Congedo da Vilnius, Cerimonia di benvenuto in Estonia, Visita di cortesia alla Presidente della Repubblica e Incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico

logo estonia2018Cerimonia di congedo dalla Lituania

Questa mattina, alle ore 7.30 locali (6.30 ora di Roma), il Santo Padre Francesco ha lasciato la Nunziatura Apostolica e si è trasferito in auto all’Aeroporto Internazionale di Vilnius dove, alle ore 8.15 locali (7.15 ora di Roma) ha avuto luogo la cerimonia di congedo dalla Lituania.

Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto dalla Presidente della Repubblica, la Sig.ra Dalia Grybauskaitė, in un’area riservata per un breve incontro. Erano presenti circa 200 volontari che hanno eseguito un canto; due di essi hanno offerto al Santo Padre un dono in ricordo della visita. Dopo gli onori militari e il saluto delle rispettive delegazioni, alle ore 8.30 locali (7.30 ora di Roma) il Papa è salito a bordo di un CS300 dell’airBaltic alla volta di Tallinn in Estonia.

Telegrammi ai Capi di Stato

Nell’atto di lasciare il territorio della Lituania e nel sorvolare poi la Lettonia, il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire ai rispettivi Capi di Stato i seguenti messaggi telegrafici:

HER EXCELLENCY DALIA GRYBAUSKAITĖ
PRESIDENT OF THE REPUBLIC OF LITHUANIA
VILNIUS

AS I DEPART AGAIN FROM LITHUANIA TO CONTINUE MY APOSTOLIC JOURNEY TO ESTONIA, I RENEW TO YOUR EXCELLENCY AND THE PEOPLE OF THE NATION THE ASSURANCE OF MY PRAYERS, AND I WILLINGLY INVOKE GOD’S ABUNDANT BLESSINGS UPON YOU ALL.

FRANCISCUS PP.

HIS EXCELLENCY RAIMONDS VĒJONIS
PRESIDENT OF THE REPUBLIC OF LATVIA
RIGA

AS MY JOURNEY TO ESTONIA TAKES ME OVER LATVIA, I SEND CORDIAL GREETINGS TO YOUR EXCELLENCY AND YOUR FELLOW CITIZENS. WITH GRATITUDE TO GOD FOR MY TIME IN LATVIA, I WILLINGLY INVOKE THE DIVINE BLESSINGS OF PEACE AND JOY UPON THE NATION.

FRANCISCUS PP.

Accoglienza ufficiale all’Aeroporto Internazionale di Tallinn

L’aereo con a bordo il Santo Padre Francesco è arriva alle ore 9.40 locali (8.40 ora di Roma) all’Aeroporto Internazionale di Tallinn.

Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto dalla Presidente della Repubblica dell’Estonia, la Sig.ra Kersti Kaljulaid.

La Presidente ha accompagnato il Santo Padre alla Sala VIP mentre il coro dei bambini ha eseguito un canto. Quindi il Papa si è trasferito in auto al Palazzo Presidenziale di Tallinn per la cerimonia di benvenuto in Estonia.

Cerimonia di benvenuto presso il Palazzo Presidenziale di Tallinn

Alle ore 10.15 (9.15 ora di Roma), il Santo Padre Francesco è arrivato al Palazzo Presidenziale di Tallinn dove ha avuto luogo la cerimonia di benvenuto.

Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto all’ingresso del Palazzo dalla Presidente della Repubblica, la Sig.ra Kersti Kaljulaid.

Quindi, dopo l’esecuzione degli inni, gli onori militari e la presentazione delle rispettive Delegazioni, il Santo Padre è entrato nell’edificio per la visita di cortesia alla Presidente della Repubblica dell’Estonia.

Visita di cortesia alla Presidente della Repubblica di Estonia

Alle ore 10.30 locali (9.30 ora di Roma), il Santo Padre si è recato in visita di cortesia alla Presidente della Repubblica di Estonia.

Dopo la foto ufficiale e la firma del Libro d’onore, ha avuto luogo lo scambio dei doni. Quindi, nello studio presidenziale, si è svolto l’incontro privato.

Al termine, dopo la presentazione della famiglia, la Presidente ha accompagnato il Papa nel Giardino delle Rose per l’incontro con le Autorità.

Incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel Palazzo Presidenziale di Tallinn


Alle ore 11.00 locali (10.00 ora di Roma) ha avuto luogo l’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel Giardino delle Rose del Palazzo Presidenziale di Tallinn.

Dopo l’indirizzo di saluto della Presidente, la Sig.ra Kersti Kaljulaid, il Santo Padre Francesco ha pronunciato il suo discorso.

Infine il Papa, accompagnato dalla Presidente, si è congedato dal Palazzo Presidenziale per trasferirsi alla Kaarli Lutheran Church a Tallinn.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Santo Padre ha pronunciato nel corso dell’incontro con le Autorità, la Società Civile e con i membri del Corpo Diplomatico:

Discorso del Santo Padre

Signora Presidente,
Membri del Governo e Autorità,
Distinti Membri del Corpo Diplomatico,
Eccellenze, Signore e Signori,

Sono molto felice di essere tra voi, qui a Tallinn, la capitale più settentrionale che il Signore mi ha dato di visitare. La ringrazio, Signora Presidente, per le Sue parole di benvenuto e per l’opportunità di incontrare i rappresentanti di questo popolo dell’Estonia. So che tra voi c’è anche una delegazione dei settori della società civile e del mondo della cultura che mi permette di esprimere la mia intenzione di conoscere un po’ di più la vostra cultura, specialmente quella capacità di resilienza che vi ha permesso di ricominciare di fronte a tante situazioni di avversità.

Da secoli queste terre sono chiamate “Terra di Maria”, Maarjamaa. Un nome che non solo appartiene alla vostra storia, ma fa parte della vostra cultura. Pensare a Maria evoca in me due parole: memoria e fecondità. Lei è la donna della memoria, che custodisce tutto ciò che vive, come un tesoro, nel suo cuore (Lc 2,19); ed è la madre feconda che genera la vita di suo Figlio. Ecco perché mi piacerebbe pensare all’Estonia come terra di memoria e di fecondità.

Terra di memoria
Il vostro popolo ha dovuto sopportare in diversi periodi storici duri momenti di sofferenza e tribolazione. Lotte per la libertà e l’indipendenza, che sono sempre state messe in discussione o minacciate. Tuttavia, negli ultimi poco più di 25 anni – in cui siete rientrati a pieno titolo nella famiglia delle nazioni – la società estone ha compiuto “passi da gigante” e il vostro Paese, pur essendo piccolo, si trova tra i primi per l’indice di sviluppo umano, per la sua capacità di innovazione, oltre a dimostrare un alto livello riguardo a libertà di stampa, democrazia e libertà politica. Inoltre avete rafforzato i legami di cooperazione e amicizia con diversi Paesi. Considerando il vostro passato e il vostro presente, troviamo motivi per guardare al futuro con speranza di fronte alle nuove sfide che vi si presentano. Essere terra della memoria significa saper ricordare che il posto che avete raggiunto oggi è dovuto allo sforzo, al lavoro, allo spirito e alla fede dei vostri padri. Coltivare la memoria riconoscente permette di identificare tutti i risultati di cui oggi godete con una storia di uomini e donne che hanno combattuto per rendere possibile questa libertà, e che a sua volta vi chiama a rendere loro omaggio aprendo strade per coloro che verranno dopo.

Terra di fecondità
Come ho sottolineato all’inizio del mio ministero di Vescovo di Roma, «l’umanità vive in questo momento una svolta storica che possiamo vedere nei progressi che si producono in diversi campi. Si devono lodare i successi che contribuiscono al benessere delle persone» (Esort. ap, Evangelii gaudium, 52); tuttavia, occorre sempre ricordare che il benessere non è sempre sinonimo di vivere bene.

Uno dei fenomeni che possiamo osservare nelle nostre società tecnocratiche è la perdita del senso della vita, della gioia di vivere e, quindi, uno spegnersi lento e silenzioso della capacità di meraviglia, che spesso immerge la gente in una fatica esistenziale. La consapevolezza di appartenere e di lottare per gli altri, di essere radicati in un popolo, in una cultura, in una famiglia può andare perduta a poco a poco privando, soprattutto i più giovani, di radici a partire dalle quali costruire il proprio presente e il proprio futuro, perché li si priva della capacità di sognare, di rischiare, di creare. Mettere tutta la fiducia nel progresso tecnologico come unica via possibile di sviluppo può causare la perdita della capacità di creare legami interpersonali, intergenerazionali e interculturali, vale a dire di quel tessuto vitale così importante per sentirci parte l’uno dell’altro e partecipi di un progetto comune nel senso più ampio del termine. Di conseguenza, una delle responsabilità più rilevanti che abbiamo quanti assumiamo un incarico sociale, politico, educativo, religioso sta proprio nel modo in cui diventiamo artigiani di legami.

Una terra feconda richiede scenari a partire dai quali radicare e creare una rete vitale in grado di far sì che i membri delle comunità si sentano “a casa”. Non c’è peggior alienazione che sperimentare di non avere radici, di non appartenere a nessuno. Una terra sarà feconda, un popolo darà frutti e sarà in grado di generare futuro solo nella misura in cui dà vita a relazioni di appartenenza tra i suoi membri, nella misura in cui crea legami di integrazione tra le generazioni e le diverse comunità che lo compongono; e anche nella misura in cui rompe le spirali che annebbiano i sensi, allontanandoci sempre gli uni dagli altri. In questo sforzo, cari amici, voglio assicurarvi che potete sempre contare sul sostegno e sull’aiuto della Chiesa Cattolica, una piccola comunità tra di voi, ma con tanta voglia di contribuire alla fecondità di questa terra.

Signora Presidente, Signore e Signori, vi ringrazio ancora per l’accoglienza e l’ospitalità. Il Signore benedica voi e l’amato popolo estone. In modo speciale, benedica gli anziani e i giovani affinché, conservando la memoria e facendosi carico di essa, facciano di questa terra un modello di fecondità. Grazie.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 25 settembre 2018


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