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Alle ore 12.30 di questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti alla 75a Convention del “Serra International” sul tema: “Siempre adelante. Il coraggio della vocazione”, che è in corso a Roma, dal 22 al 25 giugno 2017.
 
Il Santo Padre ha concesso la “Ecclesiastica Communio” a norma del can. 76 § 2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, a Sua Beatitudine Youssef Absi, canonicamente eletto Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti il 21 giugno 2017 dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Patriarcale.
 
Alle ore 12 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti all’Assemblea della “Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali” (ROACO) convenuti a Roma in occasione della 90a Sessione Plenaria.
 

L’umanità che fa bene

l Papa ha espresso «sincero apprezzamento per la campagna per la nuova legge migratoria: “Ero straniero L’umanità che fa bene”». Lo ha fatto salutando i diversi gruppi linguistici presenti in piazza per l’udienza.
 

Udienza generale 21 giugno 2017

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.10 in Piazza San Pietro, dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
 
Alle ore 9.00 di questa mattina, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza la Delegazione della National Football League (NFL) e ha rivolto loro le parole di saluto che riportiamo di seguito:
 
Questa mattina, intorno alle ore 11.10, l’elicottero con a bordo il Santo Padre Francesco, che si è recato in pellegrinaggio sulla tomba di Don Lorenzo Milani, è atterrato nello spiazzo sottostante la chiesa di Barbiana (FI).
 
Questa mattina, il Santo Padre Francesco è partito in elicottero dall’eliporto vaticano per recarsi in pellegrinaggio sulle tombe di Don Primo Mazzolari a Bozzolo (MN) e di Don Lorenzo Milani a Barbiana (FI).
 
"Occorre insegnare a pensare ciò che si sente e si fa, a sentire ciò che si pensa e si fa, a fare ciò che si pensa e si sente" Testo dell'allocuzione del Papa - Il segno (...) indica frasi aggiunte dal Santo Padre e pronunciate a braccio. Alle ore 18.15 di oggi, il Santo Padre Francesco ha lasciato in auto il Vaticano per recarsi nella Basilica di San Giovanni in Laterano, dove - alle 19 - ha aperto il Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, che quest’anno ha per tema “Non lasciamoli soli! Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti”.
 
Pubblichiamo di seguito il testo del videomessaggio che il Santo Padre Francesco ha rivolto a Mons. Mario Grech, Vescovo della diocesi maltese di Gozo, e ai pellegrini convenuti al Santuario della Vergine di Ta’ Pinu, in occasione dell’inaugurazione di tre mosaici sul portone centrale della Basilica:
 
Alle 18.30 di questo pomeriggio, il Santo Padre Francesco ha lasciato in auto il Vaticano per recarsi a San Giovanni in Laterano, dove ha presieduto i riti del Corpus Domini, Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, secondo il calendario liturgico della Chiesa italiana.
 

Angelus 18 giugno 2017

Alle ore 12 di oggi, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
 

IL DIRITTO DIVINO NATURALE E LA LEGGE MORALE

Fonte dalla rete
http://www.giur.uniroma3.it/materiale/docenti/fantappie/materiale/Lezione%20sul%20diritto%20naturale.pdf

1. Il diritto divino naturale è distinto dal diritto divino positivo. Entrambi provengono da Dio ma secondo modalità differenti anche se convergenti, in quanto nell’economia divina (ossia ne l disegno provvidenziale di Dio sull’uomo) si completano vicendevolmente avendo lo scopo di dirigere l’uomo verso la sua finalità trascendente . Il diritto divin o natur a le è emanazione intrinseca d e l la potenza di Dio - creatore ed ha attinenza con le leggi che ordi nano il cosmo e la natura umana; il diritto divino positivo è così chiamato perché posto in essere ( positum ) dalla volontà di Dio - rivelatore.
 
Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio del Santo Padre Francesco per la scomparsa, avvenuta ieri, del già Cancelliere Federale tedesco Helmut Kohl, inviato alla Signora Angela Merkel, Cancelliere Federale della Repubblica Federale di Germania:
 
In data 22 aprile 2017, il Santo Padre Francesco ha nominato l’Em.mo Card. Paul Poupard, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del VII centenario dell’enclave dei Papi ad Avignone, in programma nei giorni 23-25 giugno 2017.
 
Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime dell’incendio avvenuto nei giorni scorsi alla Grenfell Tower di Londra (Regno Unito), inviato dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin - a nome del Santo Padre - al Cardinale Vincent Nichols, Arcivescovo di Westminster:
 

Cuore rotto

La corruzione, nella sua radice etimologica, definisce una lacerazione, una rottura, una decomposizione e disintegrazione. Sia come stato interiore sia come fatto sociale, la sua azione si può capire guardando alle relazioni che ha l’uomo nella sua natura più profonda. L’essere umano ha, infatti, una relazione con Dio, una relazione con il suo prossimo, una relazione con il creato, cioè con l’ambiente nel quale vive. Questa triplice relazione — nella quale rientra anche quella dell’uomo con se stesso — dà contesto e senso al suo agire e, in generale, alla sua vita. Quando l’uomo rispetta le esigenze di queste relazioni è onesto, assume responsabilità con rettitudine di cuore e lavora per il bene comune. Quando invece egli subisce una caduta, cioè si corrompe, queste relazioni si lacerano.
 

Udienza generale 14 giugno 2017

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.25 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
 
Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio del Santo Padre Francesco per la I Giornata Mondiale dei Poveri, che si celebrerà la XXXIII Domenica del Tempo Ordinario – quest’anno il 19 novembre 2017 – sul tema Non amiamo a parole ma con i fatti:
 

Angelus 11 giugno 2017

Alle ore 12 di oggi, solennità della Santissima Trinità, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
 
Pubblichiamo di seguito le parole che il Santo Padre Francesco ha rivolto ai Membri della Delegazione della Diocesi di Ahiara nel corso dell’Udienza dell’8 giugno scorso:
 
Alle ore 10.45 di questa mattina, il Santo Padre Francesco ha lasciato il Vaticano in auto, seguito da un corteo di varie rappresentanze, per recarsi al Palazzo del Quirinale per la Visita Ufficiale al Presidente della Repubblica Italiana, S.E. il Signor Sergio Mattarella.
 
Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato al Presidente del Parlamento Latinoamericano y Caribeño (Parlatino), Sig.ra Blanca Alcalá, in occasione dei lavori della XXXIII Assemblea Generale (9-10 giugno, Panamá) sul tema: “Diálogo Parlamentario de Alto Nivel sobre Migración en América Latina y el Caribe: Realidades y Compromisos rumbo al Pacto Mundial”:
 
Roma, 18 Giugno 1999 Intervento di Salvatore Martinez al Seminario Internazionale per i Vescovi

Origine e denominazione   Il “Rinnovamento nello Spirito Santo” si sviluppa in Italia agli inizi degli anni ‘70 e si configura oggi come un movimento ecclesiale. “Il Rinnovamento nello Spirito Santo” in Italia è espressione della grande corrente spirituale denominata “Rinnovamento Carismatico Cattolico” o più semplicemente “Rinnovamento”, inaspettatamente esplosa alla chiusura del Concilio Vaticano II, in America. Oggi il Rinnovamento è diffuso in 204 Paesi dei cinque continenti fra 82 milioni di cattolici, e assume nelle varie nazioni stili, forme di vita e stati giuridici diversi fra loro, anche se, in definitiva, riconducibili all’unica, comune scaturigine. Il Rinnovamento, sin dal suo sorgere, appare come un esaudimento, tra tanti altri, di quell’audace speranza profetica formulata da Giovanni XXIII in preparazione al Concilio Ecumenico Vaticano II (25/11/1961): “Rinnova nella nostra epoca i prodigi come di una nuova Pentecoste” e delle parole pronunciate da Paolo VI, nell’udienza generale del 16 Ottobre 1974: “Voglia il Signore effondere, oggi, una grande pioggia di carismi per rendere feconda, bella e meravigliosa la Chiesa, capace d’imporsi all’attenzione e allo stupore del mondo profano, del mondo laicizzante”. Non possiamo non ricordare come già Papa Leone XIII, il 1° gennaio del 1901, avesse dedicato il ventesimo secolo allo Spirito Santo intonando il Veni Creator Spiritus in nome della Chiesa intera, dopo la pubblicazione dell’enciclica dedicata allo Spirito Santo. Leone XIII esortava i cristiani a ritornare al cenacolo di Pentecoste e invocare lo Spirito Santo per la riunione della cristianità. Certamente la voce di Leone XIII ha “bucato” il cielo, se osserviamo il rigoglio di movimenti carismatici e di Chiese pentecostali che, proprio a partire dal 1901 in una prima ondata, e successivamente, in una seconda ondata proprio in coincidenza del Concilio Ecumenico Vaticano II, si sono diffusi in ogni parte del mondo come autentica risposta dell’unico Spirito alle preghiere dei Papi per il rinnovamento spirituale di questo nostro secolo. La grazia del Rinnovamento cattolico è parte di un movimento di risveglio carismatico suscitato dallo Spirito ancora più grande, per così dire “trasversale”, che sta attraversando le tre grandi tradizioni – cattolica, protestante ed ortodossa – e coinvolgendo, secondo le ultime stime dei sociologi, circa 450 milioni di cristiani che si sforzano di testimoniare una vita nuova nello Spirito a partire dall’esperienza dell’effusione dello Spirito o battesimo nello Spirito, esperienza di cui farò cenno più avanti.  Possiamo intravedere, in questo fenomeno di rinnovamento tra i cristiani, sia a livello teologico che di esperienza dei carismi, un “anticipo” dell’opera che più sta a cuore allo Spirito Santo: l’unione dei cristiani, l’unità della Chiesa. Il Card. Suenens, tra i primi interpreti e promotori di questo risveglio spirituale, affermava che “il terzo millennio vede apparire all’orizzonte dei “segni” – tra i quali il Rinnovamento è in modo particolare foriero di speranza – che annunziano l’approssimarsi dell’unità visibile”: non ci sarebbe, perciò, da stupirsi se questo soffio rinnovatore fosse un segno di come lo Spirito sta spingendo le Chiese al di là dei propri steccati. Lo ha fortemente intuito Giovanni Paolo II, che nella Ut unum sint ci ha parlato di ecumenismo spirituale, indicandoci poi nel Giubileo del 2000 “un momento decisivo del cammino verso l’unità di tutti i cristiani”. La scelta di denominare l’esperienza italiana “Rinnovamento nello Spirito” in luogo di “Rinnovamento Carismatico Cattolico” è già degli inizi, come effetto della prima riflessione teologica e della mediazione culturale che gli iniziatori del movimento in Italia ebbero a compiere per attestarne l’identità cattolica. Il nome “Rinnovamento nello Spirito” è tratto dalla lettera di san Paolo a Tito (cf 3, 5) nella quale l’apostolo afferma che siamo salvati mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo. La caratteristica inconfondibile dell’espressione adottata è quella di polarizzare l’attenzione sullo Spirito Santo e non sui carismi, sul Donatore e non tanto sui doni: in tal modo risulta più facile ricordare che nessuno può convenientemente attestarsi “carismatico” se non in riferimento alla Chiesa, perché essa è carismatica.    Natura e spiritualità   L’esperienza carismatica che contraddistingue il Rinnovamento non ha un fondatore, come tante altre realtà ecclesiali, né un carisma particolare da segnalare alla Chiesa e al mondo, ma vuole contribuire a ridestare la struttura fisiologica dell’esistenza cristiana, che è, per sua natura, un’esistenza “nello Spirito”. Ecco perché già il Card. Suenens definiva il Rinnovamento “una corrente di grazia capace di dare una scossa alla Chiesa post conciliare”, e ancora “un movimento dello Spirito che aiuti la Chiesa a divenire tutta carismatica secondo le attese e le proposizioni del Concilio Vaticano II”. Il RnS è uno strumento ecclesiale per una nuova comunicazione spirituale della fede, ma non rappresenta in se stesso una nuova spiritualità. Non si può neanche indicare una finalità precisa del RnS, ma solo segnalare il suo dinamismo interno, orientato al rinnovamento di tutta la Chiesa, in tutte le sue manifestazioni vitali e in tutte le sue attività. Afferma Giovanni Paolo II: “Tutta l’opera di rinnovamento della Chiesa che il Concilio Ecumenico Vaticano II ha così provvidenzialmente iniziato non può realizzarsi se non nello Spirito Santo, cioè con l’aiuto della sua potenza”. Il Papa evidenzia, quindi, che non è sufficiente un rinnovamento a livello di documenti e di strutture ecclesiastiche se non viene toccato il cuore dell’uomo, per opera dello Spirito Santo. Il Rinnovamento è aperto a tutti, a ogni categoria ecclesiale e sociale, senza distinzioni di età e di sesso, perché tutti possano fare la meravigliosa esperienza della vita nello Spirito che, secondo la promessa di Gesù, viene concesso senza misura (Gv 3, 34) a ogni uomo. Chi si accosta al Rinnovamento non si trova di fronte a una proposta spirituale specifica o a un tema preminente di vita spirituale, ma riflette e applica la spiritualità propria della Chiesa che è animata dallo Spirito, secondo il “manifesto di vita cristiana” proclamato da Gesù nella Sinagoga di Nazaret. In quel capitolo 61 del profeta di Isaia, Gesù parla dell’”unzione dello Spirito” e noi possiamo  rileggere la nostra triplice unzione battesimale, la nostra alleanza sponsale con Cristo, secondo l’insegnamento della Lumen Gentium e della Christifideles Laici, così che in forza dello Spirito di Cristo ci rendiamo disponibili a testimoniare l’opera sua, nella Chiesa e nel mondo, esercitando con fede i tria munera di Cristo: il potere sacerdotale, profetico, regale.    Fondamento teologico   L’autenticità del Rinnovamento va ricondotta alla Pentecoste; in quanto parte organica della Chiesa è nato nel Cenacolo. Il Rinnovamento, quindi, esprime la continuità dell’evento della Pentecoste – laddove la Chiesa è stata fondata – abbracciando tutti gli aspetti della vita della Chiesa e dell’esperienza cristiana. È per questa ragione che, pur nell’accentuazione della dimensione spirituale, il Rinnovamento è e sempre più diviene, per sua stessa natura, un movimento ecclesiale come avrò modo di illustrare parlando dell’esperienza italiana. La base teologica del Rinnovamento è essenzialmente trinitaria, secondo la visione della Chiesa segnalata dal Concilio Vaticano II nella Lumen Gentium, particolarmente nella conoscenza progressiva della persona dello Spirito Santo, della sua azione ininterrotta e insostituibile nella Chiesa e in ciascuno di noi. La relazione trinitaria che il Rinnovamento ha riscoperto è una relazione di fede personale intratrinitaria che genera un più acuto senso di Dio (Gaudium et Spes, n. 7). Essa si manifesta in una nuova esperienza dell’amore del Padre che rende capaci d’amare in quanto amati; in una nuova esperienza della signoria di Gesù Salvatore che rende capaci di annunziare senza vergogna il Vangelo della salvezza al mondo; in una nuova esperienza della potenza dello Spirito che rende i poveri ricchi, i deboli forti, i malati sani, i peccatori figli di Dio e fratelli ritrovati, che rende capaci di meraviglia e di stupore tante coscienze cristiane addormentate o illuminate dalla sola ragione. Pur nel suo carattere fortemente personale, questa nuova relazione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo opera una conversione profonda e una trasformazione della vita che si manifestano specificatamente in una volontà ferma e crescente di servizio ecclesiale e di testimonianza al mondo: se il Cenacolo è il luogo privilegiato dell’esperienza dello Spirito, il medesimo Spirito ci rende “pneumatofori”, in un mondo, dice Gesù, che non può ricevere lo Spirito perché non lo vede e non lo conosce (Gv 14, 17). Quanti sono impegnati nel Rinnovamento fanno esperienza dei carismi di cui parla la Lumen Gentium, esperienza che manifesta la natura ecclesiale dei carismi stessi. Questi sono in rapporto, da un lato con le strutture viventi della Chiesa e col suo mistero, dall’altro con l’esperienza personale e comunitaria di Dio. Per questa ragione, vorrei dire nonostante le apparenze, il Rinnovamento ha reagito contro un falso individualismo che interpreta la testimonianza del Nuovo Testamento in termini di fede privata, come esperienza privata di Dio; ha reagito contro una focalizzazione eccessiva dell’interiorità e della soggettività individuale. In termini sacramentali si può dire che il Rinnovamento è fondato sul rinnovamento di ciò che “ci costituisce in Chiesa”, vale a dire i sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, confermazione, eucarestia. Lo Spirito Santo, ricevuto nell’iniziazione, è sempre accolto in modo più profondo, sia sul piano personale che su quello comunitario, così che la pratica vitale dei sacramenti rende la vita cristiana una continua metanoia, cioè una “conversione permanente”, dopo il primo, trasformante incontro con Gesù. Rinnovarsi, allora, non è una habitus mentale ma un atto e un fatto: è un morire, ogni giorno, per rinascere nuovi, è un mortificare l’uomo vecchio con le sue passioni che si contrappongono alla volontà di Dio, per rivestire l’uomo nuovo, reso dallo Spirito, ogni giorno, nuovo.    Fondamento pastorale e comunitario: l’esperienza generante   Il Rinnovamento è caratterizzato dal “costituirsi di gruppi cristiani che pregano insieme e chiedono nella preghiera, per ognuno dei propri membri, una nuova effusione dello Spirito Santo, in virtù della quale si aggiunga alla grazia della iniziazione cristiana, una nuova presa di coscienza della Signoria di Gesù, una nuova esperienza dei doni e dei carismi dello Spirito e una nuova disponibilità a usare, a servizio dei fratelli e della Chiesa, tutti i talenti e i carismi dei quali Dio ha stabilito di dotarli”. È proprio nei cenacoli di preghiera che generalmente i cattolici conoscono il Rinnovamento ed è nella pratica dell’abbandono fiducioso e docile allo Spirito che i doni di Dio rifioriscono e cominciano a portare frutto, come effetto del cammino di vita nuova e di conversione permanente che viene proposto. Così il Rinnovamento ripropone ai cristiani una nuova apertura all’irruzione della presenza di Dio, un ritorno al Cenacolo come “roveto ardente”, come luogo in cui Dio si “manifesta, parla, converte e da cui ci invia” come accadde per Mosè. Questo nuovo dinamismo spirituale ha il suo cuore nell’esperienza della preghiera per una nuova effusione dello Spirito o battesimo nello Spirito. Nel 1980 Giovanni Paolo II, incontrando i gruppi e le comunità italiane del RnS, ebbe a dire: “A questa effusione dello Spirito Santo noi sappiamo di essere debitori di una esperienza sempre più profonda della presenza di Cristo”. Non si tratta certo di un nuovo battesimo o della reiterazione del sacramento, ma implica il rapporto a un sacramento (ecco perché nei Paesi anglofoni si definisce “battesimo nello Spirito”), anzi a più sacramenti, quelli dell’iniziazione cristiana. L’effusione dello Spirito attualizza e rinnova il nostro battesimo, dona una coscienza più chiara della sua attualità. Come afferma il Card. Suenens: “il battesimo nello Spirito richiama l’esperienza consapevole, il significato esperienziale del battesimo”. L’effusione dello Spirito, è, pertanto, un richiamo alla conversione, al rinnovamento interiore, una risposta di Dio alla disfunzione in cui è venuta a trovarsi la vita cristiana. Afferma padre Cantalamessa, a proposito dell’efficacia dell’effusione dello Spirito nel riattivare il battesimo: “L’uomo finalmente reca la sua parte, cioè fa una scelta di fede responsabile e personale, preparata dal pentimento, che permette all’opera di Dio di liberarsi e di sprigionare tutta la sua forza. Il dono di Dio viene finalmente “slegato”, la fede rivive e l’”opus operantis” si rende manifesto”. L’effusione dello Spirito Santo è causa di “rinascita” spirituale, la stessa che Gesù proponeva a Nicodemo, perché fosse capace di stupirsi delle meraviglie e delle novità dello Spirito. L’assemblea comunitaria che prega e celebra è l’evento fondante del Rinnovamento. Il modello può essere recuperato nella celebre definizione contenuta in Atti 2, 42-48 e nella descrizione che san Paolo fa delle prime comunità cristiane nella Prima lettera ai Corinzi ai capitoli 12 e 14. Potremmo parlare, in buona sostanza, di una “liturgia missionaria”, una forma di evangelizzazione nella quale i partecipanti, sulla base del sacerdozio comune dei fedeli, sono condotti a un incontro immediato con Gesù, tramite la testimonianza personale, spontanea, gioiosa comunicata nella fede. Ciò che si nota nei partecipanti è un desiderio insaziabile di Dio: il popolo di Dio ha sete di preghiera, ha sete della parola di Dio, ha sete dei doni dello Spirito, ha sete dei sacramenti, ha sete di santità, ha sete insaziabile. Si sente, viva, l’eco della promessa di Gesù alla Samaritana: “Se conoscessi il dono di Dio… Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente d’acqua viva zampillante” (cf Gv 4, 10.14). Quante donne, quanti uomini rigenerati dallo Spirito sono diventati fontane d’acqua viva; “otri nuovi”, inebriati dal vino nuovo; quante “cisterne screpolate” sono diventate riserve di santità e di salvezza a disposizione dello Spirito Santo per placare le due grandi seti che sono nel cuore dell’uomo, le due grandi seti del mondo: la sete di salvezza e la sete di santità. Peculiarità del RnS in Italia Il Rinnovamento nello Spirito Santo è una realtà capillarmente diffusa in tutte le diocesi d’Italia. Si compone di circa 250.000 persone che, in forza della medesima spiritualità, si aggregano in Gruppi e Comunità che nel 1999 sono circa 1300, mentre sono trecento i gruppi in formazione. Di due tipi sono le comunità suscitate dallo Spirito in seno al Rinnovamento: di alleanza e di vita. Nel primo caso sorge un impegno di vita comunitaria e una finalità missionaria precipua, regolate da una normativa sottoposta all’approvazione dell’ordinario diocesano dove la comunità sorge. Nel secondo caso si aggiunge, come ulteriore chiamata, la dimensione della condivisione totale dei beni e il convivere sotto lo stesso tetto. Gruppi, Comunità d’alleanza e Comunità di vita non rappresentano tre gradi progressivi di maturazione o tre diversi livelli di appartenenza in seno al RnS. Si tratta, piuttosto, di chiamate diverse e di forme diverse di appartenenza nella molteplicità delle espressioni esistenti. Responsabili e animatori guidano a carattere locale, diocesano, regionale e nazionale, i gruppi e le comunità, i ministeri e le attività, le associazioni, le scuole di formazione del RnS, riconoscendosi in uno statuto approvato dalla CEI, che fa del RnS un’associazione privata di fedeli. Pertanto il RnS si configura come una grande Comunità nazionale all’interno della grande corrente spirituale del Rinnovamento; si attesta come un movimento ecclesiale all’interno della più grande corrente di grazia rappresentata dal Rinnovamento carismatico a livello mondiale. La normativa in seno a una realtà nazionale del Rinnovamento rappresenta un unicum al mondo e la sua approvazione da parte di una Conferenza Episcopale ha segnato una svolta decisa verso la maturità ecclesiale e la visibilità sociale del movimento in Italia. Ciò ha permesso che si radicasse, sempre più forte, la coscienza che una normativa non solo non imprigiona lo Spirito, ma anzi assicura a ciascuno e a tutti una libertà diversa e più matura, e al Movimento una progressiva evoluzione verso la sua più profonda identità cattolica ed ecclesiale. Molti gruppi, usciti dal nascondimento, dalle nicchie protettive spesso autogratificanti, hanno imparato a cogliere la loro “diversità” nell’esprimere la fede, non più come un limite di comprensione o di accettazione, ma come una grazia per la Chiesa. Gruppi e Comunità, in numero sempre più crescente, stanno sentendo il desiderio di uscire “fuori dal Cenacolo”, per far conseguire alla lode anche le realtà terrene e i fatti concreti, nell’impegno feriale e crescente di agire per il bene comune, nell’interesse di tutta la comunità ecclesiale e nella vera promozione umana di ogni singolo. Siamo consapevoli che la vera vita nuova nello Spirito inizia quando si abbatte il divario tra fede e vita, quando lo scollamento tra la contemplazione e l’azione viene superato, quando la testimonianza rende visibile il frutto autentico della Pentecoste che è la missione evangelizzatrice, cioè la partecipazione attiva al fine apostolico della Chiesa. Non possiamo tacere che l’approvazione dello Statuto ha inserito il RnS nel cuore della Chiesa, in una collaborazione nuova, originale con i nostri pastori – alcuni dei quali comunicano intimamente con il Movimento – con sacerdoti, parroci, religiosi (sono oltre 2000 in Italia ad esperimentare la grazia del Rinnovamento e sempre crescente è il numero di vocazioni e di speciali consacrazioni) – con i movimenti ecclesiali, in una nuova stagione di reciprocità, di scambio di doni per meglio comprendersi e sostenersi negli specifici ambiti di apostolato, nei quali ogni singola realtà ecclesiale è specialmente versata. Effetto immediato di questa apertura, di questa sincera e piena collaborazione ecclesiale ad extra è stato l’accrescersi ad intra della carità fraterna, della mutualità e della sussidiarietà tra le varie componenti del RnS ai vari livelli. Nel dialogo e nella collaborazione ecclesiale ogni identità si rafforza, impara a rimanere fedele a se stessa, matura una maggiore corresponsabilità, cresce nel senso di appartenenza. Questo è quanto sta accadendo nel RnS a gloria di Dio.

fonte: http://www.rns-italia.it/PROFILO/ilrnsinitalia.htm

vd anche
http://www.arlingtonrenewal.org/duquesne-weekend.html


 
Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio che il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha inviato a nome del Santo Padre Francesco per le vittime dell’attentato terroristico avvenuto a Tehran mercoledì 7 giugno:
 
Alle ore 11.45 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, sul tema: Il ruolo della donna nell’educazione alla fraternità universale.
 

Udienza generale 7 giugno 2017

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.20 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
 
Pubblichiamo di seguito la Lettera che il Santo Padre ha inviato a Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč (Ucraina), in occasione delle esequie del Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore emerito di Kyiv-Halyč, deceduto lo scorso 31 maggio:
 
Alle ore 12.00 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti ai Capitoli Generali dei Missionari e Missionarie della Consolata.
 

Regina Coeli 4 giugno 2017


Piazza San Pietro
Domenica, 4 giugno 2017
 
Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Santo Padre Francesco per la 91.ma Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra domenica 22 ottobre 2017: