Pino Ciociola, testo e video

Qui, «proprio in questa Grotta, sono avvenute molte vittorie» e la vittoria sul male «si compie nel cuore dell’uomo», spiega padre Ladislao Suchi, rettore da vent’anni della basilica santuario di San Michele Arcangelo, a Monte Sant’Angelo, nel foggiano. Dove sono raccontati quindici secoli di storia attraverso le diverse costruzioni intorno alla Grotta. Una basilica conosciuta come “Celeste”, perché non consacrata dagli uomini.
 

Dio a modo mio

Il mondo giovanile vive rapide e profonde trasformazioni e non si lascia adeguatamente esplorare con i consueti strumenti di indagine. La difficoltà aumenta se si vuole approfondire il rapporto dei giovani con la fede, entrando in una sfera molto personale e intima.
 

Cristo nostra giustizia

Il termine “giustificazione” — salvo rare eccezioni — non appartiene al novero delle parole più comuni nel linguaggio parlato dai fedeli cristiani. È avvertito piuttosto come concetto proprio del linguaggio tecnico della teologia ed evoca antiche dispute che, a partire dal XVI secolo, hanno segnato la storia della Chiesa e hanno contribuito a determinare la separazione tra la Chiesa romana e le comunità protestanti.
 
Figlie e figli carissimi! Siate veramente i benvenuti nella casa del Pa p a ! Siamo stati informati che in questi giorni siete riuniti a Roma per il vostro incontro nazionale. Noi siamo lieti per il vostro numero che vediamo così cospicuo. per la vostra encomiabile dedizione all’impegno che avete assunto nei confronti dei fratelli bisognosi di aiuto. Sono segni questi che il messaggio di amore, proclamato da Gesù, continua a penetrare e a fruttificare profondamente nelle anime aperte e disponibili, pur in mezzo alle manifestazioni, talvolta crudeli ed abnormi, della violenza fisica e psicologica, alla propaganda massiccia di ideologie che incitano all’odio, al disprezzo e al sopruso nei riguardi degli altri, e pur in mezzo alla ricorrente tentazione dell’individualismo, cioè uno è sempre tentato di dire: «ma io che c’entro? Io sto per parte mia, e non mi interesso degli altri, non do fastidio a nessuno.
 

Il logo della canonizzazione

È Karen Vaswani nee D’Lima, cattolica della periferia di Mumbai, ad aver realizzato il logo ufficiale della canonizzazione di madre Teresa, che avverrà il prossimo 4 settembre. Con una ventennale carriera di designer alle spalle, la donna è sposata e ha una figlia adolescente di nome Kimaya, che in sanscrito significa «divina».
 

Tutto per me fosti e sei

Inos Biffi

Abbiamo urgente bisogno di teologia. Ma di teologia vera, al pari di quella a cui Tommaso d’Aquino, e non lui solo, ha dedicato ogni sforzo del suo spirito, e perciò della teologia che rampolla dal cespite dalla fede e sorge sul fondamento della verità del mistero cristiano.
 

Solo Dio è padrone della vita

LA VALLETTA, 20. Proteggere la vita sempre e in ogni luogo: è questo l’invito contenuto nella lettera pastorale diffusa dalla Conferenza episcopale maltese in occasione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. L’arcivescovo di Malta, Charles Jude Scicluna, e il vescovo di Gozo, Mario Grech, presidente dell’episcopato, denunciano — citando Papa Francesco — «la cultura dell’usa e getta, con la quale gli esseri umani vengono scartati come rifiuti» e «si dà priorità al denaro e non alle persone».
 

Zero Gesù

È difficile essere italiani senza aver mai ascoltato una canzone di Renato Fiacchini, in arte Renato Zero, nomignolo di chi lo scherniva nelle sue prime realizzazioni come artista. È altrettanto difficile non ricordare quanto, sin dai primi tempi, questo astro nascente dello spettacolo avesse un che di totalmente trasgressivo, di istrionico con i suoi travestimenti e i suoi atteggiamenti.
 
È il dialogo l’unica chiave per fare breccia nel cuore umano, chiuso soprattutto oggi da una “insicurezza esistenziale che ci fa avere paura dell’altro”. Lo afferma Papa Francesco nel Messaggio inviato, a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, al 37.mo Meeting per l’amicizia tra i popoli organizzato a Rimini da Comunione e Liberazione con il titolo “Tu sei un bene per me”. Il servizio di Alessandro De Carolis:
 

Papa ad Assisi il 20 settembre

Grande gioia ad Assisi per l’annuncio che il Papa il prossimo 20 settembre si recherà di nuovo nella città umbra. L’occasione è importante: l’incontro conclusivo della Giornata mondiale di preghiera per la pace organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio sul tema “Sete di pace. Religioni e culture in dialogo”. Saranno presenti, tra gli altri, il Grande Imam dell'Università islamica di al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e il Primate anglicano Justin Welby. Ci sarà anche il Presidente della Repubblica italiana Mattarella. Un evento che arriva a 30 anni dalla storica Giornata di preghiera per la pace promossa da Giovanni Paolo II il 27 ottobre del 1986. Sergio Centofanti ne ha parlato con il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino:
 
"Pax vobis" è il motto del viaggio papale in Georgia, che si svolgerà dal 30 settembre al 2 ottobre e toccherà anche l’Azerbaigian. Le due parole, tratte dal capitolo 20 del Vangelo di Giovanni, sono riprodotte in due lingue, latino e georgiano, nel logo della visita. La scelta del tema della pace – riferisce L’Osservatore Romano – vuole sottolineare la coincidenza del viaggio con l’Anno della misericordia e rappresenta un richiamo alla pacificazione del mondo e di quella regione asiatica in particolare.
 

In una sera di fine estate

di GIANLUCA BLANCINI

Era il 20 agosto 1940 quando frère Roger Schutz giunse per la prima volta sulla collina di Taizé e acquistò la casa dove ora vivono un centinaio di frères, a una ventina di chilometri dalla linea di demarcazione che passava a Saint-Gengoux-le-National e che divideva la zona occupata dall’esercito tedesco dalla zona libera retta dal governo di Vichy e poco dopo, grazie alla sorella Geneviève accorsa in aiuto, iniziò ad accogliere alcuni profughi, per lo più ebrei.
 
La giovane Chiesa cattolica della Mongolia si sta preparando a festeggiare, il 28 agosto, l’ordinazione del suo primo sacerdote autoctono: Joseph Enkhee-Baatar. A presiedere l’ordinazione nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo della capitale Ulan Bator, sarà il Prefetto apostolico di Ulaanbatar, mons. Wenceslao Selga Padilla.
 

Sulla via del vero


Pubblichiamo uno stralcio della «lectio magistralis» pronunciata il 16 maggio 2011 alla Lateranense.
di ETTORE BERNABEI

Alcune forme di intrattenimento, come gli sceneggiati televisivi e i documentari di rievocazione storica drammatizzata, possono aiutare miliardi di persone anche illetterate a migliorare i propri comportamenti. La televisione d’intrattenimento, con gli sceneggiati e documentari, coinvolge l’intelligenza, la volontà e la fantasia di tutti i componenti di un nucleo familiare.
 

Per i laici la famiglia e la vita

Papa Francesco ha istituito il dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Al nuovo organismo — il cui statuto era già stato approvato ad experimentum dal Pontefice lo scorso 4 giugno — saranno trasferite dal 1° settembre competenze e funzioni finora appartenute ai Pontifici Consigli per i laici e per la famiglia. A disporlo è la lettera apostolica in forma di motuproprio Sedula Mater datata 15 agosto.
 
Il Presidente francese François Hollande è giunto in Vaticano questo pomeriggio intorno alle 16.45. Entrato in macchina dal Cancello del Perugino, è stato accolto al Largo Giovanni Paolo II (fra l’Aula Paolo VI e il Palazzo della Canonica) dal Prefetto della Casa Pontificia, S.E. Mons. Georg Gänswein.
 

Nomine papali 17 agosto 2016

Le nomine di oggi riguardano il nuovo dicastero per i laici, la famiglia e la vita, la Pontificia Accademia per la vita, il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, e la Chiesa in Brasile.

Kevin Joseph Farrell prefetto del dicastero per i laici la famiglia e la vita
È nato il 2 settembre 1947 a Dublino (Irlanda). Dopo aver completato le scuole primaria e secondaria, ha frequentato l’università di Salamanca in Spagna, e poi la Pontificia università Gregoriana a Roma. Ha ottenuto la licenza in filosofia e in teologia all’università di San Tommaso a Roma.
 
Mons. Raphael Cheenath, arcivescovo emerito di Cuttack- Bhubaneshwar e simbolo del martirio cristiano nella regione indiana dell’Orissa, è deceduto il 14 agosto a Mumbai. Aveva 82 anni ed era ricoverato in ospedale. Il presule era stato pastore della Chiesa dell’Orissa proprio durante il periodo dei "pogrom" organizzati dai gruppi radicali e paramilitari indù e aveva sempre invocato giustizia per le vittime cristiane.
 
Papa Francesco riceverà in Vaticano il Presidente francese François Hollande nel pomeriggio di mercoledì 17 agosto. Si tratta di una visita privata.
 

Salvati dalla sua vigile intercessione

di MANUEL NIN

Nel calendario delle Chiese di tradizione bizantina la dormizione della Madre di Dio è l’ultima delle grandi feste. Il ciclo liturgico annuale ha la prima l’8 settembre con la celebrazione della nascita della Madre di Dio, e si conclude con la sua dormizione, il suo transito glorioso in cielo accolta tra le braccia di suo figlio.
 

L’abbraccio di Francesco

Prima l’abbraccio, poi la richiesta di perdono: a nome di tutti quegli uomini, anche cristiani, cattolici, che hanno commesso abusi e violenze su donne vittime del racket della prostituzione. Così Papa Francesco nel pomeriggio del 12 ha vissuto il suo venerdì della misericordia nel mese di agosto di questo anno santo straordinario.
 
da Parigi CHARLES DE PECHPEYROU

Dopo lo stupore, la rabbia e l’indignazione seguiti all’assassinio di don Jacques Hamel, avvenuto nella piccola chiesa di Saint-Étiennedu- Rouvray lo scorso 26 luglio, i sacerdoti in Francia hanno avuto la gradita sorpresa di ricevere numerosi attestati di solidarietà da parte della popolazione: per telefono, per posta elettronica o in occasione delle celebrazioni. Incoraggiamenti cordiali provenienti dalla società intera e non soltanto dai fedeli. Per molti c’è stato anzitutto lo choc, nel bel mezzo dell’estate.
 

Aggiungi un santo a tavola

Giovanni Cerro

Nella Storia Lausiaca, una raccolta di settantuno biografie di asceti risalente al IV secolo, il vescovo Palladio di Galazia riporta un episodio singolare relativo alla vita di Paolo il Semplice. Secondo questa testimonianza, Paolo, recatosi nel deserto egiziano per diventare un discepolo di Antonio, tradizionalmente considerato il primo monaco cristiano, fu sottoposto da questi a diverse prove, volte a saggiare la sua umiltà, la sua pazienza e la sua capacità di resistere alle tentazioni del corpo e dello spirito. Prima fu costretto a rimanere per quattro giorni e quattro notti senza bere e mangiare davanti alla sua cella, quindi a intrecciare e disfare continuamente delle corde fatte con le foglie di palma. Alla fine, dopo aver pregato a lungo con lui, Antonio lo invitò a sedersi per dividere la sua misera cena.
 

Lutero e gli ebrei

di ANNA FOA

Al processo di Norimberga Julius Streicher, il direttore della rivista antisemita nazista «Der Stürmer», alla notizia di essere stato condannato a morte, fece una singolare chiamata di correo e affermò che su quel banco di imputato avrebbe dovuto sedere Martin Lutero, non lui. E in effetti è vero che gli scritti di Lutero sugli ebrei sono stati ampiamente utilizzati dai nazisti per la loro propaganda antisemita, fino a far derivare dalla sua Riforma le loro tesi razziste e antisemite.
 
Nell’ambito dei “Venerdì della Misericordia”, alle ore 17 di oggi, 12 agosto, il Santo Padre si è recato in una struttura romana della “Comunità Papa Giovanni XXIII” fondata da don Oreste Benzi, per incontrare 20 donne liberate dalla schiavitù del racket della prostituzione. Sei di loro provengono dalla Romania, 4 dall’Albania, 7 dalla Nigeria, e le altre tre rispettivamente da Tunisia, Italia, Ucraina. L’età media delle ospiti è sui 30 anni. Tutte hanno subìto gravi violenze fisiche e vivono protette. Con loro, ad accogliere il Papa, erano il responsabile generale della Comunità, Giovanni Paolo Ramonda, l’assistente spirituale Don Aldo, due operatori di strada e la responsabile dell’appartamento che si trova nella zona nord di Roma.
 
Lo scorso 6 giugno padre Jacques Hamel, assassinato il 26 luglio in chiesa a Rouen, aveva pubblicato un editoriale sul bollettino parrocchiale, chiedendo di approfittare delle vacanze estive per rendere il mondo più umano con la preghiera e la misericordia: “L’augurio è che possiamo in quei momenti sentire l’invito di Dio a prenderci cura di questo mondo, a farne, là dove viviamo, un mondo più caloroso, più umano, più fraterno. Un tempo di incontro, con familiari e amici.
 

A tavola con Francesco

A tavola con Francesco. È con i ventuno profughi siriani accolti a Roma che il Papa ha voluto pranzare, giovedì 11 agosto, a Casa Santa Marta. «Un momento di festa», hanno detto i profughi, ma anche un grande messaggio di pace e di speranza: «Così grande che non troviamo neppure le parole per esprimerlo» confida a Francesco, a nome di tutti, Suhila Ayiad. All’inizio del pranzo, il Papa ha pregato «per questa famiglia», perché il Signore «ci dia la pace nella nostra terra». Poi ha avuto modo di ascoltare le drammatiche storie dei profughi. Le famiglie accolte da Francesco sono cinque.
 
Segue l’omelia pronunciata da p. Claudio Durighetto, sulla Parola proclamata nella solennità di Santa Chiara (Os 2,16-17.21-22 • Sal 44 • Gv 15,4-10):
 

I silenzi di Dio

di JOSÉ BELTRÁN

Silenzio. In mezzo alla moltitudine. Con due milioni di giovani. Sembra una contraddizione. Ma non è Woodstock. È Cracovia. Giornata mondiale della gioventù. Tempo per l’incontro e la gioia traboccante. Momenti per la celebrazione. Ma anche per la quietudine tra la folla. Pause che mi avvolgono, che vedo coinvolgere altri che mi stanno accanto. Per ascoltare e lasciarsi ascoltare. Per accogliere la voce dei senza voce.
 
di GIANLUCA BICCINI

«Il silenzio è un messaggio». Per il cardinale Kurt Koch, presidente della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo, non ci sono dubbi: la scelta del Papa di non parlare ad Auschwitz-Birkenau vale più di tanti discorsi e dei fiumi di inchiostro che sono stati versati per raccontare l’orrore della Shoah. In questa intervista all’«Osservatore Romano» il porporato — che era nel seguito pontificio durante la visita di Francesco al campo di sterminio nazista in occasione del viaggio in Polonia — ricorda che la “sorella gemella” della religione è la pace e non la violenza.