Storico abbraccio tra Francesco e Kirill: "Siamo fratelli"

storico abbraccio tra Kirill e FrancescoPapa Francesco è arrivato all'Avana, a Cuba, per lo storico incontro con il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill. Il Pontefice è stato accolto dal presidente cubano Raul Castro. Poi ha incontrato Kirill scambiando con il Patriarca un caloroso abbraccio. Il Papa ha detto in spagnolo: siamo fratelli, quello che succede oggi è volontà di Dio. Poco prima aveva lanciato un tweet: “Oggi è un giorno di grazia.

L'incontro con il Patriarca Kirill è un dono di Dio. Pregate per noi”. Dopo il colloquio privato e lo scambio dei doni (il Papa dona un reliquiario con una reliquia di San Cirillo e un calice, il Patriarca dona una copia, più piccola dell'originale, della Madonna di Kazan) firmeranno una Dichiarazione comune e terranno due brevi discorsi. Il padre domenicano Hyacinthe Destivelle, responsabile della sezione orientale del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, ha anticipato alcuni contenuti:

“E’ una Dichiarazione comune – ha detto - che verosimilmente riprenderà i temi particolarmente cari al dialogo cattolico-ortodosso in generale. Non è una Dichiarazione che apre a prospettive teologiche particolari, perché il dialogo teologico si svolge nell’ambito della Commissione internazionale del dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme. Nella Dichiarazione si parla degli ambiti di collaborazione e di dialogo che non hanno carattere teologico ma che pure sono molto importanti per il riavvicinamento delle Chiese: la questione della persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, la questione della famiglia, la questione della secolarizzazione, del ruolo che i cristiani possono ricoprire nelle società secolarizzate; la questione dei giovani, della vita in termini generali … tutti questi aspetti sono particolarmente importanti, soprattutto nel dialogo con la Chiesa ortodossa russa. Il concetto di fondo della Dichiarazione è di affermare che non siamo “concorrenti”, ma “fratelli”, in particolare fratelli dei nostri fratelli ortodossi con i quali condividiamo la medesima successione apostolica, la stessa concezione di Chiesa, la stessa concezione dei Sacramenti: noi riconosciamo tutti i Sacramenti ortodossi e gli ortodossi riconoscono a loro volta tutti i Sacramenti cattolici. Per questo, abbiamo grande interesse a lavorare insieme per testimoniare insieme il Cristo. Ecco, alla fine, lo scopo di questo incontro tra il Patriarca e Papa Francesco: testimoniare insieme il cristianesimo nel mondo di oggi”.

Padre Destivelle sottolinea che si tratta di un incontro desiderato e preparato da molto:

“I progetti c’erano da 25 anni, ma non sono mai andati in porto. Negli ultimi anni, le relazioni si sono molto intensificate, in particolare a partire dal Pontificato di Papa Francesco. Il Patriarca Kirill aveva manifestato da tempo il desiderio di incontrare Papa Francesco, quasi fin dalla sua elezione; il metropolita Hilarion ha dato un forte contributo alla realizzazione di questo progetto: l’anno scorso, è venuto in Vaticano a più riprese”.

E’ un lavoro al quale ha contribuito anche Papa Benedetto XVI, creando soprattutto un’atmosfera di fiducia, ma “purtroppo – afferma Padre Destivelle - questo progetto non si è potuto realizzare durante il Pontificato di Papa Benedetto. Quello che aveva impedito l’incontro finora era un certo timore da parte del Patriarcato di Mosca, il timore del “proselitismo” cattolico in Russia, il timore anche di quello che chiamano “il metodo dell’uniatismo” , in particolare in Ucraina. Credo che questi timori siano stati superati e che gli ortodossi russi si rendano conto che da parte della Chiesa cattolica non c’è alcuna intenzione di fare proselitismo in Russia e che altrettanto non c’è alcun desiderio di riprendere il “metodo dell’uniatismo”, che consiste nel ri-annettere alcune parti della Chiesa ortodossa alla Chiesa cattolica. Attualmente, la Chiesa cattolica promuove un metodo diverso per raggiungere l’unità, che è quello ecumenico, un metodo cioè che non consiste nel riannettere una parte della Chiesa ortodossa alla Chiesa cattolica, ma che prevede un cammino che vogliamo fare insieme, un cammino di fratellanza, di collaborazione in diversi ambiti, un percorso di dialogo teologico e anche di carità, quello che chiamiamo il “dialogo della carità” … Tutto questo dovrà contribuire a riavvicinarci, gli uni con gli altri. Credo che lo scopo di tutto questo movimento ecumenico, di questo processo di unità è quello di riuscire, un giorno, cattolici e ortodossi, a fare la Comunione dallo stesso Corpo e Sangue di Cristo: questo è quello che conta”.

Si può parlare di “una nuova fase” nei rapporti tra le due Chiese – continua padre Destivelle – “questo evento è un punto d’arrivo, perché ci sono voluti molti anni per completare questo progetto; ma è al contempo anche un punto di partenza nei rapporti, nella misura in cui da adesso possiamo avere rapporti normali e fondati sulla fiducia. L’approccio di Papa Francesco è nella promozione di una cultura dell’incontro, e questo incontro sarà un momento particolarmente importante nel Pontificato di Papa Francesco: la Chiesa ortodossa russa infatti è una Chiesa molto importante nel mondo cristiano. E’ una delle Chiese più grandi, nella Chiesa ortodossa è al quinto posto, considerando che il “primus inter pares” nell’ortodossia – il Patriarcato Ecumenico, e quindi attualmente il Patriarca Bartolomeo, Patriarca di Costantinopoli, gode del primato d’onore nel plenum delle Chiese ortodosse; sicuramente la Santa Sede ha un legame particolare con il Patriarcato Ecumenico che – mi sembra – non possa essere paragonato ad alcun altro rapporto con le altre Chiese ortodosse. Detto questo, il Patriarcato di Mosca per il numero di fedeli rappresenta una questione di particolare importanza per quanto riguarda le relazioni ecumeniche, perché raggruppa quasi due terzi del mondo ortodosso”.

© http://it.radiovaticana.va - 12 febbraio 2016


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