Rassegna stampa etica

Valore da proteggere

come bimbo in braccio a sua madre5346 1104659954 n«La cultura contemporanea conserva ancora le premesse per affermare che l’uomo», indipendentemente dalle «sue condizioni di vita, è un valore da proteggere; tuttavia, essa è spesso vittima di incertezze morali, che non le consentono di difendere la vita in maniera efficace»: lo ha ricordato Papa Francesco ai partecipanti all’assemblea generale della Pontificia accademia per la vita, ricevuti giovedì mattina, 3 marzo.
Il Pontefice ha approfondito il tema che è al centro dell’incontro annuale dell’istituzione pontificia fondata nel 1994 — «Le virtù nell’etica della vita» — e ha ricordato che «il bene che l’uomo compie non è il risultato di calcoli o strategie», ma «il frutto di un cuore ben disposto, della libera scelta che tende al vero bene». Non bastano quindi, ha aggiunto il Pontefice, la scienza e la tecnica: «per compiere il bene occorre la sapienza del cuore». Difatti, oggi, molte istituzioni sono impegnate nel servizio alla vita ma, ha sottolineato il Papa, tante strutture sono «preoccupate più dell’i n t e re s s e economico che del bene comune». Infatti «parlare di virtù significa affermare che la scelta del bene coinvolge e impegna tutta la persona; non è una questione “cosmetica”, un abbellimento esteriore». E anche le norme, «pur necessarie», che sanciscono il rispetto delle persone, «da sole non bastano a realizzare pienamente il bene dell’uomo» perché «sono le virtù di chi opera nella promozione della vita l’ultima garanzia che il bene verrà realmente rispettato». Non deve quindi mai venire meno l’«interesse reale» per le persone, in particolar modo per quelle più fragili. Così, se è vero che «oggi non mancano le conoscenze scientifiche e gli strumenti tecnici in grado di offrire sostegno alla vita umana nelle situazioni in cui si mostra debole», occorre però — ha raccomandato Francesco — che «i medici e gli operatori sanitari non tralascino mai di coniugare scienza, tecnica e umanità»: chi si dedica alla difesa e alla promozione della vita deve essere capace di mostrarne la bellezza e di operare con «genuina compassione». È compito, quindi, delle università lavorare affinché gli studenti «possano maturare quelle disposizioni del cuore e della mente che sono indispensabili per accogliere e curare la vita umana». Il Pontefice ha quindi messo in guardia dalle «nuove colonizzazioni ideologiche» che, «sotto forma di virtù, di modernità, di atteggiamenti nuovi », si affacciano «nel pensiero umano» e «anche cristiano», togliendo la libertà perché «hanno paura della realtà così come Dio l’ha creata».

Udienza ai partecipanti all’Assemblea plenaria della Pontificia Accademia per la Vita (3-5 marzo 2016)

© Osservatore Romano - 4 marzo 2016


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