la serenità!

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 10 giugno 2020


Mercoledì della XV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

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