Udienza ai Membri del “Village de François”

Village de FrançoisQuesta mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri del “Village de François” e ha rivolto loro il discorso che riportiamo di seguito:

Discorso del Santo Padre

Cari amici,

sono contento di accogliere voi, abitanti e partecipanti del Village de François. Quando Étienne Villemain, l’enfant terrible, che ha portato insieme a tante altre persone questo progetto, me ne ha parlato per la prima volta, non ho potuto fare a meno di dirgli che ero diffidente nei confronti di ciò che lo Spirito Santo poteva ispirargli... Ed ecco, ora mi rallegro di vedere che il progetto sta andando avanti! Il Village de François è un luogo ecclesiale che esce dal quadro abituale, che propone qualcos’altro; è la Chiesa come “ospedale da campo”, che si preoccupa più di coloro che soffrono che di difendere i propri interessi, assumendo il rischio della novità per essere più fedele al Vangelo.

La definizione del mondo come “villaggio” è diventata un luogo comune: lo sviluppo accelerato dei mezzi di trasporto e di comunicazione e le reti sociali fanno pensare che siamo diventati tutti più vicini gli uni agli altri. Eppure, tante persone sono lasciate ai margini di questo cosiddetto villaggio, riservato a una élite privilegiata. Auspico che il Village de François contribuisca a far riscoprire che cos’è un vero villaggio: un tessuto di relazioni umane concrete, nel sostegno reciproco, nell’attenzione a chi è nel bisogno, nella convivenza delle generazioni e nella preoccupazione di rispettare il Creato che ci circonda.

Il Village de François, infatti, è stato immaginato in base alla convinzione che “tutto è legato”, e voi ne fate l’esperienza concreta associando l’ambiente e il rispetto della vita umana dal suo concepimento alla morte naturale, preghiera e fraternità, e anche riunendo diverse generazioni. Conto sulla vostra testimonianza per dimostrare che la vita secondo il Vangelo si trova nella considerazione equilibrata di tutti questi aspetti. Spesso tendiamo a mobilitarci con grande slancio per cause assai legittime, ma perdendo di vista il quadro più ampio. L’esperienza concreta ci mostra, tuttavia, che è la persona umana nel suo insieme che dev’essere amata, accompagnata e inserita in una rete di relazioni arricchenti e costruttive.

Tali relazioni, e concludo con questo, hanno un modello assoluto, una fonte a partire dalla quale possono svilupparsi. Vi siete stabiliti in un’antica abbazia trappista: vedo in questo una chiamata per voi a porre al centro della vostra esperienza, oltre a una vita semplice e laboriosa, la cura e lo sviluppo della vita interiore, il rapporto con Gesù Cristo, che solo può riempire i nostri cuori assetati. Nel Vangelo secondo san Giovanni, Egli dice: «Io sono la via, la verità e la vita» (14,6). Ha sperimentato lui stesso, di persona, ciò che voi realizzate nel Village de François: è stato fragile, in braccio a sua madre e sulla croce; ha lavorato come artigiano; ha vissuto al ritmo delle stagioni e della natura; è cresciuto in un villaggio dove le generazioni si mescolavano; ha pregato, perdonato e amato il suo prossimo. A voi lo affido come modello e come ispirazione nel vostro progetto e nella vostra vita quotidiana.

La mia preghiera vi accompagna in questo cammino impegnativo, ma gioioso e liberante. Grazie per il vostro ascolto e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie.

Traduzione in lingua francese

Chers amis,

c’est une joie pour moi de vous recevoir, habitants et participants du Village de François. Lorsqu’Étienne Villemain,“l’enfant terrible”, qui a porté avec tant d’autres personnes ce projet, m’en a parlé pour la première fois, je n’ai pas pu m’empêcher de lui répondreque je me méfiais de ce que l’Esprit Saint pouvait lui inspirer… Et pourtant, je me réjouis de voir que le projet se déploie! Le Village de François, c’est un lieu d’Église qui sort du cadre habituel, qui propose autre chose; c’est l’Église comme «hôpital de campagne», qui se préoccupe plus de ceux qui souffrent que de défendre ses propres intérêts, prenant ainsi le risque de la nouveauté pour être plus fidèle à l’Évangile.

La définition du monde comme un «village », est devenue un lieu commun: le développement accéléré des moyens de transport et de communication et les réseaux sociaux laissent penser que nous sommes tous devenus plus proches les uns des autres. Et pourtant, tellement de personnes sont laissées à la marge de ce prétendu village, réservé à une élite favorisée. Je souhaite que le Village de François contribue à faire redécouvrir ce qu’est un vrai village: un tissu de relations humaines concrètes, dans le soutien mutuel, l’attention à ceux qui sont dans le besoin, dans la coexistence des générations et le souci de respecter la Création qui nous entoure.

En effet, le Village de François a été imaginé selon la conviction que «tout est lié», et vous en faites l’expérience concrète en associant environnement et respect de la vie humaine de sa conception à sa mort naturelle, prière et fraternité, et aussi en réunissant différentes générations. Je compte sur votre témoignage pour montrer que la vie selon l’Évangile se trouve dans la prise en compte équilibrée de tous ces aspects. Nous avons souvent tendance à nous mobiliser pour des causes très légitimes avec beaucoup d’énergie, mais en perdant de vue le tableau d’ensemble. L’expérience concrète nous montre pourtant que c’est la personne humaine tout entière qui doit être aimée, accompagnée, et insérée dans un réseau de relations nourrissantes et constructives.

Ces relations, et je conclurai avec cela, ont un modèle absolu, une source à partir de laquelle elles peuvent se déployer. Vous vous êtes installés dans une ancienne abbaye trappiste: j’y vois pour vous un appel à mettre au cœur de votre expérience, en plus d’une vie simple et travailleuse, le soin et le développement de votre vie intérieure, de la relation à Jésus-Christ, qui peut seul combler nos cœurs assoiffés. Dans l’évangile selon saint Jean, il dit: «je suis le chemin, la vérité et la vie» (14, 6). Il a vécu lui-même, en personne, ce que vous mettez en œuvre dans Le village de François: il a été fragile, dans les bras de sa mère et sur la croix; il a travaillé comme artisan; il a vécu au rythme des saisons et de la nature; il a grandi dans un village où les générations se mélangeaient; il a prié, pardonné et aimé son prochain. Je vous le confie comme modèle et comme inspiration dans votre projet et dans votre vie quotidienne.

Ma prière vous accompagne sur ce chemin exigeant, mais joyeux et libérateur. Je vous remercie pour votre écoute, et n’oubliez pas, s’il vous plait, de prier pour moi! Merci.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 14 maggio 2022


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