Rassegna stampa etica

La spacciata arroganza di un male che non si nasconde più

utero in affitto2di Mirko De Carli

‘Non c’è volgarità che possa turbare la mia felicità. Tobia è figlio di una bellissima storia d’amore’. Con queste parole di Nichi Vendola si aprono le prime pagine delle principali testate giornalistiche italiane. Una menzogna spacciata per verità diventa notizia glamour da incorniciare con editoriali al miele nei giornaloni italici come Corsera e Repubblica.

La cosa agghiacciante è che la madre non viene nemmeno citata e l’unica cosa che conta è l’amore: come se l’amore giustificasse ogni cosa. Pensate bene: cosa c’entra l’amore con un bimbo strappato dal seno della madre, letteralmente comprato attraverso un atto di compravendita? Non c’entra forse di più con l’egoismo di un adulto che, dopo essersi tolto tutte le soddisfazioni personali (e ripeto personali) possibili, decide che è ora di avere anche un figlio?

Sì egoismo, perché di questo si tratta: un desiderio (per natura irrealizzabile) che, grazie ai soldi ed alla posizione sociale, posso permettermi di farlo diventare realtà, grazie a leggi che lo consentono. Un meccanismo pericolosissimo che, una volta digerito attraverso la riproposizione quotidiana con format decisamente fashion dell’orrenda pratica dell’utero in affitto, troverà nuove prede da divorare: eutanasia, aborto post natale ed altre bestialità che ci verranno riversare addosso nei prossimi mesi.

Il leader della Lega Salvini ha definito ‘Disgustoso’ quanto avvenuto in Canada: Vendola ha replicato che ‘Non c’è volgarità degli squadristi della politica che possa turbare la grande felicità che la nascita di un bambino provoca. Condivido con il mio compagno una scelta ed un percorso che sono lontani anni luce dall’espressione ‘utero in affitto’. Questo bambino è figlio di una bellissima storia d’amore, la donna che lo ha portato in grembo e la sua famiglia sono parte della nostra vita. Quelli che insultano e bestemmiano nei bassifondi della politica e dei social network mi ricordano quel verso che dice: ‘ognuno dal proprio cuor l’altro misura’. Ma che c’azzecca? Mi spiego meglio: sotto tutte queste parole ben confezionate ma la sostanza non è la stessa dell’utero in affitto? Quale distanza avverte Nichi Vendola?

Il problema non è l’amicizia o l’amore, sentimenti nobilissimi, ma la ragionevolezza o meno di una legge. È giusto che un bambino non possa vivere con la propria madre perché due adulti, in accordo con la madre stessa, hanno deciso (per contratto) che questo non avvenga? I diritti di quel bambino (e i doveri di quella madre) dove sono finiti? E non mi vengano a propinare paragoni improbabili con le coppie eterosessuali separate che non allevano i figli: quelle sono situazioni incidentali non predefinite a tavolino con un contratto.

Ma quello che più disturba sono le strumentalizzazioni che si sono prodotte nei giorni scorsi sui principali mass media nazionali: Roberto Saviano che dice ‘Benvenuto Tobia Antonio. Vedrai, l’Italia non sarà sempre così ottusa e violenta’. Ottusa e violenta? Non è forse ottuso e violento strumentalizzare una nuova vita a fini politici?

Penso che Tobia, per la cui nascita vanno tutti i nostri migliori auguri, non debba pagare le colpe della violenza verbale di certa politica: ogni nascita è un lieto evento e merita rispetto. Ma detto questo non si può celare la verità, che va detta tutta per filo e per segno. Per esempio non possiamo sottrarci dal criticare le dichiarazioni di Deborah Serracchiani che lancia un provvedimento per introdurre la step child adoption subito dopo il voto al senato sulle unioni civii, come a dire che la fatica (ipocrita) dei centristi di governo non è valsa a nulla.

Sopratutto quando lo si vuole fare, a detta di Maria Elena Boschi, modificando la cornice legislativa delle adozioni sia per le coppie eterosessuali che per quelle omosessuali e i single: propinando al paese l’ennesima menzogna. Ci sono già migliaia di coppie eterosessuali in attesa di una risposta: perché non velocizzare le procedure per quelle coppie prima di modificare un istituto del quale, fino a qualche tempo fa, non ne importava nulla a nessuno.

Sopratutto si ripete il meccanismo sopra detto: il desiderio si fa legge, non si tutela il soggetto più debole e si maschera un mero interesse economico e politico dietro i nastrini commoventi dei falsi diritti civili. Lo Stato avrebbe il dovere di garantire al bambino non un letto caldo ma la forma di affettività più adeguata per sostenere il suo percorso di crescita e sviluppo: questo non vuol dire che sia quella perfetta o ideologicamente più coerente ma quella più vicino a quel bene comune il più delle volte decantato a sproposito. Per questo la legge sulle adozioni oggi in vigore è assolutamente tutelante in tal senso: se si avesse a cuore il destino dei bambini orfani ci si dovrebbe preoccupare ad accogliere quelle migliaia di richieste inevase prima di parlare di nuovi diritti.

Come ben vedete non si arresta il Vietnam culturale innescato dalle lobby che finanziano e promuovono la cultura gender, in Italia come nel mondo intero. Dopo aver dovuto incassare una prima vittoria violando la democraticità e costituzionalità delle istituzioni repubblicane, ora agiscono ‘a raggiera’ per colpire tutto l’ordinamento riferibile al diritto di famiglia. E badate bene non per affermare i diritti di una lobby arcobaleno, che scenderà al Circo Massimo il 5 marzo contro queste politiche del governo Renzi. Ma solo ed esclusivamente per assecondare potenti finanziari che, da politiche come queste, guadagnano milioni di euro. Soldi e potere. Come sempre. Ma noi continueremo a resistere.



© http://www.lacrocequotidiano.it/ - 1 marzo 2016

Abbonatevi a La Croce
http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora

Share this post

Submit to FacebookSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.

Build and Design
by Paul Freeman sDg

partner di
Novae Terrae
www.novaeterrae.eu