Rassegna stampa etica

"Quanta ‪#‎imbecillità‬ ideologica può permettersi la democrazia"

famiglia statueSul delirante sproloquio di Alessandro Somma in Micromega: non troppa Chiesa nella res publica
‪#‎Editoriale‬
‪#‎LaCrocequtodianodigitale‬
20 gennaio 2016 di Davide Vairani

"Articoli come questo, apparso su "Micromega", dimostrano un “ciarpame culturale e un livello così basso, tale da collocarsi ai limiti della denuncia penale”, commenta il Prof. Massimo Borghesi.
“Quanto cattolicesimo può permettersi la democrazia?” di Alessandro Somma è un articolo talmente zeppo di odio anti-clericale e di risentimento laicista della peggior specie contro chi non la pensa come lui (loro).
Al punto da ricordare il clima da linciaggio sistematico della Rivoluzione francese nei confronti dei contro-rivoluzionari.

Non ci andavano i leggeri i sanculotti con chi non era dalla loro parte: tagliavano teste e il discorso era finito lì.

“Che una rivista che presume di ammantarsi di cultura, sia pure di impostazione laicistica e vetero-garibaldina, cada così in basso – prosegue Borghesi - è il segno di un qualunquismo estraneo alla sinistra storica e al dibattito democratico”.
Già. La rivista di Floris D’Arcais non è altro che il termometro di una sinistra che da troppo tempo ha deciso di abbandonare la difesa dei diritti dei più deboli. E per questo motivo si lascia abbagliare da luci non proprie, dal femminismo esasperato del “corpo è solo mio e lo gestisco io” all’anti-clericalismo laicista di stampo settecentesco. Rigurgiti di un passato che pensavamo di esserci lasciati alle spalle.

Alessandro Somma ne ha infatti per tutti i cattolici.
“Gli argomenti sfoderati dai politici cattolici per boicottare l’approvazione del disegno di legge sulle unioni civili, il cosiddetto ddl Cirinnà, e in particolare le misure dedicate alle coppie omosessuali, compongono un catalogo di autentiche stupidità e bestialità”.
“Soprattutto è stata l’occasione per ricevere l’ennesima conferma di come il cattolicesimo possa divenire incompatibile con la democrazia”.
“La stupidità e la bestialità degli argomenti utilizzati per affossare il ddl Cirinnà nascondono infatti l’unico inconfessabile movente di chi li propone: obbedire alle gerarchie ecclesiastiche come imperativo categorico, assumere funzioni di polizia vaticana, ...In questo modo si rinnega la modernità, e se non si torna all’epoca premoderna, almeno si torna al fascismo, quando si considerava la famiglia la cellula più importante dello Stato, lo strumento primo di politiche demografiche incentrate sull’idea che l’aumento della popolazione avrebbe alimentato la grandezza politica ed economica della nazione...Si sente dire da più parti che siamo in mano alla lobby gay e che questo porta a ritenere che ‘in Italia ci sia solo il problema delle coppie fatto e non i problemi delle famiglie normali’ (Nunzio Galantino, Segretario Cei). E invece siamo in mano alle stupidità e alle bestialità cattoliche, che ai problemi delle famiglie ‘normali’ preferiscono i presepi, e che stanno fornendo un contributo notevole allo sfascio della democrazia”.

Quali sarebbero – secondo Alessandro Somma – gli argomenti così pieni di “stupidità” e di “bestialità” usati dai cattolici per opporsi al ddl Cirinnà?
“Se approvato, il ddl Cirinnà non realizzerebbe nulla di rivoluzionario, se non evitare all’Italia di apparire come il solito Paese ostile alla tutela dei diritti civili e in genere a tutto quanto non sia approvato dalle gerarchie ecclesiastiche. E invece ecco fiorire motivazioni stupide e bestiali per impedire la mitica stepchild adoption: perché ‘ogni bambino deve avere un papà e una mamma e non si scherza’ (Alfano), o perché altrimenti si ‘conduce direttamente ad incentivare la pratica dell’utero in affitto’ (Binetti). Mentre è oramai noto e comprovato che, per crescere bene, i bambini hanno bisogno di un ambiente famigliare di qualità, a prescindere dal numero e dal genere dei genitori. E mentre è inaccettabile che si rinunci a una soluzione equa solo perché si presta ad abusi: la circolazione stradale non è mica vietata solo perché ogni anno ci sono migliaia di vittime della strada!”.
Se la piglia pure (ovviamente) con i cattolici del Pd, rei di cercare delle mediazioni e negoziazioni.
“Una mediazione per la quale, in omaggio alla fobia di chi vuole riservare l’espressione famiglia a ciò che le gerarchie ecclesiastiche reputano tale, si è voluto offendere la famiglia omosessuale chiamandola con un linguaggio da laboratorio di eugenetica: ‘specifica formazione sociale’. Una mediazione, cioè, che ha impedito di attuare il disegno costituzionale sulla famiglia, definita semplicemente come “società naturale fondata sul matrimonio”: naturale, sorta come comunità di affetti, e non come entità a immagine e somiglianza di una sorta di antropologia ultraterrena indiscutibile. Insomma, poteva essere l’occasione per porre rimedio a una odiosa forma di discriminazione, a una intollerabile violazione del principio di uguaglianza, non dissimile da quella realizzata nel Ventennio, quando la legge proibiva ‘il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza’”.

La chiusura dell’articolo è la summa del “MicroMega-pensiero” sui cattolici. “Intendiamoci: se lo fa un cittadino comune non c’è nulla di male. La cosa diventa eversione, cioè sovvertimento dell’ordine democratico, nel momento in cui l’obbedienza fine a se stessa verso i diktat ecclesiastici diventa l’atteggiamento dei rappresentanti del popolo eletti nelle assemblee legislative. Perché si tratta di persone che non rispondono ai loro elettori o alla loro coscienza, bensì a un’entità altra e ciò nonostante gerarchicamente sovraordinata. Affidando così le scelte sulla vita dei cittadini a oscuri livelli ultraterreni, a un sedicente diritto naturale che sta sopra lo Stato in quanto precede gli uomini, e per gli uomini viene interpretato dai vertici ecclesiastici. In questo modo si rinnega la modernità, e se non si torna all’epoca premoderna, almeno si torna al fascismo, quando si considerava la famiglia la cellula più importante dello Stato, lo strumento primo di politiche demografiche incentrate sull’idea che l’aumento della popolazione avrebbe alimentato la grandezza politica ed economica della nazione. E’ del resto questo il fondamento dell’idea per cui la famiglia trae la sua essenza dall’essere finalizzata alla procreazione. Idea non a caso estranea al dettato costituzionale, che viene però fatta rivivere nel discorso da ventennio dei cattolici secondo cui, senza la possibilità di procreare, la famiglia sarebbe da un lato destinataria di prestazioni pubbliche, e dall’altro non potrebbe ricambiare assicurando futuri erogatori di contributi pensionistici: come ebbe a dire Rocco Buttiglione, all’epoca in cui, anche e soprattutto per la sua omofobia, venne bocciato dal Parlamento europeo come Commissario europeo”.

Non occorre dare risposte.
L’articolo si qualifica per ciò che è (ciarpame culturale da collocarsi ai limiti della denuncia penale) semplicemente perdendo dieci minuti a leggerlo e divulgarlo.
Non è altro che il segnale di una reazione scomposta e di pancia quando “il re è nudo”.
Il giochino mediatico e politico al quale per mesi e mesi gli italiani sono stati sottoposti da talk monotematici, articoli con immagini strappalacrime e quant’altro era far vedere una coppia gay dicendo che finalmente avrebbero potuto amarsi. Le unioni civili servono a questo, hanno provato a venderci. E chi si oppone lo fa perché in fondo è razzista, clerico-fascista e omofobo.

La finestra di Overton si è inceppata ad un certo punto. La macchina del fango ha avuto un crack.

Quando?
Quando qualcuno con tenacia, giorno dopo giorno, articolo dopo articolo, incontro dopo incontro in giro per l’Italia ha provato a spiegare per filo e per segno, dati e numeri alla mano, che il testo delle unioni civili era (ed è) un cavallo di troia. Nascondeva (e nasconde tutt’ora) lo sdoganamento dell’abominevole (definizione data da Livia Turco, Pd – non cattolica, o almeno non nel senso di “MicroMega”) pratica dell’utero in affitto. Quando nelle orecchie e nel cervello degli italiani è cominciato a passare un sussulto di ragione, allora il tink tank ha cambiato registro. Dà segnali di nervosismo e stizza nei dibattiti televisivi, sforna articoli come questo pieni di rabbia e di odio laicista, mette in corto-circuito il perbenismo degli indifferenti.

Gli italiani stanno capendo che cosa è e cosa nasconde la stepchil adoption. Hanno capito un dato elementare, cara “MicroMega”: i figli non si comprano e non pagano. Per tutti. Vale per tutti. Non c’entra il fatto di essere dello stesso sesso, etero, bisex o altro. C’entra con i diritti. C’entra con la tutela di chi è debole davvero, cioè i bambini. Il resto, cara “MicroMega”, ci scivola addosso.

Te lo faccio dire da uno che non si chiama Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, Costanza Miriano, Filippo Savarese.
Lo ha spiegato benissimo Paolo Crepet, psichiatra e sociologo di fama nazionale, intervenendo in un dibattito televisivo rispondendo a Monica Cirinnà e Vladimiro Lussuria:
"Il problema è di non fare il gioco delle tre carte. C’è un problema: in quale pancia nasce un bambino? Questo è un problema che non è un problema giuridico, è innanzi tutto un problema psicologico, perché voi siete mamme e non ve lo devo dire io che quei nove mesi non sono solo una questione di crescita biologica: ci sono migliaia e migliaia di studi che testimoniano che tra la mamma e quel bambino che ha in pancia si stabilisce una relazione affettiva. Questa cosa succede anche con la adozioni: prendi un bambino e lo porti dall’Ucraina, piuttosto che dal Brasile. Bene. Ma quando comincia ad avere 15, 16 anni ti fa una domandina, che è una domandina fondamentale: “Io di chi sono figlio?” . Vi assicuro che ci sono problemi su come si risponde a questa domanda, perché esiste un diritto fondamentale del bambino, visto che parlate di bambini, di sapere chi è la mia mamma e di volerla conoscere. Cosa gli dici? Sei nato da una monetina che ho tirato su oppure sono andata alla banca del seme?” Su una donna che non potendo avere un figlio chiede a un’altra donna di poter ospitare l’ovulo: “Orribile! Nazismo, nazismo puro! Voi parlate dei diritti degli adulti e non parlate dei diritti dei bambini. Mettiamo che la biotecnologia ci permetta - ci siamo già - di fare qualsiasi cosa: tu puoi avere un figlio a 65 anni, perché trovi un utero da qualche parte, nel mondo... lo troverai, perché anche questa è una cosa odiosa, perché queste cose qui sono fatte sulla base del censo, perché chi è che va in Canada a pagarsi quella roba lì? Il figlio dell’operaio? Cosa fa? Difende la scelta dei miliardari?".

Ah, dimenticavo.

C’è una cosa preziosissima invece nell’articolo di “MicroMega”.
Se la prende anche con Papa Francesco, il capo dei cattolici.
“L’occasione per allinearsi ai numerosi Paesi che già hanno ammesso il matrimonio egualitario, tra i quali si annoverano la cattolicissima Spagna e l’Argentina: dove l’allora Cardinale Bergoglio definì il matrimonio omosessuale un «tentativo distruttivo del disegno di Dio” (Cfr. l’Osservatore romano del 13 luglio 2010).

Grazie “MicroMega”. Adesso (mi auguro) sarà chiaro ed evidente a tutti (i cattolici) da che parte sta Papa Francesco".

© http://www.lacrocequotidiano.it/ - 20 gennaio 2016

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