Udienza ai partecipanti al Capitolo Generale delle Canonichesse di Sant’Agostino della Congregazione di Nostra Signora

Udienza Notre DameQuesta mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Capitolo Generale delle Canonichesse di Sant’Agostino della Congregazione di Nostra Signora

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Santo Padre ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:

Discorso del Santo Padre

Care Sorelle!

Vi do il benvenuto in occasione del vostro Capitolo Generale. Ringrazio la Superiora per le sue gentili parole,anche con senso dell’umorismo, ma buono,avec le sens de l’humour. Saluto di cuore ciascuna di voi e, attraverso di voi, esprimo la mia vicinanza spirituale a tutte le Suore della vostra Congregazione in vari Paesi.

Insieme a voi rendo grazie al Signore per l’opera del suo Spirito che si manifesta nel vostro carisma educativo, al servizio delle nuove generazioni e delle famiglie, per un umanesimo integrale e un mondo più fraterno. Oggi, ci troviamo di fronte alla sfida della formazione e dell’educazione della persona umana. Nella fedeltà alle intuizioni evangeliche dei vostri fondatori San Pierre Fourrier e Beata Alix Le Clerc, vi siete impegnate per un’educazione popolare, un’educazione alla fede, un’educazione alla giustizia e una vicinanza ai poveri. Nei vari Paesi in cui operate, vi incoraggio ad essere discepole missionarie e comunità di speranza e di gioia, poiché «il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata– il dramma della coscienza isolata –. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri» (Esort. ap.Evangelii gaudium, 2).

Care sorelle, il tema che avete scelto per il vostro Capitolo, “Patto educativo della Congregazione Notre-Dame”, è un forte invito a riflettere sulle nuove vie possibili per raggiungere i giovani nella loro realtà quotidiana, allo scopo di contribuire al loro sviluppo integrale. In effetti, «un cammino di vita ha bisogno di una speranza fondata sulla solidarietà, e ogni cambiamento richiede un percorso educativo, per costruire nuovi paradigmi capaci di rispondere alle sfide e alle emergenze del mondo contemporaneo, di capire e di trovare le soluzioni alle esigenze di ogni generazione e di far fiorire l’umanità di oggi e di domani».[1]Davanti alle sfide e ai pericoli che insidiano i giovani, auspico che il vostro impegno e il vostro entusiasmo, forgiati nella forza del Vangelo, restituiscano ad essi il gusto della vita e il desiderio di costruire una società degna di questo nome (cfr Lett. enc.Fratelli tutti, 71).

Care sorelle, conto su di voi e ho fiducia in voi, la Chiesa ha fiducia in voi. Con le vostre parole, le vostre azioni e la vostra testimonianza, voi mandate un messaggio forte al mondo che rifiuta le categorie vulnerabili. Possiate abbeverarvi, con la preghiera e l’adorazione, alla sorgente della bontà e della verità, e trovare nella comunione con Cristo morto e risorto la forza di posare uno sguardo positivo, uno sguardo d’amore,uno sguardodi speranza,uno sguardo compassionevole, uno sguardo di tenerezza sul mondo,facendo particolare attenzione agli strati svantaggiati della società. È così che la vostra missione di educatrici porterà frutti di qualità in seno al popolo per il bene della società. Grazie al vostro carisma, che mira a far scoprire l’amore di Cristo ad ogni persona, voi contribuite ad aprire nuovi orizzonti e a creare spazi di fraternità. Infatti, «educare è sempre un atto di speranza che invita alla co-partecipazione e alla trasformazione della logica sterile eparalizzante dell’indifferenza in un’altra logica diversa, che sia in grado di accogliere la nostra comune appartenenza».[2]

Care sorelle, in questo momento, nel quale la pandemia di Covid-19 ha prodotto una crisi dai molteplici aspetti, in particolare un forte impatto sull’educazione e sui giovani, vi invito a farvi più vicine alle persone che vivono l’isolamento, la tristezza e lo scoraggiamento. Infatti, «va privilegiato il linguaggio della vicinanza, il linguaggio dell’amore disinteressato, relazionale ed esistenziale che tocca il cuore, raggiunge la vita, risveglia speranza e desideri» (Esort. ap. postsin.Christus vivit, 211).

Affido al Signore e alla Vergine Maria ciascuna di voi e tutte le vostre consorelle,evi benedico di cuore. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me.Grazie.

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[1]Videomessaggio in occasione dell’incontro organizzato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica: “Global Compact on Education. Together to look beyond” (15 ottobre 2020).

[2]Ibid.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 24 gennaio 2022