Qualche anno fa presentando un libro di Giorgio Gibertini, pubblicato dalla Sugarco edizioni, evidenziavo la mancanza di leadership di uomini e donne credibili per il nostro Paese. In quell'occasione facevo esplicito riferimento al commissario Luigi Calabresi come straordinario esempio di grande dedizione al suo lavoro e al bene della società. Sono convinto che lo studio di questa grande personalità del secolo scorso è utile per chi intende intraprendere una attività pubblica al servizio del prossimo.
 

Una somma lezione di pazienza, mansuetudine e carità

Maria d’Agreda e la fiducia del Signore per noi peccatori
 
Oggi, lunedì 26 settembre 2016, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica Democratica del Congo, S.E. il Sig. Joseph Kabila, il quale ha incontrato successivamente l'Ecc.mo Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
 

Con il titolo El Concilio Vaticano II y los judios è uscito in Argentina nello scorso febbraio a cura dei rabbini Abraham Skorka e Ariel Stofenmacher un libro edito dal Seminario rabínico latinoamericano Marshall T. Meyer che fa il punto sui rapporti tra cattolici ed ebrei a mezzo secolo dalla dichiarazione conciliare Nostra aetate.
 

Spalla a spalla

di Jorge Mario Bergoglio

«La Chiesa ha sempre davanti agli occhi le parole dell’apostolo Paolo riguardo agli uomini della sua stirpe “ai quali appartiene l’adozione a figli e la gloria e i patti di alleanza e la legge e il culto e le promesse, ai quali appartengono i padri e dai quali è nato Cristo secondo la carne” (Romani 9, 4-5), figlio di Maria Vergine.
 

Francia, gli errori della #Manif

All’indomani della legge Taubira sul “mariage pour tous”, i movimenti d’opinione e di cultura dei “Veilleurs debout” e della “Manif pour tous” (epigoni di analoghi movimenti italiani) hanno dato vita a “Sens commun”, un movimento politico di fatto confluito nel centrodestra di Sarzoky. L’irrilevanza di fatto di questa esperienza nel quadro politico francese deve fungere da monito a tentativi analoghi

di Emiliano Fumaneri

Chiunque abbia a cuore la lotta con tro i falsi miti del progresso farà bene a tenere sempre lo sguardo - puntato in direzione della Francia, l’antica “figlia primogenita” della Chiesa. L’esperienza insegna: è nella «Grande Nazione», il paese più simile al nostro per storia, cultura e organizzazione statale, che spesso trovano anticipo tendenze e orientamenti destinati, presto o tardi, a riprodursi anche in Italia. È dalla Francia infatti che si è originato nel 2013 un vasto moto di protesta contro la legge Taubira, la norma sul «mariage pour tous» che introduceva le nozze gay in Francia.
 

I MISERABILI CHE COMPRANO BAMBINI

di Mario Adinolfi
Secondo Victor Hugo la Grand Place di Bruxelles sarebbe la piazza più bella del mondo e in effetti non meraviglia che l’Unesco la tuteli come patrimonio dell’umanità dal 1998.
 

Dove c’è il dito di Dio

di MARCELLO BARTOLUCCI

I miracoli non sono eventi marginali del Vangelo e neppure delle cause dei santi. Gesù ha annunciato il regno di Dio con la parola e con i “segni messianici”, che compiva per rendere trasparente la sua identità e credibile la sua missione e anche per anticipare le novità finali del mondo redento.
 
Il 19 settembre 2016, presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a New York, S.E. il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, ha depositato formalmente lo strumento di adesione della Santa Sede alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione, adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 31 ottobre 2003.
 

Col passo della mula

L’apostolato del Cura Brochero

di DIEGO FARES

«Insomma, Brochero sarebbe il Curato d’Ars argentino». Così ha detto san Giovanni Paolo II, quando stava per dichiararlo venerabile nel 2004.
 

Misericordia

Un inedito di Montini

Non basta dire: Dio è Amore, Dio ha amato il mondo;
bisogna aggiungere: Dio è Misericordia, Dio ha amato un mondo colpevole.
 

Deve cessare il frastuono delle armi

Pubblichiamo una traduzione italiana del discorso pronunciato il 22 settembre a New York dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato e capo della delegazione della Santa Sede, durante il dibattito generale della settantunesima sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite.
 
Papa Francesco ha espresso il suo profondo dolore per la morte in Messico di due sacerdoti cattolici, sequestrati e uccisi a Poza Rica, nello Stato orientale di Veracruz.
 

Francesco: la vanità è l'osteoporosi dell'anima

L’inquietudine che viene dallo Spirito Santo e l’inquietudine che viene dalla coscienza sporca, la vanità che trucca la vita come un’osteoporosi dell’anima: di questo ha parlato il Papa nell’omelia della Messa del mattino a Santa Marta.
 

Tu non hai esaudito la nostra supplica

La preghiera di Paolo VI alla celebrazione funebre di Aldo Moro del 13 maggio 1978 a San Giovanni in Laterano

Ed ora le nostre labbra, chiuse come da un enorme ostacolo, simile alla grossa pietra rotolata all’ingresso del sepolcro di Cristo, vogliono aprirsi per esprimere il De profundis, il grido cioè ed il pianto dell’ineffabile dolore con cui la tragedia presente soffoca la nostra voce. Signore, ascoltaci!
 

Assistenza sanitaria al servizio dei più deboli

Pubblichiamo in una nostra traduzione italiana l’intervento del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, pronunciato il 21 settembre alle Nazioni Unite durante l’incontro di alto livello sulla resistenza antimicrobica.

 
Amore per la verità, professionalità, rispetto per la dignità della persona: sono i tre atteggiamenti che devono caratterizzare il lavoro del giornalista, chiamato alla «grande responsabilità» di scrivere ogni giorno «la prima bozza della storia, costruendo l’agenda delle notizie e introducendo le persone all’interpretazione degli eventi».
 
Impariamo, come cristiani, ad ascoltare «il grido di Dio verso l’umanità», ma anche «il grido del nostro prossimo» e soprattutto «la voce dei più abbandonati e dei più poveri».
 

La preghiera di Tamar

Tra le testimonianze quella di una giovane di Aleppo

«Una risposta a un mondo intristito da tante guerre che talvolta in modo blasfemo e satanico agitano vessilli religiosi». Così l’arcivescovo Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, ha riassunto il significato delle giornate vissute nella città del poverello dal 18 al 20 settembre, salutando il Pontefice e i presenti alla cerimonia conclusiva in piazza San Francesco.
 

Dialogo globale la sola strada da percorrere

Pubblichiamo in una nostra traduzione italiana l’intervento del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, pronunciato il 19 settembre al summit delle Nazioni Unite sui migranti.
 

Solo la pace è santa

«Il dialogo nasce quando sono capace di riconoscere che l’altro è un dono di Dio e ha qualcosa da dirmi». Nel tweet lanciato mercoledì 21 settembre dall’account @Pontifex — al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro dedicata alla centralità del «perdono» e del «dono» nella vita cristiana — il Papa ha riproposto uno degli aspetti chiave dell’esp erienza vissuta il giorno precedente ad Assisi.
 

Il catechismo per bambini utile agli adulti

di Giovanni Marcotullio

Quando mi capita di incontrare degli amici con prole al seguito e ho l’occasione di intrattenermi con loro, mi ritrovo spesso a chiedere loro: «E che faccia ha fatto la prima volta che gli hai parlato di Gesù?». Alle volte, quando questa domanda mi sale alle labbra, mi trovo deluso e un po’ ferito dalla risposta, che spesso suona: «Ma non è ancora il momento, è piccolo».
 
«Il Papa è l'unico ad aver capito che il nulla ci sta avvolgendo; il nichilismo si sforza di rendere il male non visibile né dicibile né pensabile. Contro una simile devastazione mentale e mondiale, la lezione di Ratisbona richiama la fede biblica e gli interrogativi della filosofia greca a rinnovare senza concessioni una alleanza che mi auguro sia definitiva e vittoriosa » (André Glucksmann)
 

La vergogna della guerra

«Oggi, uomini e donne di tutte le reli- gioni, ci recheremo ad Assisi non per fare uno spettacolo: semplicemente per pregare e pregare per la pace». Prima di partire per la città di san Francesco, il Papa ha voluto riaffermare il senso del pellegrinaggio, celebrando la messa martedì mattina, 20 settembre, nella cappella della Casa Santa Marta.
 

Sete di Pace. Religioni e Culture in dialogo

Alle ore 10.55 di questa mattina, il Santo Padre Francesco è partito dall’eliporto vaticano per la Visita ad Assisi per la Giornata mondiale di preghiera per la Pace nell’ambito dell’evento “Sete di Pace. Religioni e Culture in dialogo”, promosso dalla Diocesi di Assisi, dalle Famiglie Francescane e dalla Comunità di Sant’Egidio.
 
Bisogna entrare nello spazio dei poveri per poter incontrare Dio. Così in sintesi il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, nell’omelia per la solenne celebrazione eucaristica che si è tenuta questa mattina, alla presenza dei rappresentanti delle Chiese cristiane e delle comunità ecclesiali. Nel pomeriggio è atteso l’arrivo del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, per l’Assemblea che apre l’incontro internazionale “Sete di Pace: religioni e culture in dialogo”, di cui ha parlato anche il Papa all'Angelus. Il nostro inviato ad Assisi, Massimiliano Menichetti:
 
Per una felice coincidenza, o se si vuol dire dono provvidenziale, il trentesimo anniversario dell’incontro ecumenico e interreligioso di pellegrinaggio, digiuno e preghiera per la pace voluto ad Assisi il 27 ottobre 1986 da Giovanni Paolo II cade nel settimo Centenario della morte di Raimondo Lullo.
 

La luce non va in frigo

Se non si vuole essere cristiani solo «di nome», bisogna far proprio l’impegno quotidiano a «custodire e non nascondere» quella luce che ci è stata data nel battesimo. Un impegno che si realizza nella vita «di tutti giorni», facendo attenzione a non cedere ad alcune tentazioni nelle quali si è invece portati a cadere. E alcuni consigli in merito li ha dati Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata lunedì 19 settembre, a Casa Santa Marta.
 

Le parole non bastano più

GENOVA, 19. C’è un tempo, ed è questo, in cui «le parole non bastano più» e diventa sempre più prepotente «l’esigenza del dono totale di sé». Parole del cardinale arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco. Il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) e inviato speciale del Papa, ha concluso ieri, domenica 18, dall’altare di piazzale Kennedy, dove è stata celebrata la messa con circa 15.000 fedeli, il ventiseiesimo congresso eucaristico nazionale.