La Chiesa come ospedale sull’acqua

papa franciscoIn occasione dell’arrivo sabato 17 agosto della Nave Ospedale Papa Francesco a Belém, nello stato brasiliano del Pará, è stata resa nota la lettera di incoraggiamento che il Pontefice ha inviato a quanti ne sostengono l’attività sanitaria al servizio delle popolazioni indigene dell’Amazzonia.
Inaugurata lo scorso luglio e partita dal porto di Óbidos, nello stesso stato settentrionale — per iniziativa dell’ordinario locale, il vescovo Bernardo Bahlmann, e dei religiosi della fraternità francescana della Provvidenza, che gestiscono il nosocomio di Rio de Janeiro visitato dal Papa durante il viaggio in Brasile del 2013 — l’imbarcazione ospedaliera serve le popolazioni fluviali che vivono lungo un tratto di 1.000 chilometri del Rio delle Amazzoni. Ecco una nostra traduzione dal portoghese della lettera del Papa.

Cari fratelli e sorelle, È con grande soddisfazione che mi unisco a voi in questo momento di gioia e di gratitudine a Dio per l’inaugurazione della Nave Ospedale Papa Francesco , che porterà la Parola di Dio e offrirà accesso a una salute migliore alle popolazioni più bisogno- se, specialmente le popolazioni indi- gene e fluviali che vivono lungo un tratto di 1.000 chilometri del Rio delle Amazzoni. Oltre ad essere un bel gesto concre- to in vista del Sinodo dei Vescovi per l’Amazzonia, che avrà luogo nel pros- simo mese di ottobre qui a Roma, questa nave ospedale è soprattutto una risposta al mandato del Signore, che continua a inviare i suoi discepoli ad annunciare il Regno di Dio e gua- rire i malati (cf. Lc 9, 2). Infatti, Gesù offre agli uomini la vita in abbondan- za (cf. Gv 10, 10). E promuovere que- sta vita — che in Amazzonia «si riflette nella sua ricchezza di biodiversità e culture (...) una vita piena e integra, una vita che canta, un inno alla vita, come il canto dei fiumi» (Sinodo per l’Amazzonia, Instrumentum laboris , 11) — sarà la missione primaria della Nave Ospedale Papa Francesco , in conformità con quello che i popoli indigeni amaz- zonici definiscono il “buon vivere”, os- sia, «vivere in armonia con sé stessi, con la natura, con gli esseri umani e con l’Essere supremo» ( Ibid ., 12). In questo senso, se la Chiesa, co- me ho già detto in altre occasioni, è chiamata ad essere un «ospedale da campo», accogliendo tutti, senza di- stinzioni o condizioni, con questa iniziativa essa si presenta ora anche come un «ospedale sull’acqua». E come Gesù, che è apparso cammi- nando sulle acque, ha calmato la tempesta e rafforzato la fede dei di- scepoli (cf. Mt 14, 22-33), questa nave porterà conforto spirituale e serenità alle preoccupazioni di uomini e donne bisognosi, abbandonati al loro destino. Ringrazio Monsignor Bernardo Bahlmann, Vescovo di Óbidos, e i Francescani della Provvidenza per questo bel segno di fede e di solida- rietà cristiana, e mentre affido a Nos- sa Senhora de Nazaré medici, volon- tari, benefattori e soprattutto le perso- ne che saranno assistite dalla Nave ospedale, imparto a tutti di cuore la Benedizione Apostolica, chiedendo anche, per favore, che non dimenti- chiate di pregare per me e per i buoni frutti del prossimo Sinodo per l’Amazzonia.
Dal Vaticano, 10 agosto 2019

FRANCESCO

© Osservatore Romano - 19-20 agosto 2019


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