Qualche anno fa presentando un libro di Giorgio Gibertini, pubblicato dalla Sugarco edizioni, evidenziavo la mancanza di leadership di uomini e donne credibili per il nostro Paese. In quell'occasione facevo esplicito riferimento al commissario Luigi Calabresi come straordinario esempio di grande dedizione al suo lavoro e al bene della società. Sono convinto che lo studio di questa grande personalità del secolo scorso è utile per chi intende intraprendere una attività pubblica al servizio del prossimo.
 

FERTILITY DAY. 'FALLO PER LA DANIMARCA'

La timida iniziativa del ministro per la Salute Beatrice Lorenzin per sensibilizzare le donne, le mamme sulla loro fertilità e quindi alle eventuali nascite, ha sollevato un vespaio nel mondo politico e intellettuale. La giornata, chiamata
 
In questi giorni oltre ai campionati di calcio per professionisti iniziano quelli per i dilettanti. Dedico queste riflessioni soprattutto ai gruppi dilettanti che ogni anno si preparano per affrontare al meglio ogni competizione sportiva. C'è una preparazione agonistica del corpo, ma anche dello spirito, anche se questa spesso viene trascurata. Molto si è scritto sul significato e l'importanza dello sport, delle attività sportive, spesso si rischia di fare i soliti discorsi retorici su come si dovrebbe affrontare la pratica sportiva. Ma capita anche dimenticare facilmente quali devono essere i comportanti essenziali, elementari di una sana partecipazione ad un gruppo, a una squadra di calcio.
 

LA RESISTENZA ANTICOMUNISTA DELLA LITUANIA

Quante sono le pagine di Storia del Novecento sconosciute? Soprattutto quando gli aggressori sono comunisti. Potrei elencarne qualcuna“Katyn”,“L'Holodomor”, i gulag di “Kolyma”, o il racconto dei tanti gulag siberiani rappresentati bene anche attraverso disegni di Evfrosinija Kersnovskaja, nel suo libro, “Quanto vale un uomo”, ma anche la stessa guerra civile dei bolscevichi contro i bianchi, che ne è seguita subito dopo la cosiddetta rivoluzione d'Ottobre e via di questo passo.
 

I NUOVI CROCIATI, GLI ZUAVI DI PIO IX

Due elementi mi hanno spinto a comprare l'ultimo libro di Alfio Caruso: il titolo,  “Con l'Italia mai!”, e l'argomento. Ancor più affascinante è il sottotitolo:“La storia mai raccontata dei Mille del Papa!”. Il merito di Caruso è di aver raccontato soprattutto i fatti, gli episodi che hanno visto protagonisti i cosiddetti zuavi, i soldati del Papa, chiamati così per via dei pantaloni larghi e poi stretti alle caviglie. Anche se a tratti si lascia andare ai soliti luoghi comuni, soprattutto riguardo il potere temporale della Chiesa, i ritardi culturali del Mezzogiorno borbonico, l'endemica arretratezza economica rispetto al florido Nord, il libro di Caruso resta un'opera importante che cerca almeno di rendere onore all'ultimo esercito del Papa. Peraltro, non sono molti i libri che affrontano questo tema, anzi sono abbastanza rari.
 

DOV'E' DIO MA SOPRATTUTTO DOV'ERA L'UOMO


Ad ogni terremoto, si sente la solita domanda che il solito cronista pone al religioso di turno, in questo caso la domanda retorica questa volta l'ha fatta, Debora Donnini giornalista di radiovaticana a monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti:“Di fronte a tanta morte e distruzione, sicuramente la domanda che sgorga nel cuore di tanti è: “Dov’è Dio?”. Intanto menomale che c'è Dio, almeno possiamo prendercela con qualcuno, immaginate se non c'era niente, a quale disperazione acuta sarebbe precipitato l'uomo. Tuttavia questa“è una domanda che, peraltro, ci accompagna sempre nella vita, quando siamo posti di fronte alla questione fondamentale che è quella della morte”. Ha detto monsignor Pompili,“Certamente la fede ci ispira non la disperazione, ma la speranza che tutto questo possa avere un senso. Ma in questo momento è difficile. Quello che è dato di credere è che sicuramente Dio è sempre dalla parte di chi sta soffrendo, in modo particolare”.
 
“Essere fieri di andare contro corrente e pensare che Sacerdoti, Frati, Suore svolgono ogni giorno con generosità il loro servizio per dedicarsi ai bambini, ai disabili, agli anziani" ( Osserva Papa Francesco all’Angelus del 23 giguno 2013 ).
 

IL TREMENDO COSTO UMANO DELLA “GRANDE GUERRA”

Prima di entrare ad analizzare la 1 guerra mondiale per l'Italia, bisogna iniziare dal costo umano. “Quando la guerra terminò, - scrive Alberto Leoni - l'11 novembre 1918, le perdite umane avevano raggiunto livelli che, ancora oggi, appaiono inconcepibili, concentrate nelle popolazione maschile giovane. Percentuali di perdite del 73 per cento fra i mobilitati francesi o del 64 per cento per i tedeschi rendono l'idea”.(Alberto Leoni, “Il tremendo costo umano”, in Il Timone, aprile 2014)
 
Perfino i più ostinati pacifisti sono convinti che dopo i tanti attacchi, ormai siamo in guerra contro il terrorismo jihadista islamico. Che sia una guerra di religione, una “guerra a pezzi”, o per motivi economici, è pur sempre una guerra. Senza voler demonizzare tutti i musulmani, è chiaro anche che il problema riguarda soprattutto l'Islam. Anche se poi si sostiene che chi commette certe atrocità tradisce il vero islam. Comunque sia la maggior parte dei conflitti nel mondo ha a che fare con regimi o gruppi islamici, è soltanto una sfortunata coincidenza? Ovviamente e per fortuna, non si può affermare che tutti i musulmani sono fondamentalisti e terroristi. Una cosa è certa, negando la realtà non si riesce ad affrontare la questione in maniera efficace.
 

TERRORISMO. GUERRA O NON GUERRA... CHE COSA FARE.

E' stato un mese di luglio di fuoco, non tanto per il caldo, ma per i continui attacchi terroristici di matrice fondamentalista islamica. I più clamorosi, proprio perchè hanno attaccato l'Europa, sono a Dacca in Bangladesh (il luogo era frequentato da europei), Nizza, Monaco di Baviera, Rouen in Francia. Non solo questi, poi ci sono gli attacchi quasi ogni giorno in Siria, Iraq, in Nigeria, in Pakistan, ovunque operano le organizzazioni fondamentaliste islamiche. E' chiaro che poi esistono altri focolai di guerra, più o meno caldi. Di fronte a questo scenario, talvolta apocalittico, che cosa si può dire e scrivere. Sicuramente, siamo coinvolti in una guerra, lo ammettono perfino gli ultrapacifisti, è la terza guerra mondiale a pezzi, come l'ha chiamata Papa Francesco? Veramente per altri studiosi sarebbe la quarta, mentre la terza era la cosiddetta Guerra Fredda. Comunque sia, siamo immersi tutti dentro, cristiani, musulmani, atei devoti o meno.
 
Nell'introduzione al libro “I conti con la storia”, Paolo Mieli, tra i tanti episodi riporta la decisione dell'intellettuale ebreo Alain Finkielkraut di schierarsi a favore della beatificazione del cardinale  Alojzije Viktor Stepinac, primate di Croazia. La decisione di san Giovanni Paolo II di beatificare Stepinac fu molto criticata, il progressistume diceva perchè innalzare agli onori dell'altare una persona accusata di aver sostenuto durante la Seconda guerra mondiale il regime Ustascia a cui si imputava di essere responsabile di crimini e persecuzioni contro ebrei, serbi e zingari. Poi si scopre studiando i documenti che è tutto falso, monsignor Stepinac si è sempre battuto per la Chiesa e ha preso le distanze sia dal regime fascista che da quello comunista.
 

CON I SACRAMENTI NON SI SCHERZA

I sette sacramenti sono al centro della dottrina cattolica, quindi amministrandoli non bisogna scherzare, occorre fare sul serio. E' tutto qui il recente libro scritto da don Nicola Bux, “Con i sacramenti non si scherza”, edito da Cantagalli (2016). Don Nicola è un grande esperto di liturgia. Ha dedicato diversi libri all'argomento. E' stato consultore in Vaticano nella Congregazione per la Dottrina della Fede e nell'Ufficio delle celebrazioni Pontificie, tuttora è consultore in quelle dei santi e del Culto Divino. E' stato chiamato da Giovanni Paolo II a preparare il Sinodo sull'Eucarestia del 2005 e, da Benedetto XVI a parteciparvi come perito. Ha fatto tanto altro, ma questo basta. Ho conosciuto per la prima volta don Bux nell'estate del 2011, a S. Teresa di Riva, presso la parrocchia Maria SS di Portosalvo, invitato dall'allora parroco don Roberto Romeo.
 

L'INFORMAZIONE MISSIONARIA DI ASIANEWS

Leggendo il corposo saggio“Il Settimanale cattolico”di don Giorgio Zucchelli sui settimanali cattolici edito dalla Libreria Editrice Vaticana (2014), il giornalista per rilanciare i periodici cattolici, associati al FISC (Federazione italiana settimanali cattolici) scriveva che rispetto ad altre testate giornalistiche, questi possono utilizzare le notizie dei tanti missionari sparsi nel mondo, che diventano informatori di prima mano. Pertanto questi settimanali possono avere notizie che altri giornali non hanno.
 
In un mondo in frantumi come quello che stiamo vivendo, la testimonianza di monsignor Giovanni D'Ercole nel suo libretto“Nulla andrà perduto. Il mio grido di speranza per l'Italia”, edito da Piemme (2012), mentre sta nascendo un nuovo mondo, potrà aiutarci a non perdere la speranza. Monsignor D'Ercole ha scritto questo saggio quando era vescovo dell'Aquila, la città martoriata dal terremoto. Nel testo, in pratica il vescovo si racconta, raccoglie esperienze, fa alcune riflessioni,  racconta gli incontri con varie personalità, il tutto coinvolgendo una ragazza di nome Alice.
 
Per uno che ha collaborato per diversi anni con bollettini, giornali, periodici parrocchiali, e con radio, la lettura del libro di Giorgio Zucchelli, “Il Settimanale cattolico. Questo sconosciuto”, Libreria Editrice Vaticana (2014) , suscita un interesse particolare, soprattutto perchè nel frattempo, questo mio interesse a collaborare con giornali non è venuto meno. Neanche dopo la grande rivoluzione tecnologica di internet, del web. Del resto la trasformazione del web mi ha coinvolto in pieno, scrivere sulla vecchia macchina da scrivere Olivetti e una tastiera del computer non è la stessa cosa. Ormai è dal lontano 2000 da quando ho iniziato la collaborazione con il Corriere del Sud di Crotone, che scrivo articoli con giornali, con blog online.
 
Il 5 giugno scorso è entrata in vigore la legge n. 76 del 20 maggio 2016 “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” (Legge Cirinnà). I commi 2 e 3 dell’articolo unico della legge stabiliscono che “due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni”, e che “l’ufficiale di stato civile provvede alla registrazione degli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso nell’archivio dello stato civile”.
 

Bruxelles ora deve ragionare

Mirko De Carli
E oggi tutti ad applaudire all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, a gridare trionfanti sentimenti nazionalisti e smanie identitarie dai virtuosismi un po’ troppo glamour. Ha vinto la voglia del popolo britannico di essere autonomo completamente da una Unione Europa sin dall’inizio vista come una zavorra da sopportare più che un volano da utilizzare.
 
In questi giorni sto leggendo un corposo e impegnativo libro di ben 460 pagine che sicuramente dovrebbero leggere tutti gli operatori socioculturali, dagli insegnanti ai preti più o meno impegnati nel campo dell'educazione. Ha un titolo altisonante, “Verità e splendore della differenza sessuale”, scritto da un sacerdote francese Etienne Roze, pubblicato da Cantagalli (2014).
 

I RAGAZZI DI PIAZZA TIENANMEN

Chissà se i dirigenti dell'Inter e del Milan sono al corrente di quello che é successo tra la notte del 3 e del 4 giugno 1989 nella piazza della capitale cinese, Pechino, quando il governo comunista fu costretto a mettere fine alle manifestazioni studentesche che duravano da oltre tre mesi. Oltre un milione di studenti approfittando della visita di Gorbacev, davanti alla “Città Proibita”chiedevano l'abolizione di ogni forma di dispostismo e una maggiore libertà politica. Alle loro manifestazioni di piazza, si unirono via via gli operai, impiegati, giornalisti, imprenditori. Il 13 maggio 1989, gli studenti proclamarono lo sciopero della fame, innalzando nella piazza un'enorme statua della Libertà ispirata a quella di New York.
 

AH, LA 'PERLA DELLO JONIO' RESTA SENZA IL LIBRO

Il noto giornalista e scrittore Aldo Cazzullo sulla prima pagina del Corriere della sera del 29 maggio lancia l'allarme sulla chiusura dell'unica libreria di Taormina, la località turistica più famosa del Sud, la storica tappa del “Grand Tour” di Wolfgang von Goethe:“Quando chiude una libreria tutti perdiamo qualcosa”. Certamente per uno che passa quasi sempre una parte del sabato pomeriggio in una libreria dei Navigli milanesi, la chiusura di una libreria fa un certo effetto. Peraltro, mesi fa ha chiuso anche qui una storica libreria in corso San Gottardo nel ticinese milanese. E' da troppo tempo che il libro, ma tutta la carta stampata sono in crisi. Ogni tanto saltano fuori statistiche dove emerge che gli italiani leggono poco e in particolare al Sud. Tempo fa in tv mentre si commentava il grave episodio in un comune calabrese dove una candidata del Pd ha dovuto rinunciare perchè minacciata dalla criminalità locale, perfino un funzionario della polizia sottolineava che nel Sud, la lettura, la cultura e quindi tutto quello che ruota intorno, non vale niente.
 

IL DUPLICE FALLIMENTO DEI SISTEMI SCOLASTICI

A fine maggio arrivano gli ultimi giorni di lezioni a scuola. E come sempre si arriva tutti stanchi, insegnanti, professori, personale Ata, alunni, studenti, genitori. Fare qualche riflessione sulla scuola non fa male, mi è capitato in altre occasioni. Non ho resistito a leggere un volumetto abbastanza critico sui sistemi scolastici, già il titolo è abbastanza provocatorio: “Requiem  per la scuola”, scritto da Norberto Bottoni, pubblicato da Il Mulino (2013). Per la verità, quasi tutti i libri, gli studi che ho letto sulla scuola, hanno le caratteristiche della critica e della provocazione.
 
Il 29 aprile scorso la Fontana di Trevi a Roma si è illuminata di rosso come il colore del sangue dei martiri cristiani che vengono perseguitati, uccisi in tante parti del mondo. La lodevole iniziativa è stata organizzata da ACS Italia (Aiuto alla Chiesa che Soffre) perchè il mondo si accorga del martirio dei cristiani.“I perseguitati ci chiedono di testimoniare la loro sofferenza e noi l'abbiamo fatto raccontando le storie dei martiri di oggi.
Ora non dimentichiamoli. Non spegniamo le luci sul martirio cristiano”. Sono alcuni slogan della manifestazione di Roma. Peraltro leggo sul sito dell'Acs che è prevista un'altra manifestazione a Como il 30 maggio: la Basilica di Sant'Abbondio sarà illuminata di rosso a ricordo del sangue versato dai tanti martiri cristiani. Nel corso della serata si terrà la testimonianza, “Perseguiteranno anche voi...dove la fede è un delitto”, parteciperanno Alfredo Mantovano, Presidente di Acs-Italia, e monsignor Mtnaios Hadda, siriano e archimandrita della Chiesa cattolica greco-melchita. Al termine interverrà il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti.
 

LA GUERRA GLOBALE CONTRO I CRISTIANI

L'ultimo numero della rivista, La Roccia, il giornale per la nuova evangelizzazione, che“segue sempre il Papa”, è segnato dai racconti sulla feroce persecuzione dei cristiani. Nella sezione “Nel mondo”, viene proposta la storia degli Assiri e i Caldei, cristiani perseguitati dagli islamisti. “Se ti converti muori”, è la drammatica storia di un anglo-pakistano, convertito al cristianesimo, perseguitato come infedele. Poi si prosegue con gli assassini di Boko Haram, che uccidono senza pietà nel nord della Nigeria, infine viene intervistato Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, assassinato dai fondamentalisti islamici, che fa il punto sulla libertà religiosa in Pakistan.
 
 
La crisi economica e ora la forte pressione degli immigrati rischiano di mandare a pezzi la casa Europa. L'importante discorso di Papa Francesco in occasione del conferimento del Premio Internazionale Carlo Magno, rende attuale la mia lettura guidata dell'ottima raccolta di scritti storici e filosofici di Gonzague de Reynold, “La Casa Europa”, curati da Giovanni Cantoni per la D'Ettoriseditori di Crotone. Il discorso del Papa alla presenza dei principali rappresentanti delle istituzioni europee, rappresenta un programma sintetico per“rifondare l'Europa”, un'esigenza sentita da molti. Il papa apre con il riferimento all’Europa come Casa comune che rinasce dalle“ceneri delle macerie” di ben due guerre mondiali. Dopo aver “strigliato” l'Europa che è come una “nonna stanca e invecchiata”, incapace di integrare, di dialogare e generare, fa riferimento alla memoria storica.“Le radici dei nostri popoli – ha detto -, le radici dell’Europa si andarono consolidando nel corso della sua storia imparando a integrare in sintesi sempre nuove le culture più diverse e senza apparente legame tra loro. L’identità europea è, ed è sempre stata, un’identità dinamica e multiculturale”.
 
Leggere il libro di Gonzague de Reynold, “La casa Europa. Costruzione, unità, dramma e necessità”, pubblicato da D'Ettoriseditori di Crotone (2015) è piacevole perchè scritto veramente bene, un testo che riesce mirabilmente a descrivere con grandi quadri geografici la storia della costruzione della Casa Europa. Una storia straordinaria che dovrebbero attentamente leggere e studiare gli studenti dei nostri licei.
 

L'EUROPA TRA UN MONDO CHE MUORE E UNO CHE NASCE

Si ha la sensazione che stiamo vivendo la fine di un'epoca, di un mondo, per qualcuno addirittura siamo alla fine “del” mondo, ma sarà vero? O piuttosto siamo alla fine di “un” mondo, come sostiene il fondatore di Alleanza Cattolica, Giovanni Cantoni, che peraltro da molto tempo ripete a mò di slogan, che “la nonna è morta”, alludendo con ciò alla fine della Cristianità occidentale. C'è anche un'altra immagine che Cantoni usa per l'Europa, ed è quella della“balena morta, spiaggiata ormai morta”. Il processo che segue, quello della decomposizione, è ovviamente molto lungo.“Questa è la situazione che noi stiamo vivendo oggi. La cristianità è finita. Quanto tempo ci vorrà perché la sua dissoluzione si compia definitivamente? Non lo possiamo sapere con precisione. Ma la nostra situazione è simile a quella di coloro che assistono alla morte e alla decomposizione della balena spiaggiata. Una situazione sgradevole soprattutto nel momento in cui si incominciano a sentire i miasmi fetidi della putrefazione del cadavere dell'enorme animale”.(Pietro Cantoni, Riflessioni su “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione” e la situazione attuale, in Cristianità, n. 379, genn-marzo 2016).
 

L'ISIS A PALMIRA COME I GIACOBINI A NOTRE DAME.

La Storia si ripete. Ci siamo indignati l'anno scorso quando abbiamo visto i miliziani jihadisti dell'Isis abbattere le statue e i resti archeologici di Palmira, nello stesso tempo abbiamo esultato quando le truppe del presidente Assad assistiti dai russi di Putin hanno riconquistato il sito archeologico. Molto si è scritto sui danni impressionanti che ha subito il sito archeologico, ad una settimana dalla fine dei combattimenti si contano i danni, lo ha fatto La Repubblica intervistando Mahmud, uno dei figli di Khaled al Assad, l'anziano archeologo ed ex direttore del Museo e del sito di Palmira, ucciso dai jihadisti per essersi rifiutato di rivelare dove erano state nascoste parte delle statue e gli oggetti preziosi. “[...]Un viaggio doloroso quello che comincia dalla piazza del Museo archeologico, centrato ripetutamente da colpi d'artiglieria (qui tutti assicurano che l'aviazione russa ha di proposito evitato di bombardare le zone, come questa, vicine al sito per evitare danni collaterali irreparabili alle vestigia), devastato e saccheggiato”. (A. Stabile, A Palmira con il figlio del martire del museo, 7.4.16, La Repubblica)
 
Sabato 2 aprile scorso presso il Teatro “Val d'Agrò”, di Santa Teresa di Riva, nella riviera jonica del messinese si è tenuta una spettacolare opera teatrale, Resurrexit, “Il mistero pasquale di Cristo”, un recital sulla Passione, Morte e Resurrezione di Gesù. Protagonisti e autori di questo interessante spettacolo sono stati la Compagnia teatrale Sikilia (Teatro, Musica, Danza), diretta dalla prof.ssa Cettina Sciacca, la Corale Theotokos, guidata da Sergio Micalizzi e un gruppo di musicisti solisti della Banda Musicale, “V. Bellini”, del maestro Carmelo Garufi e di Antonio Pizzi. Naturalmente poi ci sono i tecnici che hanno curato la scenografia, i costumi, la sartoria e i video.
 
Anche se ancora bisogna fare molto per far conoscere la storia degli Insorgenti, tanto è stato fatto in occasione del bicentenario della Rivoluzione Francese. Infatti nel 1989, vi è stata una rinascita degli studi dei moti popolari antirepubblicani e antifrancesi del 1799. Un apporto fondamentale a questi studi è stato dato dall'ISIN, l'Istituto Storico dell'Insorgenza, fondato a Milano nel 1995, poi denominato, ISIIN, Istituto Storico dell'Insorgenza e per l'Identità Nazionale. L'Istituto sta facendo un lavoro rigorosamente ben documentato da diversi studiosi, tra cui lo stesso Pappalardo, autore del testo pubblicato nel 2014 da D'Ettoris Editori, “Dal banditismo al brigantaggio”. A cura dell'istituto, si può accedere in rete a un ricco sito internet, Identitanazionale.it, diretto da Oscar Sanguinetti.
 
A partire degli attentati dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York, sull'Islam e in particolare sul jihadismo islamico, si è scritto e si scrive molto. Anni fa le Edizioni San Paolo hanno chiesto all'autorevole padre Piero Gheddo di scrivere un testo sull'Islam e le varie questioni. La sola condizione era di scriverlo in modo facile, comprensibile, senza per questo pretendere di esaurire ogni tema trattato.