Rassegna stampa formazione e catechesi

Il radiomessaggio di Paolo VI nel settantacinquesimo anniversario dell’incoronazione di Nostra Signora di Guadalupe

Nostra Signora di GuadalupeVenerabili Fratelli e amatissimi figli del Messico, Nel settantacinquesimo anniversario dell’incoronazione di Nostra Signora di Guadalupe, desideriamo unire la nostra voce a questo inno filiale che il Popolo messicano eleva oggi alla Madre di Dio. La devozione alla Vergine Santissima di Guadalupe, così profondamente radicata nell’animo di ogni messicano e così intimamente unita a più di quattro secoli della vostra storia patria, continua a conservare tra voi la sua vitalità e il suo valore, e deve essere per tutti una costante e particolare esigenza di autentico rinnovamento cristiano. In una data così importante, la corona che la Madre di Dio attende da tutti i messicani non è tanto una corona materiale, ma una preziosa corona spirituale, formata da un profondo amore per Cristo, e al tempo stesso da un sincero amore per tutti gli uomini: i due comandamenti che riassumono il messaggio evangelico. È la stessa Vergine Santissima che con il suo esempio ci guida in questi due cammini. In primo luogo ci chiede di fare di Cristo il centro e il culmine di tutta la nostra vita cristiana.
Lei stessa, la “piena di grazia”, la “benedetta tra le donne”, consapevole della sua piccolezza dinanzi al Salvatore del mondo, dinanzi a Dio fatto Uomo, si nasconde e si oscura, con quella suprema umiltà che l’ha resa gradita agli occhi dell’Altissimo, affinché la suprema figura di suo Figlio appaia agli uomini con tutto il suo ineguagliabile fulgore. Perciò la stessa devozione mariana raggiunge la sua pienezza e la sua espressione più esatta quando è un cammino verso il Signore e rivolge a Lui l’amore più grande, come Lei ha saputo fare conciliando in uno stesso impulso la tenerezza di Madre e la pietà di creatura. Inoltre, e proprio perché amava così profondamente Cristo, la nostra Madre ha rispettato appieno questo secondo comandamento che deve essere la norma di tutte le relazioni umane: l’amore per il prossimo. Che delicato e bell’intervento di Maria nelle nozze di Cana, quando spinge Gesù a compiere il suo primo miracolo di trasformare l’acqua in vino, solo per aiutare quei giovani sposi! È un vero segno del costante amore della Vergine Santissima per l’umanità bisognosa, e deve essere un esempio per tutti quanti desiderano considerarsi veramente suoi figli. Perciò, amatissimi messicani, oggi vogliamo farci eco dinanzi a voi delle tante tristezze e ansie che affliggono il mondo, le quali non ci possono lasciare indifferenti se vogliamo essere veramente fedeli al messaggio evangelico. Un cristiano non può sentirsi tranquillo finché c’è un uomo che soffre, che è trattato ingiustamente, che non ha il necessario per vivere. Un cristiano non può non dimostrare la sua solidarietà e dare il meglio di sé, per risolvere la situazione di coloro ai quali ancora non è giunto il pane della cultura o l’opportunità di un lavoro dignitoso e giustamente remunerato: non può restare insensibile finché le nuove generazioni non troveranno un modo per tradurre in realtà le loro legittime aspirazioni e finché una parte dell’umanità sarà esclusa dai vantaggi della civiltà e del progresso. Perciò, in questa festa così importante vi esortiamo di cuore a dare alla vostra vita cristiana un marcato senso sociale, come chiede il Concilio, che vi faccia stare sempre in prima linea in tutti gli sforzi per il progresso e in tutte le iniziative per migliorare la situazione di quanti sono nel bisogno. Vedete in ogni uomo un fratello, e in ogni fratello Cristo, di modo che l’amore verso Dio e l’amore per gli uomini si uniscano in un unico amore, vivo e operante, che è il solo a poter redimere le miserie del mondo, rinnovandolo nella sua radice più profonda: il cuore dell’uomo. Chi ha molto, che sia consapevole del suo obbligo di servire e di contribuire con generosità al bene di tutti. Chi ha poco o non ha nulla, che, mediante l’aiuto di una società giusta, si sforzi di superarsi e di elevarsi, così da cooperare al progresso di quanti vivono nella sua stessa situazione. E tutti sentite il dovere di unirvi fraternamente per aiutare a forgiare quel mondo nuovo a cui l’umanità anela. È questa la corona che vi chiede la Vergine di Guadalupe, è questa la fedeltà al Vangelo di Colei che ha saputo essere l’esempio eminente. In tal modo i sentimenti cristiani, gloria e segno distintivo del vostro Popolo, saranno ogni giorno di più un impulso di elevazione spirituale e un fattore decisivo di promozione umana in tutti i campi, affinché ogni individuo e ogni gruppo sociale possa realizzare pienamente la propria missione nel mondo. Invito tutti, ma in modo particolare voi, amatissimi giovani messicani, a meditare sulla validità del Messaggio di Cristo nel momento attuale, e vi chiedo di porre al servizio di questi alti ideali tutto il vostro generoso entusiasmo e le vostre speranzose energie. Su voi, venerabili Fratelli e amatissimi figli, imploro fiducioso la materna benevolenza della Madre di Dio e Madre della Chiesa, affinché continui a proteggere il vostro Paese e lo orienti sempre più lungo i cammini del progresso cristiano, dell’a m o re fraterno e della pacifica convivenza. Come prova del nostro paterno affetto e in pegno delle migliori grazie celesti, vi impartiamo di cuore una particolare Benedizione Apostolica.

© Osservatore Romano - 17 febbraio 2016


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