Rassegna stampa etica

Ultimo mantra: Ormai questi bambini ci sono. Vogliamo negare loro dei diritti?

lacrima bimboL’ultimo mantra è questo: “Ormai questi bambini ci sono. Vogliamo negare loro dei diritti?”. La domanda è invariabilmente gettata in faccia a chi si oppone al ddl Cirinnà e, per la precisione, alla stepchild adoption, ovvero l’adozione del figliastro. Gettata in faccia perché mira a suscitare senso di colpa nell’interlocutore e riprovazione nell’uditorio mediatico verso il “cattivo” che si ostina a non concedere gli agognati diritti, e a dei bambini per di più.
Senso di colpa? Fermi un attimo. Ragioniamo.
Intanto va detto che i primi a negare diritti sono proprio il genitore e l’adottante che, in barba alla legge del nostro paese, hanno progettato e messo al mondo una creatura che certissimamente sarebbe nata in una condizione di svantaggio
a) giuridico
b) umano
c) sociale.
Giuridico perché la legge non prevede allo stato attuale questa forma di adozione se non nel caso previsto dell’adozione in casi particolari, quando cioè si sia creato un legame affettivo con il convivente e il minore sia rimasto orfano di entrambi i genitori.
Umano, perché è evidentemente svantaggiato un bambino che deliberatamente viene privato di uno dei genitori, che nasce già orfano per volontà degli adulti e non conoscerà mai la propria madre o il proprio padre.
Sociale, perché questa creatura destinata a crescere in un contesto sui generis sarà immersa in un tessuto sociale composto di bambini che per il 99,99% dei casi hanno due genitori di sesso diverso. Orbene, considerato che in questa situazione il bambino ce l’ha messo proprio chi dice di amarlo, la domanda andrebbe girata proprio a costui e suonerebbe: “Perché hai fatto tutto questo sulla pelle del bambino?”. Nessun senso di colpa? Male, molto male.
Tu l’hai combinata grossa, infischiandotene di chi avrebbe poi dovuto sopportare le conseguenze dei tuoi errori e adesso chiedi, anzi pretendi, una soluzione. Questo perché hai messo al centro il tuo desiderio e non il diritto del bambino.
Atteggiamento tipico degli adolescenti (e dei narcisisti) che combinano qualche casino senza pensare alle conseguenze, tanto poi qualcuno rimedierà o pagherà. Detto questo, il problema di questi bambini effettivamente resta.
Non saranno di certo abbandonati in un orfanotrofio né strappati dalle braccia delle figure di riferimento perché, come abbiamo detto, la legge già li tutela.
Certo, bisognerà passare attraverso un tribunale, come accade agli orfani delle coppie eterosessuali.
E se lo fanno gli eterosessuali, perché ci dovrebbe essere una corsia preferenziale per gli omosessuali?

Dalla collaborazione esterna di cristianocattolico.it

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